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Meta-occhio


La Società della Conoscenza

pubblicato 11 giu 2013, 08:56 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 11 giu 2013, 09:01 ]


L'uomo non possiede la Verità, ma solo versioni di verità.
Semplici interpretazioni che richiedono continue cancellature e riscritture.
La Verità è un oltre il limite della linea d'orizzonte che chiede d'essere ricercata.
In tale essere un oltre lo spazio del visibile, la verità si fa lo scrigno della vita.
Accettare il limite della conoscenza è funzionale all'evoluzione della storia.

(
Antonia Colamonico)




Alla Palestra della Mente

Quaderni di Biostoria: n° 4


Costellazioni di significati

per una topologia del Pensiero Complesso


Antonia Colamonico © 2006. Il Filo S.r.l. – Bari




Pagine collegate: Quaderno n° 4 1. Gerusalemme 2. Abramo 3. Caino 4. Giacobbe e Isaia 5. Cristo 6. Paolo Bibliografia

la vita è bricolage

pubblicato 19 nov 2011, 03:33 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 22 nov 2011, 00:59 ]

La Vita è un'Organizzazione a
Utero-Feto

"Ogni evento svolge la doppia funzione di madre/figlio in rapporto ai piani ieri-domani, infatti il medesimo accadimento se letto in relazione ad una dimensione di futuro si pone come evento promotore di effetto, se in relazione ad una di passato, come deriva-risposta." A. Colamonico - Biostoria, 1998.



“Perché fra tutte queste possibilità, la possibilità di emergere?
È un effetto di situazione. Sarebbe potuto succedere come non
succedere.
Vi è una dimensione molto aleatoria nel mondo, legata alla
nozione di “evoluzione dolce”
o di “deriva”. È come se
l’ontologia del mondo fosse molto femminile,
un’ontologia della permissività,
un’ontologia della possibilità.
Finché è possibile, è possibile. Non
ho bisogno di cercare una giustificazione
attraverso un ottimalità ideale.
Nel mezzo di tutto questo, la vita tenta il possibile,
 la vita è bricolage”.
 
F. Varela.
Il sistema a nicchie-sacche



L'azione di lettura di quella che può essere chiamata la struttura nascosta che fa da "sacca-nicchia" all'emergenza della vita
sta aprendo ad una forma di correzione storica di quella che è stata la tendenza del primato della logica al maschile nell'organizzazione evoluzionista, vista come la sopraffazione di un gene che si è imposto con prepotenza sulle altre possibilità evolutive.

Tale carattere interpretativo fortemente vincolato alle logiche economiche di fine '800, risentì della tendenza involutiva dell'ideologia liberale, spaventata dalle crisi cicliche interne al sistema industriale.  Negli anni in cui l'accaparramento delle materie prime e delle aree di mercato si rivelò la formula vincente per il predominio economico, fu strumentalizzata la scienza e in particolare tutto il "teorema" evoluzionista, per legittimare il "diritto di prelazione" ad imporre le proprie piraterie economiche di Stati forti, al Mondo.

Tralasciando i racconti dei fatti che nella loro crudezza sono riconducibili a poche pennellate di parole: Colonialismo, Guerre mondiali, Campi di sterminio, Terzo Mondo con il relativo dualismo Nord/Sud... Quello che qui preme è sottolineare il rapporto di dipendenza tra interpretazione scientifica e organizzazione politico-economica, poiché necessita sfatare il mito di "scienza neutra" che ancora oggi è sbandierata da quanti non vogliono ammettere le sottili connivenze con i poteri forti degli Stati che pilotano le stesse scelte di ricercazione.

La scienza non è neutra, non è un cavolo a sé stante che, chiusa in una stanza, sperimenta e scopre. Lo scienziato come lo storico o il pittore o il falegname è intriso nel mondo culturale e  ideativo in cui vive; ne respira gli umori, le tendenze, le aspettative e le delusioni; ne beve le convinzioni con i relativi pregiudizi; ne mastica le certezze e ne deglutisce le convenienze, ordinandosi la coscienza intorno alla versione di verità. Insomma tutto, quel sotto-strato che fa da campo di coltura mentale, si rivela funzionale alle messa in opera delle chiavi di lettura che lo scienziato sta sperimentando e scoprendo.

