C'é una città,
tre sono i modi per raggiungerla: da est attraversando il mare, da nord camminando su una strada che corre lunga e diritta, da sud attraverso sentieri che si perdono tra i boschi.
La città si presenta diversa a seconda di qual è il punto di arrivo.
Se attraversi il mare arrivi in quella parte della città che tutti chiamano Blu.
Blu perché è la parte più vicina al mare e perché tutti gli abitanti si vestono con abiti blu, blu chiaro, blu di Persia o di Prussia, blu acciaio e blu Ciano, ma sempre blu.
Le case sono dipinte di un bel blu elettrico, le scale sono ornate di conchiglie e chiocciole marine dipinte di blu.
Le persone, vestite di blu, escono dalle loro case blu per andare al lavoro in uffici e in scuole con i muri di colore blu. Tutti i libri e i quaderni hanno copertine blu, a merenda i bambini mangiano mirtilli e more e le aiuole di quella parte della città sono colme di iris e ortensie blu e pavoni dalle piume blu fanno la ruota nel parco, in quella parte della città che tutti chiamano Blu.
È lì che vive Rosario Blu.
Rosario Blu ama viaggiare, spesso sale sulla sua barca, che ha una grande vela di un bel blu polvere e uno scafo blu cobalto e per giorni veleggia fino a quando il mare di colore blu oltremare incontra il blu notte del cielo.
Se arrivi da nord incontri quella parte della città che tutti chiamano Nera.
Nera perché lì tutti aspettano che il sole si nasconda dietro al promontorio e poi spalancano le finestre per fare entrare la notte. Con il buio le persone escono dalle case, camminano lungo le strade cercando di riconoscersi, i bambini giocano a nascondino, si rincorrono lungo i vicoli senza vedersi, urlano il loro nome e il nome degli amici. “Andrea … vieni, gioca con me”
Dai camini dei palazzi esce un fumo più nero della notte e stormi di neri corvi volano nel cielo nero.
E' una parte della città senza forme, senza figure, le persone vedono solo delle buie ombre e non riescono a riconoscersi, si rincorrono ma non si prendono, parlano ma non si capiscono.
È lì che vive Modesto Nero.
Modesto indossa sempre un lungo e nero mantello e un nero cilindro, cammina per i vicoli, attraversa le piazze, se lo incontri quando la notte sta per finire e tutti si preparano ad andare a dormire puoi riconoscerlo perché grida: “Presto, presto, il sole sta per sorgere, chiudete le porte, serrate le finestre, nascondetevi dalla luce del giorno”.
Se arrivi da sud incontri quella parte della città che tutti chiamano Bianca.
Bianca perché è tutto candido come la neve, così bianco che in questa parte della città non esistono le ombre, così bianco che è come camminare su una pagina bianca, e anche se tu tracci una linea spessa e fitta non si vede perché è bianca sul bianco.
Gli abitanti di Bianca non conoscono i colori, nei prati crescono solo gigli bianchi e siepi di biancospino, dalle bianche foglie, i gatti sono bianchi e bianchi sono gli uccelli che volano in un cielo perennemente avvolto da nuvole bianche e anche il fiume che scorre è bianco come il latte, così come i ponti di bianco marmo che lo attraversano. Le vie girano su se stesse come in un unico gomitolo di lana bianca, così nessuno si perde mai, ma le persone che ci abitano non hanno ricordi.
Quando si incontrano si chiedono “Tu chi sei?, Cosa fai?”, ma poi lo dimenticano.
E si fanno sempre le stesse domande “Che giorno è oggi? Siamo in estate o in inverno? Ma poi lo dimenticano e continuano a camminare
Se inizi un gioco lo ricominci sempre da capo. Un, due tre stella … ma tutti rimangono fermi, non ricordano dove devono arrivare … Un due tre stella …
È lì che vive Bruna Bianca, si sa a volte i genitori si divertono a dare dei nomi un po' strani ai propri figlioli!
