4° - La novità

Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0

Il ruolo storico dell'Osservatore nella costruzione della realtà multi-proiettiva
Antonia Colamonico
4°  Campo - La novità della scoperta: l'importanza del dare un nome
  2011 - Il filo, Bari)

"... Chino sulle sere getto le mie tristi reti in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici. Gli uccelli notturni beccano le prime stelle che scintillano come la mia anima quando ti amo. Galoppa la notte sulla sua cavalla cupa spargendo spighe azzurre sul prato." Pablo Neruda



(pp. 1 - 2 - 3)

La trama di realtà a multi-verso

(the plot of a multi-direction reality)


Per poter comprendere e descrivere la trama della real D. Deutschi individua l'interazione di quattro scienze, la teoria quantistica per uno studio della materia, l'evoluzionismo, l'epistemologia per una teoria della conoscenza e la teoria computazionale. Per il fisico israeliano la realtà a cui abbiamo accesso è, tecnicamente, solo “virtuale”, una semplice narrazione in grado di tesserne la trama, con l'intreccio di quattro fili (quantistica, evoluzionismo, epistemologia, matematica computazionale) che danno il “verso realistico” al multiverso del reale.

Egli rovesciando il senso comune, sostiene che il ragionamento scientifico non è la base per l'estrapolazione di realtà, si pensi alla legge di gravità che isola la forza d'attrazione, ma semplicemente un modo di distinguere tra le spiegazioni buone che si interfacciano nella narrazione di realtà. Così facendo, egli pone a limite della realtà la stessa coscienza che essendo un canale di accesso, non neutro, trasforma il fatto da dato-reale in sé in dato-informativo trasferibile e quindi narrabile. In tale narrabilità egli, inconsapevolmente, sposta l'asse dell'osservazione scientifica dalla scienza alla storia e si attua un salto gnoseologico che pone come attrattore cognitivo delle conoscenze non più la meccanica ma lo stesso processo vitale, dunque la biostoria.

La storia come dinamica della vita a 360° diviene il contenitore di tutte le narrazioni, la membrana che racchiude come un utero tutte le trame disciplinari che aprono ai multiverso di questa realtà criptata che necessita dispiegare nelle narrazioni storico-disciplinari. Ma il passaggio da un scienza scissa come oggi si presenta il quadro delle conoscenze, ad una scienza sistemica necessità di un salto di lettura che faccia posizionare l'occhio-lettore nella 5a dimensione.

Lo stesso osservatore, alla luce di tale interpretazione, diviene il costruttore del suo soggettivo verso di realtà, che è intrinseco al suo modo di posizionarsi, di ancorarsi e di relazionarsi nella nicchia storica d'appartenenza. Il viaggio di conoscenza si pone come l'esercizio vitale che dà le chiavi per interpretare la relazionale dialogica individuo-sé/campo-habitat, in tale approccio funzionale alla sopravvivenza si elaborano gli stati di veritàii che danno la direzione storica, da cui si dispiegheranno tutte le creste degli attuati, i fatti.

Sin dal primo vagito il bambino è colpito da una molteplicità di stimoli che lo portano ad allargarsi al mondo, dando il luogo a sé e all'altro da sé, in tale dare spazio-luce inizia a costruire la coscienza, come un intendere (tendere la mente dentro l'oggetto), un comprendere (prendere insieme sé e l'oggetto). Lo stesso S. Freud in uno scritto del 1921 afferma:

Dentro la vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto, in questa accezione più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è al tempo stesso, fin dall’inizio, psicologia socialeiii”.

Vivere è un viaggio, un andare che necessita un sapere dove e come andare, qui nasce la ricercazione, il bisogno di scoprire, in tale necessità funzionale al vivere si inizia ad indagare l'habitat e si disegnano le carte di viaggio (le conoscenze) che hanno lo scopo di saper fare orientare nella vita.

Recuperare la dimensione biostorica della stessa ricerca è fondamentale per dare valore sia alla scienza che alla coscienza e all'etica della vita con tutte le espressioni umane e sociali. Ogni ambito della conoscenza/coscienza è una finestra aperta ad un significato che dischiude quella realtà criptata che tuttavia si lascia intra-vedere e intra-esplorare, ma ogni visto o esplorato è una semplice narrazione umana che non avendo un fine chiuso in sé, si presta a nuovi viaggi, a nuovi percorsi e ai nuovi risvolti di verità. In tale procedere si scoprono le stesse procedure di viaggio e come dice il poeta Antonio Machado "Caminante no hay camino, camino se hace al andar".

