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Data pubblicazione: Jan 11, 2015 6:25:57 PM
IL NOME DI DIO
Il popolo ebraico è l'unico popolo al mondo che chiama Dio col termine:Il Nome (Ha-Shem). In ciò gli Ebrei si meritano davvero l'appartenenza ai popoli semiti. Infatti tale connotazione deriva dal discendere da Shem, uno dei tre figli di Noè, e Shem vuol dire "nome". Di qui si può intuire l'estrema importanza che i nomi in particolari, e le parole o le lettere in generale, rivestono nella cultura ebraica di ogni tempo e luogo, di ogni forma e tipo. Nella Torà Dio viene chiamato con diversi Nomi, ma il più importante e santo tra tutti è il Nome a quattro lettere: Yud - Hey- Vav- Hey,
Davanti a lui comportati con cautela e ubbidisci alla sua voce. Non ribellarti a lui, perché egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui.
APOCALISSE DI MOSE'
Negli Ultimi Giorni egli non ha destino ma vive nei secoli dei secoli con la Profezia Messianica negli ultimi Giorni sacrificando la sua Vita Angelica come Principe per seguire la profezia e l'incoronamento non dei 144000 ma della Nuova Gerusalemme Re Sacerdoti leali solo a Dio ed al Figlio per il Giorno Finale di Dio con il Figlio ancora nella sua Shekinà sulla Terra si è un giorno di Raccolta del Regno Messianico e della Grande Folla persone che entreranno nel Nuovo Patto perché « L'essere spirituale di Dio comprendeva dieci Sefirot (emanazioni o aspetti) ma, contemplando Dio, Adamo scambiò la decima e più bassa Sefira – quella di Malkhut o Regno, che era la Shekhinah, manifestazione femminile del tetragramma su ciò che è maschile componendo il nome del Figlio di Dio Y-H-W-H – per la totalità della Divinità Yah'El Giaele, si perchè il Messia ed il Regno viene unto nella stessa L'Unzione - Mashach significa: "Ungere" è l'atto che è riconosciuto anche nelle Bibbie che in passato veniva fatta su determinate persone o cose, ciò determina che anche a uomini Sapienti riconoscono la presenza del Regno sulla terra nei nostri giorni come all'epoca veniva riconosciuto su determinate persone anche adesso è riconosciuto su determinate persone in una fase Mistica che solo loro possono ricevere.
L'Unzione - Mashach significa: "Ungere" è l'atto che è riconosciuto anche persone o cose, ciò determina che riconoscono la presenza del Regno sulla terra nei nostri giorni come all'epoca veniva riconosciuto su determinate persone come sacerdoti e profeti anche adesso è riconosciuto su determinate persone in una fase Mistica e prettamente Spirituale che solo loro possono ricevere, una scrittura della Torà riportata anche da profeti per il nome del Figlio come i nome degli Unti per la Nuova Gerusalemme, una scrittura prettamente Sapienziale Chokhmà ed il nome che riceve il Prescelto lo riceve in Spirito Santificato in Sapienza Divina è Vergine e Puro nella Sacralità.
