secondo viaggio
Evoluzione geolocalizzata del carattere tipografico e della storia della stampa ovvero un viaggio spazio-temporale tra i personaggi che hanno fatto la storia della grafica.
Ecco il secondo viaggio, questa volta partiamo dalla Francia di inizio 1500 per terminare nella Londra di inizio 1800.
Claude Garamond (1500-1567) fu il disegnatore di caratteri più illustre del suo tempo, diede un forte contributo all’adozione dei caratteri romani in Francia.
Il suo primo carattere romano apparve nel 1530 in Paraphrasis in elegantiarum libros Laurentii Vallae.
Inoltre, Garamond fu uno dei primi disegnatori di caratteri a creare maiuscole oblique per integrare un set di minuscole corsive.
Con il tempo i disegni di Garamond divennero meno popolari, con l’avvento di nuovi disegni e stili.
Fu solo con l'inizio del XX secolo che nuove versioni del Garamond cominciarono ad apparire nuovamente in tipografia.
È in questo periodo che William Caslon I (1692-1766), armaiolo inglese divenuto disegnatore di caratteri, fondò la Caslon Type Foundry.
Il punto di forza di Caslon come disegnatore di caratteri non risiedeva nella sua capacità di creare tipi senza difetti, ma piuttosto nel produrre un carattere che, all’interno di un blocco di testo, apparisse perfetto nonostante le stravaganze e le peculiarità di ciascuna lettera.
Nel 1734 apparvero per la prima volta i caratteri di Caslon. Pur essendo basato sui pesi e sulle proporzioni rinascimentali olandesi, il suo divenne il primo grande carattere britannico e definì i criteri per tutti quelli che seguirono.
Si dice che proprio come:
Quando si lanciò per la prima volta nell’impresa di creare caratteri, John Baskerville (1706-1775) si rese conto che la tecnologia dell’epoca non gli permetteva di stampare come avrebbe desiderato.
Di conseguenza, sperimentò e apportò varie modifiche fino a perfezionare quasi ogni aspetto del processo di stampa: realizzò il proprio torchio, una versione ampiamente migliorata rispetto ai concorrenti; sviluppò il proprio inchiostro, la cui nerezza e intensità sono ancora oggi difficili da eguagliare; infine, inventò il procedimento di pressatura a caldo per ottenere una carta più liscia.
Baskerville produsse un unico tipo di carattere in diversi corpi e forme con alcuni attributi che lo rendono inconfondibile e sorprendente: la Q maiuscola, con una coda che si estende ben oltre la larghezza del corpo, uno svolazzo appariscente tipico più della calligrafia che della stampa; la g minuscola, con il suo orecchio arricciato e il suo occhiello inferiore aperto; l'occhiello della e minuscola molto alto.
L’attività di Bodoni (Saluzzo, 26 febbraio 1740 – Parma, 30 novembre 1813) prese avvio solo dopo l’introduzione dei caratteri di Caslon.
La tipografia e i disegni di caratteri creati da Bodoni sono tuttora considerati tra i più raffinati ed eleganti mai prodotti.
È pur vero, tuttavia, che egli disponeva di risorse pressoché illimitate in termini di tempo e denaro, e dunque poteva concedersi il lusso di dedicarsi totalmente alle proprie opere. Bodoni, infatti, lavorava per il duca di Parma e, all’infuori delle occasionali commissioni dall’alto, si occupava solo di progetti scelti da lui.
Il carattere Bodoni fu il risultato di una lunga evoluzione. I primi disegni di cui si servì erano creazioni old style acquistate da Fournier, e proprio sul carattere di quest’ultimo bodoni si basò fortemente per produrre le sue prime creazioni.
Fu uno dei più prolifici creatori di caratteri della storia. Era un tipografo esigente e rigoroso e pretendeva sempre di usare caratteri con corpo e proporzioni che soddisfacessero al meglio i suoi bisogni.
Nel 1760, quando Bodoni aveva solo vent’anni, prese avvio la Rivoluzione industriale. Fu in questo periodo che si crearono i presupposti per l’evoluzione della progettazione grafica.
