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Data pubblicazione: Apr 30, 2015 9:21:52 AM
Il Primo e l'Ultimo
ALFABETO EBRAICO
Breve spiegazione delle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico
L'alfabeto ebraico è composto da ventidue lettere (ventidue è la circonferenza, approssimata per leggero difetto, di un cerchio il cui diametro è sette, uno dei numeri-chiave della creazione). Esse sono tutte consonanti. Accanto ad esse vi sono nove vocali, rappresentate da punti, ma che di solito non figurano nel testo scritto. La tradizione ebraica afferma che le ventidue lettere non sono segni arbitrari, scelti allo scopo di rappresentare oggetti e concetti, secondo una qualunque convenzione. La Cabalà afferma che le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico erano preesistenti alla stessa creazione del mondo. Ognuna di esse è uno strumento attraverso il quale un intero settore della creazione fu formato e fatto, un recipiente destinato a contenere parte della luce infinita, a rivelare solo alcune delle sue infinite proprietà. Tramite opportune combinazioni di lettere Dio emanò, creò, formò e fece ogni cosa che esiste nei mondi spirituali e materiali.
Lo studio delle ventidue lettere occupa un vasto settore nella Cabalà. Ogni lettera possiede una forma (la sua figura visibile, e le associazioni che ne derivano); un nome (ad esempio, Beit significa 'casa') e un valore numerico (dall'uno al quattrocento). Ognuno di questi tre elementi può venir studiato su piani diversi, dato che le lettere si estendono dal livello Divino fino a quello materiale. Ogni lettera diventa quindi uno strumento di meditazione, contenente, secondo la terminologia orientale: Mantra (il suono di valore meditativo) Yantra (la figura archetipa) e Tantra (l'insegnamento esoterico, morale o pratico che ne deriva).
" unione degli opposti"
Forma: Acque superiori e acque inferiori, con il firmamento ` nel mezzo. Il firmamento separa ma anche unisce i diversi campi di energia nel cosmo. Le acque superiori sono l'amore divino (Chesed), quelle inferiori sono le emozioni umane. Il firmamento è il canale che le unifica, costituito dal 'servizio divino'. Acque superiori: 'Luce che circonda i mondi'; acque inferiori: 'Luce che riempie i mondi'; firmamento: segreto della "Restrizione" e dell' "impressione" (reshimo)
Nome: "Alefkhà Hokmà" (Giobbe 33,33) "Ti insegnerò la sapienza". La potenza di Dio di insegnarci la sua sapienza infinita. "Alufò shel olam" = "Il capo dell'universo": l'assoluta sovranità di Dio, controllore e re supremo del cosmo.
Numero: Uno = l'unità, base e chiave di ogni numero, di ogni conto. L'unità del popolo di Dio. L'unità, del popolo di Dio. L'unità di Dio ("Shemà Israel YHVH nostro Dio YHVH è UNO").
"La casa dalla scelta"
Forma: Un recipiente chiuso da tre lati (Est, Sud,Ovest) e aperto da un lato (Nord), per dare la possibilità al male di a esistere, onde vi sia 'libera scelta '. Due stati di conoscenza di Dio: essoterica (aperta) ed esoterica (chiusa).
Nome: 'Casa', la casa dell'universo. Beit è la prima lettera della Torà, la lettera della creazione. Il lato femminile dell'anima, il concetto di 'ricezione', di disponibilità. Rettificazione finale di tutta la realtà, che deve divenire la
"casa di Dio" (Beit è l'iniziale di 'berakhà' = benedizione).
Numero: Due. Inizio della pluralità, della creazione. Segreto dell'anima che ama Dio (neshamà= 'mishne'); l'anima è seconda solo a Dio. Dio è: 'il paradosso di ogni paradosso, in quanto appare duplice, ma la sua essenza ultima è al di là di ogni dualità.
"Ratzo va-shov" ("correvano e ritornavano" Ezechiele 1,14)
Forma: una persona nell'atto di correre. Potenza del movimento. Ogni anima è in costante movimento; corre al di fuori di se stessa fino a Dio, e ritorna in sé per servirlo meglio.Potenza di progredire, di lasciare l'insoddisfacente per cercare il divino.
Nome: 'gmilut hasadim' = elargire carità e beneficenza. Oppure: 'cammello', simbolo di un lungo viaggio al sud, in cerca di sapienza.
