domenica 30 marzo 2014, 19:40
Ma veniamo, prima che faccia buio, alla canzone vincitrice a Sanremo nel 1954.
L’ho fatta con la tremolo, a mo’ di serata estiva di uno di quegli anni, allorquando, essendo bambino e dovendo andare a letto ad una certa ora, sentivo che fuori, sotto casa, mio fratello, 15 anni più di me, e mia sorella, 13 anni più di me, con i loro amici, cantavano, tra le altre, questa canzone, accompagnati da tale Marco Gambassini, che possedeva una Bravi Alpini a doppia tastiera.
Ebbene, la prima cosa che c’è da dire è che a nessuno passava per la testa di cercare di suonare una nota alla volta … . Nell’armonica il Do non si sposa mai con il Re, ma si accoppia con il Mi e con il Sol, e ciò consente di ottenere sempre note bene assonanti; e allora, più note erano meglio di una e il suono che ne usciva poteva così essere pieno, forte e armonioso.
La canzone del 1954 si presta alla scala diatonica e si può suonare con la tremolo anche sulla prima ottava, per cui era molto più popolare di quella del 1953, con quei mezzi toni indefiniti, che non si riusciva nemmeno a cantare, e che non era per nulla orecchiabile …
Il suono di quella Bravi Alpini mi risuona nella mente; era un suono piuttosto sguaiato, prodotto con molto ardore, ma poco sentimento, un suono ottenuto con la bocca molto aperta sull’armonica, fatto di note doppie ed accordi, note sporche, ma ottimo per sostenere il canto del gruppo e farsi sentire.
L’edizione del festival del 1954 fu ancora un’edizione radiofonica; solite 20 canzoni, di cui 5 in finale. La giuria era composta da 320 persone! 240 erano state sorteggiate tra gli abbonati alla radio, e le altre 80 tra il pubblico del Casinò. Vinsero Giorgio Consolini e Gino Latilla con la canzone “Tutte le mamme”.
C’è la Hohner Highlander, la Tyros con una delle sue voci umane campionate, quella che sentite prima della mia voce, qualche passaggio di fisarmonica e una frase di cantato; la base vera e propria è tratta da un comune midi disponibile sulla rete.
Buona serata a tutti: io, dopo questa sfacchinata, vado in pizzeria …
Carlo