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Personal Website: Antonia Colamonico

Copertina libro: A. Colamonico. Biostoria. Il Filo, Bari,1998.

"Solo uscendo dai rigidi schemi di un sapere confezionato  si potrà dare alla mente una possibilità di spiccare il volo verso nuove geometrie e viaggiare alla velocità della luce." (da A. Colamonico Biostoria. Verso al formulazione di una Scienza nuova. Campi metodi e prospettive. © Il Filo, 1998.)


Biostoria Scienza&Metodo dello Sguardo

(Biohistory of Knowledge)

Novità

(testo originario di "Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity")
"Caminante

no hay camino,

camino

se hace al andar..." Antonio Machado


Evoluzione dell'idea di Biostoria



  • Epistemologa della Scienza & Metodo Biostoria (Biohistory of Knowledge).
  • Teorica della Geometria multi-proiettiva della Mente, avendo isolato, per prima, la 5a dimensione di lettura per la moltiplicazione dello Sguardo-Mente.
  • Pedagogista. Docente di Italiano, Storia e Filosofia.
  • Ideatrice, nel 2000, della 1a Palestra della Mente in Italia (28° Premio Euroassemblaggio Milano - Spoleto 2001 -  Milano 13 Ottobre 2001).
  • Scrittrice e Poeta.

Reference on the name biohistory


Antonia Colamonico (2005). The Story of a Paternity. World Futures 61 (6):441 – 469.Name does matter. During exploration of knowledge, name provides dignity of existence. Isolating a quid from a whole, name gives that quid a status (i.e., helps it to gain a space, time, and fact). Biohistory had its own name in August 1992, when finally my mind isolated the historical quantum as the promotor of life. Shape follows name; Biohistory began to take shape in 1993, when it ran into Edgar Morin's ideas. For about a year, Biohistory had been a game I toyed with, using it to show my pupils the explosion of events in spaces. I even gave it a poetic dress, in the form of nursery-rhymes (Spazioliberina; Colamonico, 1993). In 1993 I also read Morin's Introduction to Complex Thought (1993), in which it is assumed that a new science and a new doctrine would manage to read the one-whole. It was then that I understood that this theory would have been the body-mind-eye of my joyful child. So I adopted Morin as the father of my Biohistory












Copertina


https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1374732866654/a-biostoria-quaderni/copertina%20topologia%202.png?height=320&width=228

"... Il pensiero eco-biostorico si pone come un'organizzazione complessa di immagini io-tu protese all'infinito. Una struttura frattale, plastica, aperta al cambiamento, che prende corpo e si fissa, non su un'idea-sensazione ferma nel tempo, ma su una realtà di volta, in volta percepita, sperimentata..." da A. Colamonico. Alla Palestra della Mente. Costellazione di significati per una Topologia del Pensiero Complesso. © il Filo s.r.l. (2006)






La dialogica Mante/ Cuore














Antonia Colamonico


Le stagioni delle parole

"Le filastrocche di Spazioliberina"
"Ed altro"
"Il Filo"


"Le parole sono femminili, per questo le dedico a tutti gli uomini... di tutti i tempi" da A. Colamonico. Le stagioni delle Parole Il Filo. © Il Filo, 1994



Articolo-saggio


"... change of paradigm: an eye/mind which can see at once the dynamics
subjects/fields/readers. Such an eye is schizoid, for it can focus on more than one dynamic at the same time, like a hundred-eye sensor..." 
A. Colamonico
. Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity. In World Futures: The Jounal of General Evolution, a cura di A Montuori. Vol. 61 - n° 6, pp. 441-469, part of the Taylor & Francis Group - Routledge. (August 2005)







Giochi: arte-a-parti.© 2011




Copertina-saggio


La Spugna Eco-biostorica
di Antonia Colamonico

Verso una Topologia della Mente/Habitat a corpo unico

L'evoluzione di un pensiero è un processo naturale che si "apre" a frattale come una spugna, vincolata alla storia del campo-habitat. Questo è l'area del contorno, in cui emergono gli stati reali (fatti storici) che perturbano gli stati mentali (fatti immaginativi) e vincolano il soggetto osservatore-agente storico nel suo rispondere alla vita.
(A. Colamonico. La Spugna eco biostorica. © 2013 - Antonia Colamonico)