Numero: Tre. Numero di stabilità e di equilibrio. Tre elementi, Fuoco, Aria, Acqua, che riposano su di un quarto, la Terra. Il popolo di Israele è tripartito: Cohanim, Leviim, Israelim; vi sono tre patriarchi: Abramo, Isacco, Giacobbe. La Torà ha tre parti. Le tre 'estremità di Keter': la triripartizione all' interno della Luce Infinita. Numero di forza e di durata: "ha chut ha-meshulas lo bi-maherà inatek" (Qohelet 4,12) = 'la corda triplice non verrà spezzata con facilità'.
"Nullificazione di se stessi" Forma: una persona umilmente inchinata, la potenza di annullare se stessi e il proprio ego. Nome: 'delet' = porta. Il farsi piccoli e il piegarsi di fronte alla volontà di Dio sono la porta della crescita dell' anima. 'Dalut '= povertà (Dalet è il povero al quale il ricco, Ghimel, dona con abbondanza). Capacità dell'anima di riconoscere la propria povertà.
Numero: quattro. I quattro elementi della Creazione. I quattro
stati della materia (solido, liquido, gassoso, in combustione). Le quattro madri di Israele: Sarà, Rebecca, Lea, Rachele. Quattro lettere del Nome di Dio: Yud - Hey - Vav - Hey. Quattro è il numero minimo di fasi di discesa della creazione.
"Rivestimenti dell'anima"
Forma: le tre dimensioni dello spazio, simbolo della rivelazione di ogni idea nascosta. I tre rivestimenti della potenza dell'anima: Pensiero, Parola, Azione. Immanenza di Dio nella creazione.
Nome: 'Nihieti'= espressione di dolore. Hey è la lettera della manifestazione della realtà separata, della nascita. Il pianto del neonato. Hey è anche il grido di sorpresa alla rivelazione della Divinità insita nella creazione.
Numero: Cinque. I cinque pianeti visibili. I cinque livelli dell'anima (Nefesh, Ruach, Neshamà, Chayà Yechidà). I cinque libri della Torà (Pentateuco). Numero dell'auto-espressione.
"Estensione ed unificazione"
Forma: un pilastro. Una persona eretta. Il 'pilastro centrale' (amuda de emtzaita ), la linea della verità che attraversa l'intera realtà. La colonna vertebrale, lungo la quale il seme discende dal cervello all'organo sessuale.
Nome: 'uncino'= ogni parte della realtà possiede degli 'uncini', dei 'ganci', che sono la sua connessione potenziale con ogni altra parte o dettaglio. Capacità dell'anima di connettersi con altre anime.
Numero: Sei. I sei giorni della creazione. Le sei direzioni dello spazio. Numero dell'attività lavorativa. Le sei emozioni del cuore (Amore, Timore, Misericordia, Sicurezza, Semplicità, Verità).
"Lo scettro dorato"
Forma: uno scettro, che il re estende verso coloro che egli vuole accettare. Simbolo dell'accettazione del prossimo. La parte superiore della lettera Zain si estende in due direzioni. Segreto della: "eshet chail ateret ba'ala" (Prov. 12,4) = "una moglie di valore è la corona del marito". Vav è il marito, Zain la moglie. Oppure: simmetria tra destra e sinistra, pienamente raggiunta solo al livello di Keter (Corona), simmetria tra Amore e Timore.
Nome: Spada. Potenza della discriminazione della mente. Oppure: 'Zon' = iniziali di 'Zakar' e di 'Neqevà' (maschio e femmina). Unione di maschio e femmina. Oppure 'Zon' = cibo, sostentamento.
Numero: Sette. "col ha shvi'in havivin" ('tutti i settimi sono beneamati). Numero più amato. Sette Cieli e sette Terre. Il Settimo giorno, Shabat, giorno dell'amore e dell'unione. Perfezione della dimensione 'tempo' nella natura. Sette 'pastori' d'Israele: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne, Giuseppe, Davide.
"Unione tra uomo e donna"
Forma: Porta, portale: potenza di entrare e di uscire. Vav e Zain unite in alto: consumazione dell'unione tra uomo e donna. Estensione del loro amore nell'infinito. Luce diretta e luce riflessa. Terzo fattore, proveniente dall'alto, che permette l'unione tra i poli opposti.
Nome: Vita, energia vitale. Può esprimersi ad ogni livello, da quello fisico fino a quello divino (Vita di ogni vita).
Numero: Otto. Otto vertici nel cubo, i punti in cui l'infinito entra nel finito, i punti di origine. Otto giorni dalla nascita alla circoncisione: potenza da contattare la dimensione al di là del tempo, al di là della pienezza temporale del Shabat. Segreto dell'ascendere da ogni rivelazione finita fino all'esperienza dell'infinito.
"La luce nascosta".
