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Blog: Palestre della mente

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  • Antonia Colamonico

2a N - 3° C. p.4


L'accoglienza della novità
Il processo creativo e il dispiegamento degli spazi-tempi frattali
Antonia Colamonico
3°  Campo - I vestiti storici e le differenze di funzione negli orizzonti di letture.
2012 - Il filo, Bari)

"Amai trite parole che non uno osava. M'incantò la rima fiore amore, la più antica difficile del mondo. Amai la verità che giace al fondo, quasi un sogno obliato, che il dolore riscopre amica. Con paura il cuore le si accosta, che più non l'abbandona. Amo te che mi ascolti e la mia buona carta lasciata al fine del mio gioco " U. Saba



(pp. 1 - 2 - 34)



Voglia di cambiamento: umanità in cammino.


Alla luce di quanto sin qui tracciato, oggi sta emergendo una grande voglia di cambiamento, come un filo-silente, trasversale a tutte quante le società, senza distinzione di razze e di religione, che lega in un unicum i singolari bisogni per dare voce alle differenze in una visione di società a multi-verso e a multi-faccia, in grado di distanziarsi dalla crescente forma di omologazione de-personalizzata.

Tutto il sistema Terra sta divenendo una vera fiumana di umanità in cammino, che vuole essere partecipativa, si può leggere in tale movimento a volte ondulatorio altre volte sussultorio ma sempre pronto a rimodularsi, celermente, di piazza in piazza, di nazione in nazione, una pressante richiesta etica che si faccia trama silente delle relazioni socio-economiche, al di là delle differenti ideologie in nome di una autonomia consapevole e partecipe alla vita, a 360°.

Siamo in quello che si può definire un salto epocale, con un cambio d'indirizzo storico che nasce da un'apertura logica, come quella delle antiche donne del neolitico che aprirono alla agricoltura.

Il dissenso verso una politica economica arroccata in una forma di “signoria” che ricorda vagamente quell'ottusità intellettiva della classe nobiliare francese, sorda alle richieste di pane del popolo, nasce all'interno stesso del sistema globalizzato, come la naturale espressione del processo vitale che è una struttura moltiplicativa (la spugna storica) che non può essere racchiusa in un modello astratto.

L'errore storico di chi ha immaginato e spinto alla realizzazione “monolitica” dell'economia mondo, è nato da un vizio di forma, per aver voluto imporre un modello standardizzato e generalizzato di società, tipico comportamento di un occhio-mente lineare-sequenziale che ha in sé una cecità di lettura nei confronti del ritorno della sua stessa azione che, perturbando il campo-habitat, produce un effetto farfalla con uno squilibrio di tutto l'insieme:

  • in quel tutto c'è la ricaduta sulla stessa intenzione che subisce una deformazione.


Il vizio di forma della globalizzazione a struttura monolitica.

Lo studio dei sistemi complessii sta rivelando come ogni variazione minima nello stato di un processo vitale, automaticamente produca una biforcazione e una ridefinizione con nuovo modellamento dell'intero complesso sistemico, per cui ogni azione perturbativa introduce, nel tempo, un grado superiore di organizzazione.

La vita, quindi, alla luce di tali ricerche sarebbe un organismo in eterna ri-difinizione che produce livelli di complessità, come un intricato gioco di fili a più strati soggiacenti che presentano delle implicazioni silenti.

Saper leggere la complessità richiede un occhio-mente che abbia una dimestichezza con quella posizione a punto infinito di occhio eco-biostoico, precedentemente definita, che non è stata sviluppata dall'impostazione tayloristica della società industrialeii figlia di quella scelta-primato dell'homo economicus di fine 1600.

Il non saper leggere gli effetti sul campo-habitat delle scelte politiche, fa perde il senso di realtà, rendendo il campo un vuoto di letturaiii e l'azione del soggetto storico si evolve come una linea vettoriale a un solo verso-indirizzo, di sola andata.


Il campo-habitat, quale sistema stratificato, non essendo di fatto un vuoto-assenza, risponde con sussulti a vari livelli di organizzazione dalle strutture più semplici a quelle più organizzate, si pensino gli effetti sul clima o sulle cellule o sulle economie locali-regionali. Le risposte sono avvistate dall'osservatore miope, come una quasi forma di ribellione isterica e non effetti naturali del rimodellarsi dell'organismo storico a corpo uno/tutto.