La giustificazione data in quegli anni all'evoluzionismo, che ha in sé una verità inalienabile, non teneva conto del complesso gioco dinamico individuo/campo che non può essere letto con il solo occhio uni-direzionale del soggetto-uomo, poiché vincolando la lettura ad un utile al singolare si finisce con l'essere sordo al campo-altro che si trasforma, nella mente dell'osservatore, in una semplice scatola vuota.

Il limite cognitivo fu nel non aver sviluppato un'attenzione, nell'indagine, alle capacità di auto-organizzazione dei sistemi vitali che se da un lato sono perturbati da un fattore casuale che ne altera l'equilibrio; dall'altro operano una resistenza perturbativa che tende a incanalare e ammortizzare con un nuovo grado di equilibrio lo scossone subito. In sintesi esiste una forma di doppio adeguamento dell
'individuo al campo e del campo all'individuo, in tale circolarità si fanno l'uno il rovescio dell'altro, come in una maglia a dritto e rovescio. Se l'insieme sistemico è letto solo da un lato, si mostra un'unica faccia di verità, quella che fa più comodo all'osservatore incauto; viceversa se si sviluppa un occhio duale (eco-biostorico) si registrano i modi dell'uno e quelli dell'altro, come stati d'equilibrio che con un abbraccio silente si allacciano a utero-feto di correlazioni di effetti.

Entrare in una di-a-logica a feedback individuo/campo, fa leggere la relazione storica come la dinamica comunicativa di due realtà che nel vincolo trovano un naturale equilibrio di "pari dignità", in cui si supera la lettura dialettica (tesi-antitesi-sintesi) di una certa visione filosofica che ha portato ad assoggettare la natura alle logiche di un  Ego forte che impone con mano ferma il personale uni-verso storico, di uomo che ha capito, ma non compreso.

Da un errore cognitivo, funzionale alle tendenze economiche, si introdusse il dualismo Stati forti e Stati deboli e si imposero le scelte di sopraffazione come un fattore intrinseco alla evoluzione naturale, quindi verità storica e cosa ancora più grave si assunsero le logiche necrofile a difesa degli errori di impostazione degli eventi. Logiche, ancora oggi, ben salde nei luoghi comuni con cui si giustificano le male-scelte, i mali-indirizzi d'azione.


Bari, 19 Novembre, 2011
Antonia Colamonico (biostorica)


© 2011- Antonia Colamonico

Ognissanti 2011

pubblicato 1 nov 2011, 04:43 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 28 ago 2017, 03:47 ]

Antonia Colamonico

Siediti al sole.
Abdica
e sii re di te stesso.
Fernando Pessoa




Osservando a distanza di anni il mio lavoro, posso serenamente concludere di aver tenuto fede al mio compito di bambina, sognatrice e taciturna che voleva rivoluzionare il modo di guardare al mondo, perché vi leggeva tanta povertà.

Erano gli anni '50 e i bambini giocavano per strada a piedi nudi sulle "chianche" infuocate. Ricordo un pomeriggio, osservai le mie scarpette
, debitamente bianche, e provai vergogna per i miei piedi. Avevo cinque anni, mio fratello Tobia cominciava allora a camminare; di colpo decisi di pestarle e sporcarle, per non sentirmi troppo privilegiata. Tornata a casa la reazione di mamma non fu accomodante. In silenzio, di fronte a quegli occhi che non capivano le mie ragioni di bimba, compresi cosa avrei fatto da "grande":
  • la rivoluzionaria.
Ci sono varie forme per esercitare un ruolo e ogni forma ha il suo sistema di funzioni, da cui scaturiscono le azioni

Data la mia indole sognatrice e profondamente mite, la mia doveva essere una "rivoluzione gentile",  e iniziai sin da piccola il mio viaggio di lettura e preparazione per cambiare gli occhiali di lettura del mondo.

I bordi dei miei libri e quaderni erano segnati da un occhio, stilizzato. Ogni qual volta ero in uno stato d'incertezza, la mia mano rapida tracciava l'occhio ed è stato un vezzo che mi mi ha seguita sino all'università, gli anni della contestazione giovanile, che osservai da molteplici angolazioni, esercitando la mia libertà di lettura e, cosa più importante, d'azione.


