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Biostoria-Quaderno n°2

pubblicato 25 ott 2015, 01:59 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 25 ott 2015, 05:18 ]


Antonia Colamonico

Biostoria

Verso la formulazione di una scienza nuova. Campi, metodi, prospettive.

Il Filo. Bari, 1998


Indice


https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/home/struttura/riversare/la-comunicazione/assenze%20111.png
Premessa


Era una domenica di Pasqua, lo ricordo molto bene, ero in casa e ad un tratto ebbi la consapevolezza di uno sdoppiamento del pensiero. Percepivo due ricordi di esperienze vissute, conservando la consapevolezza del presente, era come se tre presenze indipendenti di me si stessero incontrando in quel secondo di realtà. Mi fermai molto emozionata... per analizzare quello che stava accadendo. Avevo avuto una percezione a tre dimensioni di spazi, di tempi e di emozioni. Erano tre quanti di realtà passata-presente che si stavano intessendo. Per fissare sulla carta l'accaduto, mi improvvisai poeta, però era necessario trovare un modo per rendere la simultaneità dei tre ordini di pensieri e provai a scrivere una composizione di parole e immagini, in quanto non mi bastava un codice lineare. Nacque così la lirica Assenze, su riportata. Dopo scrissi la lirica La chiave con il ciclo di Le filastrocche di Spazioliberina e Fatto tempo spazio. Piano, piano stavo cominciando a riflettere sulla possibilità di potenziare l'organizzazione della conoscenza. Misi subito a fuoco che il limite ad una visione allargata che oggi chiamo approccio biostorico, era l'utilizzo di un semplice codice alfabetico e per questo lo affiancai a delle visualizzazioni grafiche o geometriche. Inizia a scarabocchiare fughe di linee, cerchi, punti, slogan di parole e mi resi conto che la mia mente era in grado di vedere gli enunciati, di proiettarli in tempi e spazi di passato-futuro e di elaborarli in ordini differenti di lettura. Isolando quel processo frattale di conoscenza, sono giunta inconsapevolmente a visualizzare un ordine complesso di lettura, velocissimo, fatto di ombre e luci, di presenze e assenze, di vuoti e pieni, di vicini e lontani: ordine che permette di cogliere il tempo dello spazio, come proiezione infinita di quanti di storia. Si dice che la nostra sia solo una percezione tridimensionale e che non ci è data la visione del tutto vitale; ma il non vederlo non significa che non si possano cogliere briciole di tutto, frammenti di ordini complessi che trascendano i limiti funzionali. Piccole porzioni di cosmo che strutturandosi in atomi e poi molecole, abbiano insieme volume e storia, spessore e tempo. 

Dall'Introduzione

Studiando in California l'evoluzione meteorologica, nel 1960, E. Lorenz scoprì per caso, quello che è chiamato l'effetto farfalla. Lo studioso americano aveva messo a punto un modello-giocattolo con il quale al computer studiava la dinamica dei venti e in uno di questi giochi si rese conto che due processi simili potevano differenziarsi e non conservare più alcuna affinità, se una variazione minima, come fattore aleatorio, subentrava a mutarne in uno dei due il percorso. La scoperta fu che quella che noi comunemente chiamiamo deviazione è l'elemento innovatore e scatenante (farfalla) che permette l'evolversi di un processo, come sdoppiamento. La dimostrazione della dipendenza dei sistemi reali dalle condizioni iniziali dei fenomeni, calata nella mia esperienza di ricerca epistemologica e metodologica nella storia, mi trova pienamente concorde.

Il nostro sapere si evolve sull'errore ed è proprio dalla rilevazione di due limiti strutturali interni alla ricerca storica che si può iniziare il viaggio di esplorazione nel universo biostoria. Leggendo i vari studi che illustrano il quadro complesso dei campi della ricerca storiografica, si possono individuare due nodi di fondo da sciogliere per una maggiore chiarezza metodologica:

  • 1. Il ritenere il futuro un campo poco interessante.
  • 2. L'utilizzare un'organizzazione delle informazioni obsoleta e frenante per una società che si evolve a tempo reale.
https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/home/struttura/assorbire/tempo%200.pngl primo limite nasce dalla domanda: perché lo storico ritiene il futuro un campo non storico? Osservando il quadro delle tendenze di ricerca, gli storici sono soliti parlare sempre di passato, solo ora si comincia a porre l'attenzione al presente e si avverte l'esigenza di un campo di lettura "oggi" da affiancare a quello "ieri"; ma la dimensione storica dell'uomo si struttura su tre piani che sono passato-presente-futuro; ed è proprio quest'ultimo l'elemento scatenante che dirige l'azione. Sono le linee progettuali di immagini future infatti che guidano i soggetti-società nella scelta delle azioni-risposte in tempo presente. In tale visione tridimensionale, inoltre non tutte le azioni possono assumere lo stesso peso storico: una scelta "a" non equivale  a  una scelta "b". Ogni linea di futuro si pone in rapporto soggettivo di interdipendenza con la stessa azione che l'ha tracciata in un dato tempo-spazio passato. Sono le linee o i fili, quali echi storici, le trame sottili del vivere che rendono rete il passato-futuro; mentre l'evento-fatto è il nodo-scaglia che concretizza la vita. Tale campo infinito-uno è lo spazio di lettura dello studio biostorico.

Il secondo limite è di tipo architettonico. Sono stati ampliati i campi della ricerca e come conseguenza le informazioni si sono più che quintuplicate, ma si continua a gestirle con la vecchia organizzazione del sapere. Il mutamento prodotto dal take-off delle conoscenze non è più leggibile con le sole strutture lineari, tipiche del taylorismo, elaborato dal sistema industriale. Provando ad effettuare una lettura di realtà con occhio eco-sistemico, si può constatare che in natura non esistono sistemi isolati, ma solo sistemi in sistemi più ampi. Ogni sistema-organizzazione, a sua volta, come insieme di elementi co-agenti, produce nel suo interno una forza di coesione, quale campo di attrazione, che gli permette di sopravvivere. Il campo trasborda il confine in senso stretto e tale andare oltre si traduce in bacino di attrazione per altri sistemi. Il sistema industriale, alla luce di tale visualizzazione, non è solo un'organizzazione socio-produttiva, ma anche politica, sociale, culturale, mentale, linguistica, metodologica, scolastica... Dato che quando si attua una perturbazione in un punto x in uno dei sistemi di appartenenza, inevitabilmente e irreversibilmente si determina un mutamento in tutto l'insieme sistemico (effetto farfalla), la crisi del nostro sistema di lettura-gestione delle informazioni storiografiche è dunque qualcosa di molto più profondo della semplice incapacità a sintetizzare l'enorme quantità informativa. Siamo di fronte alla revisione di tutto l'universo industriale.

Si può parlare di un vero e proprio collassamento di tutto il paradigma di conoscenza e di rappresentazione non solo della disciplina storica, ma di tutta la situazione storica, in cui essa si è definita. Bisogna scoprire un nuovo modo di osservare, di leggere, di muoversi nelle informazioni, di organizzare, superando i tetti-limiti di conoscenza che la riducono a linee uni-dimensionali di lettura, appena sufficienti per un sistema industriale, insufficienti per uno informatico. Occorre attuare un salto gnoseologico che, inevitabilmente, produrrà un ordine diverso di catalogazione-gestione del sapere storico con effetto di ricaduta su tutti gli altri campi disciplinari. Necessita una rivoluzione prima di tutto utopica e poi topica della rappresentazione della realtà...

Biostoria come oggetto cognitivo, iniziò a porgersi nel 1992, quando in Fatto tempo spazio fu disegnata un'ipotesi di nuova architettura a rete-finestre del Sapere storiografico, a superamento della vecchia periodizzazione (Antichità-Medioevo-Età moderna) di C Cellario (1634-1707). In tale studio la storia acquisì il significato di vita come fatti o eventi o atti o azioni che si compiono e prendono corpo in uno spazio 0 di presente. La storia così rivisitata, si poneva come la vita che si realizza o si fa, a tempo 0, in tutti gli spazi universo; mentre la conoscenza prendeva il significato di immagine-costruzione dei fatti di vita. E che cosa è la vita se non il susseguirsi di eventi, quali, quid o quanti che si attualizzano per poi perdersi nello spazio universo! La conoscenza a sua volta è un risalire quelle perdite, ordinandole, delimitandole, catalogandole... Essa come un fattore a posteriore non riproduce gli eventi, bensì le immagini discrete di essi, soggettivamente ponderati...

La scienza biostorica, quale campo infinito-1, si pone come un nuovo paradigma di conoscenza che potrà nel tempo insegnare a rispondere a molte domande sulla produzione di futuro e questo è forse l'aspetto più interessante di tale cosmologia...
Antonia Colamonico


lenti di lettura


Proiezione di lettura, a occhio oggi.