L'apparente perdita di valore del reale, confrontata con il modello della fisica classica, non è da leggersi come una riduzione del significato dell'osservato (lettura a mente disgiuntiva), ma piuttosto come una moltiplicazione del senso storico (mente connettiva) che fa esplodere la realtà in una molteplicità di mondi e di dimensioni che sono sfaccettature di un'unica verità che si chiama Vita.

D. Deutsch, rifacendosi agli studi di H. Everettiv sull'interpretazione a molti mondi, parla di iper-struttura cosmologica, a multiverso; tale mega-organizzazione al di là delle possibili ricadute scientifiche in senso stretto, si presta bene come immagine-metafora per la costruzione della topologica del pensiero multi-proiettivov, che nasce dall'affinare l'occhio-mente dell'individuo storico.


La nicchia-nome "particella topologica" di spazio a dentro/fuori

Procedendo con ordine, il cavare dal vuoto una qualche parvenza di forma che si faccia “cosa nota” apre lo spazio storico-mentale dell'osservatore ad una novità che prende, insieme, sia il nome e sia la nicchia-campo di senso, il contorno al nome.

Il prendere veste di realtà implica la doppia collocazione:

  • Interna alla coscienza che ne registra l'eco informativo con la sua sagoma;

  • Esterna, il fuori dall'identità soggettiva, come area del campo storico, l'oltre sé.

Nell'azione dell'osservare, esiste un'aspettativa visiva che aiuta a focalizzare un osservato in una prospettiva predefinita, già conosciuta, dettata dalla persistenza retinica e circoscritta da una cornice che ne dà la forma. In tal senso rientrano gli studi sui neuroni a specchiovi che sottolineano la formula del riconoscimento continuo come attivazione neuronale, nell'atto d'appropriazione di realtà da parte dell'osservatore storico.

L’apparire dell'oggetto si struttura come il riflesso di questa fissità iconica, in cui le sequenze della vita quotidiana si muovono come delle rappresentazioni filmiche. Importante è sottolineare come la vista sia il più ampio dei sensi.

L'occhio rastrella continuamente informazioni, anche se molte restano nell'area del bordo visivo. In tale movimento veloce inizia ad isolare porzioni di campo, su cui fissare lo sguardo per assimilare con avidità le aree che ritiene più accattivanti, per meglio imprimerle nella memoria. G. Batesonvii definisce tale facoltà un “mordere”, rifacendosi all'idea del bambino che apprende il mondo attraverso il portare alla bocca, sperimentando l'oggetto con le labbra, il palato, la lingua. In tali operazioni elementari inizia la realtà a prendere forma nella coscienza, quale insieme disordinato di “elementi” o unità informative a cui è dato, come primo atto, il nome.

Dare il nome è la prima formula linguistica di senso compiuto che il bambino apprende, associando il nome all'oggetto-cosa. Solo in un secondo tempo inizierà ad operare con i verbi e gli aggettivi, elaborando le prime frasi in forma scorretta e poi sempre più affinata, ricercata. Tale processo di oggettivazione accompagnerà l'individuo per tutta la vita, e un ruolo importante lo svolgerà l'ambiente familiare, sociale e culturale nel facilitare o meno la focalizzazione e la verbalizzazione. 

L'occhio, pur non interrompendo la fluidità dello sguardo, fissandosi opera la scomposizione di forme e dall'insieme viene estratto il dettaglio; si pensi ad un paesaggio marino e all'occhio che si fissa sul volo di un gabbiano, inseguendolo. Nell'atto dello scomporre si pone come sfondo il paesaggio, mentre acquista primo piano il gabbiano che emergendo da tutto l'insieme, si distingue come altro indipendente, dal paesaggio.

Il processo di oggettivazione

In tale operazione di scomposizione, l'occhio crea gli isolati storici che racchiude in una forma-cornice e memorizza, svincolandoli dall'insieme visto, come unità informative di senso chiuso in una nicchia semantica, visione doppia, che costituisce lo spazio di applicabilità dell'unità per la costruzione di un pensiero organizzato/organizzante in associazioni informative successive:

  • [Unità (gabbiano) + nicchia (cielo, mare, onda)]  o Il gabbiano vola alto nel cielo e si tuffa nell'onda,  o sull'onda galleggia il gabbiamo, mentre il cielo lo veglia dall'alto, o ...

