1a Nicchia

Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0


Il ruolo storico dell'Osservatore
nella costruzione della realtà multi-proiettiva

(The historical role of the observer in the construction of a multi-projective reality)
Antonia Colamonico - © 2011 Tutti i diritti sono riservati.

Antonia Colamonico Foto/grani di vite

Idea Editoriale:


Di(a)logiche
in "progress":
- Processo di scrittura a campi-reti "aperte". 


Verso una Conoscenza senza Discipline
Il Pensiero a  frattale.





Premessa



La conoscenza è la "metafora" della Vita che intorno e dentro di noi si muove.




"... una conoscenza a campi-finestre, come un gioco di pieni e di vuoti, di forme e di sfondi che danno della realtà una visione distorta, discontinua e frattale..."
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"Iniziare un viaggio nella conoscenza e nella realtà, implica l'apertura di un campo d'indagine o di lettura sui meccanismi che sono alla base della relazione uomo-habitat. L'uomo oltre a vivere, come creatura biologica, ha la predisposizione ad assumere una meta-posizione nei confronti della vita stessa; questa sua capacità ad interrogarsi sul significato della vita, sui perché e come dei fenomeni, gli permette di esercitare delle facoltà quasi sconosciute agli altri essere viventi, come quella di edificare il suo habitat e la sua storia attraverso una fitta rete di connessioni tra: oggetti, situazioni, eventi, aspettative, mutamenti...
Le connessioni lo portano a produrre simboli, ideazioni, linguaggi, riflessioni, tecnologie, economie... che da un lato lo emancipano dal suo spazio vitale, dall'altro lo imbrigliano in una serie sempre più complessa di nuovi bisogni che gli danno la sensazione di un primordiale paradiso perduto. In tale "circolo vizioso" di andirivieni di stimoli e di risposte che perturbano continuamente l'io-habitat, come un "gatto che si morde la coda", per H Maturana e F. Varela, si costruisce lo stretto vincolo tra immaginazione-realtà, quali pensiero e vita. Il pensiero è funzionale alla vita, la vita è propedeutica al pensiero.
La capacità dell'uomo a conoscere è strettamente collegata alla sua capacità ad emozionarsi di fronte alla vita e da tale sentimento che lo rende fortemente percettivo, nasce l'osservazione che attiva le sue facoltà mentali di elaborazione dei segni percepiti. Egli li trasforma, poi, in nodi informativi ed, infine, in atti operativi che gli permetteranno di manipolare l'ambiente naturale.
Della realtà l'uomo percepisce solo segni-echi che egli stesso prede ed elabora in linguaggi e poi in Quadri-Reti di Sapere.
Ogni quadro implica una lettura ordinata di nodi-legami informativi con l'acquisizione di conoscenze, poi applicabili, mediante azioni, alla stessa realtà o all'habitat: il luogo o casa bio-fisico-mentale-sociale entro cui il soggetto osservatore-attore si muove.
Il rapporto tra i tre elementi occhio-mente-mano permette di distinguere una realtà naturale e una costruita, intendendo con la prima l'organizzazione spontanea del processo vitale, con la seconda l'intervento perturbatore dell'intelligenza dell'uomo nel ciclo naturale.