In tale cecità si radicano le tirannie con gli stati di diffidenza e di controllo per “domare” le anomalie-errori secondo una logica a Stato di Polizia di cui fu un esperto il cancelliere Klemens von Metternich, all'indomani del Congresso di Vienna (1814-1815) con cui si disegnò la carta geopolitica dell'Europa.


Un caso di cecità di lettura: il Congresso di Vienna.

Alla caduta di Napoleone, ci fu il tentativo delle case regnati di riportare le società ad un sistema pre-rivoluzione, con la Restaurazione dell'Antico Regine. Da tale astrazione di un modello artificioso di realtà, che pretendeva di azzerare tutta l'azione di riordino amministrativo-culturale di Napoleone, nacquero, di lì a poco, le rivoluzioni borghesiiv con le barricate e le guerre risorgimentali.

La novità dell'impero napoleonico fu nell'introduzione dei codici e dei catasti (leggi di eversione della feudalità 2 agosto 1806) che chiuse definitivamente alle consuetudini feudali che avevano permesso gli accaparramenti, da parte degli aristocratici, delle terre comuni, (politica delle recinzioni) su cui applicarono, senza averne potere, i diritti di prelazione di gabelle e di pedaggi. Quelle terre erano nel sistema feudale ad uso di tutti (usi civici, i diritti spettanti a una collettività nel trarre utilità dalla terra, dai boschi e dalle acque), come delle valvole di benessere per le popolazioni più povere che potevano esercitare gli usi di raccolta della legna o del pascolo di animali o della raccolta di frutti spontanei o della caccia. Una volta recintate tali terre furono soggette ad una sistema complesso di riscossione di gabelle e pedaggi come forme di pizzo, primo embrione del sistema mafioso (si legga a tele proposito il bellissimo saggio di E. Sereni, Il capitalismo nelle campagne. Einaudi, 1968) che impoverirono notevolmente le masse contadine.

Con i codici Napoleonici, che si rifacevano al diritto romano, da un lato nacquero le proprietà private, che dovevano essere opportunamente documentate, tramite gli atti notarili, attestanti o i lasciti regi o le vendite reali dei vari passaggi di proprietà, cosa che non fu possibile per tutti i territori; dall'altro si crearono con le terre confiscate alla Chiesa e agli aristocratici i demani comunali, con l'intendo di distribuire tali beni ai contadini che erano stati finalmente affrancati dalla servitù.

La politica del Catasto con il riordino delle proprietà puntava all'introduzione di una moderna politica tributaria più equa, basata sulle rendite e non più i balzelli, pagati dai più poveri agli stessi feudatari che poi, a loro piacimento, dovevano versare nelle casse dello stato. Si comprende come sia stata forte l'opposizione e la pressione esercitata dagli aristocratici sui monarchi per riportare il tutto allo status quo, ante-napoleonico.

La risposta alla restaurazione fu così immediata che segnò la morte definitiva della classe nobiliare e di tutto il suo sistema di castelli-principati-servitù-privilegi-ozi-giochi-gabelle, con la nascita degli Stati borghesi a Sistema parlamentare dapprima liberale (riconoscimento del diritto di voto solo ai benestanti) e poi democratico (riconoscimento dato a tutti i maschi e dopo anche alle donne):

  • L'analisi ad occhio biostorico, a finestra allargata, delle creste di evento fa emergere le gabbie concettuali, ad esempio nel riconoscimento dei diritti che erano rivendicati per alcune categorie si e per altre no; in tale dare e non dare si creano le ombre/luci dei sistemi storici con le strettoie che li rendono viziosi.


Importanza di una lettura della pagina storiografica a creste d'evento.