I miei maestri sono stati prima di tutto i poeti, devo a loro l'aver capito il valore della "metafora-parola" come "particella topologica" che apre gli spazi nella mente, poi i filosofi e tra questi Sant'Agostino, Le confessioni le lessi a 15 anni, insieme a I Pensieri di B.Pascal, e poi E. Kant che mi incantava per la chiarezza mentale. Poi sono arrivati tutti gli altri, una molteplicità di universi e ogni universo un nuovo orizzonte di lettura per me. Non leggevo, divoravo, scavavo.

In parallelo coltivavo il mio gusto per la storia e qui G.Vico faceva da padrone per la sua visione meta-storica che disegnava i movimenti della vita. Trovai  La Scienza Nuova tra i libri ingialliti della biblioteca di nonno Tobia, e cominciai a leggerla, ancora ragazzina.

Spesso mi chiedo cosa capissi di simili letture che mi attraevano più dei romanzi scontati, quasi superficiali, perché ero in grado di capire dopo poche pagine  lette, come si sarebbero concluse la storie.

Certamente con capivo nulla, afferravo solo qualche parola "scarna", nuda, ma tale "cella" vitale si faceva seme e si radicava nella mia mente e metteva piano, piano i germogli delle consapevolezze, che si trasformavano in prese di posizioni. Più crescevano le mie consapevolezze e più sentivo accrescere, in me, la caparbietà che mi rendeva corazzata di fronte alle tante avversità che leggevo come modi di depistaggio dalla funzione storica che, io-bambina, avevo isolato, in quel caldo pomeriggio dell'estate '57.

La mia curiosità di sognatrice mi ha condotta "per mano" a creare il terreno adatto per la coltura della mia teoria, Biostoria
(Biohistory of Knowledge), la mia bambina.

https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/_/rsrc/1240571972637/poesie-e-filastrocche/il-filo/poesia%20fantasia%20di%20ricami.jpg?height=320&width=240Cosa è biostoria se non uno sguardo a più lenti-fuochi, che permette di ruotare il senso delle parole e nella rotazione rovesciare i versi-sensi della vita, aprendo alle ragioni di tutti e farsi così multi-verso della moltiplicazione storica!

Ecco, la mia piccola rivoluzione ha avuto adempimento, ed è gentile, come solo uno sguardo di bambina-mamma sa di essere:
- Spazioliberina - l'occhio-mente ad apertura logica, continua, in grado di visualizzare in simultanea gli ordini multipli.

Se dovessi definirmi, posso dire con tranquillità, sono una p
ioniera meta-storica, meta-poeta in una Società a solo indirizzo maschile. Ho semplicemente cercato di elaborare un universo che porga l'altro livello dello sguardo, per un Sistema storico a due occhi.

Credo che, in questo 3° Millennio che si sta ancora abbozzando, sia ora di dare all'occhio femminile lo spazio funzionale per una più equilibrata organizzazione della "cosa" storica.



Antonia Colamonico
(Epistemologa, pedagogista, biostorica, scrittrice e poeta).



https://sites.google.com/site/biostoria/_/rsrc/1319963604604/config/2bbff2830d866f28.jpg



Proposta di viaggio nel territorio della nuova scienza & metodo.









 nel paradigma eco-biostorico





Le News


Il ruolo storico dell'Osservatore nella costruzione della Realtà Multi-Proiettiva.






Le costruzioni eco-biostoriche dei processi naturali


Antonia Colamonico


Provando a dare un corpo al pensiero si scopre che, anche esso nel suo dialogare tra sé e il mondo e poi di nuovo con  il sé nel mondo, costruisce nicchie-nidi che si fanno case di consapevolezza, anfratti di certezze, approdi sicuri di serenità o meandri bui di insicurezze e trappole dei pensieri.


https://lh4.googleusercontent.com/pnFAegVKvZbA-b3tM0U7W0_1BRYgUX_MnuGgTmYcGCA=w206-h214-p-no
Percorsi metodologici



(Da A. Colamonico. Le filastrocche di Spazioliberina. © 1992)

"La semplicità della Complessità è uno sguardo che sa cogliere l'uno/tutto, insieme." A. Colamonico



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