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Alcuni articoli

pubblicato 16 mar 2017, 09:00 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 17 mar 2017, 04:07 ]

https://sites.google.com/site/lamentemultiproiettiva/_/rsrc/1374402918116/le-geometrie-della-vita/la-funzione-storica-dell-osservatore-nell-organizzare-la-realta/campo%20universo-%201.png?height=373&width=400

Biostoria

https://sites.google.com/site/biostoria/_/rsrc/1324576026020/sfogliamente-4/sguardomente/restaurazione-e-risorgimenti/lente%20mappa%202.jpg- La Scienza & Metodo dello Sguardo Multi-Proiettivo -

https://sites.google.com/site/biostoria/_/rsrc/1324576026020/sfogliamente-4/sguardomente/restaurazione-e-risorgimenti/timone_2.jpg?height=155&width=200

"Dietro ogni modello c'è sempre un osservatore-agente che ha scelto, selezionato, incanalato e incarnato un indirizzo storico che è il suo privato senso di realtà, facilmente ammirabile, senza tuttavia assolutizzarlo a "unico verso" della verità osservata, gli assolutismi sono gabbie logico-sociali." A. Colamonico

"L'ignoranza è dietro l'angolo per tutti. La conoscenza quale Patrimonio culturale dell'Umanità non è trasferibile da un uomo all'altro o da una generazione all'altra, ma è una conquista al singolare che si deve inseguire tutta la via; è una costante riflessione sulla tenuta storica delle personali competenze e chiede una forma di amore. Amare la Conoscenza è la dimensione della stessa dignità della vita che chiede di essere conosciuta e amata non per un sentito dire, ma per un'osservazione minuziosa, attenta e affettuosa:

- Non è un caso che da grandi genitori, nascano figli mediocri e viceversa da ignoranti genitori, figli di grande cultura!

La Conoscenza richiede capacità immaginative e poi attuative, nella Società della Televisione, si è generando una forma nuova di massificazione, che ha portato ad un "pensiero foto-copia in serie" di una molteplicità di storie inventate che rappresentavano non la vita in sé, ma la versione veicolata da una leadership che ha veicolato la "piega la realtà" funzionale al suo tornaconto consumistico. Mentre si è presi da tali storie-fantasiose, ogni leader nell'ombra coltiva il privato orticello. Se si riflette l'importanza della Rete e dei Social Networks  è nell'aver smagliato il gioco di assuefazione passiva ad un modello confezionato di realtà, dando la possibilità all'utente di riappropriarsi di una notevole autonomia di riflessione. Internet ha preso il posto del quotidiano, per l'accesso alle informazioni, e della televisione, come forma d'intrattenimento. Ormai è l'abito mentale di tutti il saper navigare liberamente e il costruire la privata versione del mondo, con un effetto moltiplicativo di mode che rendono variegate le opinioni e le scelte. In una sì fatta Società Informatizzata c'è il superamento del ruolo passivo di consumatore e fruitore di modelli standardizzati. Gli Stati, la politica e la medesima economia non possono non interagire con questa nuova dimensione di cittadinanza, se non vogliono innescare le Restaurazioni e le Rivoluzioni, bloccando la Conoscenza, proprio in un momento storico di accresciuta richiesta di beni e di derrate che necessità di un take-off di scoperte per aprire gli orizzonti dei sistemi informativi." A. Colamonico



Il nodo di partenza della rete informativa fin qui elaborata è stato, mentre si procedeva in classe con il laboratorio storico multimediale, la rilevazione di un errore concettuale, registrato già da J Le Goff, nella identificazione (come unica realtà) tra la narrazione degli accadimenti passati e la dinamica dei processi vitali, che non faceva tenere conto dello scarto posizionale tra l'osservatore e l'osservato (come documento in Fatto tempo spazio del 1993). 
L'aver racchiuso, come ancora accade nei manuali scolastici, la disciplina storia al solo passato dell'uomo, con addirittura la distinzione tra storia e preistoria, rende lo studio del sapere fattuale fortemente circoscritto ad una visione limitata che difficilmente spiega le dinamiche vitali a campo allargato e le capacità organizzative della mente umana di rispondere alla vita, in ogni presente. ... Nota Autrice


Antonia Colamonico epistemologa, biostorica, pedagogista, scrittrice, poeta, insegnante di italiano, storia e filosofia.







Titoli


La realtà prende la forma dello sguardo-mente dell'osservatore che da piccoli appigli-echi informativi, gli avvistati storici, con un esercizio di volo è in grado di filare e tessere la rete dei significati topologici del suo stesso osservare e immaginare. Antonia Colamonico

1 Meta-cognizione e multi-medialità: dalla Storia alla Biostoria

2 Le Carte biostoriche e la Geografia del Pensiero Complesso

  1. 2.1 Gli anni '80 e la Complessità

  2. 2.2 La Spugna Storica

  3. 2.3 Fatto Tempo Spazio: unità multipla

  4. 2.4 Biostoria nuovo campo epistemologico

  5. 2.5 Un sistema di lettura a finestre

  6. 2.5.1 Tracciato di un Pensiero

3 La Conoscenza Biostorica tra ordini multipli e Pensiero Complesso

  1. 3.1 Il salto di paradigma

  2. 3.2 Le nicchie-finestre informative e la discontinuità di lettura

4 Verso una Geometria Multi-Proiettiva della Mente

  1. 4.1 2. Gli enti biostorici

  2. 4.2 3. La finestra storiografica e la quinta dimensione di lettura

    1. 4.3 4. Conclusioni

5 Il pensiero creativo e il ruolo del futuro nella dinamica bioStorica:

  1. 5.1 L’altra faccia della Globalizzazione.

  2. 5.2 Ma cosa è cambiato oggi?

  3. 5.3 Restaurazione e Risorgimento le due facce della stessa realtà.

  4. 5.4 Il salto di paradigma: La Società Creativa

6 "Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity"

  1. 6.1 La scoperta della complessità

  2. 6.2 Crisi di lettura di un occhio univoco-sequenziale

  3. 6.3 Il salto gnoseologico: Edgar Morin

  4. 6.4 L’occhio di lettura a cinque dimensioni

  5. 6.5. La scienza-metodo: Biostoria

  6. 6.6. Mappatura del pensiero frattale

  7. 6.7. Plasticità della parola

  8. 6.8 Conclusioni







l'Universo acquista valore solo nella Coscienza dell'Uomo, poiché egli nell'azione del vivere è tenuto a conoscere ed apprendere per poi immaginare proiezioni di processi fattuali, ed essere così preparato a saper rispondere. Il nucleo centrale della permanenza nella Vita è la relazione soggetto-habitat, quale processo comunicativo a multi-verso individuo-contorno... Una piccola anticipazione da A. Colamonico. La 5a dimensione di lettura nella struttura a frattale del Pensiero. 2017

Antonia Colamonico © 2017 - Tutti i diritti sono riservati.


Quaderno di Biostoria n° 10

pubblicato 13 nov 2015, 07:20 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 14 nov 2015, 01:31 ]

Antonia Colamonico


Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi


Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze


© 2015- Tutti i diritti sono riservati.

Dedica


A mio figlio, Marcello Mastroleo, e ai miei nipoti, Sebastiano e Annamaria Di Chio, Ottavio e Marino Colamonico con tutto il mio affetto.
Antonia



Il perdurare ed esempio di un monopolio politico o economico o culturale o religioso è legato e chiuso in un periodo finito di tempo, poiché c'è sempre il momento della presa di coscienza che rende liberi, svincolando gli sguardi dalle gabbie cognitive e attuative. Antonia Colamonico



Ogni salto epocale nasce da un'apertura logica che amplificando lo spazio immaginativo-ideativo della coscienza rende obsolete le carte di lettura della realtà con corrispettivo paradigma.



https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1447237210190/home/metodo/sistema-a-influenze-echi/traslazioni-storiche/Fantasie%20di%20ricami%20Cerchio%20allo%20specchio%201994%20p.png



Indice


1. Evoluzioni di Echi - Incipit

Il dinamismo della Mente-pensiero nella relazione comunicativa individuo/campo

2.La Tessitura – Premessa. Le Operazioni del pensiero-mente

a. La funzione di lettura - Dialogica del divenire

b. Fuochi sdoppiati di ordini - Il bipolarismo nella lettura

3. La realtà di carta - Dualismo Storia/Storiografia

a. Letture e Rotte - Segnare le rotte storiche

b. I luoghi di navigazione - Gradazioni di letture


4.Topologia a nicchie - L'organizzazione della Vita un gioco a nicchie-eventi

  a. Biostoria: L'approccio top-down

   Il gioco del poeta: apertura dello spazio logico

   Il gioco dello scienziato: chiusura dello spazio logico

5. Sistema a influenze-echi letture - La curvatura eco-biostorica nella realtà

  a. Le traslazioni storiche - Le radici storiche e le trame a fatti


Acquaviva delle Fonti, 13 Novembre 2015


Il biostorico come figura di studioso della dinamica vitale,  ha uno sguardo differente, rispetto allo storiografo-ricercatore tradizionale, il quale osserva una dinamica dei fatti, ne analizza le successioni temporali, ne valuta le ampiezze dei campi di ricadute, ne verifica e interpreta le fonti-sorgenti, ne pesa le veridicità, le periodicità... per poi fare prendere a quell'insieme di vissuti, una trama-indirizzo a tessuto-disciplinare, da impiantare nella visione di realtà, da porgere così vestita alle generazioni future:

  • Nessuna azione nasce, priva di una proiezione di futuro, essendo questo il nodo-cardine da cui prende peso-valore la risposta-azione a tempo presente.
Il biostorico all'attenzione ai fatti, aggiunge un ulteriore campo di lettura, quello delle coscienze che muovo quei fatti.