IL FIGLIO DELL'UOMO E' LA SCALA DI GIACOBBE
Gli angeli di Dio che Salgono e scendono dalla scala di Giacobbe, che diviene Pietra di Fondamento, fra cielo e terra ed al momento del Suggellamento viene riconosciuto da Dio come Pietra Angolare ed elimina con la Da'at l'intelligenza unificante Poiché Keter è troppo elevata e sublime per venire conosciuta e contata, il suo posto viene preso da un'undicesima Sefirà, posta più in basso, tra il livello di Chokhmà - Binà e quello di Tiferet. Essa permette l'unificazione dei due modi di pensare tipici degli emisferi cerebrali destro e sinistro: intuizione e logica. Da'at è l'origine della capacità di unificare ogni coppia di opposti. Spiritualmente parlando, essa è la produttrice del seme umano che viene trasmesso durante il rapporto sessuale. Nel corpo umano corrisponde alla parte centrale del cervello e al cervelletto. Nel Chasidismo essa diventa la facoltà dello Yichud,Unione.Essa permette l'unificazione dei due modi di pensare tipici degli emisferi cerebrali destro e sinistro: intuizione e logica. Da'at è l'origine della capacità di unificare ogni coppia di opposti come le due personalitta che egli ha da Condottiero di Giustizia e Maestro di Giustizia tutto nella Sapienza Divina della stessa Chokhmà Sapienza di Dio nel completo insegnamento richiesto da lui ma anche accettato da Dio,È il lampo dell'intuizione che illumina l'intelletto, è il punto in cui il super-conscio tocca il cosciente. È il seme dell'idea, il pensiero interiore, i cui dettagli non sono ancora differenziati. È la capacità di sopportare il paradosso, di pensare non in modo lineare ma simultaneo. Si tratta di uno stato raggiungibile solo a tratti, e comunque richiede una grande maturità ed esperienza. È lo stato del "non giudizio", in quanto con la sapienza si percepisce come la verità abbia sempre aspetti. Nel corpo umano corrisponde all'emisfero cerebrale destro. Nel servizio dell'anima corrisponde allo stato di Bitul = Nullificazione del sé. In altri termini, è possibile raggiungere la sapienza solo tramite l'annullamento dell'ego separato e separatore.
Quindi il Figlio dell'Uomo è la scala di Giacobbe, è la pietra di fondamento fra Cielo cio che è Divino e terra ciò che è Umano; il punto di contatto tra Dio e l'uomo, così "Vedrete il Cielo Aperto" al momento giusto avrete la Rivelazione Piena della vera Interpretazione Apocalittica dei grandi profeti scoprendo il vero collegamento tra Cielo e Terra come dicono i versetti sottostanti alche il Vero Nome del Figlio dell'Uomo
come Profeta e Figlio dell'Uomo, i cui nomi vengono rappresentati con questa Pietra: "Luce" o "Pietra preziosa" (zaffiro, sapir). Qui le Sefirot sono dei centri d'irradiamento di un'energia superiore, puro riflesso della coscienza Divina. Esse sono dei fari-guida lungo il cammino di crescita morale e spirituale, sono delle pietre preziose che arricchiscono enormemente la natura di colui che le scopre, e sa assorbire e mettere in pratica i loro insegnamenti, ed esse nelle scritture vengono usate per simboleggiare i nomi nascosti del Figlio dell'Uomo come Pietra di Zaffiro e anche come Profeta due nomi nettamente diversi ma hanno lo stesso significato ed hanno la stessa pietra che li Rappresenta la pietra di Zaffiro sul Germoglio Giusto.
[56] Si deve sapere che Dio fece e plasmò Adamo nello stesso luogo in cui nacque Giaele non ebreo, con il suggellamento Messianico e là il corpo di Adamo fu fatto con il
fango che gli angeli, cioè Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel e portavano dai quattro angoli della terra. E quella terra era candida e pura come il sole, bagnata da quattro fiumi, cioè il Gihon, il Fison, il Tigri e l'Eufrate; e l'uomo fu creato ad immagine di Dio, e (Dio) alitò sul suo volto il soffio della vita, cioè l'anima. E com'è bagnato da quattro fiumi, così il respiro gli è stato fornito da(i) quattro venti.
[57] Adamo era già stato creato ma non aveva ancora ricevuto un nome, quando il Signore disse ai quattro angeli di cercargli un nome. E Michele si diresse ad oriente, dove vide la stella orientale di nome Ancoli, e ne prese la prima lettera. Gabriele si diresse a Sud, dove vide la stella meridionale di nome Disis, e ne prese la prima lettera; Raffaele andò a Nord, dove vide la stella settentrionale di nome Arthos, e ne prese la prima lettera; Uriele si recò ad occidente, dove vide la stella occidentale di nome Mencembrion (?), e ne prese la prima lettera. Una volta che ebbero portato queste lettere, il Signore disse ad Uriele: "Leggi queste lettere"; ed egli le lesse e pronunciò: "Adamo". E il Signore disse a sua volta: "Sia questo il suo nome Giaele". Con lo stesso criterio è stato trovato il Nome del Seme di Dio legato al tetragramma di Dio YHWH e sul tetragramma viene fuori il nome dell'Eletto anche come profeta Re dei Re. Da qui discende la Profezia dell'Alfa e l'Omega facendo conoscere la strada profetica del Messia dall'inizio dei Tempi.
