Le Stagioni delle Parole: Raccolta di poesie e racconti.

Raccolta: Le stagioni delle paroledarie

Antonia Colamonico


Le Stagioni delle Parole racchiudono la dialogica mente/cuore di Spazioliberina:
  • metafora poetica per rappresentare il Nuovo Paradigma Biostorico.
La dinamica Storica è un uno/tutto che si attualizza in ogni tempo 0 di presente, come una costruzione di Spazio/Tempo che tende all'Infinito Futuro.
Saper agire a tempo 0 - unica dimensione di Realtà - richiede una mente che sappia fare dell'apertura logica, la sua risorsa vitale. Essere disponibili alla Conoscenza implica l'imparare a vivere, sapendo discernere, azione per azione, i gradi di vita/morte da imprime nella Spugna Storica.



La Raccolta (1991-1994) si divide in 3 parti:









Storia di un volo


Spazioliberina, passeggiando una mattina, da dietro una porticina intravide Strutturato Spaziostretto: tutte linee intersecanti, tutto muri portanti, tutto pilastri rotanti, tutto vani privati.
La liberina, curiosina di sapere il perché di tanti se, volle dare un’occhiatina. Ma lo strutturato spaziostretto, geloso di tanta libertà, in un recinto fatto di tanti se… se… se… se… rintanò la birichina.
Piangeva, piangeva la poverina, non capendo il perché di un se sì e di un se no.
Pensa… pensa… e … un’idea le balenò!
Liberare in un sol colpo, dai suoi se, Strutturato Spaziostretto.
Una fata l’aiutò, una canzone le mandò, una voce l’intonò, una luce l’inquadrò.
Strutturato Spaziostrettto, non avvezzo a tante melodia, per la grande nostalgia di fiaba, sogno e fantasia, una lacrima versò.
L’incantesimo sciolto fu.
Strutturato Spaziostretto una soffice nube diventò e la dolce Liberina con sé portò in uno spazio senza linee e senza se.
Uno spazio di fantasia, senza alcuna ipocrisia.

(da A Colamonico, Le filastrocche di Spazioliberna, in Le stagioni delle parole. © 1991 )












A. Colamonico, Le filastrocche di Spazio- liberna, in Le stagioni delle parole.
©1991 )





"Se si vuole provare a cambiare la Realtà, necessita prima provare a cambiare il modello-carta di lettura. I modelli non hanno la medesima valenza, per cui sono differenti i gradi di giustizia/ingiustizia che si imprimono nella Spugna Storica." Antonia Colamonico









Gemmazioni di un pensiero


Evoluzione delle trame
di Biostoria.


"La vita le si porgeva come schiuma allo scoglio, viva, ridente ma facile a dileguarsi. In tale gioco di risacche la storia trovava trame nella sua mente e ogni trama un filo teso a quel grido primordiale che attraversando l'ignoto, apre al respiro della vita." da A. Colamonico Il grido. ©  2011.

Antonia Colamonico, pedagogista, epistemologa della Scienza & Metodo Biostoria (
Biohistory of Knowledge).






(Continuità dei tempi... il bandolo
. A. Colamonico da Il filo. ©1994)





https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/home/struttura/riversare/la-comunicazione/assenze%20111.png




Il frattale poetico
:
I piani di lettura e la moltiplicazione dell'occhio
di Marcello Mastroleo





(A Colamonico, da Le filastrocche di Spazioliberina. ©1991).









Gli occhi del sogno.



I modelli mentali rendono ingabbiata la Vita che per sua natura è duttile, plastica nel suo rispondere alla perturbazioni quantiche.
la nostra percezione del Mondo è vincolata alla struttura del modello-lente mentale che di volta in volta, nei differenti periodi storici,
legge parti di realtà con un gioco di luce/ombra .
L'occhio-lente del cervello umano visualizza le sagome di Realtà con proiezioni spazio-temporali, deformando e riducendo al privato paradigma logico la Vita.
Se la Vita è duttile, molteplice nel suo prendere forma, in ogni attimo di presente, anche il modello-carta di rappresentazione del reale osservato dovrà essere plastico, pronto a modificarsi, dando ad ogni passaggio una visione differente.
La capacità a moltiplicarsi dell'occhio-lente
è la Visione Caleidoscopica della mente/cuore di Spazioliberina.






(Pere Borrell del Caso, in fuga dalla critica, 1874)


Fuori dal preconcetto.


"Se ne sta il pazzo con la sua pelle nuda quando il sole a specchio sui prati è una timida vergine agghindata di perle intorno.  S’agita lo sgangherato circo quello dei pagliacci senza sorriso quello dei santi bestemmiatori col ventre grasso e gli occhi spenti. Se ne sta il pazzo nel suo angolo di luce a rabberciare un sogno con la speranza in filo."  Vincenzo Buccella 








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