Il suo è un occhio-mente a  due fuochi, a due versi-campi d'osservazione:
  • da un lato c'è un movimento fattuale che destabilizza gli stati dei sistemi in un tempo reale.
  • Dall'altro c'è una molteplicità di mentalità-coscienze con un'armonica di stati d'animo, a differenti gradazioni, che fanno da cassa di risonanza degli echi storici passati-futuri, per cui l'osservatore dalla mentalità biostorica, mente misura la portata storica di un accadimento, ne vaglia l'immagine-proiezione nella coscienza di chi agisce o subisce la risposta.




https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1444032222613/home/metodo/la-realta-di-carta/letture/Il%20metodo%20Biostoria%20La%20dimensione%20del%20volo%202015%20p.png


https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1447237210190/home/metodo/sistema-a-influenze-echi/traslazioni-storiche/Carta%20biostorica%20topologia%20di%20un%20significato%20p.png
Quella che ancora non si accetta è che:
  • la carta di lettura è una semplice riduzione di realtà, funzionale alla singolare azione di lettura, isolata in un campo-finestra, ristretto, che si pone a contorno-limite della lettura medesima; per cui ciò che è valido in un contesto, è idiota in un altro; ciò che è letto come giusto in una situazione, diviene ingiusto in una differente realtà.
Adeguare di volta, in volta lo sguardo-lente richiede un notevole impegno storico ed è questo che a volte rende demotivati a rileggere le carte di realtà. La demotivazione introduce le generalizzazioni con le deformazioni di valore, infatti il dinamismo-plasticità dello sguardo-mente che porta a rileggere e correggere la rotta e la carta, per molti è ancora un sinonimo di superficialità, di faciloneria, e non una lettura di maggiore aderenza alla verità:
  • La verità storica è il traguardo-meta a cui tendere nell'azione del ricercare e non l'imposizione di un dominio cognitivo politico, economico, come cercano di fare ad esempio oggi le grandi compagnie di monopolio globale, a occhio monolitico, mono-culturale, mono-uomo di consumatore passivo.








https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1444240741274/home/metodo/la-realta-di-carta/i-luoghi-di-navigazione/Carta%20mentale%20pascoli%203%20p.png




Il volto della Storia è la Vita

Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò che curi. C. M Schulz


Il vicolo cieco nelle proiezioni fattuali a curvature catastrofiche è stato, ed è  ancora per molte società, nell'aver per millenni privilegiato, nelle letture, lo sguardo a dimensione maschilista, con la giustificazione pretenziosa della superiorità, nello svolgere un ruolo-funzione, se si mostrano comportamenti arroganti e prepotenti che hanno finito col dare un'impronta a Etica forte, nella valutazione e giustificazione fattuale.

L'esaltazione della forza, sia fisica che mentale, come il valore storico, ha partorito una visione monca di realtà, in cui la lotta per la sopravvivenza è imposta come nodo-cardine delle organizzazioni storico-politiche:

  • Una società a sguardo monco, nasce dalla creazione di un privilegio-baronia che dà dignità e veste di verità solamente a uno degli sguardi possibili, ma a condizione che sappia essere impositivo, selettivo, fortemente consapevole dei rapporti di potere/sottomissione e dei vincoli d'appartenenza ad una cerchia di supremazia. Uno sguardo non riducibile a un semplice fatto di genere, molte donne lo possiedono e lo impongono, ma a una forma antropologica di paura a mostrare la tenerezza nelle letture, tenerezza riconducibile alla dimensione di madre (rapporto utero-feto). 

La dimensione materna è quella consapevolezza che allarga la coscienza alla novità (occhio democratico) che prende casa nelle proprie membra e che predispone alla dimensione dell'accoglienza, letta non come un fattore di squilibrio del potere-controllo, ma come una ricchezza creativa di una nascita nuova:

  •  L' occhio democratico è un occhio buono, carezzevole. La bontà è uno spazio mentale più elaborato ed evoluto che rende il ragionamento svincolato/svincolante, cioè aperto ai multi-senso degli occhi multipli dei tanti io-sé nel mondo di Dio, in tale apertura critica alle ragioni e ai bisogni altri, l'io-sé scolora le sue gabbie logiche per farsi sguardo carezzevole, cioè vicino al modo amorevole del Dio-mamma, utero della vita. Negare l'esistenza di Dio-creatore da parte dell'osservatore, non implica la negazione del suo essere forza coesiva della storia in ogni tempo zero di presente. (da: Le impaginazioni storiografiche e i sistemi ordinativi. 2014)  

Il grido-romanzo

pubblicato 29 ott 2015, 11:54 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 30 ott 2015, 04:30 ]


https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1445606963000/home/metodo/sistema-a-influenze-echi/Il%20Grido%201994%20p.png


La chiave di lettura: Il grido è l'effetto 1 che attesta l'atto di nascita, aprendo al respiro quale presa storica del ritmo vitale di abitante della Vita.



Antonia Colamonico

Il grido

Folata di pensieri in forma scomposta

© Il filo. Bari, 2011


La lirica, scritta nel 1994,   il titolo al romanzo IL GRIDO che può essere letto come il vigneto dei pensieri che da quei lontani esili virgulti hanno dato forma alla trama spugnosa della visione eco-biostorica. Antonia Colamonico


I fatti  narrati, sono frutto di pura invenzione. L'autrice, attraverso un intreccio di storie e di personaggi, verosimili, ha voluto creare un gioco di finestre sulle scelte storiche e sulle logiche della presente Epoca. Ogni narrazione è una trama, uno stralcio di apparente verità che apre ad un'altra storia e questa ad un'altra ancora.

Il gioco d'intrecci di echi e di pensieri che assumono la naturalezza del respiro, vuole dare spazio ad una forma nuova di romanzo, in cui non è il narratore a creare le connessioni a trama unica, ma lo stesso lettore che, con una grande libertà di accesso alla lettura, potrà ricucire e dare ordine a queste folate di pensieri e parole in forma scomposta. L'intento è quello di far fare al lettore un esercizio di "esperienza cognitiva" di un'organizzazione frattale, a spugna, di realtà, letta come un fitto reticolo di nodi-eventi storici e di trame echi-immaginativi che generano i vuoti e i pieni di un tessuto spugnoso. Per comprendere il tipo di operazione metodologica adottato, si consiglia di visitare il sito di Biostoria, la scienza & metodo dello sguardo che fa sfondo-nicchia al romanzo. Più il lettore si sentirà coinvolto nelle narrazioni e più l'autrice sarà riuscita a dare corpo di realtà ai tracciati della sua immaginazione. (link)

 




Il grido è l'inizio della vita che apre al respiro


Da un po' di tempo mi stava accadendo una cosa strana, prima di addormentarmi, visualizzavo una serie veloce di scene, come delle porte che si aprivano e si chiudevano, con delle sagome umane. Una sera fu così forte la percezione che iniziai a preoccuparmi: - Era, invece, solamente la mia mente che si era già messa in moto e mi stava mostrando il modo come strutturare il nuovo lavoro. Non so se a voi succeda, ma quando sto per scrivere mi capitano delle visualizzazioni che mi aprono a quelle trame che poi andrò a raccontare. Penso che noi sperimentiamo prima con il corpo e poi con il pensiero. Quando questo accade la scrittura assume una forza maggiore, un'aderenza più grande alla realtà che si mostra ai nostri occhi in tutta la sua complessa bellezza. In Il grido ho voluto creare un disordine di situazioni e tempi con dei personaggi appena abbozzati, che entrano ed escono da un groviglio di trame. Alcuni si incontrano, altri no. Il tutto può essere letto come un viaggio nella psiche che si nuove in uno spazio-tempo difforme da quello della realtà definita oggettiva: - Come se fosse una psiche trasversale che parla a sé di tutto. In questo tutto ho cercato di superare le divisioni di una logica a discipline scollegate, priva di interferenze di significati che rendendo schizati i saperi, li condanna ad essere estranei. In tale vecchio modo d'organizzare la coscienza colgo una "diffidenza" mal celata che rende aggressive le comunicazioni, oltre che incapaci a rendere lo slancio vitale della dimensione dell'incontro. Come dico in queste pagine è nell'incontro che si crea quella “scaglia” di tempo presente, così fragile, così vera e unica che rende possibile il rispecchiarsi e l'attraversarsi l'un l'altro. ... Antonia Colamonico, Premessa


Il grido: folata di racconti



Antonia Colamonico


Il grido


Folata di pensieri in forma scomposta

Il filo. Bari, 2011


orditi di trame

Carta di navigazione


1° Ordito

"ancora le parole... parole vecchie e nuove” Gioco a tessere pagine nuove sui fili antichi. Anch'io ho voglia di tramare i grovigli dei tuoi pensieri.

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Il filo - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Agnese Enrico Elena Carmen e Agnese Alessandro Mario Reginae Rachele Agnese2 Agostino Elena2 Regina e Sonia Luca Cristina Alessandro2


2° Ordito

Continuità dei tempi... il bandolo” Tra le ombre di una ragnatela smossa l'ago, paziente riportava da una stoffa antica la traccia di una presenza

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Il filo - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Enrico Agnese Giulia Cristina Mario Giacomo Agostino Enrico2


3° Ordito

"Il dono... la porta ” Misuravo le stanze della mia memoria, parete per parete. Appendevo le pagine delle mie consapevolezze, ad una a una. Spingevo i divani delle mie comodità angolo per angolo...

