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da Biostoria - La fuga dei giovani cervelli.

pubblicato 5 nov 2010, 12:43 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 5 nov 2010, 13:10 ]
La fuga dei giovani cervelli: il salto generazionale negato.

"... egli (Ezio Tarantelli) evidenziava un pericolo fisiologico alla stessa democrazia. Nel ’68 la generazione che rivendicò la leadership aveva di fronte una realtà adulta che si esprimeva e si comportava secondo canoni autoritari e quindi facili da identificare come antidemocratici; mentre la nuova generazione del 2000, si sarebbe trovata a fronteggiare una classe dirigenziale che si comportava e si esprimeva da liberale democratico, con modi dialettici apparentemente concilianti e con nessuna voglia a cedere il posso. Egli identificava tale classe genitoriale come una forma di autoritarismo mascherato e in quanto tale più subdolo e pericoloso.
- La mancanza del salto generazionale intorno al 2000, ha di fatto innescato il ritardo italiano.
Oggi, i cervelli collettivi che si trovano a gestire l’economia, la politica, le imprese, ecc. italiane sono ancora espressione del ’68 e sono legati ad una visione paradigmatica di tipo industriale, mentre la storia si è evoluta verso la società informatica e questa verso la società della conoscenza. I sessantottini che hanno rivendicato per sé il diritto all’istruzione, oggi di fatto lo negano ai loro figli, chiudendo, in nome della crisi di gestione delle università, gli accessi alle facoltà..."
Antonia Colamonico (biostorica)
12. 05. 2008

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