Il non leggere come un sistema unico la storia, non fa intravedere nella sua struttura le creste d'evento che aprono le nicchie della spugna, per cui ogni scelta d'azione di un particolare stato di presente, se denaturata dalla sua proiezione d'onda, rende:

  • da un lato le coscienze individuali e sociali aliene alla responsabilità civile relativa ai singoli agiti e di qui nasce poi quell'essere indifferenti al disastro eventualmente azionato da tale scelta errata;

  • dall'altro fa assumere un atteggiamento di superiorità cognitiva a chi svolge un ruolo di primo piano, perché si sente il dio-padrone-vettore delle coscienze e delle scelte altrui, non è un caso che negato Dio, come valore intrinseco al processo creativo, si siano generate le società segrete che rispolverando antichi rituali hanno introdotto una forma di religiosità atea, ricreando cerchie e gerarchie di affigliati a partire dalla Carboneria sino alle logge di ultima generazione che hanno mostrato il lato oscuro del potere.

Importante è cogliere la responsabilità del mondo scientifico in tali dinamiche di accaparramento del bene-comune:

  • Dietro la crisi di lettura che rende area del vuoto il campo-habitat, c'è una forma-mentis tipica di una certa cultura scientifica che ha confuso e continua a confondere il modello-carta di dinamica di realtà con la vita stessa che ha in sé una forza auto-propulsiva che apre alla novità, a quella eccezionalità-eccentricità che la rende viva e nuova sempre.

La cecità cognitiva è nella pretesa di poter replicare a piacimento il modello, per racchiudere in un singolo stile di vita la ricchezza a multi-verso e multi-faccia della storia che trascende le carte che la rappresentano, legandola solo ad un limitato e particolare-verso di osservazione, di uno spazio-tempo ristretto, databile di una nicchia unica e irripetibile:

  • in tale voler racchiudere la vita, come a darle una frontiera, si manifesta, in tutta la sua ampiezza, l'idiozia cognitiva di quell'osservatore storico che soffre di sclerosi immaginativa. L'incapacità creativa di una umanità ingrigita nei sempre uguali schemi di rappresentazione fa da deterrente economico-sociale, sono tali modi che frenano i sistemi e rendono le relazioni storiche malate.

È la logica tipica del liberismo economico che fece da sfondo-contorno all'azione dell'impero inglese nel 1800 e per ricaduta di tutta la politica occidentale che ha prodotto le guerre mondiali prima, la guerra fredda dopo con la corsa agli armamenti, la divisione del mondo in 4 aree di ricchezza. Ma è anche la logica di quelle società in cui solo in pochi godono della ricchezza, mentre in molti soffrono e vengono “congelati” in uno stato endemico di ignoranza, per impedire loro di cum-prendere lo stato di malattia in cui sono tenuti, da chi si professa il loro custode e garante storico:

  • se la vita è un predere-insieme, come consapevolezza del proprio essere e moltiplicarsi, tenere nell'ignoranza le menti implica soffocare la naturale capacità vitale nel trovare risposte alla vita, non è un caso che si sia negata la conoscenza agli schiavi, ai servi o alle donne per secoli. Il diritto allo studio era una caratteristica del cittadino libero, ma non era riconosciuto come valore per tutti.


I sistemi autoritari, gabbie di pregiudizi.

I sistemi autoritari, perpetuarono per secoli lo stato di ignoranza e ancora oggi ci sono tendenze necrofile, nelle politiche economiche, quando si fanno tagli alla cultura; il non sapere implica un non sapere esercitale la scelta, quel 2° grado di coscienza che sia con Socrate e sia con Cristo, rende liberi dai sensi comuni che si prestano molto alle gabbie dei pregiudizi. Si pensi al ruolo giocato dai mass-media per creare i conformismi di comportamento.

Tali modi sono fortemente incongruenti con quelle letture scientifiche, nate al margine del sistema economico, da menti indipendenti, vicine a quella scelta di stile di Francesco, che non ebbe paura di guardare in faccia la povertà e di immaginare il “Mondo del Bene”.

  • È bene ribadire che la scienza non è neutra, ma al contrario è stata sin dal suo porgersi, al servizio dei sistemi forti della logica a Caino, infatti ha avuto un ruolo importante per la tecnologia bellica sin dai tempi di Archimede. Tutte le più importanti scoperte sono state finanziate per motivi militari e solo dopo trasferite al livello civile, la stessa bomba atomica che poi diverrà centrale nucleare; lo stesso computer che nacque per i servizi segreti e poi diverrà il Personal PC, e tutte le tecnologie legate ai sistemi satellitari, e non ultima la ricerca di una sistema digitale, quantistico, che sappia apprendere dall'errore, come nuova frontiera computazionale... e così nascono le bombe intelligenti, le navicelle spaziali de-umanizzate e per effetto di ritorno si crea tutto quello scarto di una umanità inutile ad un sistema-società super-intelligente.