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Il filo - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Giacomo Cristina Alessandro I profughi Luigi Rita Sandra e Agnese Agostino


4° Ordito

"Fu così che l'abito vecchio cadde sopraffatto da quella duale dimensione ” … col suo occhio in negativo tutto imparò sulle miserie e sulle povertà, sulle delusioni e sugli inganni, sui tornaconti e sulle uccisioni

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Ed altro. - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Cristina Alessandro Mario Irene Rachele Caterina Elena Carmen e Agnese


5° Ordito

"Ordine del Caos... perdita del Tempo... ” Vorrei essere la chiave della perdita del tuo tempo. Vorrei essere il tuo sogno.

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Le filastrocche di Spazioliberina. - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Luca Alessandro Enrico Agnese Agostino Cristina Cinzia e Isabella


6° Ordito

"Cambiamento di stato... essere colore.” Voglio sfondare le linee e gli angoli, le strutture e gli schemi, essere io punto..

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Le filastrocche di Spazioliberina. - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Regina Eleonora Ernesta Agnese Luigi Enrico Cristina


7° Ordito

"I diversi mente... cuore...” Non interrogare la fredda mente se vuoi la vita, essa potrà darti solo versioni di mondi, non il Mondo

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Le filastrocche di Spazioliberina. - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Agnese e Giovanni Mauro e Agnese Salvatore e la “Famiglia” Alessandro Alessio e Agostino Cristina


8° Ordito

"Trasmissioni... giochi di intese. ” Ho steso in ogni stanza i fili delle parole... per schermare l'ombra dei tuoi timori.

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Il filo - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Enrico Agnese Marcello Cristina Caterina


9° Ordito

"Voce ai silenzi... Ricami di voli ” Nella notte... Orditi non gridati si tendevano alle bigamie dei pensieri per essere intessuti, come voci dei silenzi, nelle trame di poesie non ancora nate.

Da A. Colamonico, Le stagioni delle parole. Il filo - © Il Filo 1994.


Personaggi in ordine di apparizione

Domenico Angela Rossana Mattia Cristina Giacomo



Mappa Personaggi


Agnese, lo sguardo nella coscienza - Enrico, lo scienziato in crisi - Elena, la moglie di Luigi - Alessandro, la coscienza scientifica - Mario, l'informatico in crisi - Agostino, la coscienza religiosa - Luca, la vittima del dolore - Cristina, la coscienza bambina - Giacomo, la coscienza del vuoto morale - Luigi, lo schiavo del sistema a “logge” - Eleonora, la figlia di Giulia e Luca - Domenico, il figlio di Giulia e Luca - Mauro, amico di Agnese - Giovanni, ingegnere informatico - Mattia, la vittima del vuoto esistenziale - Carmen, l'amica di Agnese - Regina, la fidanzata di Alessandro - Giulia, la moglie di Luca - Caterina, l' infermiera di Giulia - Ernesta, l'infermiera - Rita, l'amante di Enrico - Profughi, le vittime dei confini - Sandra, l'architetto - Irene, l'amica di Regina - Rachele, il capo-ufficio di Regina - Cinzia, la ragazza madre - Angela, la sorella di Giulia - Salvatore, l'uomo della “Famiglia” - Marcello, l'editore - Rossana, l'accompagnatrice - Corpicino senza respiro, la tragedia storica



© 2011 - Antonia Colamonico - Vietata la riproduzione -




Il biostorico come figura di studioso della dinamica vitale,  ha uno sguardo differente, rispetto allo storiografo-ricercatore tradizionale; il quale osserva una dinamica dei fatti, ne analizza le successioni temporali, ne valuta le ampiezze dei campi di ricadute, ne verifica e interpreta le fonti-sorgenti, ne pesa le veridicità, le periodicità... per poi fare prendere a quell'insieme di vissuti, una trama-indirizzo a tessuto-disciplinare, da impiantare nella visione di realtà, da porgere così vestita alle generazioni future:
  • Nessuna azione nasce, priva di una proiezione di futuro, essendo questo il nodo-cardine da cui prende peso-valore la risposta-azione a tempo presente.
Il biostorico all'attenzione ai fatti, aggiunge un ulteriore campo di lettura, quello delle coscienze che muovo quei fatti.

Il suo è un occhio-mente a  due fuochi, a due versi-campi d'osservazione:

  • da un lato c'è un movimento fattuale che destabilizza gli stati dei sistemi in un tempo reale.
  • Dall'altro c'è una molteplicità di mentalità-coscienze con un'armonica di stati d'animo, a differenti gradazioni, che fanno da cassa di risonanza degli echi storici passati-futuri, per cui l'osservatore dalla mentalità biostorica, mente misura la portata storica di un accadimento, ne vaglia l'immagine-proiezione nella coscienza di chi agisce o subisce la risposta (meta-posizione).
Ogni scelta è un atto cognitivo che dà visibilità ad un immaginato. Ogni mentalità-identità può essere letta come il campo-contorno dell'affiorare di una risposta-fatto. Il limite dei telegiornali, ad esempio, è descrivere gli avvenimenti, sradicandoli dalle trame dei passato-futuri che fanno da solchi, come nell'aratura di un terreno, ai fatti-semi; per cui ogni fatto assume la dimensione di una bolla d'aria che si crea e scoppia, senza una relazione col passato o col futuro. Si hanno così le narrazioni di sequenze a fatti, snaturati  dai contesti:
  • Un delitto non nasce una mattina x, in una città z, ad opera di un uomo y, che in un momento b, si è trovato a passare nella strada k... ma è il risultato di una molteplicità di eventi-madre che lo hanno preparato e proiettato in una molteplicità di eventi-figli dei tempi-spazi futuri. Il caso è solo un limite di lettura dell'occhio narratore.
La frammentarietà di narrazione dei TG è solo un'impronta di lettura che il giornalista dà, per creare un effetto sonoro, per catturare l'attenzione di una famiglia che sta pranzando; non è una ricostruzione storica degli eventi della giornata, ma solo un rumore. Dietro ad un furto o un omicidio, dietro una protesta o una discussione parlamentare, c'è tutto un intreccio rappresentativo di situazioni a multi sguardi che restano area del silenzio. Tale area è quella privilegiata dall'osservatore biostorico che usa i fatti, quasi a pretesto per poter indagare e mappare i paradigmi da cui scaturiscono i nodi storici che danno il verso-indirizzo ai fatti.

Il campo di lettura, quindi, si allarga e include i detti e taciuti, i fatti e gli scartati, i voluti e i negati... da qui nasce la visione a spugna:
  • Il nodo chiave è la consapevolezza che ogni risposta alla vita, nasca da una mentalità di contorno-matrice alla risposta, per cui nel mettere a fuoco un'area di crisi o di benese storico, l'attenzione risulterà focalizzata e allineata necessariamente non solo lungo le traiettorie delle realizzazioni o reazioni, ma anche dei quadri di aspettative e di immaginazioni a cornice del gioco dei fatti.
  • Dietro ogni risposta storica c'è un pensiero/cuore che tra tante possibilità di possibilità, ha selezionato quella particolarità da porre a radice-fatto di una molteplicità di effetti derivati, che con effetto domino, scomporranno la realtà di quel dato tempo-spazio (nicchia) e l'apriranno alle nuove traiettorie delle future scelte, che resteranno per sempre vincolate a quel tempo o.
I
l grido, scritto nell'arco di un mese nel 2011, nasce da tale consapevolezza, è vuole essere uno spaccato di vite, di quotidianità spicciole, per  intessere un gioco caleidoscopico, di messa a fuoco di una molteplicità di stati d'animo, elaboratati intorno a dei fatti dalle ampiezze differenti, che in questa narrazione biostorica, fanno loro da contorno alle aspettative-ansie-speranze dei vari personaggi che ragionando sul significati dei perché e dei come, avvolgono i fatti in quel respiro primordiale che apre alla vita.

La narrazione ha un differente canovaccio  espositivo, rispetto ai saggi-quaderni, sono veloci sequenze che aprono-chiudono le varie scene, come una molteplicità di fotografie, disposte in ordine non cronologico e con una veste a finestre, che richiamano l'ordine dei racconti Ed altro (1993-1994) per cui il lettore dovrà necessariamente misurarsi con la sua curiosità a voler aprire-chiudere gli spazi narrativi e a sapere ricucire le trame che prenderanno spessore-ordine in relazione ai suoi viaggi di lettura.

Vuole essere Il grido un esempio di romanzo svincolato dalla struttura a libro.  E per chi avrà voglia di leggerlo e giocare ad aprire e chiudere le finestre-maglie, va il mio grazie.

Nella democrazia dello sguardo-mente non si impongono le letture, ma si porgono come folate scomposte, fogli sparsi, tracce di seminati che aspettano di essere raccolti e sistematizzati dallo guado-mente del destinatario che assume un ruolo attivo nella narrazione medesima.

 

Ogni scrittura è un seme e ogni lettore è un campo, in cui quel seme mette radici aprendosi alle nuove gemmazioni e fioriture.


Acquaviva delle Fonti, 29 Ottobre 2015

Biostoria-Quaderno n°2

pubblicato 25 ott 2015, 01:59 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 25 ott 2015, 05:18 ]



Antonia Colamonico

Biostoria

Verso la formulazione di una scienza nuova. Campi, metodi, prospettive.

