2a N - 1°C. p.2


L'accoglienza della novità
Il processo creativo e il dispiegamento degli spazi-tempi frattali
Antonia Colamonico
1°  Campo - La lente caleidoscopica
2012 - Il filo, Bari)

"...Eppure se solo la scienza evitasse di diventare prigioniera delle sue rifiniture formalistiche o della rozzezza pragmatistica... troverebbe il suo antico posto nel grande dialogo, non semplicemente come struttura di simboli, ma come metafora dell'essere... Essa possiede in sé qualcosa di interamente umanistico, vale a dire il suo giuoco di immagini creative, la sua esperienza nella ricerca della verità, che si legano a tutte le altre forme della ricerca... Se gli umanisti fossero così aperti al mondo della ideazione scientifica (che nulla ha a che fare con i risultati particolari) e così comprensivi verso le metafore della scienza ... ci sarebbero pochi motivi per una guerra contro i mulini a vento... è la ristretta visione monopolistica, da qualunque angolo possa provenire, che costituisce la distruzione del dialogo e del libero gioco del discernimento critico”. G. De Santinella



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Il limite della carta gnoseologica "moderna".


Nei primi anni del 1900 gli scienziati hanno iniziato a rivedere la carta gnoseologica moderna che aveva posto l'osservatore e l'osservato come due universi distinti e scissi, percependo la presenza di un sottile legame d'interdipendenza che li rende, di fatto, un sistema (coeso) a due mondi.

Il nuovo orizzonte di lettura, dando un forte impulso alla ricerca scientifica, ha finito con lo sconvolgere non solo il “sapere” in sé, ma il modo come l'uomo stesso si interfaccia (annoda) con la storia, rivelando la dipendenza nella scelta d'azione dalle stesse carte di lettura (paradigmi mentali), per cui, con biostoria, la lettura della relazione si è arricchita del terzo campo-univero, l'osservazionei anche essa funzionale all'atto del vedere e del poter leggere lo stesso processo di naturalizzazione dello spazio-tempo-fatto che si pone come un iter di oggettivazione (creazione di oggetti-res di senso) in continua trasformazione anche in relazione al modo di immaginare dell'agente storico (uomo).

La lettura biostorica, infatti, parte da tale apertura di sguardo-lente a tre vincoli osservato-osservatore-osservazione che si possono immaginare come un sistema unico a tre universi interconnessi e vincolati, soggetti a continue modifiche che rendono plastiche le forme-topos dei tre ambienti vitali. In tale “eleganza” di impostazione le letture si fanno più “sfumate” e aderenti, come un tubino nero che avvolge e segna il corpo di una donna, al dinamismo evolutivo dei “fatto-tempo-spazio”ii:

  • ogni qual volta c'è un movimento perturbativo in uno dei sottosistemi, automaticamente si modifica tutto l'insieme - effetto farfalla - che porta inevitabilmente a dover rileggere il mondo-osservato, la coscienza-osservatore, le carte-osservazioni.

Il risultato è un effetto moltiplicativo di tipo esponenziale che determina un take-off degli osservati-osservatori-osservazioni.


Il Take-off delle informazioni.

Cercando di chiarire con un esempio, si pensi ad un terremoto che distrugge una città (osservato), Giovanni (osservatore) perde la casa, sente un senso di vuoto e nel contempo una voglia di ricostruire (osservazione), per continuare a vivere. La sua voglia prende spazio in una immagine-carta di casa futura e tale schizzo si fa, di lì a un anno, la nuova abitazione ancora più confortevole della prima; ma Giovanni deve arredare la casa e chiama un falegname, un tappezziere, un architetto, ogni soggetto crea uno schizzo che si trasforma in un'idea di casa che per essere realizzata fa allargare la dinamica ad altre nuove figure.

Traducendo in esempio matematico si può notare che ad ogni passaggio si determina una crescita non lineare-sequenziale che come effetti di ritorno produce degli accomodamenti dei singoli oggetti in funzione di un'idea d'armonia (aspettativa di bellezza-funzionalità della casa):

  • [... il metodo di lettura-apprendimento del Sistema... tradizionale, definito in precedenza lineare-sequenziale, si pone oggi in modo fortemente anacronistico, in rapporto al dinamismo delle informazioni prodotte, nei nanosecondi che si susseguono a un ritmo incalzante. La linearità va letta come un processo addizionale che si evolve per somma degli addendi:

    •  2 + 2 + 2 + 2 + 2 + 2 + 2 verso ∞. Ad esempio, in sette passaggi, si ha una crescita di 14, secondo l’esempio numerico; si può notare, come un simile processo richieda tempi alquanto lunghi, poiché procede più lentamente verso l’Infinito.
  • Viceversa il metodo di apprendimento biostorico, organizzato a finestre-nodo si evolve secondo un processo moltiplicativo, a Costellazioni Semantiche, che si espandono come il prodotto dei fattori:
    •  2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 verso ∞. Il risultato che si ottiene in 7 passaggi è di 128. Volendo proiettare nel tempo il confronto tra le due crescite, si nota che se a sette passaggi il valore è di 14 e 128; a dieci sarà di 20 e 1024; a quindici di 30 e 32.768, e cosi via. Si può, così, facilmente sperimentare come si è di fronte ad una crescita esponenziale delle capacità di lettura della stessa mente umana che procede più celermente verso l’infinito. Lo stesso concetto di infinito si è evoluto, in quanto oggi ha un’ampiezza di molto più grande e più complessa di quello immaginato nei tempi di Galilei, quando la storia dell’Uomo era calcolata intorno ai 6.000 anni....]iii

Un sistema evolutivo di lettura a tre campi-universi interagenti, produce un'accelerazione nelle procedure di conoscenza, che si rivela fortemente efficace in un sistema storico che, dietro la spinta informatica, ha visto il crollo del tempo di elaborazione-risposta negli scambi di comunicazioni, sperimentando il “nanosecondo”.

L'incapacità di lettura

Alcuni storici hanno visto in ciò la fine della storiaiv stessa, per eccessiva velocità che rende pressoché nulli gli apprendimenti e le elaborazioni di risposta fattuale, ad un evento, infatti si è parlato di passaggio da società solida (C. Marx) a società liquidav, a società gassosa con uomini nuvolosivi.

Simili metafore sono nate dall'immaginare flussi informativi tanto veloci da innescare una forma di polverizzazione organizzativa degli stessi linguaggi e azioni come giochi da video-game, fatti da supereroi poco umani e molto condizionati dalla velocità, nell'inseguire forme fuggenti che nella corsa folle finiscono col perdere un'identità di res-nota, trascinando lo stesso osservatore in uno stato di delirio virtuale, sordo ai problemi concreti del mondo, inglobato in un movimento senza logica.

Letture queste che di fatto mostrano solo la difficoltà dello stesso ricercatore storico a misurarsi con le nuove scoperte tecnologiche che gli fanno rimpiangere il mondo passato (sguardo entropico), un po' come accadde agli iniziali della rivoluzione industriale con il fenomeno del luddismo che portò gli stessi operai a distruggere le macchine.



Già nel 1980 uno dei pionieri della Rivoluzione microelettronica, A. Tofflervii, che ha codificato la metafora di “terza onda”, in relazione alla dinamismo del sistema informatico, aveva posto all'attenzione degli studiosi il rischio dell'eccessiva velocità che avrebbe potuto generare una notevole eccedenza informativa, tanto da creare una crisi da iper-scelta con conseguente paralisi d'azione per incapacità di scelta, a meno che l'uomo non fosse riusciti a rivoluzionare la sua stessa mente, adeguandola al cambiamento, con un salto gnoseologico.

Gli scenari raccontati a fine '900 erano da un lato quanto mai catastrofici con l'implosione della storia e dall'altro fortemente fiduciosi su una forma di liberazione dal lavoro ripetitivo ad opera dell'informatizzazione degli ambienti lavorativi ed amministrativi. Liberazione che di fatto è accaduta con l'espulsione di schiere di lavoratori, sostituiti per le loro mansioni da computer più efficienti e meno esigenti.

Si è aperta cosi una crepa storica che ha generato una falla di vuoto storico e l'uomo per la prima volta è stato estromesso dal mondo produttivo, divenendo oggetto di scarto storico:

  • Con una manciata di super-esperti, affiancati da macchine pensanti il sistema, sempre più autoreferenziale, in un vortice tecnologico sta sostituendo la forza lavoro umana con soluzioni software e hardware che svolgono tutto quel lavoro ripetitivo che tanto non piaceva a B. Pascal, padre “immaginativo” della nuova organizzazione.

  • Con la perdita della ripetitività dell'azione (standardizzazione-società di massa) l'uomo sta scoprendo il suo vuoto mentale, fatto di incapacità a sognare le nuove geometrie dei nuovi spazio-tempi-fatti, cioè non sa più come essere nel mondo.


La perdita del significato storico.

Si è ricreata una scissione tra il suo significato storico individuale e quello della stessa società politico-economico-culturale.

La perdita del senso-direzione come effetto di ritorno sta introducendo una forma narcisistica di nichilismo storico, per cui tutto è da consumare, in un secondo, e tutto si brucia per l'ebrezza di quel attimo (polverizzazione della coscienza) che dà una parvenza di onnipotenza.

