La prima cosa che ci serve per viaggiare sono i documenti personali.
Abbiamo così costruito insieme la nostra carta d’Identità
Viene consegnata a ciascun bambino una carta di identità che raccoglie le seguenti informazioni:
nome, cognome
data e luogo di nascita
residenza
aggettivo positivo e negativo rispetto a se stessi
Viene poi disegnato il volto e successivamente la carta d'identità viene scambiata con un compagno che aggiunge i segni particolari (sia fisici che caratteriali).
Perché è importante il mio nome?
Perché ci distingue da tutti gli altri
E' la prima cosa che si impara a riconoscere e a scrivere
Il mio nome sono io, mi identifica
...
Prendi il tuo nome e scrivilo
come chi ha fame pone piano il pane
e spezzalo,
gustane il molle e il duro e
gridalo e sgridalo e frugalo e rimbalzalo
come palla sul muro, come
sull'acqua pietra piatta. Con il nome
fatti poesia, corpo che suoni.
Roberto Piumini
Questa è solo la seconda parte della poesia di Robero Piumini.
L'abbiamo utilizzata come punto di partenza per "giocare" con i nostri nomi.
Nella lingua italiana i nomi alterati sono nomi modificati che mantengono la radice del nome a cui si aggiunge un suffisso.
Possono essere:
diminutivi (ino/ina - itto/etta - icino/icina)
vezzeggiativi (uccio/a - uzzo/a - cino/a)
accrescitivi (one/a)
dispregiativi (accio/a - ucolo/a - iciattolo/a)
Ecco qualche esempio
Abbiamo provato a spezzare i nostri nomi e, unendo pezzi diversi, ad inventarne di nuovi
Nasia= Jana e Alesia
Dina= Bjordi e Jana
Diarasia = Bjordi, Chiara, Alesia
Kasio = Alessio e Karien
Annatro = Susanna e Pietro
Sitrochi = Simone, Pietro, Chiara
Germone = Roger e Simone
...
Adesso scegli uno dei nomi che hai trovato e inventa un breve biografia del tuo personaggio
Nell'antichità i manoscritti sula carta avevano capolettera miniati e decorazioni a margine della pagina
Con il termine capolettera si intende la consonante o vocale iniziale della prima parola della prima riga di un testo.
Abbiamo provato a disegnare la lettera iniziale del nostro nome utilizzando questa tecnica.
Maria Chiara: deriva dall'aggettivo latino clarus, ovvero "luminoso", "chiaro" (poi esteso, in senso figurato, a "illustre", "famoso"). Il nome è molto diffuso in Italia.
Alessio: deriva dal greco Alexios, formato dal verbo alexein, proteggere, difendere, perciò colui che difende e protegge
Roger: deriva dal nome germanico Hrodger che, composto dai termini hrod ("fama", "gloria") e ger ("lancia"), può essere tradotto come "lancia gloriosa"o "famoso con la lancia” o, per estensione, "guerriero famoso / variante del nome italiano maschile Ruggero
Mario: forse basato sul termine mas, maris, che vuol dire "maschio", "uomo”, ma potrebbe anche essere derivato dal nome del dio Marte.
Maya: Nome polacco, tedesco, scandinavo, croato, sloveno e serbo, cirillico variante di Maia di origine greca, era una delle Pleiadi, sette sorelle compagne di Artemide, dea della caccia.
Jana: significa "Dio è grazia" ed è una variante del nostro Giovanna/Gianna.
Alesia: Deriva dal nome greco Alékso che è tratto dal verbo Aléxein (proteggere) e significa 'colei che protegge'.
Simone: uno dei dodici apostoli. Deriva dal nome ebraico Shime'on deriva dal verbo shama, 'ascoltare', e significa 'Dio ha ascoltato'.
Vadim: è un nome proprio di persona russo russo maschile. Il significato è ignoto. Potrebbe forse essere basato sul termine volod, "governare"
Maxim: Variante russa del nome Massimo che deriva dell'aggettivo latino magnus, maximus, "grandissimo, sommo".
Vlad: nome russo dal termine “vlad”, che significa"potere"
Erica: Il nome ha origine nordica e significa 'sempre dominatore'. L'erica è un fiore, un arbusto legnoso con piccoli e delicati fiorellini violetti
Karien: Versione danese di Caterina. Si tratta di un nome che deriverebbe dall'aggettivo femminile greco kataòs, il cui significato è "pura".
Bjordi
Susanna: Il nome Susanna significa "giglio" (simbolo di purezza)
...