Il Filo. Bari, 1998


Indice


https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/home/struttura/riversare/la-comunicazione/assenze%20111.png
Premessa


Era una domenica di Pasqua, lo ricordo molto bene, ero in casa e ad un tratto ebbi la consapevolezza di uno sdoppiamento del pensiero. Percepivo due ricordi di esperienze vissute, conservando la consapevolezza del presente, era come se tre presenze indipendenti di me si stessero incontrando in quel secondo di realtà. Mi fermai molto emozionata... per analizzare quello che stava accadendo. Avevo avuto una percezione a tre dimensioni di spazi, di tempi e di emozioni. Erano tre quanti di realtà passata-presente che si stavano intessendo. Per fissare sulla carta l'accaduto, mi improvvisai poeta, però era necessario trovare un modo per rendere la simultaneità dei tre ordini di pensieri e provai a scrivere una composizione di parole e immagini, in quanto non mi bastava un codice lineare. Nacque così la lirica Assenze, su riportata. Dopo scrissi la lirica La chiave con il ciclo di Le filastrocche di Spazioliberina e Fatto tempo spazio. Piano, piano stavo cominciando a riflettere sulla possibilità di potenziare l'organizzazione della conoscenza. Misi subito a fuoco che il limite ad una visione allargata che oggi chiamo approccio biostorico, era l'utilizzo di un semplice codice alfabetico e per questo lo affiancai a delle visualizzazioni grafiche o geometriche. Inizia a scarabocchiare fughe di linee, cerchi, punti, slogan di parole e mi resi conto che la mia mente era in grado di vedere gli enunciati, di proiettarli in tempi e spazi di passato-futuro e di elaborarli in ordini differenti di lettura. Isolando quel processo frattale di conoscenza, sono giunta inconsapevolmente a visualizzare un ordine complesso di lettura, velocissimo, fatto di ombre e luci, di presenze e assenze, di vuoti e pieni, di vicini e lontani: ordine che permette di cogliere il tempo dello spazio, come proiezione infinita di quanti di storia. Si dice che la nostra sia solo una percezione tridimensionale e che non ci è data la visione del tutto vitale; ma il non vederlo non significa che non si possano cogliere briciole di tutto, frammenti di ordini complessi che trascendano i limiti funzionali. Piccole porzioni di cosmo che strutturandosi in atomi e poi molecole, abbiano insieme volume e storia, spessore e tempo. 

Dall'Introduzione

Studiando in California l'evoluzione meteorologica, nel 1960, E. Lorenz scoprì per caso, quello che è chiamato l'effetto farfalla. Lo studioso americano aveva messo a punto un modello-giocattolo con il quale al computer studiava la dinamica dei venti e in uno di questi giochi si rese conto che due processi simili potevano differenziarsi e non conservare più alcuna affinità, se una variazione minima, come fattore aleatorio, subentrava a mutarne in uno dei due il percorso. La scoperta fu che quella che noi comunemente chiamiamo deviazione è l'elemento innovatore e scatenante (farfalla) che permette l'evolversi di un processo, come sdoppiamento. La dimostrazione della dipendenza dei sistemi reali dalle condizioni iniziali dei fenomeni, calata nella mia esperienza di ricerca epistemologica e metodologica nella storia, mi trova pienamente concorde.

Il nostro sapere si evolve sull'errore ed è proprio dalla rilevazione di due limiti strutturali interni alla ricerca storica che si può iniziare il viaggio di esplorazione nel universo biostoria. Leggendo i vari studi che illustrano il quadro complesso dei campi della ricerca storiografica, si possono individuare due nodi di fondo da sciogliere per una maggiore chiarezza metodologica:

  • 1. Il ritenere il futuro un campo poco interessante.
  • 2. L'utilizzare un'organizzazione delle informazioni obsoleta e frenante per una società che si evolve a tempo reale.
https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/home/struttura/assorbire/tempo%200.pngl primo limite nasce dalla domanda: perché lo storico ritiene il futuro un campo non storico? Osservando il quadro delle tendenze di ricerca, gli storici sono soliti parlare sempre di passato, solo ora si comincia a porre l'attenzione al presente e si avverte l'esigenza di un campo di lettura "oggi" da affiancare a quello "ieri"; ma la dimensione storica dell'uomo si struttura su tre piani che sono passato-presente-futuro; ed è proprio quest'ultimo l'elemento scatenante che dirige l'azione. Sono le linee progettuali di immagini future infatti che guidano i soggetti-società nella scelta delle azioni-risposte in tempo presente. In tale visione tridimensionale, inoltre non tutte le azioni possono assumere lo stesso peso storico: una scelta "a" non equivale  a  una scelta "b". Ogni linea di futuro si pone in rapporto soggettivo di interdipendenza con la stessa azione che l'ha tracciata in un dato tempo-spazio passato. Sono le linee o i fili, quali echi storici, le trame sottili del vivere che rendono rete il passato-futuro; mentre l'evento-fatto è il nodo-scaglia che concretizza la vita. Tale campo infinito-uno è lo spazio di lettura dello studio biostorico.

Il secondo limite è di tipo architettonico. Sono stati ampliati i campi della ricerca e come conseguenza le informazioni si sono più che quintuplicate, ma si continua a gestirle con la vecchia organizzazione del sapere. Il mutamento prodotto dal take-off delle conoscenze non è più leggibile con le sole strutture lineari, tipiche del taylorismo, elaborato dal sistema industriale. Provando ad effettuare una lettura di realtà con occhio eco-sistemico, si può constatare che in natura non esistono sistemi isolati, ma solo sistemi in sistemi più ampi. Ogni sistema-organizzazione, a sua volta, come insieme di elementi co-agenti, produce nel suo interno una forza di coesione, quale campo di attrazione, che gli permette di sopravvivere. Il campo trasborda il confine in senso stretto e tale andare oltre si traduce in bacino di attrazione per altri sistemi. Il sistema industriale, alla luce di tale visualizzazione, non è solo un'organizzazione socio-produttiva, ma anche politica, sociale, culturale, mentale, linguistica, metodologica, scolastica... Dato che quando si attua una perturbazione in un punto x in uno dei sistemi di appartenenza, inevitabilmente e irreversibilmente si determina un mutamento in tutto l'insieme sistemico (effetto farfalla), la crisi del nostro sistema di lettura-gestione delle informazioni storiografiche è dunque qualcosa di molto più profondo della semplice incapacità a sintetizzare l'enorme quantità informativa. Siamo di fronte alla revisione di tutto l'universo industriale.

Si può parlare di un vero e proprio collassamento di tutto il paradigma di conoscenza e di rappresentazione non solo della disciplina storica, ma di tutta la situazione storica, in cui essa si è definita. Bisogna scoprire un nuovo modo di osservare, di leggere, di muoversi nelle informazioni, di organizzare, superando i tetti-limiti di conoscenza che la riducono a linee uni-dimensionali di lettura, appena sufficienti per un sistema industriale, insufficienti per uno informatico. Occorre attuare un salto gnoseologico che, inevitabilmente, produrrà un ordine diverso di catalogazione-gestione del sapere storico con effetto di ricaduta su tutti gli altri campi disciplinari. Necessita una rivoluzione prima di tutto utopica e poi topica della rappresentazione della realtà...

Biostoria come oggetto cognitivo, iniziò a porgersi nel 1992, quando in Fatto tempo spazio fu disegnata un'ipotesi di nuova architettura a rete-finestre del Sapere storiografico, a superamento della vecchia periodizzazione (Antichità-Medioevo-Età moderna) di C Cellario (1634-1707). In tale studio la storia acquisì il significato di vita come fatti o eventi o atti o azioni che si compiono e prendono corpo in uno spazio 0 di presente. La storia così rivisitata, si poneva come la vita che si realizza o si fa, a tempo 0, in tutti gli spazi universo; mentre la conoscenza prendeva il significato di immagine-costruzione dei fatti di vita. E che cosa è la vita se non il susseguirsi di eventi, quali, quid o quanti che si attualizzano per poi perdersi nello spazio universo! La conoscenza a sua volta è un risalire quelle perdite, ordinandole, delimitandole, catalogandole... Essa come un fattore a posteriore non riproduce gli eventi, bensì le immagini discrete di essi, soggettivamente ponderati...

La scienza biostorica, quale campo infinito-1, si pone come un nuovo paradigma di conoscenza che potrà nel tempo insegnare a rispondere a molte domande sulla produzione di futuro e questo è forse l'aspetto più interessante di tale cosmologia...
Antonia Colamonico


lenti di lettura


Proiezione di lettura, a occhio oggi.

Il quaderno n° 2 - Biostoria, verso al formulazione di una nuova scienza. Campi , metodi, prospettive - fu scritto a cavallo tra il 1993 e il1994, da subito non ebbe vita facile, sotto molti aspetti non ne ha ancora. 

In molti ho letto una nota di disagio quando si sono misurati con le mie carte, poiché vi hanno letto uno forma di spaesamento che andava a perturbare le sicurezze di lettura, le comodità storiche:

  • Un editore napoletano fu molto esplicitò, quando lo incontrai, mi portò nel deposito dell'azienda e mi mostro i quintali di libri stampati e già imballati per essere spediti, le sue parole furono:

    • se la sua lettura storica dovesse prendere piede, cosa ne facciamo di tutti questi testi?

  • Un altro editore bresciano mi disse che avevo costruito un carrarmato per sparare ad una mosca; non aveva mai sentito parlare di teoria del caos o forse l'aveva letta senza comprenderne l'ampiezza di lettura.

  • Un ispettore scolastico barese pose il suo veto ad un editore locale che mi aveva già dato l'assenso per la pubblicazione. Nei suoi occhi colsi la paura nel visualizzare le mappe concettuali, all'epoca in molti non sapevano come leggerle e mascherò la sua ignoranza adducendo che la casa editrice non poteva pubblicare tutte le proposte di letture senza il pericolo di innescare un fallimento. Fu profetico, la casa di lì a qualche anno fallì, mentre biostoria vive.

  • Una nota casa editrice barese mi rispose che era una bella lettura della realtà, ma non essendo io un'accademica, per l'editore ero un rischio economico.

  • Un mio prof. di pedagogia dell'ateneo Barese, all'epoca preside di facoltà, non vole scrivermi la nota di presentazione alla pubblicazione (1998), adducendo come scusa che per amministrare la facoltà, aveva finito con il trascurare la ricerca. E quindi non se la sentì di rischiare la sua rispettabilità con una materia a lui oscura.