Forma: Proprietà dell'introversione, il bene è nascosto in se stesso. Dio è nascosto in ogni dettaglio della creazione. Un bastone diritto unito ad un bastone piegato:capacità di erigersi forti e decisi contro il male e di piegarsi umilmente in
fronte alla rivelazione di Dio. Segreto rivelato da Mosè; controllo della propria potenza vitale (kundalini, nella tradizione dell'India).
Nome: bastone o serpente; oppure 'letto'. Segreto del 'potere del serpente', della 'libido' presente alla radice del desiderio di unione. Potenza dell'anima di dare il giusto giudizio circa la realtà. Processo di conquista della capacità dell'immaginazione; superazione della divinazione e della magia sino a ricevere lo 'Spirito Santo'. "Choshen ha mishpat"= lo strumento tramite il quale il Gran Sacerdote poteva trovare risposte a domande e problemi.
Numero: Nove. Periodo di gravidanza. Numero di Yesod, sorgente della potenza sessuale e della capacità di connessione sincera. Numero della verità.
"punto della rettificazione"
Forma: un semplice punto. Segreto del "Tzimtzum" (Restrizione). "Shkorà ani ve naavà"( Cantico dei Cantici 1,5) ("sono scura ma bella").
Nome: mano, spazio. Capacità di afferrare concetti, intelligenza, sapienza " kulam be chokhmà assita" (Salmo 104,24) "tutto hai fatto con sapienza". Capacità di dare : "apre la sua mano e dà ad ogni vivente" (Salmo 145,16). Oppure: amico, capacità di dare la mano.
Numero: Dieci. I Dieci detti della creazione . Dieci Comandamenti. Dieci è il numero del compimento massimo. Le dieci Sefirot. Dieci diversi gruppi di anime: i capi, i sapienti, i saggi, coloro pieni di grazia, i forti, coloro che mostrano come vivere secondo la Torà, i profeti, coloro che hanno visioni, i giusti, i re.
"Corona della salvezza"
Forma: una corona. Totalità dello spazio intorno al cosmo.Campo di forza al di là di stelle e galassie. "Or makif"(Luce che circonda). Supercosciente dell'anima, trascendente.
Nome: il datore di luce, il sole nella creazione. Oppure:
palmo della mano, capacità di ricevere piacere e gioia dall'alto della creazione. Oppure: copricapo, cupola, corona. Capacità di essere sempre consapevoli del trascendente.
Numero: Venti. Giuseppe fu venduto per venti pezzi d'argento. Pericolo di tradire l'aspirazione al divino in cambio della luce contenuta nella creazione. Unità dei due stati delle Sefirot (luce diretta e luce riflessa, 10+10). Oppure: numero del desiderio di qualcosa di più: ci si sente come una sola metà.
"La torre che vola nell'aria"
Forma: la lettera più alta dell'alfabeto, una nave spaziale.
l Potenza dell'anima di ascendere. Aspirazione ed inspirazione. Scala di Giacobbe (Sullam), la potenza di ascendere e di discendere, quadratura del cerchio).
Nome: insegnare e imparare. L'atto più importante nella vita dell'ebreo religioso. Iniziale della parola 'lev' (cuore), la vera sapienza è quella del cuore.
Numero: Trenta. Numero della forza. Entrata nel futuro. Numero di Yehudà, il rè d'Israele.
"Acque di vita" Forma: Può essere aperta (sorgente d'acqua in superficie), oppure chiusa ( acque nascoste nel profondo della terra). Simboleggia la parte dell'anima che si incarna e quella che rimane sempre connessa coi mondi suprema. Con la venuta del Messia anche questa parte dell'anima sarà rivelata, insieme col suo potenziale di vino. Mem quadrata: potenza creativa dell'anima: creare altre anime tramite la vera unione.
Nome: Acqua, simbolo d'amore. Lettera della semplicità, capacità di essere se stessi sino in fondo.
Numero: Quaranta. Numero della purificazione (il Diluvio durò quaranta giorni). Numero della comprensione (Binà).
"Yinnon sarà il suo nome" Forma: L'atto di piegarsi, oppure anche il cadere. Capacità di trovare significato nella vita anche nei momenti più difficili, durante crisi e depressioni. Capacità di trovare Dio perfino nella 'valle delle ombra della morte'. Nome: "pesce". Storia del profeta Giona, ingoiato dalla balena per non aver voluto profetare. Tre giorni nel ventre delle tenebre e poi la rinascita! Nun è la lettera della passività creativa, non della rinuncia disfattistica o della pigrizia. Uno dei nomi del Messia è 'Yinnon' (Salmo 72,17), poiché saprà vincere senza guerra, saprà imporsi solo in virtù della sua docilità e mitezza e non della forza bruta.