La crisi storica che colpisce in particolar modo il ceto medio (per lo più “impiegato” nel terziario) e gli operai delle vecchie catene di montaggio, e i giovani in attesa di occupazione, richiede urgentemente un'azione di ripensamento delle carte di lettura, delle organizzazioni mentali, delle politiche aziendali, delle strategie educative, in sintesi:

  • del modo di guardare alla Società e ai sistemi economico-politico-statali e a se stessi.

In tale azione di revisionismo storico-culturale (processo di neghentropia) necessita sviluppare una coscienza collettiva di 2° livello che si faccia specchio delle strettoie e delle grettezze per un salto storico che possa trasformare i sistemi viziosi, in virtuosi, in definitiva:

  • necessita pensare in modo nuovo il mondo, ormai, vecchio.

Tutti questi studiosi, infatti, hanno mostrato, con le loro letture contraddittorie, la loro ansia emozionale e organizzativa che si fa o paura del cambiamento o fanatismo del nuovo a tutti i casti per correre dietro le mode di un consumismo sfrenato che chiede sempre più denari viii per poter essere al passo con i tempi.

La lettura della vita, con la sola chiave economico-monetaria sta producendo oltre alla svalutazione dell'uomo, anche la svalutazione dell'unità ora-lavoro per la corrispondenza di stipendio-salario-ore lavorative, poiché per avere maggiore liquidità si è disposti a sobbarcarsi straordinari che rendono gli occupati gli schiavi del lavoro-consumo che nel suo vortice di continue richieste, scolora tutte le altre esigenze vitali:

  • l'amore, la prole, gli amici, la lettura, il sogno...

Premettendo che la storia è vita che si evolve indipendentemente dall'uomo che è un occasionale passeggero di avvistamenti-interazione, come potrebbe esserlo una rondine che sceglie un vecchio nido sotto la grondaia per covare le sue uova; la relazione osservato-osservatore, aprendo la crepa-novità nelle letture scientifiche con una ricaduta sulle politiche economiche-sociali-individuali sta mostrando l'inadeguatezza dei modelli cognitivi:

  • Si sta assistendo in definitiva al crollo dei sensi-luoghi comuni, cioè dei punti-cardine di riferimento nelle valutazioni storiche e, nel contempo, al crollo dell'architettura epistemologica che fa da campo-sottobosco ai perché e come della conoscenza, che era stato fissato con la rivoluzione scientifica, nella la risposta galileiana di scissione ragione-fede (mente-cuore).


https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/home/struttura/patrimonio-culturale/topologia-del-gioco/mente%20cuore%20i%20diversi%20poesia.png


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iA Colamonico. Biostoria. Op. cit. Il filo. Bari 1998.

iiA. Colamonico. Fatto tempo spazio. Op. cit. Oppi 1993.

iiiA. Colamonico. Dall’esplorazione biostorica alla geografia del Pensiero Complesso, in AA VV, Cultura e Pedagogia della Riforma, pp. 129-140. Ed Cacucci – Bari, 2006.

ivJ. Baudrillard. L'illusione della fine e lo sciopero degli eventi. Anabasi, 1993

vZ. Bauman. Modernità liquida, Ed.Laterza, 2002

vila situazione di una società “gassosa” somiglia a quella, vorticosa e caotica, del moto di particelle browniane, che si agitano a livello subatomico. Gli scienziati si sono misurati col problema di come dare un senso a questi movimenti, realizzando “motori” (nanomotori, ovviamente) capaci di procedere sfruttando la spinta di particelli provenienti da ogni direzione e non da una sola, come se i venti in mare spingessero da ogni parte anziché da una sola. La superficie esposta all’urto delle particelle è collegata a un asse che termina con una ruota dentata che può procedere in senso orario o antiorario, ma un fermo a scatto consente solo il movimento in uno dei due sensi, come avviene in molti attrezzi di uso comune, usati dai meccanici per avvitare bulloni etc. Uscendo dall’esperimento fisico e passando al controllo sociale, si può dire che l’equivalente del fermo che blocca un senso di movimento è costituito, ad opera della comunicazione, dalla delegittimazione di ciò che preme in quella direzione, così da ottenere per default la spinta verso le direzioni opposte. S. Balassoni I Mass Media fra società, potere e mercato. Book in progress: http://www.scribd.com/doc/31809884/4-Mass-Media-e-Partiti

viiA. Toffler. La terza onda. Sperling & Kupfer, 1981. - Lo chok del futuro. Sperling & Kupfer, 1987

viiiV. Andreoli. Il denaro in testa. Rizzoli, 2011.



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