lunedì 12 maggio 2014, 17:55
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Ma veniamo a Sanremo.
Una bella e celebre edizione, quella del 1987. Una delle più viste di sempre. Eventi tristi e frivoli, incidenti malattie. Conduce Pippo Baudo, che durante la finale ha il doloroso compito di annunciare in diretta la morte di Claudio Villa.
Ospiti internazionali di valore, da Paul Simon ai Duran Duran a Whitney Houston, che dovette concedere il bis della sua “All at Once”.
Fu l’edizione della caduta dello spallino dell’abito di Patsy Kensit, cantante degli Eight Wonder.
Doveva partecipare anche Adriano Celentano, come ospite d’onore, ma le critiche dei colleghi big partecipanti alla gara furono tali e tante che lo fecero decidere di rinunciare.
Molte belle canzoni. Ecco le prime cinque:
“Si può dare di più” cantata da dal trio Morandi, Ruggeri, Tozzi;
“Figli”, Toto Cutugno, l’amico di Gianni;
“Nostalgia canaglia”, Albano e Romina;
“Io amo”, Fausto Leali, che ho suonato qua il 14 di febbraio;
“Il Sognatore”, Peppino di Capri, che ho suonato durante i Giochi 2013.
Ma veniamo a questa vincitrice suonata con l’armonica. È da un po’ che ne aspetto una facile, ma non ne trovo più una … Chi per il ritmo, chi per le alterazioni, chi perché manca di anima e bisogna un po’ dargliela, ci perdo un sacco di tempo e non ce n’è una che mi venga bene alla prima. Anche questa, che parte in Do e finisce in Re, mi sembrava alquanto facile, però poi mi sono accorto che è proprio la classica canzone che, facendola dalla successione di note dallo spartito, ne esce fuori un altro midi, senza alcun sentimento. Bisognerebbe, se ne valesse la pena, starci le settimane intere a provare, riprovare, riascoltare, far riascoltare, e questo è poco ma sicuro, ma finirebbe anche il divertimento e diventerebbe veramente un lavoro, e di quelli molto impegnativi, e quindi bisogna soprassedere e accontentarsi. Va bene così. E poi c’è da dire che all’inizio, quando resti fulminato dal morbo dell’armonica, è bello ed entusiasmante osservare i progressi che si riescono a fare di giorno in giorno; poi, specie ad una certa età, cominci che ti sembra di andare indietro, invece che avanti, e devi procedere a passettini sempre più piccoli, tanto piccoli che non ti rendi nemmeno conto di stare procedendo … Ma comunque, resto dell’idea che suonare canzoni a caso, non scelte espressamente, sia un esercizio molto istruttivo, da cui si capiscono e si imparano un sacco di cose, e la soglia di interesse resta sempre e comunque molto alta.
Hohner Super 64 X, quella di ieri.
Cordialmente.
Carlo