Nel 1998 misi fine all'attesa e pubblicai il quaderno con il Centro Studi Biostorici, il Filo. Un caro amico grafico, Francesco Lananna (Studio Lananna Via Sparano, 162. Bari) che aveva in precedenza curato il fascicolo Biostoria, prime carte di viaggio - Art Direction Carlo Curci  (Bari, 1997), impaginò le mappe e il testo, dandogli la veste grafica attuale:

  • Ricordo ancora quella mattina, quando mi recai presso il suo studio per correggere le bozze e lui mi accolse con la scrivania tutta tappezzata dalle mappe-carte che aveva stampato per gioco e sorrideva. Era emozionante vederle tutte assieme così disordinate, davano la sensazione dell'Ordine del Caos. Fu lui a voler dare all'indice la forma di quadro (foto), per caratterizzarne la diversità dell'occhio.

Francesco Lananna ha curato anche l'impaginazione-stesura di Ordini Complessi. Carte biostoriche di approccio ad una conoscenza dinamica a cinque dimensioni. Il Filo 2002

Dal giorno in cui ebbi nelle mani il quaderno nella sua bella veste grafica, iniziò la mia azione di divulgazione del nuovo paradigma. Non ho mai venduto una copia, ho sempre regalato il libro, con un po' di rimproveri da parte della mia famiglia:

  • Ma come si può vendere il cuore?

Biostoria era la parte più profonda della mia Coscienza, avevo acceso un riflettore sulla mia capacità ad osservare e ad estrapolare informazioni, ed era nata lei. La chiamavo, ridendo con mio figlio, la mia bambina Spazioliberina, mentre lui Marcello era il mio bambino Spaziobirichino; lui l'anima matematica, lei l'anima poetica della nuova Società a Democrazia Planetaria.

Credo che in tutto di copie ne abbia donato un centocinquanta, non di più, ma l'effetto è stato moltiplicativo, esponenziale, se si misura l'ampiezza dello spazio di ricaduta. Oggi ho dei fedeli lettori in tutti i continenti, grazie anche all'evoluzione della rete e alla politica di Google che mette a disposizione, gratis, gli spazi per costruire siti e blog, altrimenti non averi avuto i mezzi materiali per amplificarne le trame e l'informazione.

Il Quaderno è stato un biglietto da visita che mi ha permesso di relazionarmi con menti italiane e straniere ad altissimo livello organizzativo, cognitivo e soprattutto umano; pur rimanendo confinata, nella mia piccola casa di provincia. Come dico spesso ai miei amici:

  • l'umanità è venuta a me ed io ho solo filato le parole, depositandole nelle nicchie-nido a spazio-mondo!

Nonostante il moltiplicarsi dei siti e dei blog, in molti ancora non riescono a comprendere Biostoria, poiché non possiedono la topologia dello sguardo a campi-finestre-maglie, unica capacità osservativa, in grado di far leggere gli ordini multipli a campo profondo, che nel libro chiamo la Sintropia del Caos.

La presa di realtà di un'idea si misura da come le sue particelle, a parole, siano divenute nodi-comuni dei discorsi, oggi infatti tutti iniziano a parlare di finestre, di nicchie, di ombra/luce nelle letture, di ordini a multi sguardi, vincolati ai punti di vista, di apertura logica della mente, ma ancora in tanti, nonostante il loro dire e il loro scrivere, la visione a occhio-eco-biostorico è una scatola chiusa, poiché non riescono a focalizzare la sintropia del Caos che apre alla mente democratica:

  • La democrazia, prima che un sistema politico o giuridico o economico, è un'organizzazione mentale-cognitiva che richiede quell'occhio-sguardo de-coordinato di Spazioliberina, che sa muoversi nella realtà, filandola e sfilandola in ordini multiplo-informativi, a logica aperta. Da tale logica, aliena alle generalizzazioni preconfezionate, possono nascere gli slanci del cuore, dall'etica gentile, che allargano lo sguardo-pensiero al Tutto della vita.

Il nuovo salto di paradigma richiede una nuova topologia non solo dell'ordine di lettura, ma della forma-mente-sguardo, quale capacità a leggere i sincronismi degli spazi-tempi e dei significati, in un solo colpo d'occhio (occhio di mosca), azione che richiede una mente de-coordinata, come visualizzata nelle poesie di Il Filo, 1994.

Tale abilità, una volta identificata come naturalezza costruttiva della mente-pensiero di ogni uomo, è possibile leggerla negli occhi di un interlocutore, in quanto si genera una lieve discrasia nell'allineamento delle pupille, una lieve forma di quasi astigmatismo che rende la visione a due fuochi.
Naturalmente il leggerlo richiede competenza osservativa che con la
lente biostorica si acquisisce, di qui nacque l'idea di aprire una Palestra della mente nel 2002.

Non tutti, infatti, riescono a notare tale abilità cognitivo-elaborativa a pensiero sdoppiato, essendo il tempo a occhio de-coordinato di brevissima durata, solo una breve frazione di secondi e per leggerla necessità guardare, fisso negli occhi, l'interlocutore e identificare, al volo, le aperture dei tòpoi in cui il suo pensiero si sta muovendo:

  • Gli occhi sono lo specchio della coscienza, guardarsi negli occhi è alla base di una vera comunicazione che non si organizza sui sensi preconfezionati dalle logiche stantie, ma su quelli che prendono verso-direzione di volta, in volta in relazione all'iter di costruzione emittente/destinatario, in una situazione concreta a tempo 0.


Acquaviva delle Fonti, 24 Ottobre 2015





Nella dinamica della vita esiste una sola forma di bellezza, che si acquisisce con l’atto della nascita:

 - La bellezza data non dall’appartenenza ad una categoria, ma dal semplice essere la categoria! ...
Occupare uno spazio, consumare un tempo, esprimere una forma… sono queste le qualità che fanno di ogni essere vivente un cittadino della storia.
Da Antonia Colamonico. Quale logica per un reale cambiamento in una Società a dimensione Planetaria? 2009.

... Amava vedere negli occhi le cose pensate, dette, taciute. Gli occhi, per quanto si possa essere bravi, sfuggono alla mente che sa creare le trappole con gli ammiccamenti e i raggiri del dominio. Ogni occhio ha una sua particolare pagliuzza di luce e ciascuna pagliuzza una molteplicità fratta di intensità luminose. Nell'occhio si fissa il guizzo vitale che rende il presente una scaglia di storia. Imparare a leggere il guizzo d'occhio è una forma d'esercizio mentale, un allenamento per accelerare l'intreccio tra neuroni e segnali che perturbandosi e allacciandosi danno corpo agli stati di pensiero da cui germogliano, come un fiore rosso di geranio, le risposte alla vita. Da Antonia Colamonico. Il Grido. 2011.




Evoluzione delle trame di Biostoria
scienza & metodo dello sguardo multi-proiettivo

  • Non puoi aspettarti di vedere al primo sguardo. Osservare è per certi versi un'arte che bisogna apprendere. W. Herschel



Biostoria-Quaderno n° 3

pubblicato 08 ott 2015, 03:56 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 27 ott 2015, 00:15 ]

La Storia è bene ricordarlo, è la Vita. Antonia Colamonico

Copertina libro: A. Colamonico. Ordini Complessi. Carte biostoriche. Il Filo, Bari 2002.




"...il pensiero occupa un suo spazio-tempo ed  assume una forma a spugna... La capacità ad organizzare gli ordini complessi mentali passa per la quinta dimensione di lettura... imparare a ragionare in simultanea su più registri informativi permette il take-off delle conoscenze..." 
da A. Colamonico. Ordini Complessi. Carte biostoriche di approccio ad una conoscenza dinamica a 5 dimensioni. (2002)


Ordini Complessi

Carte Biostoriche di approccio ad una Conoscenza Dinamica a cinque dimensioni

Antonia Colamonico

Il Filo. Bari, 2002


Dalla Premessa:

“… Credo che una delle prime cose d’apprendere, sin da bambini, sia quella d’imparare a muoversi autonomamente nel labirinto del sapere, per educarsi all’esercizio della libertà. È stato proprio il mio voler insegnare ai miei alunni a vedere i processi di apprendimento insieme agli apprendimenti che mi ha portata, inconsapevolmente, a visualizzare la dimensione necessaria allo sviluppo di un occhio biostorico a campo profondo che permette lo sdoppiamento delle linee del pensiero e offre la possibilità di lavorare in simultaneità su più ordini di conoscenze, attraverso l’acquisizione della quinta dimensione di lettura…




Biostoria Quaderno n° 3

Il Gioco Vitale





Ordini Complessi

Carte Biostoriche di approccio ad una Conoscenza dinamica a cinque dimensioni

Antonia Colamonico

Il Filo. Bari, 2002


Indice dei campi - L’organizzazione teorica della realtà


Primo Campo – Ipotesi di viaggio nella conoscenza

“… gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo…” G.P. Bono

Introduzione

Prima finestra – Il campo di’osservazione
  • La finestra storiografica
  • Esempio di costruzione di una finestra storiografica

Seconda finestra – Il campo universo

  • Esempio di costruzione di un campo rete-universo

Terza finestra – Il campo d’evento

  • Esempio di costruzione di una mappa esplorativa di campi e di effetti di evento

Secondo campo – L’ordine biostorico

“…Una volta che si è entrati nel meccanismo e si è capito il paradigma, si può veramente cominciare a misurare cose e a pensare sulle cose in modo nuovo. Si vedono le cose in modo diverso. Si ha una nuova visione. Non è affatto uguale alla vecchia visione, ma è molto più ampia…” C.H. Scholz

