“Più del quadro in sé, quello che conta è ciò che esso emana e diffonde nell’aria. Non ha importanza se il quadro viene distrutto. L’arte può anche morire; quello che conta è che abbia sparso semi sulla terra.”
J. Mirò
Breve biografia presentata ai bambini
Mirò nacque a Barcellona nel 1893, era figlio di un orefice
Cominciò a disegnare all’età di 8 anni
Dopo la scuola intraprese studi commerciali e contemporaneamente prendeva lezioni private di disegno
Terminati gli studi, lavorò per un anno come contabile in una drogheria, finché un esaurimento nervoso non lo convinse a dedicarsi esclusivamente all’Arte
A 19 anni iniziò a frequentare scuole di Arte ed entrò in contatto con altri artisti
A 27 anni si stabilì a Parigi. Conobbe Picasso e il circolo dadaista, gli astrattisti e i surrealisti
Nel 1929 Miró si trasferì di nuovo in Spagna. Iniziò a dedicarsi alle litografie e alla scultura
Con lo scoppio della guerra civile spagnola (1936) tornò a Parigi, ma fece ritorno in Spagna al momento dell’invasione nazista della Francia.
A 51 anni, Miró iniziò a dedicarsi a lavori di ceramica e a sculture di bronzo. In questi anni fece molti viaggi ed esposizioni negli Stati Uniti
Nel 1978 si dedicò alla scenografia per il teatro e alla scultura monumentale
In età avanzata Miró creò centinaia di ceramiche, tra cui il Muro della Luna e il Muro del Sole presso l'edificio dell'UNESCO a Parigi. Si dedicò alla pittura su vetro.
Joan Miró morì a Maiorca all'età di 90 anni, è stato sepolto a Barcellona.
Nei suoi quadri Mirò utilizza colori forti e decisi come il giallo, il nero, il rosso e il blu ed elimina la prospettiva e la profondità. I suoi paesaggi sono popolati da forma astratte, animaletti, occhi, forme geometriche e, cosa molto importante, non c’è una vera e propria distinzione tra il bordo e il centro.
La sua pittura è definita all over perché le figure che la popolano vengono dipinte sulla tela senza differenza tra il centro e i bordi della tela. Questo può apparire un dettaglio ininfluente, ma in realtà è molto importante. Per secoli, infatti, i pittori erano abituati a dipingere non soltanto utilizzando la prospettiva, ma consapevoli che le scene posizionate al centro dell’opera avevano un impatto visivo maggiore rispetto a quelle collocate di lato.
Spesso i pittori riservavano ai personaggi più importanti o alle scene più emozionanti la parte centrale della tela. Con Mirò questa distinzione si perde: le sue mezzelune e i suoi soli fluttuano liberamente sulla tela. Le sue opere sono spesso dipinte senza sfumature e con campiture piatte.