Il quaderno n° 2 - Biostoria, verso al formulazione di una nuova scienza. Campi , metodi, prospettive - fu scritto a cavallo tra il 1993 e il1994, da subito non ebbe vita facile, sotto molti aspetti non ne ha ancora. 

In molti ho letto una nota di disagio quando si sono misurati con le mie carte, poiché vi hanno letto uno forma di spaesamento che andava a perturbare le sicurezze di lettura, le comodità storiche:

  • Un editore napoletano fu molto esplicitò, quando lo incontrai, mi portò nel deposito dell'azienda e mi mostro i quintali di libri stampati e già imballati per essere spediti, le sue parole furono:

    • se la sua lettura storica dovesse prendere piede, cosa ne facciamo di tutti questi testi?

  • Un altro editore bresciano mi disse che avevo costruito un carrarmato per sparare ad una mosca; non aveva mai sentito parlare di teoria del caos o forse l'aveva letta senza comprenderne l'ampiezza di lettura.

  • Un ispettore scolastico barese pose il suo veto ad un editore locale che mi aveva già dato l'assenso per la pubblicazione. Nei suoi occhi colsi la paura nel visualizzare le mappe concettuali, all'epoca in molti non sapevano come leggerle e mascherò la sua ignoranza adducendo che la casa editrice non poteva pubblicare tutte le proposte di letture senza il pericolo di innescare un fallimento. Fu profetico, la casa di lì a qualche anno fallì, mentre biostoria vive.

  • Una nota casa editrice barese mi rispose che era una bella lettura della realtà, ma non essendo io un'accademica, per l'editore ero un rischio economico.

  • Un mio prof. di pedagogia dell'ateneo Barese, all'epoca preside di facoltà, non vole scrivermi la nota di presentazione alla pubblicazione (1998), adducendo come scusa che per amministrare la facoltà, aveva finito con il trascurare la ricerca. E quindi non se la sentì di rischiare la sua rispettabilità con una materia a lui oscura.

Nel 1998 misi fine all'attesa e pubblicai il quaderno con il Centro Studi Biostorici, il Filo. Un caro amico grafico, Francesco Lananna (Studio Lananna Via Sparano, 162. Bari) che aveva in precedenza curato il fascicolo Biostoria, prime carte di viaggio - Art Direction Carlo Curci  (Bari, 1997), impaginò le mappe e il testo, dandogli la veste grafica attuale:

  • Ricordo ancora quella mattina, quando mi recai presso il suo studio per correggere le bozze e lui mi accolse con la scrivania tutta tappezzata dalle mappe-carte che aveva stampato per gioco e sorrideva. Era emozionante vederle tutte assieme così disordinate, davano la sensazione dell'Ordine del Caos. Fu lui a voler dare all'indice la forma di quadro (foto), per caratterizzarne la diversità dell'occhio.

Francesco Lananna ha curato anche l'impaginazione-stesura di Ordini Complessi. Carte biostoriche di approccio ad una conoscenza dinamica a cinque dimensioni. Il Filo 2002

Dal giorno in cui ebbi nelle mani il quaderno nella sua bella veste grafica, iniziò la mia azione di divulgazione del nuovo paradigma. Non ho mai venduto una copia, ho sempre regalato il libro, con un po' di rimproveri da parte della mia famiglia:

  • Ma come si può vendere il cuore?

Biostoria era la parte più profonda della mia Coscienza, avevo acceso un riflettore sulla mia capacità ad osservare e ad estrapolare informazioni, ed era nata lei. La chiamavo, ridendo con mio figlio, la mia bambina Spazioliberina, mentre lui Marcello era il mio bambino Spaziobirichino; lui l'anima matematica, lei l'anima poetica della nuova Società a Democrazia Planetaria.

Credo che in tutto di copie ne abbia donato un centocinquanta, non di più, ma l'effetto è stato moltiplicativo, esponenziale, se si misura l'ampiezza dello spazio di ricaduta. Oggi ho dei fedeli lettori in tutti i continenti, grazie anche all'evoluzione della rete e alla politica di Google che mette a disposizione, gratis, gli spazi per costruire siti e blog, altrimenti non averi avuto i mezzi materiali per amplificarne le trame e l'informazione.

Il Quaderno è stato un biglietto da visita che mi ha permesso di relazionarmi con menti italiane e straniere ad altissimo livello organizzativo, cognitivo e soprattutto umano; pur rimanendo confinata, nella mia piccola casa di provincia. Come dico spesso ai miei amici:

  • l'umanità è venuta a me ed io ho solo filato le parole, depositandole nelle nicchie-nido a spazio-mondo!