Introduzione

Quarta finestra – Il quanto storico e il quanto informativo

  • I fili-approcci di lettura degli eventi
  • Esempio di costruzione di una maglia storiografica e di un gioco di lettura

Quinta finestra – L’eco storico e i tempi di lettura

  • Esempio di costruzione di una lettura a campo profondo

Sesta finestra – La traslazione di evento e la costruzione di realtà

  • Esempio di costruzione di un ordine a nuclei tematici


Terzo campo – La rete informativa immaginativa e la coscienza

“…io sostengo che l’umanità ha avuto più di un inizio. L’umanità non è nata una volta per tutte, è nata diverse volte e io sono tra quelli che sperano in una nuova nascita…” E. Morin

Introduzione

Settima finestra – La dimensione storica e gli ordini di realtà

  • Esempio di soggettività della percezione

Ottava finestra Il soggetto lettore-attore-abitante nell’organizzazione del proprio io e dei propri spazi

  • Esempio di funzionalità dei vincoli esplorativi e delle carte d’osservazione

Nona finestra – Gli ordini multipli

  • Valenza della quinta dimensione di lettura per un pensiero al plurale
  • Esempio della portata storica dei vincoli di valore nella costruzione di realtà


Indice dei fuori campo - Le visioni metaforiche a contorno della  realtà eco-biostorica, da Le stagioni delle parole, 1994. Inedito

  • L’abito
  • Libertà di costruzioni costruzioni di libertà
  • Il dono – la porta
  • Il salto
  • Discontinuità di tempi andate e ritorni – il fuso
  • Echi
  • L’angolazione la dinamica della libertà
  • La finestra
  • Tessuti il filo
  • Il sogno
  • Il grido calici di poesie
  • I diversi - mente/cuore


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... attraverso tale processo (topologico) (l'osservatore-soggetto storico) scinde lo spazio-tempo e nel frattempo vincola la sua conoscenza alle emozioni provate, alle aspettative di risposte elaborate, alle mappe concettuali tracciate, alle ipotesi di effetti immaginate, alle risposte percepite, al grado di benessere/malessere esperito. Così vincolati gli echi storici si collocano in sensi definiti di spazi interni/esterni, chiusura questa che non esclude in un tempo futuro dell'apertura ad un nuovo senso-direzione, attraverso la riorganizzazione di scale-bisogni-aspettative-azioni-impressioni. Ogni passaggio, da un senso ad un altro, implica un salto di coscienza, inteso come una rielaborazione delle mappe-valori-risposte. Ogni passaggio da un ordine ad un altro può essere letto come un disinnamoramento/innamoramento, per questo si possono leggere i mutamenti di percorsi e d'identità. I salti implicano le diverse sfaccettature dell'esistere che fanno dell'io-habitat una realtà molteplice e organica insieme. La capacità a graduare il movimento del campo interno/esterno, porta l'occhio osservatore a misurare, ad esempio, il tempo secondo direzioni e velocità differenti. Si può così parlare di tempo oggettivo o di tempo soggettivo:

  • il primo è il tempo quanto-fisico che può essere letto, attraverso una scala temporale variabile fatta di nano-secondi, secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, secoli, millenni, ere; e può assumere una direzione, una durata, un ciclo, che permettono di misurare l'inizio-fine dei fenomeni, oltre alle cronologie.

  • Il secondo, quello psicologico, con una velocità differente che si può dilatare o richiudere come una pupilla colpita da un raggio di sole, in base alle emozioni e alle attese di risposta che rendono lo scorrere della vita; ora più veloce, ora più lento, ora fermo in una riflessione, ora fulmineo in un'azione. Il primo è il tempo irreversibile, segue una (freccia) direzione verso l'infinito futuro: il seme diventa albero e non può più tornare seme. Esso ha un ritmo e una scansione che non sono né i ritmi e né le scansioni del tempo psicologico. Il secondo reversibile con una direzione a salti secondo un percorso a doppio verso passato-futuro che lo rende rovesciabile. Sia l'uno, sia l'altro sono tempi reali, naturali poiché producono delle perturbazioni di campo con effetti di ricaduta.

Si può porre anche un terzo tempo, quello storico, inteso come il tempo del rapporto io-habitat che può essere letto come un processo discontinuo: il continuo è relativo alla caduta-scia di evento come le variazioni perenni dei campi, ed è la visione oggettiva; il discontinuo come il tempo d'elaborazione di risposte alle dinamiche di eventi, tra l'emittente/destinatario che prevede una membrana confine tra i due (zona d'ombra-buio). È bene precisare che la discontinuità è dovuta più alla incapacità di lettura che alle fasi del processo storico: - sono i bui visivi e informativi a creare l'assenza che si può porre come un vuoto.

L'occhio-mente proprio cogliendo questa intermittenza, impara ad immaginare risposte possibili nelle pause di evento e tale immaginare è l'elaborazione di carte di spazi futuri-passati possibili. La realtà non equivale all'immaginare, ma l'accesso ad essa è solo un'immaginazione. L'immaginazione è la facoltà mentale che permette di essere l'altro protagonista del gioco vitale e nello stesso tempo il lettore di realtà. Giocare significa rispondere e rispondere capire; capire a sua volta significa scoprire il gioco, cioè leggerlo. La costruzione di immagini è strettamente connessa alla capacità di interagire con il sé e con l'habitat, ne scaturisce che:  + immagini = + capacità d'azione / - immagini = - capacità d'azione. Il processo di apprendimento essendo funzionale alla vita, diviene di conseguenza l'unico vero bene da perseguire per l'io individuale, sociale, cosmico. Da questo viaggio di esplorazione sull'organizzazione della conoscenza, scaturisce il valore bio-storico delle capacità elaborative ed organizzative della mente umana: -l'immaginare non è più una semplice dimensione astratta, limitata ad alcuni ambiti disciplinari, visti spesso fumosi e superficiali, ma piuttosto la stessa molla dell'azione-risposta storica. Il soggetto può essere un osservatore, un attore e un abitante nella misura in cui sa ideare, immaginare, pensare, ricordare, sognare, apostrofare, delimitare, datare, confrontare, comunicare lo spazio che lo contiene e, attraverso tale molteplici azioni, egli potrà appropriarsi di sfere sempre più grandi d'infinito. ...




lenti di lettura


Proiezione di lettura, a occhio oggi.

Il quaderno scritto durante l'inverno del 1995, si presenta come la trama profonda della lettura della nuova epistemologia, Biostoria.

Nella stesura si cercò di trasmettere la dimensione del volo (lettura a frattali) che nasce dalla costruzione della realtà, a vuoto/pieno (porosità della vita, la spugna biostorica). Il volo può essere letto, dalla Coscienza-Pensiero di ogni uomo, come un viaggiare dell'occhio-sguardo tra le situazioni a tempo-reale (t. 0), le prese dei fatti, e le proiezioni immaginative che schiudono, nella mente, la dinamica degli campi-echi informativi, in quanti luce-abbagli che danno il valore-certezza di verità storica.

L'arbitro-bussola cognitiva dell'attribuzione del valore-significato informativo che evolve un eco in fatto-fattibile (che può essere rifatto) e
, quindi, spendibile in una nuova pagina di presente, è la Coscienza-Pensiero del soggetto (ogni uomo), osservatore-attore-abitante della Vita.

Nella stesura, per conservare il carattere d'intermittenza della presa di realtà-verità, fu scelta l'organizzazione a Campi-finestre-maglie (indice), isolata in Fatto tempo spazio (1993), per cui la lettura nasce da una forma di cannocchiale mentale a più lenti-gradazioni che, graduando le ampiezze degli osservati-contorni di lettura, può dare, per chi sappia vederlo, la visione di una costruzione a zoomate a piani-fuochi miscelati di lettura che rendono dinamico non solo l'occhio, ma la stessa mente-pensiero nel rilavare le sfumature dei significati e le relazioni non espresse e non emerse dei fatti storici:
  • è bene precisare che quando si parla di storia si intende la vita tutta mentre per storiografia i racconti sulla vita. Tutti i campi dello scibile sono letture-disciplinate, cioè ordinate, contornate e impaginate in un narrazione, dall'osservatore-ricercatore, che selezionando fatti, linguaggi, formule, modelli, argomentazioni, valori... rende disciplinate le informazioni in un contenitore scientifico-artistico. Ogni lettura ha una valenza storica, circoscritta al campo-contorno stesso di lettura, che si pone a finestra-lente dell'osservazione sui fatti.
L'impegno per mettere insieme il disordine disciplinare di tutte le conoscenze, effetto di frantumazione nel tempo, per effetto moltiplicativo delle informazioni-organizzazioni locali, ha richiesto una notevole concentrazione e capacità astrattiva, ma alla fine della fatica, l'effetto del nuovo scenario fu così dirompente da lasciare la medesima autrice, esterrefatta. Infatti il quaderno fu sigillato e conservato, infondo ad un armadio per ben sette anni; non essendo i tempi storici maturi al salto di prospettiva e nel contempo le coscienze individuali non preparate ad accogliere l'Ordine del Caos come la moltiplicazione esponenziale della conoscenza.

Solo nel 2002, dopo un lavoro preparatorio e divulgativo oculato, a piccolo as-saggio, di complessità, il lavoro fu stampato. L'effetto fu dirompente, apri le porte dei circoli chiusi della conoscenza, permettendo la tessitura di una fitta rete di scambi comunicativi, non solo con letterati, artisti e storici, ma con sociologi, epistemologi, psicologi, biologi, fisici, matematici e scienziati, già immersi nella Complessità.

Oggi lo sguardo eco-biostorica si sta divulgando a macchia d'olio e sta segnando il salto epocale tra il vecchio sguardo (a paradigma moderno) e il nuovo  che apre alla visualizzazione di Civiltà Planetaria della Conoscenza.