Settantadue angeli descritti corrispondono ai settantadue Gradini della Scala d'Oro visti dalla Visione di Giacobbe la cui sommità Posta sui raggi del Sole e della Luna si perdeva sull'immensità dei Cieli,.Attraverso la Scala Sacra le influenze Divine, i settantadue attributi di Dio, si comunicano tutti gli Ordini delle scale Gerarchiche solo Divine e quindi Forze Celesti a tutte le creature dell'Universo. Shemhamphorasch è una alterazione del termine ebraico Shem ha-Mephorash (ebr. שם המפורש), usato in era tannaitica per riferirsi al Tetragramma. Nella prima Cabala, il termine veniva a volte utilizzato per designare un nome di Dio composto da 72 lettere, e a volte per un nome di Dio di 42 lettere. Rashi ben Eliezer , (in ebraicoרש"י), acronimo di Rabbi Shlomo Yitzhaqi (רבי שלמה יצחקי) è conosciuto anche con il nome latinizzato di Salomon Isaacides da cui le forme italianizzate Salomone Isaccide oppure Salomone Jarco o Rabbi Salomone Jarco, è stato uno dei più famosi commentatori medievali della Bibbia. afferma che Shem ha-Mephorash era usato per un nome di 42 lettere, ma Maimonide credeva che Shem ha-Mephorash fosse usato solo per il Tetragramma, formato appunto da quattro lettere.Un nome di Dio di 216 lettere si trova in fonti cabalistiche ebraiche, ma anche in quelle cristiane e nella Cabala Ermetica, derivando dai 72 gruppi di tre lettere, con ognuna di queste terzine che si origina dal nome di un angelo o intelligenza. come nel Capitolo 14 versetti 15 Il SIGNORE disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di' ai figli d'Israele che si mettano in marcia. 16 Alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo; e i figli d'Israele entreranno in mezzo al mare sulla terra asciutta. 17 Quanto a me, io indurirò il cuore degli Egiziani e anch'essi entreranno dietro di loro; io sarò glorificato nel faraone e in tutto il suo esercito, nei suoi carri e nei suoi cavalieri. 18 Gli Egiziani sapranno che io sono il SIGNORE, quando sarò glorificato nel faraone, nei suoi carri e nei suoi cavalieri».
19 Allora l'angelo di Dio, che precedeva il campo d'Israele, si spostò e andò a mettersi dietro a loro; anche la colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia e si fermò dietro a loro, 20 mettendosi fra il campo dell'Egitto e il campo d'Israele. La nuvola era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. Il campo degli uni non si avvicinò a quello degli altri per tutta la notte.
21 Allora Mosè stese la sua mano sul mare e il SIGNORE fece ritirare il mare con un forte vento orientale, durato tutta la notte, e lo ridusse in terra asciutta. Le acque si divisero, 22 e i figli d'Israele entrarono in mezzo al mare sulla terra asciutta; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra.