© Il Filo s.r.l. 2011

"... Ho voluto creare un disordine di situazioni e tempi con dei personaggi appena abbozzati, che entrano ed escono da un groviglio di trame. Alcuni si incontreranno, altri no. Il tutto dovrà essere letto come un viaggio nella psiche che si nuove in uno spazio-tempo difforme da quello della realtà definita oggettiva. Come se fosse una psiche trasversale che parla a sé di tutto..." Da: premessa. (A. Colamonico. Il Grido, © 2011 - Antonia Colamonico)

 





Geografia della mente


Verso una scienza dello sguardo: L'osservatore dell'osservatore... un gioco di posizioni di lettura a più occhi.

Questa sezione è uno spazio u-topico di lettura-indagine storica sull'organizzazione di "casi" particolari di topologie mente/campo, a corpo unico. Ogni caso è un'orlatura di realtà che dà forma vitale al vuoto cognitivo che privo dello stesso osservatore resterebbe area dell'incognita, del non letto e non emerso.






La novità

La trama di realtà a multi-verso

Per poter comprendere e descrivere la trama della real D. Deutschi individua l'interazione di quattro scienze, la teoria quantistica per uno studio della materia, l'evoluzionismo, l'epistemologia per una teoria della conoscenza e la teoria computazionale. Per il fisico israeliano la realtà a cui abbiamo accesso è, tecnicamente, solo “virtuale”, una semplice narrazione in grado di tesserne la trama, con l'intreccio di quattro fili (quantistica, evoluzionismo, epistemologia, matematica computazionale) che danno il “verso realistico” al multiverso del reale.

Egli rovesciando il senso comune, sostiene che il ragionamento scientifico non è la base per l'estrapolazione di realtà, si pensi alla legge di gravità che isola la forza d'attrazione, ma semplicemente un modo di distinguere tra le spiegazioni buone che si interfacciano nella narrazione di realtà. Così facendo, egli pone a limite della realtà la stessa coscienza che essendo un canale di accesso, non neutro, trasforma il fatto da dato-reale in sé in dato-informativo trasferibile e quindi narrabile. In tale narrabilità egli, inconsapevolmente, sposta l'asse dell'osservazione scientifica dalla scienza alla storia e si attua un salto gnoseologico che pone come attrattore cognitivo delle conoscenze non più la meccanica ma lo stesso processo vitale, dunque la biostoria.(da A. Colamonico. Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0)


Topologia del Pensiero Complesso

Il pregiudizio non fa aprire la mente dell'osservatore storico alle osservazioni e riflessioni dell'altro che gli porge, con la sua singolarità, i quanti-luce delle sue comprensioni, intorno alla dinamica del vivere:
  • Ogni chiusura è un abbracciare la povertà che, se perseverata nel tempo, si fa miseria individuale, nazionale, epocale. Si spiegano così le implosioni di civiltà, i periodi bui, le cacce alle streghe... La Conoscenza, letta nella sua interezza (campo universo) è una struttura frattale, che si dilata in mille e mille sfaccettature cum-prensive.

DA La Spugna eco-biostorica: L'ambiguità di Abramo.


Il metodo


Bi
ostoria
indaga non tanto i meccanismi neuronali, quanto le abilità elaborative  del pensiero, in senso stretto, che si organizzano attorno alle argomentazioni-narrazioni degli accadimenti che danno quello "strato sottile” (H. Putnam) della produzione cerebrale.

In biostoria sono disegnate le nuove mappe storiografiche che presentano la dinamica vitale come una rete uno-tutto che si presta ad essere letta a maglie-finestre. Il punto di partenza della nuova lettura è stata la finestra storiografica che aprendo alla dimensione spaziale, ha stravolto l’architettura storica.












©
2010 - Il Filo s.r.l.




Siti: Autrice

  • Biostoria Palestre - Itinerari di auto-apprendimento.
  • Biostoria Mappe - Le Carte Biostoriche - Gli acceleratori cognitivi in una Società a nanosecondi.
  • La Geografia della Mente ( the geography of mind) - Le regole del gioco in una topologia di conoscenza/coscienza a sistema unico. 




