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la vita è bricolage

pubblicato 19 nov 2011, 03:33 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 22 nov 2011, 00:59 ]
La Vita è un'Organizzazione a
Utero-Feto

"Ogni evento svolge la doppia funzione di madre/figlio in rapporto ai piani ieri-domani, infatti il medesimo accadimento se letto in relazione ad una dimensione di futuro si pone come evento promotore di effetto, se in relazione ad una di passato, come deriva-risposta." A. Colamonico - Biostoria, 1998.



“Perché fra tutte queste possibilità, la possibilità di emergere?
È un effetto di situazione. Sarebbe potuto succedere come non
succedere.
Vi è una dimensione molto aleatoria nel mondo, legata alla
nozione di “evoluzione dolce”
o di “deriva”. È come se
l’ontologia del mondo fosse molto femminile,
un’ontologia della permissività,
un’ontologia della possibilità.
Finché è possibile, è possibile. Non
ho bisogno di cercare una giustificazione
attraverso un ottimalità ideale.
Nel mezzo di tutto questo, la vita tenta il possibile,
 la vita è bricolage”.
 
F. Varela.
Il sistema a nicchie-sacche



L'azione di lettura di quella che può essere chiamata la struttura nascosta che fa da "sacca-nicchia" all'emergenza della vita
sta aprendo ad una forma di correzione storica di quella che è stata la tendenza del primato della logica al maschile nell'organizzazione evoluzionista, vista come la sopraffazione di un gene che si è imposto con prepotenza sulle altre possibilità evolutive.

Tale carattere interpretativo fortemente vincolato alle logiche economiche di fine '800, risentì della tendenza involutiva dell'ideologia liberale, spaventata dalle crisi cicliche interne al sistema industriale.  Negli anni in cui l'accaparramento delle materie prime e delle aree di mercato si rivelò la formula vincente per il predominio economico, fu strumentalizzata la scienza e in particolare tutto il "teorema" evoluzionista, per legittimare il "diritto di prelazione" ad imporre le proprie piraterie economiche di Stati forti, al Mondo.

Tralasciando i racconti dei fatti che nella loro crudezza sono riconducibili a poche pennellate di parole: Colonialismo, Guerre mondiali, Campi di sterminio, Terzo Mondo con il relativo dualismo Nord/Sud... Quello che qui preme è sottolineare il rapporto di dipendenza tra interpretazione scientifica e organizzazione politico-economica, poiché necessita sfatare il mito di "scienza neutra" che ancora oggi è sbandierata da quanti non vogliono ammettere le sottili connivenze con i poteri forti degli Stati che pilotano le stesse scelte di ricercazione.

La scienza non è neutra, non è un cavolo a sé stante che, chiusa in una stanza, sperimenta e scopre. Lo scienziato come lo storico o il pittore o il falegname è intriso nel mondo culturale e  ideativo in cui vive; ne respira gli umori, le tendenze, le aspettative e le delusioni; ne beve le convinzioni con i relativi pregiudizi; ne mastica le certezze e ne deglutisce le convenienze, ordinandosi la coscienza intorno alla versione di verità. Insomma tutto, quel sotto-strato che fa da campo di coltura mentale, si rivela funzionale alle messa in opera delle chiavi di lettura che lo scienziato sta sperimentando e scoprendo.

La giustificazione data in quegli anni all'evoluzionismo, che ha in sé una verità inalienabile, non teneva conto del complesso gioco dinamico individuo/campo che non può essere letto con il solo occhio uni-direzionale del soggetto-uomo, poiché vincolando la lettura ad un utile al singolare si finisce con l'essere sordo al campo-altro che si trasforma, nella mente dell'osservatore, in una semplice scatola vuota.

Il limite cognitivo fu nel non aver sviluppato un'attenzione, nell'indagine, alle capacità di auto-organizzazione dei sistemi vitali che se da un lato sono perturbati da un fattore casuale che ne altera l'equilibrio; dall'altro operano una resistenza perturbativa che tende a incanalare e ammortizzare con un nuovo grado di equilibrio lo scossone subito. In sintesi esiste una forma di doppio adeguamento dell
'individuo al campo e del campo all'individuo, in tale circolarità si fanno l'uno il rovescio dell'altro, come in una maglia a dritto e rovescio. Se l'insieme sistemico è letto solo da un lato, si mostra un'unica faccia di verità, quella che fa più comodo all'osservatore incauto; viceversa se si sviluppa un occhio duale (eco-biostorico) si registrano i modi dell'uno e quelli dell'altro, come stati d'equilibrio che con un abbraccio silente si allacciano a utero-feto di correlazioni di effetti.

Entrare in una di-a-logica a feedback individuo/campo, fa leggere la relazione storica come la dinamica comunicativa di due realtà che nel vincolo trovano un naturale equilibrio di "pari dignità", in cui si supera la lettura dialettica (tesi-antitesi-sintesi) di una certa visione filosofica che ha portato ad assoggettare la natura alle logiche di un  Ego forte che impone con mano ferma il personale uni-verso storico, di uomo che ha capito, ma non compreso.

Da un errore cognitivo, funzionale alle tendenze economiche, si introdusse il dualismo Stati forti e Stati deboli e si imposero le scelte di sopraffazione come un fattore intrinseco alla evoluzione naturale, quindi verità storica e cosa ancora più grave si assunsero le logiche necrofile a difesa degli errori di impostazione degli eventi. Logiche, ancora oggi, ben salde nei luoghi comuni con cui si giustificano le male-scelte, i mali-indirizzi d'azione.


Bari, 19 Novembre, 2011
Antonia Colamonico (biostorica)


© 2011- Antonia Colamonico

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