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Biostoria-Quaderno n° 1

pubblicato 6 ott 2015, 03:01 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 6 ott 2015, 06:44 ]

Da A, Colamonico. Fatto Tempo Spazio. OPPI, Milano. 1993



La 1
a Finestra Storiografica (historiographical window). (da A, Colamonico. Fatto tempo Spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia. OPPI Quaderni, Milano 1993, p. 22.)


L’aver aperto una finestra sul firmamento storia ha permesso ai miei ragazzi di volare e di proiettarsi nel futuro. Antonia Colamonico


Fatto tempo spazio

Premesse per una didattica sistemica della storia

https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/_/rsrc/1283887429612/Home/fatto%20tempo%20spazio%20libro.jpg?height=240&width=320

Antonia Colamonico

OPPI. Milano, 1993



... transitività delle discipline: l'Era delle Informazioni implica il superamento di un sapere ad ambiti disciplinari chiusi, in grado di differenziarsi in sotto campi di studio che fanno perdere di vista l'unitarietà della vita. Necessita una conoscenza a finestre che sappia muoversi con agilità in campi differenti, sviluppando un linguaggio polisemico, aperto a più significati. (da A. Colamonico. Biostoria Scienza&metodo per un pensiero al plurale. Prime carte di viaggio. © Il Filo, 1997.)


Da Nota dell’autrice:

 ... l’intuizione che mi ha portata alla proposta di rilettura a maglie-finestre dell’intero sapere storico, scaturì da un gioco su fatti e personaggi che un pomeriggio stavo facendo con mio figlio, allora di quattro anni. Attraverso la visione di cartoni animati egli era giunto, spontaneamente, ad organizzare una serie elementare di informazioni storiografiche, secondo categorie analogiche.

Ricordo che questo mi fece molto riflettere sulla diversità tra il mio modo di procedere, secondo una successione cronologica e il suo saltare qua e là, liberamente, da un ricordo ad un altro. Fu così che nacque in me l’idea di attuare un’inversione “pedagogica”: invece di organizzare il suo sapere, secondo il mio modello sequenziale temporale, cercare di rileggere le mie conoscenze con i suoi occhi.

Focalizzai, immediatamente, che il suo modo di muoversi nelle conoscenze era secondo uno schema spaziale a scacchiera, il quale gli permetteva di costruire una serie differenziata di collegamenti fattuali, attraverso dei salti che acceleravano i tempi conoscitivi.

Ricordo che tale scoperta mi colpì così tanto che decisi di abbandonare per un po’ lo studio della storia e di dedicarmi esclusivamente allo studio delle dinamiche di apprendimento e di organizzazione reticolare dell’informazione tipiche del sistema informatico.

Contemporaneamente in classe con i miei allievi, cominciai a costruire dei piccoli modellini che per analogia applicavo a fatti storiografici, anche lontani nel tempo-spazio, per cogliere le relazioni, le somiglianze, le diversità… Via, via che procedevo in questo gioco, per sistemare le informazioni che si moltiplicavano, iniziai a ipotizzare e visualizzare, con grafici, le dinamiche evolutive della conoscenza e della storia, sino a giungere ai concetti di rete, nodo, maglia.

Oggi, a distanza di alcuni anni, dopo una serie di verifiche, ho constatato che attraverso la diversificazione degli angoli di lettura dei fatti e possibile attuare:
  • l’accelerazione dei tempi di apprendimento,la sistemazione topografica dei concetti,la visualizzazione dei dualismi fattuali-interpretativi, il superamento della semplice valenza ideologica nell’organizzazione delle informazioni. ...



Da Premessa: …l’uomo si differenzia da geranio, dal sasso e dal cane perché ha coscienza, cioè memoria del proprio essere che diviene. Uno studio che non faccia nascere la coscienza non è dell’uomo, ma del geranio, del sasso, del cane…”




https://sites.google.com/site/biostoriamappe/_/rsrc/1374743876304/home/le-carte-di-lettura/quadri-di-poesie/caos.pngIndice
  •    Disordine - ordine
  •     La rete
  •     I piani della rete
  •     La maglia storiografica
  •     La produzione dei fatti
  •     L’appropriazione-trasposizione dei fatti storiografici
  •     La dinamica e la lettura del processo storico
  •     Ipotesi di costruzione della struttura chiave
  •     I dualismi del processo storico

lenti di lettura

Proiezione di lettura, a occhio oggi.