Bruna Bianca si sposta continuamente tra una stanza e l'altra del suo bianco palazzo “Voglio un bicchiere di latte di riso” dice tra sé: prende il latte, cerca il bicchiere, trova lo zucchero, perde il latte e si chiede dove ha messo il bicchiere.
“Buongiorno” dice a chi incontra per le scale del suo bianco palazzo, “Buongiorno, chi è lei?” Ripete continuamente
Così è la città, divisa.
Se vivi nella parte Bianca non riesci a vedere la strada che porta alla parte nera o a quella blu
Se vivi nella parte Nera è perennemente notte e non ci sono lumi o candele che illuminano i sentieri
Se vivi nella parte Blu sogni il mare e il cielo blu e non ti interessa di altro.
Ma un giorno Rosario Blu si annoiò di stare sempre in quella parte della città che era tutta blu e partì.
Salì sulla sua barca, dalla vela blu polvere, e quando fu in quel punto del mare in cui l'acqua era così intensamente blu da nascondere tutto il resto ecco un grande delfino blu argento affiorare dall'acqua e cominciare a nuotare, saltando e cavalcando le grandi onde blu, accanto alla sua barca blu.
Rosario Blu fu felice di questo insolito compagno di viaggio e si mise a seguirlo.
Che sorpresa quando il delfino cominciò a parlare: “Salve Rosario Blu, seguimi e ti farò vedere cose che voi uomini blu non potete neanche immaginare: ci sono mondi dove esiste solo la luce bianca del giorno, o dove la notte è così buia che nemmeno i lampi più intensi possono illuminarla.”
Guarda con occhi diversi nel profondo di questo mare …”
Rosario Blu cominciò ad osservare il mare e nel blu intenso dell'acqua apparvero delle immagini dapprima incerte, sfocate, smarginate. Ecco la parte Bianca, dove città e palazzi dipinti di bianco sembrava galleggiassero su candide e soffici nuvole e la parte nera occupata da una notte perenne, e vide anche Modesto Nero che incitava a chiudere le finestre per non fare entrare la luce …
Rosario Blu ringraziò il delfino ma subito dopo gli chiese: “Come devo fare per trovare questi mondi, che strade devo percorrere”
“Devi aprire i tuoi grandi occhi blu e cercare tra il blu delle mura ...Troverai qualcosa, ne sono sicuro”. Gli rispose il grande delfino.
Rosario Blu ripartì e veleggiò veloce verso la parte Blu della città. Quando arrivò chiamò gli abitanti e disse che tutti dovevano lasciare ciò che stavano facendo per cercare un passaggio verso le altre parti della città.
Bambini, uomini e donne vestiti di blu cominciarono a cercare.
Cercarono tra le ortensie blu, camminarono lungo le mura blu, chiesero ai pavoni blu di spostarsi, entrarono nelle scuole dai muri blu per vedere se dietro a qualche armadietto blu poteva esserci un passaggio nascosto.
Improvvisamente apparve un bambino vestito d'azzurro. “Seguitemi”, disse, “io so dove è il passaggio segreto”. E così tutti gli uomini e le donne e i bambini vestiti di blu lo seguirono fino ad una porta che non era una vera porta, ma un qualcosa che aveva un colore un po' diverso dal blu, c'era un po' di azzurro e di indaco e di lavanda e di verde e improvvisamente si trovarono di fronte ad altre due porte, una bianca e una nera.
Bastò spingerle, senza far rumore, con delicatezza, con dolcezza e … si aprirono
Gli uomini blu spalancarono piano piano le due porte e subito il bianco e il nero e il blu si mischiarono tra loro e gli uomini neri videro la luce e gli uomini bianchi le ombre. I Blu incontrarono il grigio e il celeste e il viola e tutte le gradazioni dei colori.
Quale fu la sorpresa e la gioia nell'incontrarsi, nel guardarsi negli occhi con occhi diversi.
E così è, da quel giorno.