Acquaviva delle Fonti, 8 Ottobre 2015


Ideatrice e teorica della scienze & metodo Biostoria



Un'anticipazione: Quaderno di Biostoria n° 10

Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi

Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze

Antonia Colamonico

La Società della Conoscenza in una Democrazia Planetaria


Biostoria-Quaderno n° 1

pubblicato 06 ott 2015, 03:01 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 06 ott 2015, 06:44 ]


Da A, Colamonico. Fatto Tempo Spazio. OPPI, Milano. 1993



La 1
a Finestra Storiografica (historiographical window). (da A, Colamonico. Fatto tempo Spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia. OPPI Quaderni, Milano 1993, p. 22.)


L’aver aperto una finestra sul firmamento storia ha permesso ai miei ragazzi di volare e di proiettarsi nel futuro. Antonia Colamonico


Fatto tempo spazio

Premesse per una didattica sistemica della storia

https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/_/rsrc/1283887429612/Home/fatto%20tempo%20spazio%20libro.jpg?height=240&width=320

Antonia Colamonico

OPPI. Milano, 1993



... transitività delle discipline: l'Era delle Informazioni implica il superamento di un sapere ad ambiti disciplinari chiusi, in grado di differenziarsi in sotto campi di studio che fanno perdere di vista l'unitarietà della vita. Necessita una conoscenza a finestre che sappia muoversi con agilità in campi differenti, sviluppando un linguaggio polisemico, aperto a più significati. (da A. Colamonico. Biostoria Scienza&metodo per un pensiero al plurale. Prime carte di viaggio. © Il Filo, 1997.)


Da Nota dell’autrice:

 ... l’intuizione che mi ha portata alla proposta di rilettura a maglie-finestre dell’intero sapere storico, scaturì da un gioco su fatti e personaggi che un pomeriggio stavo facendo con mio figlio, allora di quattro anni. Attraverso la visione di cartoni animati egli era giunto, spontaneamente, ad organizzare una serie elementare di informazioni storiografiche, secondo categorie analogiche.

Ricordo che questo mi fece molto riflettere sulla diversità tra il mio modo di procedere, secondo una successione cronologica e il suo saltare qua e là, liberamente, da un ricordo ad un altro. Fu così che nacque in me l’idea di attuare un’inversione “pedagogica”: invece di organizzare il suo sapere, secondo il mio modello sequenziale temporale, cercare di rileggere le mie conoscenze con i suoi occhi.

Focalizzai, immediatamente, che il suo modo di muoversi nelle conoscenze era secondo uno schema spaziale a scacchiera, il quale gli permetteva di costruire una serie differenziata di collegamenti fattuali, attraverso dei salti che acceleravano i tempi conoscitivi.

Ricordo che tale scoperta mi colpì così tanto che decisi di abbandonare per un po’ lo studio della storia e di dedicarmi esclusivamente allo studio delle dinamiche di apprendimento e di organizzazione reticolare dell’informazione tipiche del sistema informatico.

Contemporaneamente in classe con i miei allievi, cominciai a costruire dei piccoli modellini che per analogia applicavo a fatti storiografici, anche lontani nel tempo-spazio, per cogliere le relazioni, le somiglianze, le diversità… Via, via che procedevo in questo gioco, per sistemare le informazioni che si moltiplicavano, iniziai a ipotizzare e visualizzare, con grafici, le dinamiche evolutive della conoscenza e della storia, sino a giungere ai concetti di rete, nodo, maglia.

Oggi, a distanza di alcuni anni, dopo una serie di verifiche, ho constatato che attraverso la diversificazione degli angoli di lettura dei fatti e possibile attuare:
  • l’accelerazione dei tempi di apprendimento,la sistemazione topografica dei concetti,la visualizzazione dei dualismi fattuali-interpretativi, il superamento della semplice valenza ideologica nell’organizzazione delle informazioni. ...



Da Premessa: …l’uomo si differenzia da geranio, dal sasso e dal cane perché ha coscienza, cioè memoria del proprio essere che diviene. Uno studio che non faccia nascere la coscienza non è dell’uomo, ma del geranio, del sasso, del cane…”




https://sites.google.com/site/biostoriamappe/_/rsrc/1374743876304/home/le-carte-di-lettura/quadri-di-poesie/caos.pngIndice
  •    Disordine - ordine
  •     La rete
  •     I piani della rete
  •     La maglia storiografica
  •     La produzione dei fatti
  •     L’appropriazione-trasposizione dei fatti storiografici
  •     La dinamica e la lettura del processo storico
  •     Ipotesi di costruzione della struttura chiave
  •     I dualismi del processo storico

lenti di lettura

Proiezione di lettura, a occhio oggi.


Il quaderno scritto durante le vacanze di Natale del dicembre 1991 si presenta come la chiave di lettura per l'accesso metodologico alla nuova organizzazione esplorativa di realtà (1985) a corpo uno/tutto, in cui l'osservazione, la riflessione, l'immaginazione, l'emozione si fondono in un sistema ordinativo a svincoli copulativi (la logica aperta di Spazioliberina) che aprono ora ad una poesia, ora ad una analisi storiografica, ora ad una indagine sintattico-grammaticale, ora ad una riflessione geometrica o fisica, ora ad una dimensione filosofica.

La rotta di lettura è puntata all'approdo della costruzione di Coscienza storica, coesa, a multi-sguardo che abbia consapevolezza di essere un uno/tutto molteplice, aperto ad una realtà io-mondo-infinito.

L'aspetto interessante del lavoro fu nell'organizzazione della stesura di esso che non corrisponde all'organizzazione uni-lineare del quaderno-libro odierno, così come si presenta al lettore, ma multi-lineare, essendo stati utilizzati 3 quaderni, scritti in parallelo ora l'uno, ora l'altro e l'altro ancora, seguendo le associazione di parole-ideazioni che spostavano l'asse-lettura/scrittura da un campo all'altro, con una successione cubica di spazio a 3 coordinate (la costruzione della maglia-rete storiografica; la produzione-lettura dei fatti storici; la struttura-chiave dell'organizzazione a occhio multiplo dei fatti):

  • In quel periodo storico non c'erano ancora l'idea di finestra e quella di ipertesto e di internet, purtroppo nella pubblicazione tale volumetria è stata persa. Ma il saggio conserva, ancora, una nota di ariosità che il lettore coglie, infatti fu molto apprezzato sia in ambiti scolastici che scientifici, per la novità metodologica che introduceva, in quanto mutando l'approccio di lettura, automaticamente si trasformava l'architettura-spaziatura della mente-pensiero e per effetto domino di ricaduta, il senso-verso dei giudizi storici.

In molti compresero questo e mi piace ricordare in particolar modo:
  •  Padre Don Mario Reguzzoni, l'editore che mi disse: "Hai disegnato l'occhio di Dio, per la sua Vigna!" quando presentai la prima volta Biostoria nel 1995 al convegno OPPI a Ponte di legno .
  • Il Prof. Angelo Rovetta Direttore editoriale di OPPI-Quaderni, che mi aprì le porte del Centro di ricerca milanese ed è stato il primo lettore ufficiale del quaderno. 
  • Il Rettore dell'Università di Bari, Prof. Aldo Cossu, che vide la portata geometrica dell'organizzazione del pensiero e me la comunicò in una lettera di elogio che conservo caramente, data la grande apertura mentale dell'emittente, ancora oggi ricordato come uno dei massimi studiosi della Geometria in Italia.
  • Il Prof di chimica-fisica dell'Università di Firenze, Paolo Manzelli che mi volle nel gruppo di lavoro del Centro di Ricerca Open Network for New Science (Firenze) poiché lesse nelle mie carte scomposte un nuovo orizzonte per la ricerca non solo pedagogica, ma scientifica.
  • Il sociologo ed epistemologo, Prof. Edgar Morin che mi aprì le porte dello spazio-Mondo, segnalando la mia ricerca, in USA al Prof. PhD Alfonso Montuori, il quale mi commissionò l'articolo Edgar Morinand Biohistory: the story of a paternity per la rivista World Futures, nel 2003, in cui traccio i contorni dell'occhio-a multi-sguardo.
  • Il matematico, PhD Marcello Mastroleo, destinatario privilegiato delle filastrocche di Spazioliberina e del quaderno stesso (dedica), che chiamò nel 2010 la nuova architettura eco-biostorica un modello di mente multi-proiettiva.

Acquaviva delle Fonti, 6 Ottobre 2015

Antonia Colamonico



Un'anticipazione: Quaderno di Biostoria n° 10


Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi

Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze

Antonia Colamonico

Evoluzioni di Echi - Incipit

Biostoria - quaderno-saggio n° 4

pubblicato 02 ott 2015, 06:33 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 06 ott 2015, 03:12 ]

La Società della Conoscenzahttps://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1374508685993/home/struttura/trattenere/finestra%20universo.png

Alla Palestra della Mente

Quaderno di Biostoria: n° 4


L'accesso alla Realtà implica l'apertura di una finestra.


Costellazioni di significati

per una topologia del Pensiero Complesso


Antonia Colamonico © 2006. Il Filo S.r.l. – Bari











Lo spazio topico: il campo dell’io

Lo spazio atopico: il campo del tu



Lo spazio utopico: il campo dell’infinito


Ogni lettura è un incontro che presuppone il con-senso del lettore a lasciarsi perturbare dal flusso informativo, autorizzando lo scrittore a fare spazio, negli spazi segreti della mente, senza opporre una resistenza, lasciandosi destrutturare per meglio capire. Quel meglio, segna il limite/frontiera che permette l'evolversi della conoscenza da ap/preso a  com/preso (logica mente/cuore di Spazioliberina) in un'autentica com/unicazione. Questa è dono di sé, tra l'io-lettore e l'io-scrittore, che vicendevolmente su quel confine di bene storico, hanno intrecciato gli echi informativi, come uno spezzare il pane del sapere, proiettandosi insieme, così annodati, nelle incognite del domani.