Scrivendo separatamente su tre linee aggiungendo la prima lettera del Versetto 20° a quelle del 19° e del 21° proseguendo l'ordinesino all'ultima, si ottengono 72 attributi di Dio; unendo secondo il senso ottenuto i nomi divini di "Yah" e "El" "El" e "Yah" (due nomi così diversi El'Yah e Yah'El che hanno lo stesso significato El'Yah Profeta e Yah'El Re dei Re sulla stessa persona) che formano anche il nome dell'Eletto il cui seme viene mandato da Dio il vero Signore di Giustizia che porta il nome dell'Iddio Onnipotente Yah'El, corrispondenti all'aspetto del nome Femminile sulla figura Maschile (la Prerogativa dei sessi è qui che sta l'intendimento ce l'ha solo l'uomo od un Angelo(ed il Figlio è stato anche l'angelo della Creazione prima ancora che tutto avesse inizio) che si incarna come uomo avendo tutte e due i sessi qui da l'intendimento che non si riferisce a se stesso Iddio Onnipotente ma ha il Figlio che lui ha mandato che trae il suo nome dal Tetragramma facendo Capire che il Figlio porterà questo nome Yah'El Giaele e sarà la prima divinità che Egli ha scelto come Eletto e Messia il Vero germoglio giusto, Usando il Nome che riporta testimonianza al Tetragramma dimostra che sin da qui Egli ha un rapporto molto stretto con il Figlio), il nome Ebraico viene dato al Suggellamento della persona che impersona il Seme di Dio il Germoglio Giusto che come riportato nella tomba di Davide, al Prescelto che non è Ebreo il Figlio dell'Uomo negli Ultimi Giorni, con cui formano anche 72 angeli di cui il loro nome , riportato, qui sottostante, per l'Eletto per gli angeli sono citati soprastante. 7+2=9 - 7+2=9 - 7+2=9 999 negli Ultimi giorni è strettamente legato all'Eletto come il Nome Yah'EL Re dei re - El'Yah profeta che è la stessa persona a cui sono stati dati quattro nomi per delineare la Giustizia divina ed ha nella sua completezza nel al Periodo messianico degli Ultimi Giorni strettamente legato alla Sorat, ma al suggellamento è strettamente legato al Faccia Faccia tra Dio ed il Figlio apparendogli in piena Visione Apocalisse 4:1
e 210 Giorni apocalittici rivelati dai Profeti come gli Ultimi Giorni Pagina sottostante web che compone il Nome del Vero Messia :
https://sites.google.com/site/httpwwwlanuovagerusalemmeorg/our-mission
il Tetragrammaton (ci si ricordi che l'ebraico si scrive da destra a sinistra).
La Cabalà. afferma che tutti gli insegnamenti della Torà sono già contenuti nelle quattro lettere del Nome santo, che sono anche il modello e il piano grazie al quale è avvenuta la creazione. Il primo essere umano che ha ricevuto in modo diretto la conoscenza di ciò è stato Moshè, come affermato dal versi: (Esodo 6, 2-3):
«E Dio parlò a Moshè dicendogli: "Io sono Ha-Shem. E Mi sono mostrato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe con (il nome di) EL SHADAI, e il Mio Nome Y-H-V-H non l'ho fatto loro conoscere"».
Pur nell'estrema intimità che Dio stabilì con i Patriarchi, la conoscenza del Nome venne data soltanto a Moshè. Le lettere del nome di Moshè,Mem - Shin - Hey,sono identiche a quelle di Ha-Shem, Hey - Shin - Mem e tale fatto conferma l'estrema intimità che Moshè raggiunse con Dio.
L'intera Torà contiene esattamente 1820 volte il nome di Dio, pari a 70 volte 26. 26 è il valore numerico dello stesso Nome: Y (10) - H (5) - V (6) - H (5), mentre 70 è il valore di sod, "segreto". Esiste un'allusione a questo fenomeno nel verso:
"sod Ha-Shem le ireav",
"il segreto del Nome appartiene a coloro che Lo temono".
L'intera Torà è dunque: il "segreto del Nome". La parola "timore", ir'ah , possiede le stesse lettere della parola rei'ah hyar, "vista". Dunque il Nome è un qualcosa che va visto, che va osservato, contemplato. Alla stessa conclusione arriviamo tramite il verso:
"shiviti Ha-Shem le-neghdì tamid",
"ho posto sempre (il Nome di) Dio davanti a me".
Davanti a lui comportati con cautela e ubbidisci alla sua voce. Non ribellarti a lui, perché egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui.
Shiviti, "ho posto", in realtà significa: "ho equiparato". Occorre dunque cercare di imitare il Nome, di arrivare al shivion, all'eguaglianza con Esso. Che l'essere umano sia capace di compiere ciò viene confermato dal fatto che uno dei quattro modi principali utilizzati dal La Cabala. Per espandere ("riempire") il Nome vale 45, come Adam, "essere umano". Se scritte dall'alto al basso, le quattro lettere del Nome diventano la traccia essenziale della struttura umana, un modello simbolico della persona umana eretta.
