primo viaggio
Evoluzione geolocalizzata del carattere tipografico e della storia della stampa ovvero un viaggio spazio-temporale tra i personaggi che hanno fatto la storia della grafica.
Ecco il primo viaggio, partiremo dall'antica Grecia per fermarci a Venezia.
La storia dei caratteri tipografici affonda le radici nell’antica Grecia.
L’uso in Grecia dei caratteri lapidari, ovvero incisi su superfici dure, rappresenta uno dei primi esempi formali dell’impiego di lettere occidentali. Adottando l’alfabeto fenicio in base alle proprie esigenze, i greci ne modificarono diverse lettere e gettarono le fondamenta della scrittura occidentale.
I caratteri lapidari romani incarnano la transizione delle lettere degli antichi greci alle più moderne forme e proporzioni romane.
Le capitali lapidarie romane sono il fondamento del disegno di caratteri occidentali, così come le antenate di tutti i tipi di caratteri graziati.
Grazie a Carlo Magno, la minuscola carolina divenne la base per l’alfabeto minuscolo standard.
Johannes Gutenberg (1394-1468) ha creato a tutti gli effetti l’arte della tipografia.
Riunì tutti gli strumenti esistenti in un sistema pratico ed economico, per consentire la riproduzione in copie di un singolo modello.
La stampa della «Bibbia a 42 linee» in caratteri gotici venne ultimata il 23 febbraio 1455. L'edizione, con tiratura di 180 copie, suscitò immediato entusiasmo per la qualità tipografica.
I frutti economici dell'operazione però stavano tardando ad arrivare e per produrre le 180 copie della Bibbia occorsero tre anni.
I rapporti tra i due soci divennero tesi e nel 1455 Fust pretese la restituzione del prestito e citò Gutenberg in giudizio.
La sentenza fu favorevole a Fust, che vide riconosciuto il proprio diritto a riavere indietro i 1600 fiorini prestati.
Gutenberg, che non disponeva di tale cifra, fu costretto a cedere a Fust almeno parte dell'attrezzatura per la stampa e i caratteri tipografici per le bibbie.
Fust e Schöffer aprirono una loro officina tipografica.
La loro impresa raccolse i frutti del buon nome che si era fatto Gutenberg e divenne la prima impresa commercialmente redditizia nella storia della stampa.
Furono anche i primi ad utilizzare una Marca Tipografica per "firmare" i libri prodotti dalla loro tipografia.
Nicolas Jenson (1420-1480) fu uno dei primi stampatori a incidere e usare caratteri basati sulla scrittura romana anziché su quella gotica dell’Europa settentrionale.
nel 1458 il re di Francia lo inviò a Magonza a studiare l'invenzione di Johannes Gutenberg. Rimase in Germania fino al 1468, anno della morte di Gutenberg. Apprese così l'arte della stampa a caratteri mobili.
Tra il 1470 e il 1480 lavorò a Venezia, dove fu tra i protagonisti dell'affermazione della città lagunare come centro propulsore dell'arte della stampa in età moderna.
Jenson è ritenuto l'inventore dell'«Antiqua», uno dei più raffinati caratteri tipografici tondi del Quattro-Cinquecento.
Marca di Jenson
William Caxton (1421-1491), considerato il primo a introdurre in Inghilterra l’arte della stampa a caratteri mobili, stampò uno dei primi annunci pubblicitari, un manifesto che decantava i prodotti e i servizi della sua bottega.
Nel 1476 ritorna a Londra, dove apre una tipografia: la prima sul suolo inglese. La duchessa Margherita, protettrice delle lettere e delle arti, gli mette a disposizione un locale, l'elemosineria, facente parte del complesso dell'abbazia di Westminster.
Nello stesso periodo, il grande stampatore e fonditore italiano Aldo Manuzio (c. 1450-1515) commissionò al disegnatore Francesco Griffo diversi caratteri, il più importante dei quali rivive oggi con il nome di Bembo. Maurizio e Griffo sono generalmente considerati gli inventori del carattere corsivo.
A partire dal 1494 Griffo lavorò per Aldo Manuzio, per lui disegnò almeno sei serie di caratteri tondi, contraddistinti da grande eleganza e armonia, che rappresentavano un perfezionamento rispetto a quelli di Nicolas Jenson.
Griffo disegnò il primo corsivo. Questa volta non si trattò di un carattere, bensì di uno stile tipografico.
Il nuovo stile fu utilizzato in un'edizione delle Bucoliche di Virgilio del 1501, che fu il primo libro al mondo stampato interamente in corsivo. La sua compattezza permise la riduzione del formato dei libri: Aldo Manuzio riuscì a stampare volumi in ottavo (in cui il singolo foglio di stampa è piegato in otto e consta di sedici pagine), cioè in un formato molto minore rispetto ai grandi e maestosi volumi in folio (24cmx40cm).
Manuzio, grazie a conoscenze politiche, si appropriò dei caratteri realizzati da Griffo che decise di andare a Bologna dove continuò la sua attività di disegnatore di caratteri, il suo stile venne riconosciuto in Europa come ITALICO.
Morì sul patibolo dopo l'omicidio del genero che egli aveva colpito a morte con un punzone incompiuto. Da allora finì nell'oblio.
Marca di Aldo Manuzio