Volendo approfondire il viaggio esplorativo nella realtà e nella conoscenza, la prima azione da costruire è l'apertura di una finestra di osservazione, come campo-lente vuoto che permette di delimitare e isolare una porzione di Universo.
Nell'azione di conoscenza l'occhio osservatore focalizza un campo di lettura, isolandolo da un tutto e attraverso questa capacità ad isolare (rendere isola), distingue una quantità osservabile: atoni, cellule, foglie, stelle, formiche, idee, eventi...
Si ferma a guardarli vivere, a cogliere e a registrare le evoluzioni, le proiezioni, i legamenti che i reali attuano durante il periodo di osservazione.
L'io sperimenta, nell'azione di lettura, solo porzioni limitate, parziali o topiche (= locali) di realtà che confronta con altre osservazioni precedenti, parziali atopiche (= fuori luogo) in questo caso, ed è da questo insieme di rilevazioni e comparazioni che poi, inizia a ipotizzare una visione generale e teoretica.
Cercando di spiegare le rilevazioni registrate, egli elabora una lettura ordinata di realtà, costruendo i legami e le interazioni tra le parti (di realtà). ... La sua indagine non potrà mai essere su tutta la realtà, bensì su parti discrete, il Tutto va oltre le capacità del singolo, il quale è solo un sottoinsieme di quella totalità. Il limite gnoseologico non impedisce tuttavia, all'io-osservatore di elaborare la sua visione generale come una mappa globale che può essere definita una realtà virtuale, o secondo la definizione di T. Moro del 1516, una utopia.
La visione d'insieme, che può essere identificata con la realtà, essendo una mappa e non un territorio, costituisce un'ipotesi di lavoro e un eccellente strumento critico delle diverse simulazioni locali che di volta, in volta si andranno a studiare. Le conoscenze parziali, limitate ad un campo d'indagine definito permettono la rilevazione di sempre nuovi elementi informativi che, confrontati con la visione globale, la modificheranno, la limiteranno, la evolveranno.
La continua rielaborazione-osservazione-giustificazione spiega il moltiplicarsi delle diverse mappe-definizioni di universo-realtà che si possono susseguire nel corso della storia.
Esiste un rapporto interattivo tra visione utopica e visioni topiche-atopiche, La prima influenza le seconde e queste correggono la prima, secondo una retroazione positiva di squilibrio. Questa rilettura costante, permette sia l'evolversi della conoscenza, sia l'appropriazione da parte dell'io-osservatore di parti sempre più ampie di infinito, quali quadri di saperi e di mappe-modelli di reali, soggetti a riletture e riscritture continue.
Si può paragonare la conoscenza alla tela di Penelope che veniva intessuta di giorno e sfilata di notte. Il giorno è il momento della consapevolezza, della certezza, della chiarezza o intuizione illuminante; la notte, il momento del dubbio, della constatazione dell'errore, della perdita d'identità o buio cognitivo.
In tale relazione continua di andate e ritorni le conoscenze sono poste in rete tra loro e sono confrontate, misurate, soppesate, quindi, mutate.
Il dubbio/certezza è lo stato fisico-psico-mentale-sociale che permette la produzione di sempre nuovo sapere, attraverso la messa in discussione di quanto appreso e definito.
il mettere in crisi gli appresi, implica la durata valenza storica degli stessi, quindi ne scaturisce che ogni conoscenza è destinata nel tempo a perire, senza alcuna pretesa di assolutezza. Il valore è funzionale allo spazio-tempo di lettura che è la sua nicchia storiografica.
Per una facilitazione di lettura i momenti costitutivi dell'atto di conoscenza possono essere distinti in quattro fasi:
  1. La nascita di un'attrazione osservato-osservatore ( feeling)...
  2. La delimitazione delle finestre-maglie-campi topiche-atopiche di osservazione... (confini...).
  3. L'elaborazione di un codice interpretativo/valutativo... (identificazione significato semantico dell'oggetto)...
  4. La costruzione di una visione utopica... (visione teorica... dipendenza paradigma-visione-giustificazione)...
Si può affermare che esistono tanti modi, per quanti occhi spettatori e ogni occhio per tanti spazio-tempo. La relatività dell'azione di lettura è la garanzia della dinamicità della conoscenza.
Questi quattro sotto-processi, insieme, permettono l'esplorazione della realtà e l'edificazione di una teoria di realtà. Dalla rappresentazione, poi, scaturirà l'azione, quale fattore perturbativo del campo-habitat.
Ogni azione è strettamente connessa alle mappe di realtà di volta, in volta elaborate. Il legame visione-azione permette di attuare il processo neghentropico di risalita: dall'azione ai modelli/dai modelli all'azione. Ed è grazie a tale capacità di lettura che si può viaggiare dal passato al futuro e viceversa..."1 (pp.13-15)












(Kostantin Kacev)

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1- A. Colamonico. Ordini Complessi Carte biostoriche di Approccio ad una Conoscenza a cinque dimensioni. Ed. Il Filo. Bari 2002.