Numero: Cinquanta. Numero delle Porte della conoscenza, ogni porta è un livello di comprensione che l'anima ha del mistero divino. Cinquanta, è l'età in cuisi raggiunge la capacità di dare il giusto consiglio. È il numero di anni del "Yovel" (giubileo), il più lungo ciclo festivo ebraico.
"La fine è innestata nel principio"
Forma: un cerchio perfetto. Il vuoto circolare che rimane dopo il "Tzimtzum" (Restrizione). Il "resto" o "impressione" di luce che il Tzimtzum non è riuscito a cancellare. La potenza dell'anima di scoprire tracce e prove dell'esistenza da Dio nel mondo delle leggi naturali e del pensiero umano. Luce che circonda tutti i mondi. Stato di circolarità, senza inizio e senza
fine. Il "campo del punto zero", un'espressione della fisica moderna, indicante un letto di grande attività di micro-particelle, anche in uno stato di zero temperatura, di assenza di materia ed energia.
Nome: Supporto, sostegno (Smikà). Dopo la lettera della 'caduta' viene la lettera del 'sostegno': "Il Signore sostiene tutti coloro che cadono" (Salmo 144,14). Il cerchio non può cadere. Esperienza del sostegno che proviene dall'essere circondati dalla benevolenza divina. L'iniziazione o l'ordinazione che il maestro dà al discepolo.
Numero: Sessanta. Numero della totalità. La misura unitaria di una sostanza, massa a contatto con una quantità sessanta volte superiore di un'altra sostanza, perde la sua individualità. Numero dell'influenza collettiva sul singola. Età della maturità.
"La luce degli occhi"
Forma: Radici che entrano in profondità. La radice comune di tutte le anime e di tutti i popoli.
Nome: Occhio. Simbolo della sapienza. Vedere è una funzione di Chokhmà, sentire è una funzione di Binà. L'occhio dell'anima che cerca la visione pristina di Dio. L'occhio di Dio, sempre aperto a proteggere la creazione. 'Ain' significa anche 'sorgente'. Simbolo della capacità di entrare nel profondo della realtà, alla ricerca delle acque di vita.
Numero: Settanta. Numero della collettività. Settanta nazioni, settanta lingue. Settanta discendenti di Giacobbe scesero in Egitto. Settanta membri del Sinedrio, suprema autorità giudiziaria. Settanta volti della Torà. Età della vera sapienza.
"Le parole della bocca del saggio sono armonia" (Qoelet 10,12)
Forma: Una bocca aperta, con un dente in alto. Pericolo del pettegolezzo o della menzogna (Pharo , faraone, = PE RA =t bocca cattiva). Al positivo : la capacità di dire cose buone sul conto di tutti. I denti sono simbolo di sapienza (32 sono i cammini della sapienza), capacità di rettificare la realtà.
Nome: bocca. La bocca di Mosè, che parlava con Dio " bocca a bocca". Organo di rivelazione del pensiero, dello spirito (ruach). Nel bacio d'amore vero e realizzato tra amante e amata c'è l'unione di 2+2 = 4 spiriti (Zohar sul Cantico dei Cantici), e l'esperienza diretta del livello del messia, su cui aliteranno quattro spiriti (Isaia 11).
Numero: Ottanta. Età di Mosè quando ricevette la Torà. Età in qui il processo di rettificazione e di purificazione della Sefirà di Yesod (80) è completato.
"Il giusto (tzadik) è il fondamento del mondo"
(Proverbi 10,25)
Forma: La biforcazione dei rami di una pianta. (ETZ, albero, è la radice, Ain, più i rami, Tzadek). Capacità di irradiare intorno a sé la luce e la conoscenza raggiunte. Capacità di fruttificare. Una Nun su cui è innestata una Yud: unione di Chokhmà e di Binà.
Nome: Tzadik il giusto, il santo, colui che non ha mai
abbandonato il giusto cammino. Il maestro spirituale, che deve sapere concentrare la sua sapienza in piccoli semi, e spargerli intorno a sé, affinché diano frutto.
Numero: Novanta. Età della vera meditazione. Numero dell'essere completamente e continuamente assorbiti nella visione di Dio.
" Santità"
Forma: l'unica lettera che si estende al di sotto della linea inferiore. Capacità di scendere nel mondo degli inferi e di restare illesi. Al di là del bene e del male. Scoperta che anche il male ha un posto nella creazione, e che esso è alimentato da una piccola scintilla di santità. Quf è formata da una Resh (200) e una Zain (7) =207, che è là ghematria di RAZ (segreto) e di OR (luce).
