News‎ > ‎

Quaderno di Biostoria n° 10

pubblicato 13 nov 2015, 07:20 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 27 mag 2018, 06:43 ]

Antonia Colamonico


Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi


Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze


© 2015- Tutti i diritti sono riservati.


Dedica


A mio figlio, Marcello Mastroleo, e ai miei nipoti, Sebastiano e Annamaria Di Chio, Ottavio e Marino Colamonico con tutto il mio affetto.
Antonia



Il perdurare ad esempio di un monopolio politico o economico o culturale o religioso è legato e chiuso in un periodo finito di tempo, poiché c'è sempre il momento della presa di coscienza che rende liberi, svincolando gli sguardi dalle gabbie cognitive e attuative. Antonia Colamonico



Ogni salto epocale nasce da un'apertura logica che amplificando lo spazio immaginativo-ideativo della coscienza rende obsolete le carte di lettura della realtà con corrispettivo paradigma.



https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1447237210190/home/metodo/sistema-a-influenze-echi/traslazioni-storiche/Fantasie%20di%20ricami%20Cerchio%20allo%20specchio%201994%20p.png



Indice


1. Evoluzioni di Echi - Incipit

Il dinamismo della Mente-pensiero nella relazione comunicativa individuo/campo

2.La Tessitura – Premessa. Le Operazioni del pensiero-mente

a. La funzione di lettura - Dialogica del divenire

b. Fuochi sdoppiati di ordini - Il bipolarismo nella lettura

3. La realtà di carta - Dualismo Storia/Storiografia

a. Letture e Rotte - Segnare le rotte storiche

b. I luoghi di navigazione - Gradazioni di letture


4.Topologia a nicchie - L'organizzazione della Vita un gioco a nicchie-eventi

  a. Biostoria: L'approccio top-down

   Il gioco del poeta: apertura dello spazio logico

   Il gioco dello scienziato: chiusura dello spazio logico

5. Sistema a influenze-echi letture - La curvatura eco-biostorica nella realtà

  a. Le traslazioni storiche - Le radici storiche e le trame a fatti


Acquaviva delle Fonti, 13 Novembre 2015


Il biostorico come figura di studioso della dinamica vitale,  ha uno sguardo differente, rispetto allo storiografo-ricercatore tradizionale, il quale osserva una dinamica dei fatti, ne analizza le successioni temporali, ne valuta le ampiezze dei campi di ricadute, ne verifica e interpreta le fonti-sorgenti, ne pesa le veridicità, le periodicità... per poi fare prendere a quell'insieme di vissuti, una trama-indirizzo a tessuto-disciplinare, da impiantare nella visione di realtà, da porgere così vestita alle generazioni future:

  • Nessuna azione nasce, priva di una proiezione di futuro, essendo questo il nodo-cardine da cui prende peso-valore la risposta-azione a tempo presente.
Il biostorico all'attenzione ai fatti, aggiunge un ulteriore campo di lettura, quello delle coscienze che muovo quei fatti.

Il suo è un occhio-mente a  due fuochi, a due versi-campi d'osservazione:
  • da un lato c'è un movimento fattuale che destabilizza gli stati dei sistemi in un tempo reale.
  • Dall'altro c'è una molteplicità di mentalità-coscienze con un'armonica di stati d'animo, a differenti gradazioni, che fanno da cassa di risonanza degli echi storici passati-futuri, per cui l'osservatore dalla mentalità biostorica, mentre misura la portata storica di un accadimento, ne vaglia l'immagine-proiezione nella coscienza di chi agisce o subisce la risposta.




https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1444032222613/home/metodo/la-realta-di-carta/letture/Il%20metodo%20Biostoria%20La%20dimensione%20del%20volo%202015%20p.png


https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1447237210190/home/metodo/sistema-a-influenze-echi/traslazioni-storiche/Carta%20biostorica%20topologia%20di%20un%20significato%20p.png
Quella che ancora non si accetta è che:
  • la carta di lettura è una semplice riduzione di realtà, funzionale alla singolare azione di lettura, isolata in un campo-finestra, ristretto, che si pone a contorno-limite della lettura medesima; per cui ciò che è valido in un contesto, è idiota in un altro; ciò che è letto come giusto in una situazione, diviene ingiusto in una differente realtà.
Adeguare di volta, in volta lo sguardo-lente richiede un notevole impegno storico ed è questo che a volte rende demotivati a rileggere le carte di realtà. La demotivazione introduce le generalizzazioni con le deformazioni di valore, infatti il dinamismo-plasticità dello sguardo-mente che porta a rileggere e correggere la rotta e la carta, per molti è ancora un sinonimo di superficialità, di faciloneria, e non una lettura di maggiore aderenza alla verità:
  • La verità storica è il traguardo-meta a cui tendere nell'azione del ricercare e non l'imposizione di un dominio cognitivo politico, economico, come cercano di fare ad esempio oggi le grandi compagnie di monopolio globale, a occhio monolitico, mono-culturale, mono-uomo di consumatore passivo.








https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1444240741274/home/metodo/la-realta-di-carta/i-luoghi-di-navigazione/Carta%20mentale%20pascoli%203%20p.png




Il volto della Storia è la Vita

Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò che curi. C. M Schulz


Il vicolo cieco nelle proiezioni fattuali a curvature catastrofiche è stato, ed è  ancora per molte società, nell'aver per millenni privilegiato, nelle letture, lo sguardo a dimensione maschilista, con la giustificazione pretenziosa della superiorità, nello svolgere un ruolo-funzione, se si mostrano comportamenti arroganti e prepotenti che hanno finito col dare un'impronta a Etica forte, nella valutazione e giustificazione fattuale.

L'esaltazione della forza, sia fisica che mentale, come il valore storico, ha partorito una visione monca di realtà, in cui la lotta per la sopravvivenza è imposta come nodo-cardine delle organizzazioni storico-politiche:

  • Una società a sguardo monco, nasce dalla creazione di un privilegio-baronia che dà dignità e veste di verità solamente a uno degli sguardi possibili, ma a condizione che sappia essere impositivo, selettivo, fortemente consapevole dei rapporti di potere/sottomissione e dei vincoli d'appartenenza ad una cerchia di supremazia. Uno sguardo non riducibile a un semplice fatto di genere, molte donne lo possiedono e lo impongono, ma a una forma antropologica di paura a mostrare la tenerezza nelle letture, tenerezza riconducibile alla dimensione di madre (rapporto utero-feto). 

La dimensione materna è quella consapevolezza che allarga la coscienza alla novità (occhio democratico) che prende casa nelle proprie membra e che predispone alla dimensione dell'accoglienza, letta non come un fattore di squilibrio del potere-controllo, ma come una ricchezza creativa di una nascita nuova:

  •  L' occhio democratico è un occhio buono, carezzevole. La bontà è uno spazio mentale più elaborato ed evoluto che rende il ragionamento svincolato/svincolante, cioè aperto ai multi-senso degli occhi multipli dei tanti io-sé nel mondo di Dio, in tale apertura critica alle ragioni e ai bisogni altri, l'io-sé scolora le sue gabbie logiche per farsi sguardo carezzevole, cioè vicino al modo amorevole del Dio-mamma, utero della vita. Negare l'esistenza di Dio-creatore da parte dell'osservatore, non implica la negazione del suo essere forza coesiva della storia in ogni tempo zero di presente. (da: Le impaginazioni storiografiche e i sistemi ordinativi. 2014)  
Comments