C’era una bambina che aveva un nome come tutti i bambini del mondo: era allegra, e andava spesso a giocare in un certo giardino. Un giorno lanciò la palla al di là di una siepe, e quando andò a cercarla, non la trovò. Cerca qua, cerca là, la palla non c’era: la bambina era stupita e anche un po’ spaventata. A un tratto senti una vocina, in alto: – E tua questa bella palla, piccolina? La bambina guardò su, e vide un omettino magro seduto a cavallo di un ramo: aveva la palla fra le mani. – Certo che è mia. Dammela! – disse la bambina. – E tu cosa mi dai, in cambio? – Niente! La palla è mia! – Ma adesso ce l’ho io! – Non ho niente da darti! – disse la bambina. – Si che ce l’hai: dammi il tuo nome! Pensando che l’ometto scherzasse, la bambina gli disse: – Va bene, te lo do: butta la palla! Quello sorrise, lasciò cadere la palla, lei la prese e tornò a casa: si sentiva strana. E più strana si senti quando si accorse che la salutavano senza più dire il suo nome: poi, pensandoci, si accorse che nemmeno lei lo ricordava. – Mamma, come mi chiamo io? – disse allora la bambina a sua madre. – Tu? Non hai nessun nome, – disse la mamma. La bambina andò a guardare i suoi libri, i suoi quaderni, e vide che non c’era nessun nome. – Tu, scendi a fare merenda! – gridò la mamma di sotto. «La mamma mi ha sempre detto di non chiamare nessuno con un Tu… È perché proprio io un nome non ce l’ho…» pensò con tristezza. Allora, piangendo, la bambina prese la palla, andò al giardino, arrivò sotto l’albero. L’omarino era ancora lassù, con la mano chiusa, e sorrideva. – Ridammi il mio nome! – gridò la bambina. – Ti darò la palla, se vuoi. – Tieniti la palla, piccolina, e anche il tuo nome: e un’altra volta, non darlo a nessuno, capito? Apri la mano, e all’improvviso la bambina ricordò di chiamarsi Antonella, e si mise a saltare per la gioia. Corse a casa, e la mamma chiese: – Dove sei andata, Antonella? – Avevo perso una cosa importante, mamma, – disse la bambina, e lo disse così seria, che la mamma le diede un bacio di quelli che fanno rumore.
Roberto Piumini – estratto dal libro C’era una volta, ascolta, Einaudi Ragazzi
Scrivo il mio nome
Sulla sabbia del mare
e se l’onda che arriva
lo può cancellare
lo scriverò ancora
con mano sicura
perché guardo avanti
e non ho più paura.
Scrivo il mio nome
Perché sono e resisto
Perché studio, imparo,
sono donna ed esisto.
Malana Yousafzai
Malana Yousafzai è una giovane attivista dei diritti umani che, all’età di quindici anni, è stata vittima di un attentato per il suo impegno in difesa del diritto all’istruzione delle donne nel suo paese, il Pakistan. E' diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne.
In occasione del suo sedicesimo compleanno Malana parlò al Palazzo delle Nazioni Unite a New York per lanciare un appello per il diritto all’istruzione dei bambini di tutto il mondo.
Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un premio Nobel.
Leggere la poesia di Malana ci ha fatto nuovamente riflettere sui Diritti dei bambini.
Abbiamo così ricordato due dei Diritti fondamentali dell'Infanzia di cui abbiamo compreso l'importanza proprio attraverso le diverse attività svolte in classe.
Diritto ad avere un nome
Diritto all'istruzione
Il 20 novembre 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza. Per la prima volta i minori sono considerati coome cittadini capaci di avere opinioni e prendere decisioni e non solo come persone che hanno bisogno di assistenza e protezione.
L'Italia ha certificato la Convenzione il 5 settembre 1991.
Occhi azzurri, verdi, marroni
Capelli biondi, neri, castani
Pelle di pesca, uva, banana.
Lingua che canta, aspira, arrotonda.
Denti che mangiano, ridono al mondo.
Sono così: diverso e uguale.
Sono il bambino universale.
Tra le due caratteristiche evidenzia quelli che senti ti rappresenti meglio
ALLEGRO
TIMIDO
ORDINATO
EMOTIVO
ATTENTO
ATTIVO
TRISTE
DISINVOLTO
DISORDINATO
SICURO DI SE'
DISTRATTO
PIGRO
A fianco delle qualità scrivi sì o no
Qualità
Bello
Alto
Ordinato
Riflessivo
Preciso
Coraggioso
Furbo
Rispettoso
Felice
Ottimista
Creativo
Generoso
Aggressivo
Geniale
Come mi vedo
Qualità
Simpatico
Educato
Disponibile
Sensibile
Osservatore
Spiritoso
Sincero
Sicuro
Tenace
Puntuale
Sorridente
Forte
Sveglio
Impegnato
Come mi vedo
Rispondi alle domande poi, utilizzando le risposte, scrivi un testo su te stesso.
Conosciamoci!
ll mio hobby è...
Lo sport che seguo maggiormente è...
Alla televisione mi piace guardare...
Mi piace la musica di...
Il colore che preferisco è...
Il luogo in cui preferisco stare è...