Yod-Hey-Vav-Hey.
dove la Yud è la testa, la prima Hey è il torace insieme alle due braccia, la Vav è il tronco, mentre la Hey finale è il bacino con le due gambe. Tale immagine ha anche un forte potere meditativo, se visualizzato all'interno della persona. ciò corrisponde E perfettamente al disegno grafico dell'Albero della Vita, che è l'espansione dello stesso Nome.
Il Nome di Dio non compare soltanto nella struttura di tutto il corpo umano, ma lo si può ritrovare anche in quella della sola testa, che è un po' il microcosmo di tutto il corpo. La Yud corrisponde agli occhi, le orecchie alla Hey, il naso alla Vav e la bocca all Hey finale.
In termini grammatici, il significato del nome Y-H-V-H
([53] E in quelle stesse tavole di pietra si rinvennero le profezie pronunciate da Enoc, il settimo
(patriarca) dopo Adamo, che (fin da) prima del diluvio aveva preannunciato la venuta di Giaele Re Eterno il
Cristo: "Ecco il Signore verrà con le Sue sante milizie 200.000.000 milioni di angeli, ad esercitare il giudizio sugli uomini e a
rinfacciare a tutti gli empi tutte le opere che hanno compiuto, e tutto ciò che hanno detto di lui
i peccatori e gli empi mormoratori... secondo le loro concupiscenze, e la loro bocca proferì
(parole di) superbia".)
Viene fatto risalire alla radice del verbo "essere - essere il Verbo di Dio sulla terra bisogna avere i Pensieri di Dio nella Mente e nel Cuore per capire l'Onnipotente". Usato come sostantivo, "essere" si dice in ebraico "havayà", che è anche una delle permutazioni del Nome perché sul Figlio subisce un fonetico usando le stesse parole con il nome legato al tetragramma con diverso significato con i Nomi che Il Padre Celeste ha dato al Figlio tramite la scrittura della Torà sul nome nascosto. In realtà, ad un'analisi più approfondita, si vede come il Nome Y-H-V-H contenga tutti i tre tempi del verbo essere:
HOVÈ = È
HAYÀ = ERA
YIHÈ = SARÀ
Dunque Dio è l'Esistenza continua,
"Ani rishon ve-Ani acharon,u-mi biladi ein Elohim".
"Io sono il primo e Io sono l'ultimo, e senza di Me non c'è nessun Dio".
Il Nome di Dio è la più santa e importante parola di tutta la Torà. Si chiama anche Shem Ha-Meforash, il Nome distintivo. La sua esatta pronuncia non è più nota. Pur conoscendo le lettere del Nome, non si sa quali siano le vocali ad esse associate. Anche durante il periodo del Tempio era proibito pronunciarlo se non durante il servizio. Dice la mishnà di Sota (7, 6):
"Nel Santuario il Nome era pronunciato così com'è scritto, ma fuori dai suoi confini si adoperava un Nome che lo sostituisse".
Il Nome è presente tre volte nella benedizione sacerdotale, che veniva pronunciata quotidianamente nel Tempio. Veniva pure pronunciato dal Sommo Sacerdote nello Yom Kippur, quando egli faceva la triplice confessione dei peccati, per sè, per i sacerdoti e per la comunità. Ecco la formula che egli usava pregando per la comunità:
«Allora egli diceva: Oh Y-H-V-H, il Tuo popolo, la casa d'Israele, ha commesso iniquità, ha trasgredito e peccato dinanzi a Te. Ti supplico per il Tuo Nome Y-H-V-H, fa Tu espiazione per le iniquità, per le trasgressioni e per i peccati per cui il Tuo popolo, la Casa d'Israele, ha commesso iniquità, ha trasgredito e ha peccato dinanzi a Te, come è scritto nella Torà del Tuo servo Moshè (Lev. 16,30): " Perchè in questo giorno sarà fatta espiazione per voi, per purificarvi di tutti i vostri peccati; sarete purificati dinanzi a Y-H-V-H". E quando i sacerdoti e il popolo che stavano nell'atrio udivano il Nome glorioso e venerato pronunciato liberamente dalla bocca del Sommo Sacerdote in santità e purezza, piegavano le ginocchia e si prostravano e cadevano sulla loro faccia esclamando: "Benedetto il Suo Nome glorioso e sovrano in ogni luogo e in ogni tempo"» (Yoma 6,2).