Esempio di "meta-fioritura" a frattale di
Spugna Eco-biostorica:


Il nodo vitale
- Osservato-Osservatore-Osservazione

 




"... gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio.
 L'uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo..."
G. B. Bono



Viaggio dentro la parola "parti-cella topologica".




  • Metafora: "La metafora nasce da quella particolare facoltà della mente che permette di trasferire un significato in un altro significato, un'immagine in un'immagine, un'emozione in un'emozione, un suono in un suono, una parola in una parola. Tale movimento di significati, di percezioni e di emozioni, come un gioco di esplosioni di luci/ombre, permette d'organizzare lo spazio informativo, tessendo in ordini complessi di conoscenze che daranno corpo alle poesie, alle concettualizzazioni, alle sinfonie..."1(Prefazione)

  • Meta-posizione: "Per educarsi all'esercizio della libertà ... (è necessario) vedere i processi di apprendimento insieme agli apprendimenti... visualizzare la dimensione necessaria allo sviluppo di un occhio biostorico a campo profondo che permette lo sdoppiamento delle linee del pensiero e offre la possibilità di lavorare in simultanea su più ordini di conoscenze, attraverso l'acquisizione della quinta dimensione di lettura... A molti sarà capitato durante un viaggio in aereo di essere sospesi tra le nubi. Si percepisce un'emozione completamente nuova, poiché si ha la sensazione di essere sospesi tra montagne soffici che si addensano e si diradano in strati più bassi e più alti, con sprazzi di azzurro. Le nuvole sono così vicine  che si possono quasi toccare con mano, quali compagne di volo, amiche bonarie che si lasciano docilmente attraversare, ispezionare. Essere sospesi nel vuoto, muta l'angolazione di lettura, in quanto non è un camminare in un piano, ma un volare. E' un andare in avanti e in dietro, a destra e a sinistra, in alto e in basso ed in questa maggiore mobilità d'azione che si può sperimentare la sospensione, quale percorso esplorativo di conoscenza che permette di vivere lo spazio sferico a 360°. La sospensione è quella facoltà della mente che ci permette di cogliere i tempi del Tempo e gli spazi dello Spazio, azzerando il presente. Essa ci fa volare o meglio uscire dai limiti del contingente e contemplare la realtà dal di fuori, in una posizione utopica (occhio a punto infinito) che permette d'elaborare il dentro/fuori della vita, inteso come il luogo topico/atopico, io-non io, degli eventi. L'esercizio della sospensione si esplica con la funzione metastorica, quale imparare insieme a vedersi e a vedere vivere. Imparare ad essere un occhio io-tu-egli che sa cogliere in una stessa azione (battito di ciglia): gli eventi, le perturbazioni del campo-habitat e quelle del soggetto lettore-attore. Un occhio dunque in grado di elaborarsi su più dimensioni che corrispondono ai piani osservato-osservatore-osservazione. Proprio in tale organizzazione a campi multipli si può parlare di pensiero complesso in grado di muoversi simultaneamente su più ordini informativi..."1(Premessa)

  • Processo neghentropico: La neghentropia non è relativa alla dinamica vitale in sé (processo storico), ... ma è la capacità di lettura del soggetto osservatore-attore-abitante storico che leggendo, interpretando la dialogica vitale, può rispondere alla vita, quale secondo giocatore... (Oltre Edgar Morin...)



 

Fuori Campo: la pagina di Spazioliberina



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(da A. Colamonico. Il filo in Le stagioni delle parole. © 1994)








(Kostantin Kacev)