Scelte tutte di una logica liberista che prese il via dalla politica mercantilista inglese voluta da Cromwell (atto di navigazione, 1651) contro la Spagna, che vedeva nella ricchezza dei popoli non le civiltà con cui confrontarsi e intessere scambi culturali per accrescere le conoscenze collettive (effetto moltiplicativo), ma principalmente un ammasso di possibili consumatori dei prodotti delle sue industrie:

  • il consumatore è colui che consuma, senza produrre, per cui si rivela a lungo termine un parassita storico, poiché de-legittimato della sua capacità creativa e inventiva, si fossilizza in un uso-consumo uni-direzionale, passivo della realtà, cosa che è stata capita bene dalle logiche mafiose nello sfruttamento della tossicodipendenza da sostanze e ora dal gioco d'azzardo, la nuova frontiera dell'utile facile, a cui gli stessi stati, in tale momento di crisi finanziaria, stanno guardando come valvola economica.

La malattia cognitiva come forma di passività storica.

Il subire crea una forma di morte cognitiva, con un'implementazione del vuoto di spugna mentale e l'insorgenza di stati di ansia, di stress emotivo, di vuoto esistenziale, mali questi evidentissime nelle società consumistiche.

L'aver ridotto gli individui al semplice ruolo di fruitore di beni materiali, depauperandoli della complessità di soggetto-osservatori storici, sta producendo il suo effetto di ritorno, quell'uomo de-personalizzato si sta ribellando e chiede dignità di essere una diversità, meglio un'univocità storica, un valore degno di essere accolto nella sua pienezza emotiva e mentale che lo fa essere un bene prezioso (agli occhi di Dio-creatore che lo considera il suo pre-diletto, amato prima ancora del suo essere nato):

  • questa è la nuova frontiera dell'umanità, che nasce da un lettura più sfumata della realtà, che ha in sé una forma di auto-apprendimento (codice nascosto, area dell'ignoto) che apre i sistemi ad una ricchezza di possibilità evolutive.

La presa di consapevolezza della singolarità irripetibile d'individuo, già disegnata da Cristo, affermata dai monaci, e negata dai sistemi totalitari, nasce oggi dall'essere i giovani degli assidui fruitore degli spazi-tempi nuovi, legati alla stessa rivoluzione di internet.

La rete informatica da un lato ha tagliato le distanze facendo unico il mercato-mondo, visibile grazie ad un "click di mouse", ma dall'altro ha fatto fare esperienza di navigazione alle nuove generazioni, nate a partire dalla fine degli anni '80, vista da essi come una forma di liberazione dalla pedanteria degli schemi scolastici, strutturati secondo la logica sequenziale tayloristicav.

E sono proprio loro, i giovani gli “assetati di libertà:

  • come ho avuto modo di scrivere più volte, la libertà di accesso alle informazioni a livello mondiale ha fatto crollare le divisioni ideologiche con relativi tabù e ha messo in luce le comuni aspirazioni di essere protagonisti delle loro scelte, proprio il contrario di un sistema monolitico ad un solo blocco che decide il come, il quando e il cosa per tutti.

Da molti benpensanti tale autonomia viene letta come una forma di narcisismo, che fa essere ribelli ai governamenti di adulti che si sentono i depositari dell'ordine storico. Sempre quella facciata imbellettata che nasconde raggiri in nome di un ordine parolaio che è pura invenzione, poiché biostoricamente parlando la vita è disordine (di-s-ordine = 2 volte ordine, ordine complesso), è accoglienza di novità che allarga e accresce la struttura-chioma del suo frattale (creazione diveniente) che si fa contenitore della verità di tutti.


L'utilizzo della rete virtuale e lo sguardo a punto infinito per il salto generazionale.