Nome: scimmia. Le forze del male agiscono tramite il 'scimmiottare' l'operare del bene. Quf è l'iniziale di 'Qadosh', santo. La Santità è assolutamente inattaccabile dal male, rimane per sempre pura ed immacolata.
Numero: 100. Segreto della bellezza. Yofi = 100 = 10x10. Ogni parte deve ottenere tutte le altre (Interclusione), segreto del quadrato, o di ogni potenza del due.
"La testa del 'Benedetto in verità " .
Forma: Una testa piegata. Il cervello, La potenza del pensiero. Una curva, simbolo del cambiamento di direzione. Teshuvà (conversione del cuore), ritorno a Dio dopo un lungo periodo di lontananza.
Nome: Un uomo povero. La povertà del pensiero umano se non è connesso con la sua radice trascendente. Oppure: Resh significa 'rosh' = testa. Le tre 'estremità di Keter.
Numero: Duecento. 200 'zuzim' era l'ammontare di denaro che differenziava un povero da un ricco. 200 è la ghematria di 'etzem' (essenza). La testa contiene l'essenza della personalità, il segreto della sua unicità.
"Simmetria e cambiamento"
Forma: Shin è la lettera più armoniosa e simmetrica, simbolo y di equilibrio e di grazia. È la grazia che l'anima suscita in Dio tramite il farsi armoniosa ed equilibrata. L'unità dei Tre nell'Uno. I tre Patriarchi, i tre cammini dell'Albero della Vita. L'unione di Chokhmà, Binà e Da'at. Nel futuro alla Shin verrà aggiunta una quarta testa, il segreto della femminilità redenta che sale al di sopra della mascolinità.
Nome: Dente, anno, cambiamento. Il cambiamento è l'essenza della realtà. Tuttavia il progresso deve essere nella direzione della 'rettificazione' (tikkun) o altrimenti l'entropia sarà il suo risultato ultimo. Il dente è simbolo di sapienza. Shin significa anche insegnare. Al livello più alto: "Io sono il Signore, e non sono cambiato" (Malachia 3,6); Dio è l'immutabile presenza all'interno di ogni cambiamento: "il motore immobile".
Numero: Trecento. Numero della sapienza. 'Ruach Elohim (lo spirito di Dio) vale 300.
"Sigillo del santo, Benedetto Egli Sia"
(sintesi della introduzione all’opera di Eliahu Shadami e del prof. Abramo Alberto Piattelli in Sefer Yetzirà – Libro della formazione ed. ATANOR)
E’ un testo databile tra il III ed il VI sec. d.c. che costituisce il più antico documento noto della mistica ebraica ed è un riferimento fondamentale per i cabalisti di tutte le epoche.
Secondo il Talmud nel quale l’opera viene denominata Hilchoth Yetzirà il testo era oggetto di studio da parte dei rabini Chanina e Oshaya. Essi vi si dedicavano durante le vigile del sabato e, grazie ad opere magiche ispirate al Sefer, solevano crearsi vitello grande un terzo del naturale per mangiarlo.
Come l’episodio talmudico illustra e come ritiene lo stesso Sholem Gersom, figura tra le più rappresentative tra i moderni studiosi e storici della Cabala ebraica, il testo era probabilmente adoperato per pratiche magiche connesse al potere delle lettere e delle parole.
La corrente di pensiero che ha prodotto questo scritto riflette lo stile della mistica della Merkavà, ovvero della speculazione sulla Chochoma e la corrispondente descrizione dell’ascesi estatica attraverso i misteri del trono divino.
(da uno studio personale dell’opera)
L’opera suddivisa in 6 capitoli, espone in forma schematica e criptica le modalità secondo cui lo Spirito del Dio Vivente procedette per la creazione del Universo.
Strumento fondamentale della creazione sono le 10 Serifot, che vengono descrite nel primo capitolo, e le 22 lettere dell’alfabero ebraico, suddivise nel testo in 3 madri, sette doppie e 12 semplici.
Le dieci Sefirot descrivono le coordinate dello “spazio della creazione” e sono ripartite in
Due Etiche: Profondità del Bene e Profondità del Male
Due temporali: Profondità del Principio e Profondità della Fine
Sei spaziali: Profondità dell’Alto e del Basso, dell’Est e dell’Ovest, del Nord e del Sud
Interessante è notare che questa individuazione delle coordinate di base per la creazione dell’Universo non é dissimile da quella che la alcuni fisici di avanguardia hanno di recente proposto nel campo della proposte di unificazione della Teoria della Relatività Generale con la Meccanica Quantistica.
Il Sefer Yetzirà, come sembra narrare l’autore stesso, é frutto di una visione estatica d’insieme che l’autore paragona alla un “lampo”.