Giorno dopo giorno, osservazione dopo osservazione, tutto viene memorizzato e contribuisce a rinsaldare la costruzione soggettiva di realtà, attraverso il gioco delle proiezioni che confrontano gli schemi di riferimento, precedentemente strutturati, con le nuove visualizzazioni, arricchendoli di sempre nuovi particolari, che si fanno poi nuove sfumature di significato intorno alla cosa vista, sperimentata, assimilata. In tale procedura operazionalei da un lato si costruisce la realtà oggettiva e dall'altro le abilità cognitive che permettono le molteplici azioni di tessitura. È nella relazione che sia l'individuo e sia il campo prendono la veste di realtà in quel particolare tempo presente.

Viene così fuori una funzionalità operazionale che annodando assieme le varie forme e i molti campi semantici, permette alle narrazioni di acquisire il verso di realtà che non è incrostato in un periodare rigido e ferreo, ma in una molteplicità di espressioni dalla forma duttile, plasticaii che di volta in volta traccia un solco nuovo di verità.

I solchi sono gli echi del passaggio di realtà, come le foglie ingiallite lo sono della fine dell'estate o l'odore del fieno tagliato del granaio colmo di messe. Riflettendo bene, cosa si conosce veramente se non lo spazio circoscritto in un tempo 0, ma in tale visualizzazione presente, si leggono e si legano, come in un nodo, le tracce storiche di echi informativi di una molteplicità di altri tracciati vitali e così, di eco in eco, il reale/virtuale informativo è tramandato di ora in ora, di uomo in uomo, di civiltà in civiltà, di specie in specie.

Questi tracciati, codici-nodi informativi, permeano quali echi il campo di lettura e solo un occhio vigile e attrezzato saprà cogliere, riconoscere, dare valore, trasformando quella assenza-eco in presenza-fatto di vita. In tale gioco di chiaro/scuro, di pieno/vuoto la spugna storica si intreccia nella spugna del pensiero come un unico sistema “reale” interagente che nell'interscambio assume spessore, profondità, dilatandosi nei piani dell'immaginario che dischiudono i campi passati e quelli futuri e tutto diviene un interspazio pluridirezionale.


1 - 2 - 3

______________

   iD. Deutsch. La trama della realtà. Einaudi, 1997.

iiGli studi di Wilfred Bion sottolineano come l'uomo nel suo percorso vitale sia alla ricerca della verità, ogni percorso è un anelito a comprendere il senso di appartenenza e di realtà non solo in senso individuale, ma essenzialmente gruppale e di qui sociale. - Memoria del futuro. Il sogno. Raffaello Cortina, 1993.

iii S. Freud Psicologia delle masse e analisi dell’lo (1921) in Opere, IX. Boringhieri, 1978.

iv Hugh Everett III. Relative State" formulation of Quantum Mechanics, pp.454-462 in Reviews of Modern Physics 29, 1957.

    v A Colamonico, M. Mastroleo. Verso una geometria multi-proiettiva della mente. © Il Filo s.r.l. 8 sett. 2010

viG. Rizzolatti , C. Sinigaglia, So quel che fai, Il cervello che agisce e i neuroni specchio. R. Cortina Ed. 2006.

vii G.Bateson. La nouvelle communication. Seuil, Paris 1981

iG. Vaccarino in Prolegomeni: dalle operazioni mentali alla semantica (Ciddo edizioni, 2007) parlando di semantica operazionale, ritiene che le operazioni mentali siamo collegate con il funzionamento del cervello in quanto ad esso subordinate secondo la relazione organo-funzione . Egli ipotizza come stati fondamentali dell'organo: 1 neuroni eccitati, 2 il passaggio dell'eccitazione ad altri neuroni, 3 quello dei neuroni già diseccitati che ricevono l'eccitazione. In corrispondenza introduce come funzioni tre categorie atomiche che denomina "sostantività", "verbità" ed "aggettività". Esse sono da considerare come i significati più semplici possibili (in un certo senso prelinguistici) che stanno alla base dei costituiti, dei passaggi e delle aggiunte. Le categorie in generale sono costituite da stati mentali attivi e da stati inattivi, che sono da ricondurre rispettivamente a momenti di attenzione applicata ed a momenti di attenzione interrotta. Da queste tre categorie si passa a tutte le altre collegandole con le operazioni di combinazione, di metamorfizzazione e di inserimento.

iiA. Colamonico. Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity. In World Futures: The Jounal of General Evolution, a cura di A Montuori. Vol. 61 - n° 6, pp. 441-469, part of the Taylor & Francis Group - Routledge, August 2005.



Pagine secondarie (2): 4° p. 2 4° p. 3
Comments