Se si inizia a guardare alla globalizzazione come ad una forma geometrica, una sfera-palla, che si può lanciare, far ruotare, percorrere con il dito sulla sua superficie e sezionare, tagliare a spicchi per calcolare il raggio o la diagonale o ricavarne la bisettrice... si assume quell'occhio “a punto infinito, che permette d'elaborarne una molteplicità di carte di lettura che confrontate, danno la visione allargata dell'intero fenomeno chiamato “Villaggio Globale” che si apre a frattale.

Tale capacità visiva, è sfuggita a chi ha immaginato la globalizzazione per fini di monopolio dei grandi complessi finanziari e industriali che volevano, in cuor loro, una produzione a bassissimo costo lavoro, data l'eccedenza di uomini nei paesi extra-comunitari a reddito zero, per cui essi, trasferendo parte delle produzioni in Asia o nei paesi balcanici, hanno commesso lo stesso errore di valutazione della classe nobiliare francese che alla richiesta del sovrano Luigi XVI di introdurre la tassazione sui grandi patrimoni terrieri (Politica del Catasto) risposero chiedendo la convocazione degli Stati Generali (5 maggio 1789).

Essa era convinta di poter esercitare il controllo, tramite l'assemblea, sul sovrano e lo Stato, poiché erano sicuri della maggioranza nel voto, insieme all'Alto Clero, e quindi poter impedire la costituzione dell'Ufficio del Registro sui beni, ma non avendo fatto i conti (cecità) con il Terso Stato e le angherie e vessazioni che essi esercitavano sulla classe servile, infatti persero il controllo che assunto dai borghesi fece trovare l'occasione per dire basta. Finirono con l'essere travolti e a loro volta, testati, da “madama ghigliottina”:

  • La bellezza della storia-vita è nel suo ritorno d'azione che fa fare il bilancio dello stato di bene e di male implementato nella sua struttura stessa, ogni processo tende ad uno stato di riequilibrio, come una uragano che prende corpo dal battito di ali di una farfalla e ritorna ad essere semplice emissione di un respiro, quel alito di vita, in cui il profeta Elia vide la presenza-azione di DIO-Creatore che biostoricamente è il quanto storico, promotore del processo stesso. Ogni fenomeno è riassorbito dal sistema che resta, tuttavia, per sempre informato di tale passaggio come memoria storica di una possibilità di risposta nella dinamica del divenire.

La visione di una globalizzazione monolitica, nella mani dei grandi della terra, è stata ingabbiata dal suo stesso vizio di forma:

  • per aver considerato il moltiplicarsi delle forme-manifestazioni come un difetto storico, un'assenza di ordine, una mancanza di chiarezza mentale (nel caso dei soggetti storici uomo), per incapacità cognitiva di chi è di fronte.

Importante comprendere come intorno a tale gabbia concettuale siano stati poi organizzati i sistemi scolastici che hanno avuto la pretesa idiota di assoggettare le menti alla linearità di lettura di un occhio che segue il rigo della pagina, mentre il pensiero è a anch'esso una spugna a frattale che con biforcazioni apre ai chiaro-scuro degli stati di consapevolezza a multi-strato e a multi-forma e a multi-accesso. Rispettare il modo naturale del suo essere-moltiplicatore di informazioni è l'approccio biostorico alla conoscenza che supera le divisioni a particelle slegate di saperi e punta al potenziamento delle facoltà immaginative e proiettive.

Rendere lineare la vita, mostra tutta la cecità di lettura di un occhio-mente che non sa ascoltare i fremiti del campo-nicchia in cui sta agendo:

  • è quella mente-Caino che più volte si è imposta nella storia e ha creato le implosioni di dinamiche, poi fatte passare come i processi naturali del sistema quale processo dissipativo e non come effetti di scelte errate di menti malate di onnipotenza!

Oggi i giovani stanno sperimentando una mappatura di mente pluridimensionale, iniziando a giocare con la realtà come con quella forma a sfera, così come prima ipotizzato:

  • il dinamismo immaginativo si traduce in capacità proiettiva del pensiero che costruisce le reti dei fattibili che aprono la mente alle ipotesi di azionivi (creatività).