Sono bravo a...
Un mio difetto è...
Farei un viaggio a...
Un vero amico o amica deve essere...
L’oggetto a cui tengo di più è...
Non mi piace...
Se avessi un milione di euro...
La materia scolastica che preferisco è...
Ho paura di...
Mi arrabbio quando...
Non vedo l’ora di...
Non trovo giusto che...
Se fossi il presidente della Repubblica Italiana, deciderei...
Vorrei diventare...
Ai bambini è stato chiesto di pensare a quali sono le "piccole cose" che, ad ognuno di loro, fanno provare delle sensazioni piacevoli, anche senza un motivo particolare.
Le abbiamo pensate riferite ai cinque sensi.
"Con il tatto"
"Con il gusto"
"Con la vista"
"Con l'udito"
"Con l'olfatto"
Regia: Pete Docter, Ronnie del Carmen (co-regia).
Soggetto: Pete Docter, Ronnie del Carmen.
Sceneggiatura: Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley.
Musiche: Michael Giacchino.
Genere: animazione.
Origine: USA.
Anno di edizione: 2015.
Casa di produzione: Pixar Animation Studios.
Distribuzione (Italia): Walt Disney Pictures.
Durata: 94 min.
Riley ha undici anni e una vita felice. Divisa tra l'amica del cuore e due genitori adorabili, cresce insieme alle sue emozioni che, accomodate in un attrezzatissimo Quartier generale, la consigliano, la incoraggiano, la contengono, la spazientiscono, la intristiscono, la infastidiscono. Dentro la sua testa, e dietro ai pulsanti della console emozionale, governa Gioia, sempre positiva e intraprendente, si spazientisce Rabbia, sempre pronto alla rissa, si turba Paura, sempre impaurito e impedito, si immalinconisce Tristezza, sempre triste e sfiduciata, arriccia il naso Disgusto, sempre disgustata e svogliata. Trasferiti dal Minnesota a San Francisco, Riley e genitori provano ad adattarsi alla nuova vita. Il debutto a scuola e il camion del trasloco perduto nel Texas, mettono però a dura prova le loro emozioni. A peggiorare le cose ci pensano Tristezza e Gioia, la prima ostinata a partecipare ai cambiamenti emotivi di Riley, la seconda risoluta a garantire alla bambina un'imperturbabile felicità. Ma la vita non è mai così semplice.
(Testo tratto da Mymovies.it)
Rispondi alle domande
Chi è la protagonista del film?
Quali sono le emozioni descritte?
Quali sono i colori delle emozioni?
Ti viene in mente qualche altra emozione che non è raffigurata nel film?
Quale evento provoca il cambiamento nella vita della piccola protagonista?
Cosa accade a Riley il primo giorno di scuola, quando si presenta alla classe?
Quali sono le isole della personalità?
Cosa è accaduto? Perché Gioia e Tristezza non si trovano nel Quartier generale con le altre emozioni?
Con quali mezzi Gioia e Tristezza tornano al Quartier generale?
Chi è Bing Bong?
Come riesce Gioia ad aiutare Riley?
Sul pannello c’è un nuovo pulsante che reca la scritta “Pubertà”: sai cosa significa?
Paura / …................................
Gioia / ….................................
Rabbia / …...............................
Disgusto / …...........................
Tristezza /..............................
Da grande farò
Da grande farò
il guardiano di un faro
di trentasei colori.
Il pilota di un autobus
con le ruote-girandola.
Il fornaio-salumaio
dei panini imbottiti.
Il prete di una chiesa
tutta di vetro.
L’avvocato dei ladri
che rubano fiori.
Il vigile cow-boy
a un incrocio di mucche.
Il maestro di nuoto
dei delfini d’argento.
Il sarto delle vele
che strappò il vento.
Accompagnerò al mare
ogni piccolo fiume.
Farò il sollevatore
di piume.
R. Piumini, Quieto Patato
Insieme proviamo a giocare con il testo della poesia, a coppie inventiamo una parte del testo.
Da grande farò
la pittrice volante
per colorare le nuvole.
Da grande farò
il marinaio spaziale
e viaggerò tra le stelle.
Da grande farò
l'acchiapppa sogni
con un retino di fili dorati.
Da grande farò
l'architetto
per costruire ponti di vetro.
Da grande farò
la maestra di musica
per cantare
con gli uccelli del bosco.
Da grande farò
la ballerina sul filo
e vedrò il mondo dall'alto.
Da grande farò
tutto quello che vorrò!
(insieme)
Nel film viene spesso nominato il labirinto della memoria a lungo termine, una sorta di archivio che ospita milioni di ricordi. È popolata dai Lavoratori della Mente, tra cui figurano gli Smemoratori che valutano l’utilità di ogni ricordo ed eliminano quelli che non sembrano più rilevanti.
Il labirinto della memoria è stata l'occasione per altre attività.