Nell'ultimo periodo dell'esistenza del Tempio, a causa della progressiva decadenza spirituale, il Nome veniva pronunciato in modo più riservato, quasi con riluttanza. Abbiamo una testimonianza di rabbi Tarfon, che era di famiglia sacerdotale:
"Ancora giovanetto, prima di aver raggiunto l'età richiesta per officiare, una volta salii dietro i fratelli di mia madre sui gradini e tesi l'orecchio verso il Cohen ha-gadol (Grande Sacerdote), e sentii come egli facesse in modo che il Nome rimanesse coperto dal canto dei suoi fratelli e dei sacerdoti". (Kiddushin 71 a)
La conferma del come la perdita di livello spirituale che avveniva da una generazione all'altra si riflettesse nella possibilità di pronunciare o meno il Nome si ha in un altro brano del Talmud:
"Da prima il Sommo Sacerdote aveva l'abitudine di pronunciare il Nome ad alta voce, ma quando aumentò il numero degli uomini dissoluti, egli lo pronunciò in un tono più basso." (Yoma 40)
Il processo continuò finchè il pronunciarlo divenne del tutto proibito. Un brano di Sanhedrin (10,1) dice che chi pronuncia il Nome così com'è scritto non avrà una parte nel mondo a venire. Infine, in un periodo ancora posteriore, la Pesikta (148 a) dichiara: "Chiunque pronuncia esplicitamente il Nome è passibile di pena capitale".
Da tutto quanto riportato prima si può avere un'idea dell'importanza e della potenza contenute in questo Nome. Le sue lettere, il loro suono complessivo, sono dei canali e dei veicoli della stessa Essenza superna, che si rivela loro tramite. Lungi dunque dal pensare che chiamare Dio con un nome piuttosto che con un'altro sia la stessa cosa, il Nome ineffabile è il più importante tra tutti i Nomi coi quali Egli abbia mai scelto di rivelarSi in ogni tempo e luogo.
LE QUATTRO LETTERE DEL NOME DI DIO
PRESENTI IN VARI FENOMENI
Secondo i Maestri, ogni fenomeno sia naturale che spirituale nel quale sia presente una struttura quadripartita è associabile alle quattro lettere del Nome. Infatti, dato che il Nome è stata la "formula" principale che Dio ha utilizzato per creare il mondo, ne deriva che Esso è presente ovunque, in modo più o meno rivelato. Il Nome è la "firma" stessa che Dio ha posto nella Sua creazione. Presentiamo qui di seguito un sommario di alcuni dei numerosi quaternari naturali e umani che possono venire messi in relazione con le lettere del Nome. Tale legame permette una loro comprensione molto maggiore, ma lasciamo ad un'altra occasione lo spiegare nei dettagli tali connessioni. Infatti, Dio volendo, la scuola Chokhmat ha-Emet ha in programma la pubblicazione di un fascicolo tutto dedicato al Nome di Dio. Ripetiamo, si tratta di un semplice sommario di idee, ognuna delle quali può venire ampliata e sviluppata, raggiungendo profondità spirituali inaspettate. Questi esempi ci aiutano a scoprire la firma del Creatore in ogni aspetto della creazione.
Nella psicologia junghiana si dice che la complessità della personalità umana può venire sintetizzata in quattro diversi tipi caratteriali:
Le potenzialità presenti nell'essere umano si rivelano in quattro livelli diversi:
Nelle scienze naturali si classificano quattro regni:
Il grado di "abitabilità" dell'ambiente naturale si suddivide in quattro livelli, per quanto riguarda il suo rapporto con l'essere umano:
Osservando un albero vi si possono vedere quattro parti principali:
Secondo la scienza l'intero mondo fisico obbedisce a quattro leggi principali, che governano quattro tipi di forze, che sono alla base di ogni fenomeno. Esse sono:
Inoltre, tutto ciò che esiste è riconducibile all'una o all'altra di quattro esistenze fondamentali: