martedì 1 aprile 2014, 13:37
Non siamo ai Pooh, ma siamo già a Claudio Villa.
E insomma, sembra che l’Italia della ricostruzione fosse affascinata dalle canzoni tristi, in tonalità minore, e specialmente dalle “beguine”; eccone un’altra, nel 1955, ancora una beguine ed ancora in tonalità minore.
Fu l’anno della comparsa della televisione. L’intera trasmissione fu data in diretta dalla radio a partire dalle 22, ma alle 22,45, dopo “Un, Due, Tre” di Tognazzi e Vianello, si collega anche la TV.
Claudio Villa era senza voce e cantò in playback, per la prima volta nella storia del festival; e vinse. Con lui vinse, con la stessa canzone, anche Tullio Pane.
La canzone in oggetto si chiama “Buongiorno Tristezza”, ed è riservata agli amanti di questo genere. È inutile che mi ripetiate che non amate il genere, in quanto lo so, e non lo amo nemmeno io, da un punto di vista strettamente musicale; mi piace, comunque, rievocare queste canzoni e soprattutto suonarle con l’armonica. Sembra facile, ma io trovo che non sia facile per nulla.
Bene, sono contento di aver aggiunto un altro tassellino al mosaico, e vedo che il progetto, anche se mi richiede molto impegno e concentrazione, continua a piacermi e ad interessarmi.
Cordialmente.
Carlo