Il quaderno scritto durante le vacanze di Natale del dicembre 1991 si presenta come la chiave di lettura per l'accesso metodologico alla nuova organizzazione esplorativa di realtà (1985) a corpo uno/tutto, in cui l'osservazione, la riflessione, l'immaginazione, l'emozione si fondono in un sistema ordinativo a svincoli copulativi (la logica aperta di Spazioliberina) che aprono ora ad una poesia, ora ad una analisi storiografica, ora ad una indagine sintattico-grammaticale, ora ad una riflessione geometrica o fisica, ora ad una dimensione filosofica.

La rotta di lettura è puntata all'approdo della costruzione di Coscienza storica, coesa, a multi-sguardo che abbia consapevolezza di essere un uno/tutto molteplice, aperto ad una realtà io-mondo-infinito.

L'aspetto interessante del lavoro fu nell'organizzazione della stesura di esso che non corrisponde all'organizzazione uni-lineare del quaderno-libro odierno, così come si presenta al lettore, ma multi-lineare, essendo stati utilizzati 3 quaderni, scritti in parallelo ora l'uno, ora l'altro e l'altro ancora, seguendo le associazione di parole-ideazioni che spostavano l'asse-lettura/scrittura da un campo all'altro, con una successione cubica di spazio a 3 coordinate (la costruzione della maglia-rete storiografica; la produzione-lettura dei fatti storici; la struttura-chiave dell'organizzazione a occhio multiplo dei fatti):

  • In quel periodo storico non c'erano ancora l'idea di finestra e quella di ipertesto e di internet, purtroppo nella pubblicazione tale volumetria è stata persa. Ma il saggio conserva, ancora, una nota di ariosità che il lettore coglie, infatti fu molto apprezzato sia in ambiti scolastici che scientifici, per la novità metodologica che introduceva, in quanto mutando l'approccio di lettura, automaticamente si trasformava l'architettura-spaziatura della mente-pensiero e per effetto domino di ricaduta, il senso-verso dei giudizi storici.

In molti compresero questo e mi piace ricordare in particolar modo:
  •  Padre Don Mario Reguzzoni, l'editore che mi disse: "Hai disegnato l'occhio di Dio, per la sua Vigna!" quando presentai la prima volta Biostoria nel 1995 al convegno OPPI a Ponte di legno .
  • Il Prof. Angelo Rovetta Direttore editoriale di OPPI-Quaderni, che mi aprì le porte del Centro di ricerca milanese ed è stato il primo lettore ufficiale del quaderno. 
  • Il Rettore dell'Università di Bari, Prof. Aldo Cossu, che vide la portata geometrica dell'organizzazione del pensiero e me la comunicò in una lettera di elogio che conservo caramente, data la grande apertura mentale dell'emittente, ancora oggi ricordato come uno dei massimi studiosi della Geometria in Italia.
  • Il Prof di chimica-fisica dell'Università di Firenze, Paolo Manzelli che mi volle nel gruppo di lavoro del Centro di Ricerca Open Network for New Science (Firenze) poiché lesse nelle mie carte scomposte un nuovo orizzonte per la ricerca non solo pedagogica, ma scientifica.
  • Il sociologo ed epistemologo, Prof. Edgar Morin che mi aprì le porte dello spazio-Mondo, segnalando la mia ricerca, in USA al Prof. PhD Alfonso Montuori, il quale mi commissionò l'articolo Edgar Morinand Biohistory: the story of a paternity per la rivista World Futures, nel 2003, in cui traccio i contorni dell'occhio-a multi-sguardo.
  • Il matematico, PhD Marcello Mastroleo, destinatario privilegiato delle filastrocche di Spazioliberina e del quaderno stesso (dedica), che chiamò nel 2010 la nuova architettura eco-biostorica un modello di mente multi-proiettiva.

Acquaviva delle Fonti, 6 Ottobre 2015

Antonia Colamonico



Un'anticipazione: Quaderno di Biostoria n° 10


Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi

Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze

Antonia Colamonico

Evoluzioni di Echi - Incipit

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