Il pensiero è esso stesso uno spazio pluridimensionale, che apre ad una forma a frattale, che richiede una grande consapevolezza del suo essere un uno/tutto, ma purtroppo non tutti sviluppano le medesime ampiezze di chioma, per cui si creano dei dislivelli di piani immaginativi che implicano una minore o maggiore possibilità ideativa nel rispondere alle perturbazioni di campo:

  • oggi la povertà non si misura più sul possesso della terra o delle aziende, ma sulle capacità a saper ruotare l'occhio di lettura e a saper vedere il non ancora immaginato per rispondere in modo nuovo alla vita.

Perché il gioco individuo-campo sia funzionale al benessere comune, necessita una relazione paritaria, in cui, entrambi i soggetti storici della relazione, abbiano una uguale ampiezza di apertura di spazio immaginativo, per potersi liberamente muovere nelle ipotesi dei fatti.

Le dittature nascono dalle sperequazioni di conoscenze tra chi sa di più e chi di meno, il dislivello informativo è funzionale alla tenuta stessa del potere che tende a nascondere le informazioni (sistemi oscuri), per questo si può definire un fattore di rottura dell'equilibrio generazionale, quando si attua un arricchimento di conoscenze da parte dei giovani, rispetto alla generazione adulta:

  • il grado maggiore di acculturazione di una classe giovanile, rispetto a quella genitoriale è secondo E. Tarantellivii funzionale al salto di generazione, creandosi una sperequazione tra il prima e il dopo che implica una rottura di continuità.


La globalizzazione e le sacche di povertà.

La globalizzazione è stata l'immagine-forma elaborata, da una ceto imprenditoriale e finanziario che si è mosso con la vecchia logica inglese che vedeva nella colonizzazione solo l'insieme di singoli compratori delle sue stoffe di cotone.

L'idea che il mondo si potesse percorrere in lungo e in largo, con una velocità inimmaginabile sino a 50 anni fa, ha messo in moto gli appetiti di chi ha visto una ulteriore possibilità di triplicare gli utili dei loro già grassi guadagni (la lorica vecchia dell'accaparramento).

Essi hanno puntato a tre obiettivi fondamentali:

  • sfruttare una manodopera a bassissimo costo, non difesa da una politica da stati democratici;

  • ridimensionare le pretese delle popolazioni nazionali di richiesta di un benessere più generalizzato,

  • sedersi sulla cattedra del il mondo per ordinarlo come il sogno antico di un Alessandro Magno o un Giulio Cesare.

In Italia sono stati i grandi nomi della moda, ed esempio, a servirsi di laboratori cinesi e asiatici in generale, con manodopera a livelli di vera schiavitù, e come ricaduta, avendo trasferito competenze in tali aree che non sono restate inattive, oggi quelli restituiscono all'Europa la loro competenza arricchita che si fa concorrenza. L'industria tessile italiana è stata messa in ginocchio.

Si sta creando un effetto d'onda di ritorno che sta ribaltando (effetto guanto) le intenzioni egemoniche di quelle consorterie economico-finanziarie che hanno fatto dello sfruttamento umano e dell'accaparramento delle risorse-mercati la vera forza della loro immensa ricchezza, ad esempio oggi dietro la crisi finanziaria che sta sconvolgendo le stesse politiche nazionali in Europa, non ci sono più i soliti baroni, ma nuove realtà fortemente dinamiche e addentrate nelle logiche informatiche che muovono le risorse monetarie da un lato all'altro dei continenti, senza rivelare la loro identità.

Intorno a questa cerchia di nuovi eletti dell'etica dell'homo economicus, c'è un sottobosco di campo-habitat a più gradi-livelli di povertà, che va dai luoghi più periferici dei continenti a margine delle economie, esempio Africa e America Latina, in cui si muore letteralmente di fame; ai luoghi intermedi in cui si vive con una manciata di dollari alla settimana e infine ai luoghi di periferia urbana e nazionale in cui si astiste all'impoverimento sistematico delle famiglie dei ceti medi che intravedono per sé e per i figli lo spettro della precarietà, fattasi a sistema di vassallaggio, poiché incide sulla dimensione del sogno:

  • tutte queste sacche di indigenza, con differenti gradi e tipologie di degrado, tolgono il “ben dell'intelletto” direbbe Dante e rendono malato l'intero sistema Terra-uomo-risorse-futuro.


