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Sito Ufficiale - Biostoria quaderno 6

pubblicato 10 nov 2011, 04:11 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 12 feb 2017, 02:13 ]



Le scienze dell’Era delle informazioni data la velocità e l’instabilità del sistema, saranno semplicemente delle tracce di lettura, delle ipotesi di percorsi, dei compresi storici, in continua evoluzione.





È l'individuo storico che dischiude, nella sua mente, con un gioco di proiezione stereografica lo spazio e il tempo del reale, allargandolo, con effetto zoom, alle visioni-mappe di quelli dell'immaginato. Ogni spaziatura è un annodare nella lettura di spazio “ora” tutti gli spaccati vitali dei “sono stati” o dei “non sono ancora...




Verso una Conoscenza senza Discipline: Il Pensiero a  frattale.

Le nuove carte che si stanno iniziando a tessere, sono la visione proiettiva di una realtà a multi-verso con gradi sempre più complessi di spazi ordinati, in tanti confini di universi distinti e paralleli che dialogando tra loro su una “interazione zero” danno le sintropie degli ordini multipli.





Idea Editoriale:

Di(a)logiche
in "progress":
- Processo di scrittura a campi-reti "aperte". 


Quaderno di Biostoria n°6

Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0

Antonia Colamonico


L'informazione de/naturata dalla coscienza di un osservatore è come una bella donna senza corpo-anima che non sente l'ardore suo e dell'amante: matrice di un tutto che si dissolve al primo raggio di luce del nuovo giorno. Nella coscienza dell'osservatore l'in-forma-azione prende casa è si fa nicchia storica, radice e fronda, foglia e frutto, seme e germoglio. In tale prospettiva il "soggettivismo" non è solo prerogativa dell'arte, ma anche della scienza e suoi derivati. Ogni lettura è una lettura privata che affiora da una mente al singolare che, individualmente, comprende un qualcosa di generale che si fa “discorso oggettivo” solo nel suo “enunciato-carta”. Ogni carta di lettura della realtà vale solo se restano immutate le condizioni di riferimento (contorno) da cui è nata, in tale limite-frontiera si coglie l'importanza stessa dell'azione di apprendere a ricercare-immaginare i nuovi percorsi artistici, economici, politici, sociali e scientifici che aprono al cambiamento degli “orizzonti” dello sguardo. Da La nicchia, in  La Spugna eco-biostorica.


Antonia Colamonico. © 2011/2012. Tutti i diritti sono riservati



Indice Campi




Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0
Il ruolo storico dell'Osservatore nella costruzione della realtà multi-proiettiva.

Premessa - La conoscenza è la "metafora" della Vita che intorno e dentro di noi si muove
Viaggio dentro la parola "parti-cella topologica" - La metafora

1. Campo. Il punto 0 - L'occhio-mente dell'osservatore nell'azione storica

Il punto 0

Il gioco di proiezione stereografica

Il tempo 0: dimensione di realtà

Il poeta maestro del buio

Il vuoto e la scelta

2. Campo.  La finestra - La visione a tempi 0 e l’azione di orlatura di realtà

La forma vitale

La finestre-occhio

I livelli di complessità di lettura e la dinamica dello sguardo

Un'orlatura di realtà

Il vincolo paradigma-attribuzione del significato valore-verità

Le geografie mentali nei piani di lettura

3. Campo. Il buio - Il vuoto cognitivo e l'apertura dello spazio individuo/campo

La conoscenza l'arte dello svelare

La funzione maieutica

L'arte dialogica

La perdita del valore etico

La spaziatura della mente per la visione degli ordini complessi

La meta-posizione nella lettura a campo profondo

La dialogica mente-cuore nella democrazia dei sistemi

Il lato gentile dell'etica

4. Campo - La novità della scoperta - L'importanza del dare un nome

La trama di realtà a multi-verso

La nicchia nome “particella topologica” di spazio a dentro/fuori

Il processo di oggettivazione

Il nodo vitale evento-parola

la visione a fuoco sdoppiato

Il salto gnoseologico e il volo

La relazione osservatore-osservazione rende estesa la parola-nicchia di una novità storica

I livelli di astrazione e gli approcci di lettura

Antonia Colamonico © Dicembre 2011 - Il filo, Bari



L'accoglienza della novità
Il processo creativo e il dispiegamento degli spazi-tempi frattali

Premessa - Crisi di lettura di un occhio lineare-sequenziale. Nota: la scelta di un nome
Viaggio dentro la parola "parti-cella topologica" - Il quanto storico

1. Campo: Le carte storiche - La lente caleidoscopica

L'atto di nascita segna l'inizio dell'alloggiamento nella storia

La ricerca della verità

La dinamica comunicativa individuo-campo

Il limite della carta gnoseologica moderna

L'incapacità di lettura

la perdita del significato storico

La funzione storica delle carte

La scienza dello sguardo

Imparare a prendere

L'eco storico campo-nicchia del vuoto-sienzio

2.Campo: Le trame di echi - Le visioni-narrazioni di “fatto-tempo-spazio” ponti di derive storiche

Dal Caos informativo alle Sintropie degli ordini nuovi

Imparare a intravedere

La Coscienza storica sacca-utero della vita

Le reti informative delle singolarità dialoganti

L'osservatore creatore di trame-sensi storici

Gli echi-appigli per le trame dei fattibili

Il “caso” Dante Alighieri

Il vincolo carta di lettura-apertura dello spazio logico

L'apertura dello spazio con la carta cristologica

La terza coordinata di lettura

La nuova forma della democrazia

3. Campo: Il fine storico - I vestiti storici e le differenze di funzione negli orizzonti di letture

La funzione partecipativa a due versi di realtà creatrice

Il processo di emergenza nell'azione esplorativa

Le fasi di osservazione-lettura

L'apertura logica di L. Fantappié con la definizione di sintropia

La novità cristologica tra ombre e luci

La logica antica e la mente-occhio dell'uomo nuovo

Il profilo semantico della parola

La figura storica del monaco-amanuense

Il salto generazionale del 1100

Il frattale etico

La nascita della supremazia della scienza all'interno del processo creativo

Lo scontro tra la visione escatologica e quella secolare nell'evoluzione storica

La teocrazia e il primato papale

Un difficile equilibrio a doppio canale di controllo

La differenza tra abate e vescovo

L'affermarsi dei Comuni e la richiesta delle libertà locali

Il libero pensatore nemico dell'ordine costituito

La secolarizzazione e la fine del mondo antico

Voglia di cambiamento – umanità in cammino

Il vizio di forma della Globalizzazione a struttura monolitica

Un caso di cecità di lettura – Il Congresso di Vienna

Importanza di lettura di una pagina storiografica a creste di evento

I sistemi autoritari gabbie di pregiudizi

La malattia cognitiva come forma di passività storica

L'utilizzo della rete virtuale e lo sguardo a punto infinito per il salto generazionale

La globalizzazione e le sacche di povertà

Il salto di lettura e l'apertura logica della Società della Conoscenza

Antonia Colamonico © Gennaio 2012 - Il filo, Bari




da una pagina:

La trama di realtà a multi-verso

(the plot of a multi-direction reality)


"Per poter comprendere e descrivere la trama della real D. Deutsch individua l'interazione di quattro scienze, la teoria quantistica per uno studio della materia, l'evoluzionismo, l'epistemologia per una teoria della conoscenza e la teoria computazionale. Per il fisico israeliano la realtà a cui abbiamo accesso è, tecnicamente, solo “virtuale”, una semplice narrazione in grado di tesserne la trama, con l'intreccio di quattro fili (quantistica, evoluzionismo, epistemologia, matematica computazionale) che danno il “verso realistico” al multi-verso del reale.

Egli rovesciando il senso comune, sostiene che il ragionamento scientifico non è la base per l'estrapolazione di realtà, si pensi alla legge di gravità che isola la forza d'attrazione, ma semplicemente un modo di distinguere tra le spiegazioni buone che si interfacciano nella narrazione di realtà. Così facendo, egli pone a limite della realtà la stessa coscienza che essendo un canale di accesso, non neutro, trasforma il fatto da dato-reale in sé in dato-informativo trasferibile e quindi narrabile. In tale narratività egli, inconsapevolmente, sposta l'asse dell'osservazione scientifica dalla scienza alla storia e si attua un salto gnoseologico che pone come attrattore cognitivo delle conoscenze non più la meccanica ma lo stesso processo vitale, dunque la Biostoria.

La storia come dinamica della vita a 360° diviene il contenitore di tutte le narrazioni, la membrana che racchiude come un utero tutte le trame disciplinari che aprono ai multi-verso di questa realtà criptata che necessita dispiegare nelle narrazioni storico-disciplinari. Ma il passaggio da un scienza scissa come oggi si presenta il quadro delle conoscenze, ad una scienza sistemica necessità di un salto di lettura che faccia posizionare l'occhio-lettore nella 5a dimensione.

Lo stesso osservatore, alla luce di tale interpretazione, diviene il costruttore del suo soggettivo verso di realtà, che è intrinseco al suo modo di posizionarsi, di ancorarsi e di relazionarsi nella nicchia storica d'appartenenza. Il viaggio di conoscenza si pone come l'esercizio vitale che dà le chiavi per interpretare la relazionale dialogica individuo-sé/campo-habitat, in tale approccio funzionale alla sopravvivenza si elaborano gli stati di verità che danno la direzione storica, da cui si dispiegheranno tutte le creste degli attuati, i fatti.

Sin dal primo vagito il bambino è colpito da una molteplicità di stimoli che lo portano ad allargarsi al mondo, dando il luogo a sé e all'altro da sé, in tale dare spazio-luce inizia a costruire la coscienza, come un intendere (tendere la mente dentro l'oggetto), un comprendere (prendere insieme sé e l'oggetto). Lo stesso S. Freud in uno scritto del 1921 afferma:

Dentro la vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto, in questa accezione più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è al tempo stesso, fin dall’inizio, psicologia sociale”.

Vivere è un viaggio, un andare che necessita un sapere dove e come andare, qui nasce la ricercAzione, il bisogno di scoprire, in tale necessità funzionale al vivere si inizia ad indagare l'habitat e si disegnano le carte di viaggio (le conoscenze) che hanno lo scopo di saper fare orientare nella vita.

Recuperare la dimensione biostorica della stessa ricerca è fondamentale per dare valore sia alla scienza che alla coscienza e all'etica della vita con tutte le espressioni umane e sociali. Ogni ambito della conoscenza/coscienza è una finestra aperta ad un significato che dischiude quella realtà criptata che tuttavia si lascia intra-vedere e intra-esplorare, ma ogni visto o esplorato è una semplice narrazione umana che non avendo un fine chiuso in sé, si presta a nuovi viaggi, a nuovi percorsi e ai nuovi risvolti di verità. In tale procedere si scoprono le stesse procedure di viaggio e come dice il poeta Antonio Machado "Caminante no hay camino, camino se hace al andar".

L'apparente perdita di valore del reale, confrontata con il modello della fisica classica, non è da leggersi come una riduzione del significato dell'osservato (lettura a mente disgiuntiva), ma piuttosto come una moltiplicazione del senso storico (mente connettiva) che fa esplodere la realtà in una molteplicità di mondi e di dimensioni che sono sfaccettature di un'unica verità che si chiama Vita.

D. Deutsch, rifacendosi agli studi di H. Everett sull'interpretazione a molti mondi, parla di iper-struttura cosmologica, a multiverso; tale mega-organizzazione al di là delle possibili ricadute scientifiche in senso stretto, si presta bene come immagine-metafora per la costruzione della topologica del pensiero multi-Parola ripetuta eliminata, che nasce dall'affinare l'occhio-mente dell'individuo storico.

  • La nicchia-nome "particella topologica" di spazio a dentro/fuori

Procedendo con ordine, il cavare dal vuoto una qualche parvenza di forma che si faccia “cosa nota” apre lo spazio storico-mentale dell'osservatore ad una novità che prende, insieme, sia il nome e sia la nicchia-campo di senso, il contorno al nome.

Il prendere veste di realtà implica la doppia collocazione:

  • Interna alla coscienza che ne registra l'eco informativo con la sua sagoma;

  • Esterna, il fuori dall'identità soggettiva, come area del campo storico, l'oltre sé.

Nell'azione dell'osservare, esiste un'aspettativa visiva che aiuta a focalizzare un osservato in una prospettiva predefinita, già conosciuta, dettata dalla persistenza retinica e circoscritta da una cornice che ne dà la forma. In tal senso rientrano gli studi sui neuroni a specchio che sottolineano la formula del riconoscimento continuo come attivazione neuronale, nell'atto d'appropriazione di realtà da parte dell'osservatore storico.

L’apparire dell'oggetto si struttura come il riflesso di questa fissità iconica, in cui le sequenze della vita quotidiana si muovono come delle rappresentazioni filmiche. Importante è sottolineare come la vista sia il più ampio dei sensi.

