Dall’ultimo numero di questo magazine sono trascorsi esattamente due anni. Pubblicavamo allora la nuova Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen che sarà in carica fino al 2024. Molte cose sono accadute nel frattempo, una su tutte lo scoppio della pandemia da Covid-19 che ha richiesto forzi estremi sia a livello nazionale che comunitario e ancora oggi condiziona le scelte dei governi. All’atto della sua elezione U. von der Leyen indicò sei priorità sulle quali si sarebbe impegnata: Green Deal europeo, Europa pronta per l’era digitale, Economia al servizio delle persone, EU più forte nel mondo, Promozione dello stile di vita europeo, Nuovo slancio per la democrazia europea.
La pandemia ha rallentato ma non interrotto l’attuazione di questi obiettivi, spostando attenzione e risorse su altre emergenze. Nondimeno un gran numero di iniziative sono state realizzate. Se ne trova un’eco nella Relazione della Presidente sullo stato dell’Unione del 15.9.21 (https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/soteu_2021_achievements_and_timeline_it.pdf ).
Qui se ne riporta un elenco non esaustivo.
L’Europa ha assunto un ruolo guida nella crisi sanitaria mondiale. La Commissione si è assicurata fino a 4,6 miliardi di dosi di vaccino contro il COVID-19 per la popolazione dell’UE e per molte aree del mondo che ne hanno bisogno. Inoltre ha collaborato con i fabbricanti per aumentarne le capacità produttive in Europa. A livello di spesa sono stati sbloccati quasi 100 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e medicinali e altri 100 milioni di euro per l’acquisto diretto di oltre 20 milioni di test antigenici rapidi a integrazione delle strategie nazionali di test.
Sono stati mobilitati 530 milioni di euro per sostenere le misure nazionali di emergenza sanitaria di 17 Stati membri e tre paesi in via di adesione. Sono stati riassegnati oltre 7,6 miliardi di euro a interventi nel settore sanitario.
Sono stati previsti tre pilasti nell’azione in campo sanitario:
1) Una Unione europea della salute per prepararsi alle emergenze sanitarie, individuarle e rispondervi collettivamente e la creazione dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA);
2) Piano europeo di lotta contro il cancro;
3) Strategia farmaceutica per garantire ai pazienti l’accesso a medicinali innovativi a prezzi contenuti e promuovere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità dell’industria farmaceutica dell’UE.
Infine l’Europa ha mobilitato fondi per sostenere oltre 130 paesi partner in tutto il mondo.
Uno strumento fondamentale di governo va sotto il nome di NextGeneration. La Commissione ha presentato i piani per un pacchetto di ripresa di 2.000 miliardi di euro già nella primavera del 2020.
Da marzo 2020, la Commissione ha approvato oltre 3.080 miliardi di euro di aiuti connessi al COVID-19 in tutta l’UE.
E poi il programma SURE per attenuare i rischi di disoccupazione.
Una attenzione particolare è stata rivolta a un’Europa più verde, più digitale e socialmente più giusta.
Durante la pandemia la Commissione ha accelerato i lavori per il Green Deal europeo. Ha presentato la proposta sulla strategia per promuovere la ristrutturazione degli edifici pubblici e privati al fine di renderli più efficienti sotto il profilo energetico. Scopo di queste ristrutturazioni è il miglioramento della qualità della vita, la riduzione delle emissioni di gas e la creazione di 160.000 nuovi posti di lavoro.
La Commissione ha adottato anche la strategia per una mobilità sostenibile e intelligente per raggiungere una riduzione del 90 % delle emissioni di gas a effetto serra dovute ai trasporti entro il 2050.
Si è avviato decennio digitale europeo poggiante su quattro pilastri: Infrastrutture digitali sicure e sostenibili, Competenze, Trasformazione digitale delle imprese, Digitalizzazione dei servizi pubblici.
Sono state emanate delle direttive sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, sui salari minimi adeguati e si è proposta l’identità digitale europea.
E’ stata avviata l’iniziativa per uno spazio europeo dell’istruzione e un piano d’azione per l’istruzione digitale 2021–2027, un piano d’azione contro il razzismo, un nuovo quadro strategico per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom. Sono state adottate le strategie per la parità LGBTIQ 2020-2025, per i diritti delle persone con disabilità e per i diritti dei minori, una proposta che garantisce a donne e uomini nell’UE parità di retribuzione a parità di lavoro.
La Commissione ha anche istituito la Procura europea, operativa dal 1° giugno 2021, e ha avanzato iniziative legislative per rafforzare Europol e proteggere le infrastrutture critiche fisiche e digitali. Ha anche adottato un programma di lotta al terrorismo e iniziative per contrastare la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani, il traffico di stupefacenti, l’abuso sessuale su minori e il traffico di armi da fuoco, insieme a una nuova strategia per la cibersicurezza e ha presentato un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo.
Nel campo dei rapporti con l’estero la Commissione UE ha perfezionato l’accordo col Regno Unito sugli scambi commerciali e la cooperazione. Ha adottato la nuova agenda UE-USA per il cambiamento globale, ha portato avanti negoziati con la Cina per un accordo globale in materia di investimenti, ha scelto una linea di fermezza ma anche di attenzione verso la Russia.
E ancora, ha previsto un sostegno economico a una futura Bielorussia democratica, ha adottato un Piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, ha operato per il rilancio e il rafforzamento del partenariato strategico tra l’UE e il suo vicinato meridionale.
Infine ha continuato la collaborazione con l’Unione Africana, ha sviluppato un partenariato con l’India per la connettività, con il Canada sulle materie prime e una alleanza verde col Giappone.
E’ a tutti noto che la Commissione è solo una parvenza di un vero governo, non avendo reali poteri di decisione e di esecuzione. Sulle questioni importanti neanche il Parlamento europeo ha un ruolo decisionale.
Per avere una struttura federale l’Unione deve avere più poteri, gli stati nazionali devono cedere una parte dei loro. Come disse Draghi, gli stati “nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa”.