Copertina libro: A. Colamonico. Ordini Complessi. Carte biostoriche. Il Filo, Bari 2002.




"...il pensiero occupa un suo spazio-tempo ed  assume una forma a spugna... La capacità ad organizzare gli ordini complessi mentali passa per la quinta dimensione di lettura... imparare a ragionare in simultanea su più registri informativi permette il take-off delle conoscenze..." 
da A. Colamonico. Ordini Complessi. Carte biostoriche di approccio ad una conoscenza dinamica a 5 dimensioni. (2002)





L'evoluzione di un'idea


Filare le parole.
Ricomporre i gomitoli dei segni
le matasse dei punti
e... poi...
Cardare i pensieri.
Comporre le matasse e i gomitoli.
Tessere le parole.


(A. Colamonico. Tessuti/il filo da Le stagioni delle parole. 1994)

Da A, Colamonico. Fatto Tempo Spazio. OPPI, Milano. 1993



La 1
a Finestra Storiografica
(historiographical window). (da A, Colamonico. Fatto tempo Spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia. OPPI Quaderni, Milano 1993, p. 22.)







Cpertina testo: Fatto tempo spazio. 1993


La transitività delle discipline: l'Era delle Informazioni implica il superamento di un sapere ad ambiti disciplinari chiusi, in grado di differenziarsi in sotto campi di studio che fanno perdere di vista l'unitarietà della vita. Necessita una conoscenza a finestre che sappia muoversi con agilità in campi differenti, sviluppando un linguaggio polisemico, aperto a più significati. (da A. Colamonico. Biostoria Scienza&metodo per un pensiero al plurale. Prime carte di viaggio. © Il Filo, 1997.)
















Copertina


"...Volendo cercare di dare una definizione della scienza-metodo biostoria, essa può essere letta come una membrana-utero, a campo universo, che avvolge, come tanti feti, ai quali dà significato storico, tutte le altre scienze che indagano sugli aspetti locali della dinamica vitale; in tale essere meta-scienza si pone come un oggetto finito che avvolgendo la conoscenza la osserva e la custodisce da una posizione a punto infinito e in ciò può definirsi scienza dello sguardo..." A. Colamonico, M. Mastroleo. Le Geometrie della Vita nel salto Eco-biostorico. Verso una topologia a occhio infinito della relazione mente/mondo. © Il Filo s.r.l. 2010



Le carte biostoriche



Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0


nella costruzione della Realtà Multi-Proiettiva.
"... Esiste un indissolubile legame che vincola l'osservatore all'osservato, rendendoli un organismo unico a cosmo, ma come accade per la Luna, in tale dualità si mostra sempre e solamente una sola faccia: l'oggetto di osservazione. Il lato luminoso del sistema vitale è lo spazio esterno all'io/sé, quello spaccato di vita che si pone di fronte, come luogo dell'oltre la membrana che isola l'occhio osservatore, rendendo questo l'estraneo del campo, l'alieno di quell'area che si colora di: 
  • cielo, stelle, prati e fiori, volti e sorrisi, parole e teoremi, macchine... e tutto l'altro ancora..."
    da: 
    Il punto 0 - 1°  Campo - L'occhio-mente dell'osservatore nell'azione storica 2011 - Il filo, Bari)




Nota dell'autrice sul diritto di paternità.