Il causa prima del moto incessante delle Sefirot l’una nell’altra, è la parola di Dio che si propaga, dice l’autore, “come un uragano” tra esse.
Il testo pone al centro della creazione la potenza generante della Parola di Dio. Perché essa possa esistere è, ovviamente, necessario disporre di un linguaggio e di un alfabeto.
A sottolineare questa centralità della Parola di Dio come strumento creante interviene la stessa composizione che l’autore attribuisce all’ Spirito di Dio che è nella prima Sefirot.
Lo spirito di Dio è composto dalla Parola, dal Soffio ed dalla Voce o Verbo.
La prima creazione dello Spirito è, quindi, la forma della parola, cioè il linguaggio e quindi le 22 lettere fondamentali, queste sono create dal Soffio proveniente dallo Spirito che costituisce la seconda Sefirot.
Sempre dal Soffio viene creata, poi, la terza Sefirot: l’acqua.
Da questo momento la creazione opera in tre distinti domini:
· Il Mondo o se si vuole il macrocosmo
· L’Anno o se si vuole il tempo
· L’Anima dell’uomo e della donna, o se si vuole il microcosmo uomo inteso come una unità corporea ed etica
La creazione delle prime 3 Sefirot a partire dalla Sefirot dello Spirito corrisponde alla creazione avviene a mezzo della “attivazione” delle tre lettere fondamentali o “Madri”: l’Alef, la Mem e la Shin.
La prima è legata alla Sefirot dell’Aria, la seconda a quella dell’Acqua e la terza a quella del Fuoco.
La prima parte della creazione, quindi, produce gli elementi che occuperanno lo spazio non ancora creato.
Per attendere alla creazione dello spazio Dio seleziona tre lettere nel “segreto delle tre madri” per attribuirsi un nome:
· Yod dall’Alef: nel seguito dell’opera viene associata al Fare nel microcosmo dell’Anima umana e per questo è legata all’Alef , espressione del Soffio e strumento creativo di Dio
· L’Hei dalla Mem: nel seguito dell’opera associata al Conversare e quindi alla parola mediatrice e per questo legato alla Mem che l’autore descrive come mediatrice tra Alef e Shin o meglio tra il Corpo, strumento del fare divino rappresentato dall’Alef e la Testa strumento del pensiero divino personificato dallaShin
· La Vav dalla Shin che nel seguito dell’opera viene associata al Riflettere e quindi alla Verbo espressione del concetto pensato e quindi prodotto primo Testa a sua volta strumento del pensiero divino personificato dalla Shin
Non si può escludere che l’autore intendesse con il termine “scegliere nel segreto delle Madri” non solo una scelta consapevole di Dio tra le 22 lettere generate a partire dalle lettere madri, ma anche un rapporto di forma delle singole lettere selezionate rispetto alla lettera di origine.
Lo yod, infatti, è un apice assimilabile alla parte superiore sinistra o inferiore destra del simbolo che rappresenta l’Alef.
Questo sibolo, secondo alcuni cabalisti (Grad), rappresenta l’elemento l’atto creativo insito nella “separazione”, tale atto è espresso, appunto, dalla barra inclinata tra i due apici o se si vuole le due “yod”.
La Hei, di più difficile associazione, potrebbe essere legata alla Mem la cui forma chiusa pare ricordare la funzione che di mediazione e “richiusura” tra elementi opposti che il Sefer le attribuisce.
Tale lettera, privata del tratto inferiore, potrebbe ricordare la Hei.
Per la Vav, infine, è facile risalire alla forma di una delle tre barre verticali simili a “fiammelle” presenti nel simbolo della Shin.
Creato il proprio Nome, Dio procede alla permutazione delle lettere che lo compongono producendo dando vita 6 possibili configurazioni YHV,YVH,VYH, VHY,HYV, HVY che danno origine rispettivamente alle sei direzioni dello spazio Alto, Sud, Est, Ovest, Basso, Nord)e quindi alla creazione dello spazio stesso (Alto, Basso, Est , Ovest, Sud, Nord).
Ogni cardine di questo spazio è contrassegnato da una delle sei lettere doppie, rispettivamente: Bet, Reisch,Kaf, Dalet, Pei, Gimel, mentre il centro, di questo spazio, nel posto riservato allo Spirito di Dio vi è la Tau.
La creazione dello spazio delle lettere “doppie”, ciascuna associata ad uno dei sei versi cartesiani, offre la possibilità di conbinarli a coppie per formare le nuove 12 direzioni che si
Forma: un marchio o sigillo. Segreto dei fossili: impressione del mondo del Tohu rimasta in questo mondo. Ciò che è rimasto della caduta di quel mondo pur spirituale e sviluppato. Una Dalet e una Nun: svuotamento di sé e umiltà. Il marchio rimasto nell'anima da precedenti reincarnazioni.
Nome: lettera, sigillo, impressione. Caino ricevette un segno sulla fronte, simbolo della sua caduta ma anche origine di protezione. Marchio posto sulle anime destinate alla vita eterna. In aramaico significa 'più, ancora'. Apertura verso l'infinito. Ultima lettera della parola 'emet' (verità), ultima lettera dell'alfabeto, sigillo dell'opera di Dio.
Numero: 400. Anni dell'esilio in Egitto, fase ultima della discesa e della creazione dei mondi inferiori. 400 miglia persiane: la lunghezza e la larghezza ideale della Terra d'Israele. 400 mondi di gioia e di beatitudine nel mondo a venire, il compimento di ogni desiderio dell'anima. 400 è il numero del compimento.
aggiungono alle sei basilari (Est - Alto, Est – Nord, Est – Sotto, Sud – Alto, Sud – Est, Sud – Sotto, Ovest – Alto, Ovest – Sud, Ovest – Sotto, Nord – Alto, Nord – Ovest, Nord – Sotto).
Ciascuna di queste direzioni composte è disposta su uno dei tre piani assonometrici che sono quello Nord-Sud-Est-Ovest, quello Nord-Sud-Alto-Basso, quella Est-Ovest-Alto-Basso.
Per essere più precisi, rappresentando ciascun piano con un quadrato, le 12 direzioni composte si dispongono ai vertici di ciascuno dei tre piani.
In ciascuno dei vertici di questi piani viene posta una delle dodici lettere semplici, mentre nei punti mediali dei lati che rappresentano ciascun piano restano collocate le 6 lettere semplici con le sei direzioni primarie.
Le lettere vengono, poi, raggruppate per tre in “divisioni” secondo le 6 direzioni fondamentali andando, quindi, a formare 4 divisioni di 3 lettere ciascuna.
Se, infine, ciascun piano lo si contrassegna con una delle tre lettere madri, si ottiene una figura spaziale che rappresenta l’intero alfabeto ebraico.
La rappresentazione grafica assonometria piana dello “spazio della creazione”, come lo abbiamo appena descritto, produce un singolare risultato ottico: la stella di Davide.
Lo stesso Sholem Gersom nel descrivere la storia del simbolo non è in grado di determinare il momento in cui esso appare né la sua esatta funzione.
Sebbene il Sefer Yetzirà non parli mai della Stella di Davide, esso, in effetti, la disegna nelle parole e la ricollega, implicitamente, al “Territorio” (termine che è nella etimologia della parola “Israele”), che si espande in tutte le direzioni come la creazione.
Secondo questa visione, quindi, la Stella comprende in se il segreto stesso della creazione che si rispecchia sulla terra nella funzione di Israele, essa quindi rappresenta:
· Lo spazio della Creazione
· Le 22 lettere dell’alfabeto ebraico
· L’Universo nei tre domini: Mondo, Anno, Anima o anche Macrocosmo Universo, Tempo e Microcosmo uomo
· Lo spazio delle proprietà
Il Sefer Yetzirà è, come si è visto, il riferimento primario per la Ghematria e definisce anche il principio di associazione ed equivalenza numerica delle parole per permutazione.
Il principio della permutazione, ad esempio, è chiaramente espresso non solo dal modo in cui Dio firma le 6 dello spazio permutando le tre lettere del suo nome direzioni (il fattoriale di 3 è 3!= 1 x 2 x 3), ma soprattutto nella regole delle 231 case che si nelle nella Sezione 16 del Capitolo IV.
Qui viene fornito l’algoritmo della permutazione in forma poetica.
Dette “Pietre” le lettere dell’alfabeto e “Case” le parole che si formano con le pietre-lettere, l’autore propone il seguente schema di permutazioni
· Con 2 pietre si ottengono 2 Case (2!= 1 x 2)
· Con 3 pietre si ottengono 6 Case (3! = 1 x 2 x 3)
· Con 4 pietre si ottengono 24 Case (4! = 1 x 2 x 3 x 4)
· Con 5 pietre si ottengono 120 Case (5! = 1 x 2 x 3 x 4 x 5)
· Con 6 pietre si ottengono 720 Case (6! = 1 x 2 x 3 x 4 x 5 x 6)
· Con 7 pietre si ottengono 5020 Case (7! = 1 x 2 x 3 x 4 x 6 x 7)
Affermando, implicitamente, che le parole del vocabolario non possono superare 7 lettere, ma anche che le parole sono in numero finito: 5892.
Ciascuna di esse si comporta come un insieme di coordinate nello spazio delle proprietà, o delle idee, o ancora, se si vuole, della mente di Dio.
Secondo il Sefer Yetzirà, quindi, la parola esprime l’insieme delle proprietà dell’oggetto che rappresenta definendolo univocamente, ma anche consentendo di rapportarlo a tutta la creazione ed agli elementi del creato per identità, attraverso la identificazione di parole di eguale lunghezza e che adoperano le medesime lettere ma con ordine diverso.
Da questo principio scaturisce un’ulteriore principio base della Ghematria: l’affinità per valore cabalistico.
Attribuendo ad ogni lettera un valore posizionale nell’ordine in cui appaiono nell’alfabeto ebraico e numerando da 1 a 10 le prime 10, da 20 a 30, le seconde dieci e 100 in poi le ultime, si ottiene un metro per la misura del valore cabalistico di una parola, tale valore si ottiene con la somma dei valori di ciascuna lettera.
Il primo problema è nel valore cabalistico di ciascuna lettera. Si potrebbe, ad esempio, facilmente obbiettare che il valore cabalistico non è dovuto alla posizione ordinale nell’alfabero ebraico, ma in quello di importanza che gli attribuisce il Sefer Yetzirà, ma per la verità anche il Sefer lascerebbe aperta la porta alla interpretazione tradizionale cabalistica poiché nel Capitolo II Sezione 4 e 5 la combinazione delle lettere avviene in coppie, ciascuna lettera con tutte le altre, nell’ordine posizionale che hanno nell’alfabeto e non in quello di importanza che il Sefer stesso stabilisce.
Il problema non è risolvibile unicamente attraverso il Sefer. Ciò che, invece, il Sefer chiarisce bene è la contrapposizione delle parole nello “spazio della creazione”.
Ogni parola e quindi ogni oggetto della creazione ha il suo gemello simmetrico che propone proprietà complementari in una sorta di rapporto causa effetto: Dominio contrapposto a Pace, Fertilità a Vita, Saggezza a Ricchezza, non sempre chiari nel loro senso ma evidentemente voluti dall’autore.
Le derivazioni di questo sistema di rappresentazione simbolico della conoscenza sono, evidentemente, innumerevoli e gli sviluppi potenziali infiniti, come conferma la varietà degli studi cabalistici, ma quello che ci piace sottolineare è la impostazione algoritmica e geometrica del problema della espressione linguistica ebraica che fa, comunque, del sefer un caso unico di modelllo rappresentativo coerente di un linguaggio e delle sue regole di rappresentazione.
Il Sefer Yetzirà, però, non si limita a suggerire questa deduzione possibile ad oltre 1500 anni della sua presunta data di composizione, ma va ben oltre.
Il Sefer suggerisce anche una associazione del suono prodotto dalla lettera alla proprietà di questa. Esso, infatti, suggerisce l’associazione del fischio della “Shin”, o del “silenzio” della Mem alla loro rispettiva funzione ed all’elemento che rappresentano (Fuoco e Acqua) ispirando una riflessione estesa a tutte le lettere dell’alfabeto ebraico ed alla possibilità che i suoni ad essi associati siano correlati onomatopeicamente, alle proprietà che queste rappresentano.
Per una lingua fondata su ideogrammi che sono archetipi e semplificazioni estreme di simboli che, a loro volta erano probabilmente in origine erano graffiti e quindi raffigurazione di oggetti o idee, tutto ciò non è affatto “magico” o “straordinario”.
Non è strano infatti, che di un graffito, di per se semplificazione già di una idea o di un oggetto con l’isolamento delle caratteristiche principali, si possa ottenere per affinamenti successivi nel tempo un archetipo perfetto che finisce, necessariamente, per eliminare tutte le proprietà non essenziali isolando quella principale.
Quindi non meraviglia affatto che nel tempo si siano affinate le identificazioni di proprietà riducendole progressivamente e pervenendo a soli 22 ideogrammi che combinati danno tutte le rimanenti possibili proprietà.
Non meraviglia nemmeno che il suono di ciascuno di questi archetipi abbia finito per “ricordare” il “rumore” di ciò che esso rappresentava.
Un sistema di archetipale evolutosi nel tempo come quello della lingua ebraica diviene, così, un modello perfetto di rappresentazione simbolica della conoscenza in cui la forma di una lettera, la proprietà che essa rappresenta, ed il suono possono far leva sul subconscio collettivo “creando” o ispirando idee simili nella mente umana, pur in assenza di cause che ispirino quelle idee ma per il solo “pronunciare” la parola stessa.