Nonostante il moltiplicarsi dei siti e dei blog, in molti ancora non riescono a comprendere Biostoria, poiché non possiedono la topologia dello sguardo a campi-finestre-maglie, unica capacità osservativa, in grado di far leggere gli ordini multipli a campo profondo, che nel libro chiamo la Sintropia del Caos.

La presa di realtà di un'idea si misura da come le sue particelle, a parole, siano divenute nodi-comuni dei discorsi, oggi infatti tutti iniziano a parlare di finestre, di nicchie, di ombra/luce nelle letture, di ordini a multi sguardi, vincolati ai punti di vista, di apertura logica della mente, ma ancora in tanti, nonostante il loro dire e il loro scrivere, la visione a occhio-eco-biostorico è una scatola chiusa, poiché non riescono a focalizzare la sintropia del Caos che apre alla mente democratica:

  • La democrazia, prima che un sistema politico o giuridico o economico, è un'organizzazione mentale-cognitiva che richiede quell'occhio-sguardo de-coordinato di Spazioliberina, che sa muoversi nella realtà, filandola e sfilandola in ordini multiplo-informativi, a logica aperta. Da tale logica, aliena alle generalizzazioni preconfezionate, possono nascere gli slanci del cuore, dall'etica gentile, che allargano lo sguardo-pensiero al Tutto della vita.

Il nuovo salto di paradigma richiede una nuova topologia non solo dell'ordine di lettura, ma della forma-mente-sguardo, quale capacità a leggere i sincronismi degli spazi-tempi e dei significati, in un solo colpo d'occhio (occhio di mosca), azione che richiede una mente de-coordinata, come visualizzata nelle poesie di Il Filo, 1994.

Tale abilità, una volta identificata come naturalezza costruttiva della mente-pensiero di ogni uomo, è possibile leggerla negli occhi di un interlocutore, in quanto si genera una lieve discrasia nell'allineamento delle pupille, una lieve forma di quasi astigmatismo che rende la visione a due fuochi.
Naturalmente il leggerlo richiede competenza osservativa che con la
lente biostorica si acquisisce, di qui nacque l'idea di aprire una Palestra della mente nel 2002.

Non tutti, infatti, riescono a notare tale abilità cognitivo-elaborativa a pensiero sdoppiato, essendo il tempo a occhio de-coordinato di brevissima durata, solo una breve frazione di secondi e per leggerla necessità guardare, fisso negli occhi, l'interlocutore e identificare, al volo, le aperture dei tòpoi in cui il suo pensiero si sta muovendo:

  • Gli occhi sono lo specchio della coscienza, guardarsi negli occhi è alla base di una vera comunicazione che non si organizza sui sensi preconfezionati dalle logiche stantie, ma su quelli che prendono verso-direzione di volta, in volta in relazione all'iter di costruzione emittente/destinatario, in una situazione concreta a tempo 0.


Acquaviva delle Fonti, 24 Ottobre 2015





Nella dinamica della vita esiste una sola forma di bellezza, che si acquisisce con l’atto della nascita:

 - La bellezza data non dall’appartenenza ad una categoria, ma dal semplice essere la categoria! ...
Occupare uno spazio, consumare un tempo, esprimere una forma… sono queste le qualità che fanno di ogni essere vivente un cittadino della storia.
Da Antonia Colamonico. Quale logica per un reale cambiamento in una Società a dimensione Planetaria? 2009.

... Amava vedere negli occhi le cose pensate, dette, taciute. Gli occhi, per quanto si possa essere bravi, sfuggono alla mente che sa creare le trappole con gli ammiccamenti e i raggiri del dominio. Ogni occhio ha una sua particolare pagliuzza di luce e ciascuna pagliuzza una molteplicità fratta di intensità luminose. Nell'occhio si fissa il guizzo vitale che rende il presente una scaglia di storia. Imparare a leggere il guizzo d'occhio è una forma d'esercizio mentale, un allenamento per accelerare l'intreccio tra neuroni e segnali che perturbandosi e allacciandosi danno corpo agli stati di pensiero da cui germogliano, come un fiore rosso di geranio, le risposte alla vita. Da Antonia Colamonico. Il Grido. 2011.




Evoluzione delle trame di Biostoria
scienza & metodo dello sguardo multi-proiettivo

  • Non puoi aspettarti di vedere al primo sguardo. Osservare è per certi versi un'arte che bisogna apprendere. W. Herschel



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