Intorno al 1798 Bodoni disegnò un carattere con un gran contrasto nelle sue linee e un'estremità definita che significò una rivoluzione per la comunità tipografica, che costituì il punto di partenza dei caratteri "moderni".
Nel 1762, il carattere Baskerville venne usato per la prima volta. La produzione del tipografo inglese fece da ponte tra i disegni romani antichi del Rinascimento e quelli moderni creati da Firmin Didot (1764-1836) e da Bodoni.
Didot – oltre al noto punto tipografico, ha inventato la parola “stereòtipo”, che nella stampa si riferisce alla lastra metallica creata per la stampa vera e propria delle pagine (invece di stampare direttamente le pagine con caratteri mobili), e ne ha fatto largo uso, rivoluzionando il commercio librario con le sue edizioni economiche. Didot utilizzò per la prima volta il processo nella sua edizione delle Tavole di Logaritmi di Callet (1795) in cui si assicurò una precisione fino ad allora irraggiungibile. Pubblicò edizioni stereotipate di classici francesi, inglesi e italiani ad un prezzo molto basso.
Quando fu inventata la stampa a caratteri mobili, questi furono progettati per assomigliare il più possibile alla scrittura a mano degli scrivani. Questo tentativo di mantenere l’aspetto dei manoscritti, noto come Old Style, si è concluso negli anni ’50 quando lo stampatore inglese John Baskerville progettò il primo carattere di transizione, noto come Baskerville. Didot si ispirò al carattere di Baskerville e portò all’estremo i suoi esperimenti in forma di lettera, progettando il suo primo carattere nel 1784. Questo carattere, considerato come il primo carattere tipografico moderno, ha un alto contrasto tra tratti spessi e sottili, serifici con linea dei capelli privi di parentesi, e sollecitazioni verticali a tratti arrotondati.
Trent’anni dopo, un dattilografo italiano, Giambattista Bodoni, iniziò a creare il suo primo carattere moderno. Bodoni ammirava anche Baskerville, e i suoi disegni erano molto influenzati da Didot. Le lettere di Bodoni erano drammatiche, con serigrafie orizzontali e alto contrasto. Guardando Baskerville, Didot e poi Bodoni uno accanto all’altro, si nota un’importante transizione verso la tipografia moderna.
Nel 1816, William Caslon IV, pronipote di William Caslon, creò il primo carattere senza grazie chiamato Egyptian, dando origine al disegno lineare inglese.
Nel 1818, Manuale tipografico di Bodoni (portato a termine dalla moglie dopo la sua morte) rivelò la quintessenza del carattere moderno.
Oggi esistono centinaia di rivisitazioni del Bodoni basate sui disegni che figurano in questo pilastro della tipografia.
Tre anni dopo, nel 1821, fece la sua comparsa l’Italienne, uno dei primi caratteri per insegne pubblicitarie a ottenere un certo successo commerciale.
Robert Besley (1794-1876) è stato un tipografo inglese, creatore del Clarendon (carattere) nel 1845 e sindaco di Londra nel 1869.
Besley entrò in società con William Thorowgood alla Fonderia di Fann Street a Londra, nel 1838, dopo avervi lavorato come commesso dal 1826.
Lavorò con Thorowgood fino al pensionamento di quest'ultimo nel 1849.
Thorowgood era stato il primo a usare il termine " Grottesco" per descrivere un carattere Sans-Serif e il primo a progettarne uno in minuscolo con il Grottesco a sette linee.
Quando Besley realizzò il Clarendon nell'ottobre del 1845 lo fece registrare secondo l'Ornamental Designs Act del 1842, ma il carattere tipografico divenne così popolare che i suoi diritti furono presto violati da persone che creavano imitazioni, anche se Clarendon è ancora conosciuto come il primo carattere tipografico registrato.
Di fatto sarà l'inventore del grassetto.
Besley si ritirò dall'attività di fondatore del tipo nel 1861 e divenne sceriffo della City di Londra nel 1863 e sindaco di Londra nel 1869.