L'occhio rastrella continuamente informazioni, anche se molte restano nell'area del bordo visivo. In tale movimento veloce inizia ad isolare porzioni di campo, su cui fissare lo sguardo per assimilare con avidità le aree che ritiene più accattivanti, per meglio imprimerle nella memoria. G. Bateson definisce tale facoltà un “mordere”, rifacendosi all'idea del bambino che apprende il mondo attraverso il portare alla bocca, sperimentando l'oggetto con le labbra, il palato, la lingua. In tali operazioni elementari inizia la realtà a prendere forma nella coscienza, quale insieme disordinato di “elementi” o unità informative a cui è dato, come primo atto, il nome.

Dare il nome è la prima formula linguistica di senso compiuto che il bambino apprende, associando il nome all'oggetto-cosa. Solo in un secondo tempo inizierà ad operare con i verbi e gli aggettivi, elaborando le prime frasi in forma scorretta e poi sempre più affinata, ricercata. Tale processo di oggettivazione accompagnerà l'individuo per tutta la vita, e un ruolo importante lo svolgerà l'ambiente familiare, sociale e culturale nel facilitare o meno la focalizzazione e la verbalizzazione. 

L'occhio, pur non interrompendo la fluidità dello sguardo, fissandosi opera la scomposizione di forme e dall'insieme viene estratto il dettaglio; si pensi ad un paesaggio marino e all'occhio che si fissa sul volo di un gabbiano, inseguendolo. Nell'atto dello scomporre si pone come sfondo il paesaggio, mentre acquista primo piano il gabbiano che emergendo da tutto l'insieme, si distingue come altro indipendente, dal paesaggio.

  • Il processo di oggettivazione

In tale operazione di scomposizione, l'occhio crea gli isolati storici che racchiude in una forma-cornice e memorizza, svincolandoli dall'insieme visto, come unità informative di senso chiuso in una nicchia semantica, visione doppia, che costituisce lo spazio di applicabilità dell'unità per la costruzione di un pensiero organizzato/organizzante in associazioni informative successive:

  • [Unità (gabbiano) + nicchia (cielo, mare, onda)]  o Il gabbiano vola alto nel cielo e si tuffa nell'onda,  o sull'onda galleggia il gabbiamo, mentre il cielo lo veglia dall'alto, o ...

Giorno dopo giorno, osservazione dopo osservazione, tutto viene memorizzato e contribuisce a rinsaldare la costruzione soggettiva di realtà, attraverso il gioco delle proiezioni che confrontano gli schemi di riferimento, precedentemente strutturati, con le nuove visualizzazioni, arricchendoli di sempre nuovi particolari, che si fanno poi nuove sfumature di significato intorno alla cosa vista, sperimentata, assimilata. In tale procedura operazionale da un lato si costruisce la realtà oggettiva e dall'altro le abilità cognitive che permettono le molteplici azioni di tessitura. È nella relazione che sia l'individuo e sia il campo prendono la veste di realtà in quel particolare tempo presente.

Viene così fuori una funzionalità operazionale che annodando assieme le varie forme e i molti campi semantici, permette alle narrazioni di acquisire il verso di realtà che non è incrostato in un periodare rigido e ferreo, ma in una molteplicità di espressioni dalla forma duttile, plastica che di volta in volta traccia un solco nuovo di verità.

I solchi sono gli echi del passaggio di realtà, come le foglie ingiallite lo sono della fine dell'estate o l'odore del fieno tagliato del granaio colmo di messe. Riflettendo bene, cosa si conosce veramente se non lo spazio circoscritto in un tempo 0, ma in tale visualizzazione presente, si leggono e si legano, come in un nodo, le tracce storiche di echi informativi di una molteplicità di altri tracciati vitali e così, di eco in eco, il reale/virtuale informativo è tramandato di ora in ora, di uomo in uomo, di civiltà in civiltà, di specie in specie.

Questi tracciati, codici-nodi informativi, permeano quali echi il campo di lettura e solo un occhio vigile e attrezzato saprà cogliere, riconoscere, dare valore, trasformando quella assenza-eco in presenza-fatto di vita. In tale gioco di chiaro/scuro, di pieno/vuoto la spugna storica si intreccia nella spugna del pensiero come un unico sistema “reale” interagente che nell'interscambio assume spessore, profondità, dilatandosi nei piani dell'immaginario che dischiudono i campi passati e quelli futuri e tutto diviene un interspazio pluridirezionale. ..." (link)

https://sites.google.com/site/lamentemultiproiettiva/_/rsrc/1372144757152/home/nido.jpg?height=150&width=200

Scienza & Metodo dello Sguardo

(Biohistory of Knowledge)


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