Antonia Colamonico

Nota autrice: Quando resi pubblico il quaderno, alcuni amici scienziati mi rimproverarono, con dolcezza, perché avevo mischiato la scienza con la religione che data la diatriba che fa da sottofondo al contrasto fede-ragione, avrebbe urtato la sensibilità dei lettori scientifici. La loro lettura si è rivelata veritiera.

L'uscita del quaderno mi creò un vuoto-isolamento, ma quello che in tanti non capirono e forse non capiscono ancora è che la medesima Cultura odierna, se letta con una lente-finestra a campo allargato che ne visualizzi le maglie-trame profonde, è nata intorno alle visioni religiose, questo vale per tutte le Culture:
  • Se si vuole risalire la cresta della formazione stessa del giudizio storico e a tale matrice di significato che necessita ritornare.
L'aspetto curioso fu che neanche gli ambienti cattolici presero bene la cosa, essendo la scrivente non riconosciuta come persona qualificata a trattare le cose sacre.

Oggi a distanza di anni ciò mi fa molto sorridere. Credendo nella Vita, da cantore della Vita, mi è giunto un aiuto inaspettato da "l'altro mondo":
  • Papa Francesco che sta dando una dritta a tutta l'inquadratura di lettura Occidentale.


Venerdì, 2 Ottobre 2015. Ore:10,21.

Acquaviva delle Fonti (BA) -Italy

Antonia Colamonico

(biostorica e a tempo perso poeta o poeta e a tempo perso biostorica)




Un'anticipazione: Quaderno di Biostoria n° 10




Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi

Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze

Antonia Colamonico

Copertina

Quaderno n°9 Il Paradigma Eco-biostorico

pubblicato 03 mar 2015, 07:08 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 04 mar 2015, 02:10 ]

Oltre la Complessità: Il paradigma Eco-Biostorico


di Antonia Colamonico © 2015






"... Solo conoscendo l'uomo allarga l'orizzonte del reale; il reale a sua volta, con la conoscenza, acquista un valore-significato nella coscienza:
Non esiste per l'uomo una realtà senza coscienza e non esiste una coscienza senza realtà.
..." (Da A. Colamonico. Fatto tempo spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia, p.23 -24. Oppi, Milano 1993).


In chiave di lettura eco-biostorica necessita un processo d'immersione nella vita, per svincolarsi dalle generalizzazioni che sono una riduzione cognitiva (realtà di carta) funzionale alle memorizzazioni storiografico-disciplinari, per ancorarsi al tempo presente, elaborando un'abilità  di occhio-mente, libero emotivamente dalle conoscenze pregresse che potrebbero dare luogo ai pregiudizi generalizzanti. Ogni osservatore vive in uno stato di costante presente (t. 0) che si fa sparti acque, punto-luogo di congiunzione, tra un passato a più profondità e un futuro tutto da edificare...


U/mani: I luoghi delle parole


https://sites.google.com/site/biohistoryepistemology/_/rsrc/1424254352411/home/gli-abiti-della-realta/frattale-etico/umanita-disumanita/Carta%20biostorica%202015%20Topologia%20di%20cittadinaza%20pic.png
Il grado di democrazia di un uomo si misura dalla velocità con cui il pensiero sa generare le moltiplicazioni dialogiche, attraverso le entrate/uscite dai sensi-contesti disciplinari, elaborando altre sfumature di senso a costellazioni semantiche, secondo una struttura geometria a frattale di produzione delle parole, dei sensi, dei versi-indirizzi di lettura, delle teorie, dei fatti. L'abilità a costruire di volta, in volta il verso storico, si traduce in capacità operativa, di un uomo attrezzato mentalmente a saper affrontare l'imprevisto, letto come un'alea che è emersa non per annientarlo, ma per incanalarlo in una visione più aderente di umanità. La permeabilità mentale nell'elaborare le forme geometriche complesse degli spazi, ad esempio di matematici o poetici o fisici, è interconnessa alla capacità di saper snodare, annodare per implementare le parole e i linguaggi che non seguono nel cervello-uomo un'organizzazione a linea-uni-direzionale di successioni deterministiche di fonemi-parole, come in una pagina scritta a ordine alfabetico, ma a gemmazione di quanti-luce informativi che si armonizzano in scenari stellati di quanti-storici (le intuizioni) di multi-verso-indirizzo di fattuali e di fattibili. L'ampiezza del valore semantico della parola Democrazia, ad esempio, non è circoscritta nella semplice impostazione politica immaginata e realizzata nelle Polis greche con le agorà, ma piuttosto allo stato mentale di cittadinanza nella vita, quale modo più "naturale" di essere aderenti al divenire (essere a pelle-involucro, a casa, del movimento vitale) per saper accogliere le diversità del normale evolversi della storia, in ogni tempo 0 di presente.





Biostoria: indice quaderni

Alcuni articoli su Biostoria

Saggio: Biohistorical Epistemology

https://sites.google.com/site/biohistoryepistemology/_/rsrc/1389799223000/home/A%20Colamonico%20Biohistory%20Epistemology%202014%20p.png?height=230&width=320
Oltre la Complessità:

Il paradigma Eco-Biostorico

Antonia Colamonico © 2015


Saggio-nicchia



Premessa

  • Togliere l'abito alle letture

Gli abiti della Realtà

  • Le carte di lettura semplici mnemotecniche

  • Prove tecniche di Osservazione

  • Il Presente anello di congiunzione Passato-Futuro

La moltiplicazione degli sguardi

  • Le trame storiografiche orditi di realtà

  • Ogni Osservatore storico bussola cognitiva

  • La finestra-lente coordinata cognitiva

  • La partecipazione alla Creazione

Gli ordini di conoscenza: i volti della Vita

  • Le impaginazioni storiografiche e i sistemi ordinativi

  • La dialogica esplorativa a tre universi

  • La lettura a feedback

Le Società organizzazioni cognitivo-psicologiche

  • La gabbia del Sistema Moderno

  • Il sistema a solo mercato

  • La discrasia delle società

  • La Società dell'uomo-immagine

  • La perdita di concretezza dello sguardo lineare

La vita è autoreferenziale

Modello di Società Planetaria a multi/sguardo

  • Sfumature: Ap-prendere e com-prendere

  • La Realtà frutto della relazione a uno/tutto Scienza-Conoscenza-Coscienza

  • L'attenzione rende presenti al divenire storico

  • Un esempio di cecità economica

  • L'apprendimento è intrinseco allo stato di vivente

  • Scenari di futuro e incidenza dell'azione di lettura

  • Il lato oscuro delle religioni e la Sintropia del Caos - Ordine della diversità

  • La democrazia organizzazione evoluta del pensiero umano

Volti nell'esercizio della Cittadinanza

  • la Democrazia dello Sguardo/mente

  • U/mani: I luoghi delle parole

  • La libertà di costruzione

  • La democrazia è una forma mentale

  • Gli indirizzi storici tra democrazia e tirannia

  • una pagina storiografica

  • La scelta etica della vita


Antonia Colamonico © 2015 - Tutti i diritti sono riservati.


Le benedettine in Acquaviva

pubblicato 08 lug 2014, 04:42 da Antonia Colamonico

Una pagina di storia locale che si fa specchio di storia nazionale
dalla presentazione del libro:


Giuseppe Pietroforte
Il Monastero di Sant'Antonio Abate e la chiesa di San Benedetto
in Acquaviva delle Fonti - Storia e Arte
Acquaviva delle Fonti - 2014



Acquaviva delle Fonti - 30 Giugno 2014- ore: 19,30

- Aula Magna dell'Oratorio San Domenico -


L'Approfondimento

Il profilo storico-economico nella realtà monastica di Sant'Antonio Abate

Antonia Colamonico

(relatrice)




Biohistory: storia di una paternità

pubblicato 09 gen 2014, 08:47 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 15 gen 2014, 06:12 ]


https://sites.google.com/site/biostoriamappe/_/rsrc/1389288683773/home/campi/biohistory---storia-di-una-paternita/Antonia%20Colamonico%20Edgar%20Morin%20Biohistory.jpg?height=306&width=320Edgar Morin e Biostoria: storia di una paternità 

"Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity"

- Antonia Colamonico - © 2003


Pubblicato in inglese su: World Futures: The Jounal of General Evolution, a cura di A Montuori. Vol. 61 - n° 6, pp. 441-469, part of the Taylor & Francis Group - Routledge, August 2005.


È importante il nome. Nel processo di conoscenza il nome dà la dignità di esistere. Il nome, isolando un quid da un tutto, attribuisce a quel quid uno stato, cioè gli fa assumere un luogo, un tempo e un fatto. Biostoria prese nome nell’agosto 1992, nell’attimo in cui la mia mente isolò il quanto storico, quale promotore di vita. Al nome segue, poi, il corpo e Biostoria iniziò a prendere corpo nel 1993 dall’incontro col pensiero di Edgar Morin.


Biostoria era stata per circa un anno un giocattolo con cui mi trastullavo per mostrare agli alunni l’esplosione degli eventi negli spazi. Le avevo dato anche una veste poetica, Spazioliberina, sotto forma di filastrocche (Colamonico, 1993). Quando, nell’estate 1993, lessi Introduzione al pensiero complesso (Morin, 1993) in cui è ipotizzata la nascita di una nuova scienza e di un nuovo pensiero in grado di leggere l’uno-tutto, capii che quello sarebbe stato il corpo-mente-sguardo della mia gioiosa bambina. Fu così che adottai Morin come padre per biostoria. (...)



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