Il salto di lettura e l'apertura logica della Società della Conoscenza.

Concludendo questa passeggiata nella storia e nella mente ideativa e attuativa dell'osservatore-uomo per comprendere il ribaltamento del significato da una creazione compiuta ad una diveniente, che possa riconciliare la Scienza con Dio, auspicata nell'ormai “classico” dialogo tra il filosofo Jean Guitton, il fisico Grichka Bogdanov e l'astrofisico Igor Bogdanovviii, necessita focalizzare l'osservazione su due chiavi di lettura che aprono al salto logico di visualizzazione a frattale:

  1. l'elaborazione di una carta eco-biostorica a complesso uno-tutto sistemico, in eterno divenire, in cui non ci siamo più discipline a campi isolati di conoscenze, codificate in leggi assolute, ma una rete, a multi strati, di nodi linguistico-argomentativi che aprono-chiudono ad una molteplicità di itinerari esplorativi in relazione a delle dichiarate inclinazioni orientative dell'osservatore. La perdita d'assolutezza delle teorie scientifiche, vera gabbia cognitiva di un determinismo riduzionista, fa della scienza non più il contenitore dei teoremi e delle leggi fisiche, ma una forma di sguardo-lente che, inseguendo e accarezzando il movimento dei campi storici, sa cogliere le evoluzioni cinetiche delle organizzazioni storiche che non sono chiudibili, una volta per sempre, in una singola carta di lettura. Il poeta sa bene che la sua poesia è solo uno degli infiniti canti emozionali che trova alloggio in un definito spazio e in una particolare sentimento che vive in quel preciso tempo presente, che si fa eco di sé teso nell'infinito futuro. Allo stesso modo la carta-legge dello scienziato è un canto argomentativo di un cum-preso soggettivo che si irraggia nel tempo come la traccia di una cum-sapevolezza che richiede nuova visitazione da parte di un nuovo osservatore, per essere rimodellata nella rete eco-biostorica che non è mai statica nel tempo.
  2. L'organizzazione di una mente-occhio osservatore alieno all'insorgenza del pregiudizio, in grado di modificare continuamente l'angolazione-direzione-campo di visualizzazione storica, in funzione delle più lievi percezioni di segni-semi di campo-habitat. I segni-nodo informativi, come chicchi di grano, aprono la mente-sguardo ad una particolare piega della cresta evolutiva che è fortemente vincolata al significato codificato dal singolo osservatore. L'effetto moltiplicatore del sapere come un frattale apre alle fioriture dei segni-semi che, identificati in un nome, saranno i tracciati delle ulteriori orlature future. In tale attenzione di sguardo il campo smetterà di essere una anonimia informativa e si farà il vero oggetto di studio per una società più incarnata nella storia-vita.

Porre il vincolo osservatore-osservazione a completamento di quello osservato-osservatore (carta biostorica), se da un lato ridimensiona il valore della scienza, riconducendola alla semplice narrazione di un intravistoix, dall'altro vincola lo stesso scienziato a non assumere la veste da dio-Creatore:

  • egli come il poeta o il pittore sta semplicemente raccontando ciò che ha capito e quindi mostrando la sua soggettiva relazione con la vita e con la verità storica e non una realtà oggettiva che vive di per sé, aliena al mondo concreto.

  • Egli non è un campo vuoto, nell'azione del vedere entra tutto il suo universo psicologico, sociologico, politico ed è fortemente condizionato da tutto il bagaglio culturale del suo tempo e del suo vissuto. Solo prendendo consapevolezza del legame cognitivo letto-lettore-lettura, lo scienziato può valicare il suo limite storico-culturali nella traccia-onda che sta disegnando e mettere a fuoco i gradi di condizionamento del suo stesso vedere, per aprirsi ai nuovi percorsi possibili.

Nel salto di paradigma da una scienza delle leggi ad una dello sguardo si crea quella frattura che apre alla fioritura del nuovo orizzonte cognitivo con il passaggio da una geografia a universo compiuto, ad una a creazione aperta alle eterne geometrie nuove che si fa Società della Conoscenza.