Direttore Didattico-metodologico

La Biostoria (Biohistory of Knowledge) rappresentata in questi luoghi-nicchie storico-semantici (articoli, saggi, romanzi, racconti, blog e siti), non è da intendersi come l'introduzione di tecniche derivanti dalle scienze biologiche nell'indagine storiografica, intonazione data ad esempio da Stephen Vickers Boyden, ma altresì come il connubio tra bios (nel senso epistemologico del βίος filosofico) e la storia come l'accadere vitale dei "fatti" nei tempi 0. Il nodo di partenza della rete fin qui elaborata è stato, mentre si procedeva in classe con il laboratorio storico, la rilevazione di un errore concettuale, registrato già da J Le Goff, nella identificazione (come unica realtà) tra la narrazione degli accadimenti passati e la dinamica dei processi vitali, che non faceva tenere conto dello scarto posizionale tra l'osservatore e l'osservato (come documento in Fatto tempo spazio del 1993). L'aver racchiuso, come ancora accade nei manuali scolastici, la disciplina storia al solo passato dell'uomo, con addirittura la distinzione tra storia e preistoria, rende lo studio del sapere fattuale fortemente circoscritto ad una visione limitata che difficilmente spiega le dinamiche vitali a campo allargato e le capacità organizzative della mente umana di rispondere alla vita, in ogni presente. Naturalmente come avviene nella realtà dei fatti il piano dell'indagine si è via, via allargato sino ad assumere la forma topologia a corpo unico di mente/campo che, oggi, si può scorgere nel complesso gioco delle visualizzazioni racchiuse in queste carte eco-biostoriche. Prodotte da continue riflessioni, esercitate sulle stesse argomentazioni, con una lente-sguardo, in grado di essere Osservatore dell'osservatore (Biostoria, 1998). Nell'articolo americano (Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity, 2005) spiego come sia nata la parola e come poi da essa si sia costruita tutta quanta la nuova disciplina che in senso trasversale può incontrare altre semantiche. La presente nota, nasce dal aver constatato, un tentativo, spero involontario, d'espropriazione dell'idea, dandone la paternità a studiosi stranieri. L'impianto biostorico, così come esposto in questi luoghi-nicchie, è senz'altro un vanto per l'Italia e mi permetto di sottolineare che le riflessioni contenute nei miei scritti, non possono essere arbitrariamente trasferite ad altri pensatori. Così facendo si produce un falso storico.




 





Verso una scienza dello sguardo: Con le carte biostoriche si evince la relazione vitale, a sistema unico, di osservatore-osservato-osservazione che rende vincolati i tre sottoinsiemi; per cui una variazione minima in uno di essi, automaticamente si rifletterà sugli altri, generandone la continua ridefinizione. Da tale insieme in eterno ri-modellamento nasce la plasticità della vita, dell'occhio-mente, della parola. Imparare a sviluppare uno sguardo-mente attento alla mutevolezza vitale dei campi storici è il nuovo traguardo per una Civiltà della Conoscenza.










Legame Osservato-Osservatore-Osservazione
nel Paradigma Biostorico

"...Interessante, al di là dello stesso paradosso (del gatto di Schrödinger), è l’idea di una natura bloccata con molte possibilità di processi, che restano sospesi sino a quando un occhio osservatore ne elaborerà un percorso, un’identità. Il paradosso, nato come gioco sulla stessa fisica quantistica, fa comprendere come di fatto sia lo stesso osservatore ad indirizzare il manifestarsi della vita, isolando la nicchia storica o campo di lettura, e nel contempo quella di significato che ne costituisce il campo semantico. In un sistema di campi-nicchie si moltiplicano i processi e si svelano ambiti sempre nuovi del manifestarsi della realtà, che approfondendosi nei complessi sistemi di lettura, si allontana e si dirada come il luogo dell’infinito.
Per la prima volta lo stesso osservatore entra nel processo esplorativo, per cui s’inizia a parlare di una realtà che si mostra condizionata da un occhio lettore che, con la sua azione ne modifica la struttura; il campo esplorativo, così, si sdoppia tra una realtà osservata che è il fuori ed una che osserva, il dentro:
  • la negoziazione tra i due oggetti cognitivi, osservato-osservatore, è la conoscenza-osservazione.

Accettare il legame inscindibile osservato-osservatore-osservazione implica mettere il limite all’assolutezza dell’indagine che da incondizionata si fa relativa, cioè condizionata alle scale di lettura, alle lenti-mappe cognitive dell’osservatore, alle categorie e alle geometrie logiche con cui si valutano e si ordinano le conoscenze...." Da A. Colamonico, M. Mastroleo. La Geometria della Vita nel Salto Eco-biostorico.Verso una topologia a occhio infinito della relazione Mente/mondo. Il Filo. Bari, 2010.(Cap. 2°, p. 15)






L'ordine del Caos







La scoperta


"Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto." Jorge Luis Borges.