La disponibilità mentale a saper indirizzare lo sguardo al piano del futuro, fa essere sempre pronti a stracciare le carte dei saperi che, pur restando valide nei confini da cui sono emersi, sono inutilizzabili nei nuovi orizzonti:

  • Solo colui che ha consapevolezza del suo limite di lettura, fortemente vincolato agli stati di presente, può apportare le modifiche al campo osservatore-osservato, valutando ogni carta-teoria come il semplice tracciato di un quid che di fatto trasborda il campo d'osservazione che, vincolato a scale di grandezze, posizioni di lettura, aspettative di effetti, può rivelare errori cognitivi, se anche uno solo dei fattori iniziali muta posizione.

Con una visione a complesso sistemico a uno-tutto, in eterno divenire, muta la funzione storica dell'osservatore, poiché è richiesta la sua attiva partecipazione con la relativa assunzione di responsabilità storica che lo pone quale co-abitante e co-attore di azioni vitali, in una dinamica di campo-individuo a utero-feto, di eterna creazione.

È nella relazione che si edifica la vita, in ogni attimo di presente e la sua evoluzione non è scontata, non è predeterminata, essendoci i gradi, a più livelli, di libertà in ogni sottosistema che sceglie di risponde alla vita:

  • in tal senso lo stesso Dio creatore assume una nuova fisionomia più amorevole, poiché condivide con l'uomo e tutte le creature la costruzione della vita che prende visibilità, in ogni tempo 0 dello spaziotempo, collocandosi non più come un fuori il creato ma un dentro il creato, come un Dio Mamma che facendosi utero-placenta di amorevolezza, lascia libere le sue creature-feti che con le loro intelligenze e specificità decidono, autonomamente, di co-partecipare, co-rispondere al processo creativo, in cui ogni conosciuto con ogni agito, imprimerà una privata angolatura con una sua particolare sfera di significato fortemente vincolata alla nicchia storico-mentale dello stesso osservatore-abitante nella vita.

Lasciando ai teologi l'approfondimento di una tale impostazione di lettura a dio-mamma, in tale ambito epistemologico si vuole cogliere come l'ascrizione di una pagina storico-disciplinare, indipendentemente se di taglio scientifico o umanistico, sia una relazione privata tra un osservatore e un osservato che proprio in tale legame al singolare fa assumere alla carta conoscitiva una funzione moltiplicativa nel multi-verso di realtà.

Superando le laceranti dicotomie disciplinari del '900, oggi si può provare a leggere con una mente-occhio connettivo la pluralità degli stili e delle definizioni storiche per scorgerne in esse non delle sottrazioni di senso, ma gli arricchimenti di valore come le capacità a creare quell'occhio di mosca in grado di moltiplicare gli sguardi per rendere sempre più prezioso il ricamo della conoscenza-vita.

Punto-nodo di partenza è l'accettazione che non esiste singolarità se non come forma-seme di un quid che non ha ancora preso dispiegamento spazio-temporale:

  • il prendere vita implica necessariamente e strutturalmente l'azione del differenziare che fa essere gemma-unità a molteplice dimensione.




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iJ. Gleick.Caos. La nascita di una nuova scienza. Rizzoli, 1889.

iiA. Colamonico. Ordini complessi. Op. cit. 2002.

iiiA. Colamonico. Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity. In World Futures. Op. cit. 2005.

ivE. J. F. Hobsbawm. Le rivoluzioni borghesi 1789-1848. Il Saggiatore 1963.

vA. Colamonico. Dalla Esplorazione bioStorica alla Geografia del Pensiero Complesso In AA VV, Cultura e Pedagogia della Riforma, pp. 129-140. Ed. Cacucci. Bari, 2006.

viA. Colamonico. Fatto tempo spazio. Op. cit. 1993.

viiE. Tarantelli. La forza delle idee. Scritti di economia e politica. Laterza, 1995.

viiiJ. Guitton, G. e I. Bogdanov. Dio e la Scienza. Verso il metarealismo. Bompiani, 1992.

ixD. Deutsch. La trama della realtà. Einaudi, 1997.










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