Come si acquisisce la cittadinanza italiana

In questa scheda viene fornita una breve guida esplicativa delle modalità con le quali il cittadino straniero può acquisire la cittadinanza italiana e delle relative procedure da seguire per avviare la relativa richiesta.

Naturalmente per l'assistenza alla procedura e per qualsiasi tipo di chiarimento in proposito è possibile richiedere ed ottenere una specifica consulenza dai professionisti del nostro studio legale.

La materia è disciplinata in via generale dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15.02.1992 e successive modifiche, nonchè dal DPR n. 362 del 18 aprile 1994.

Come si presenta la domanda ?

L’istanza intesa ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana deve essere presentata all’Autorità diplomatico-consolare italiana se il richiedente risiede all’estero oppure alla Prefettura del comune di residenza se il richiedente risiede in Italia.

In ambedue le ipotesi l’istanza, unitamente a documentazione idonea a comprovare i requisiti previsti dalla legge va trasmessa alla Commissione Interministeriale, istituita presso il Ministero dell’Interno, che esprime il proprio parere in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge.

A seconda dei casi sarà necessario compilare dei differenti modelli e/o allegare specifica documentazione, come di seguito meglio specificato per le singole ipotesi.

In ogni caso l'istanza, compilata sull'apposito modello, sul quale va apposta una marca da bollo da 14,62 euro deve essere corredata oltre che della documentazione di rito, dalla ricevuta di versamento di un contributo pari a € 200,00.

Sul seguente link è possibile scaricare il fac simile per effettuare il versamento su bollettino postale

FAC SIMILE BOLLETTINO POSTALE

E' possibile anche seguire l'andamento della propria richiesta, previa registrazione sul sito del Ministero dell'Interno al seguente link:

- CONSULTAZIONE ON LINE STATO DOMANDA

Se al momento della presentazione dell'istanza la documentazione è irregolare e/o incompleta, la Prefettura o l'Autorità diplomatico-consolare inviterà il richiedente a regolarizzarla, fissandoti un termine, perché si provveda all' integrazione.

Se non si provvede nei termini richiesti, la Prefettura o l'Autorità diplomatico-consolare dichiareranno inammissibile la domanda.

Il termine per la definizione del procedimento è di 730 giorni dalla data di presentazione della domanda, se questa è stata presentata con la documentazione regolare e completa.

Conclusasi favorevolmente l'istruttoria con l'acquisizione del parere della Prefettura o del Ministero degli Affari Esteri, accertato che non vi siano motivi ostativi per la sicurezza dello Stato italiano, si predispone il provvedimento di concessione della cittadinanza.

Il decreto di concessione viene notificato dalla Prefettura del luogo di residenza, ovvero, in caso di residenza all'estero dall'Autorità diplomatico-consolare.

Entro 6 mesi dalla notifica del provvedimento lo straniero deve prestare giuramento al Comune di residenza in Italia o presso l'Autorità diplomatico-consolare all'estero e dal giorno successivo acquista la cittadinanza italiana.

Quando è è possibile ottenere la cittadinanza italiana ?

Lo straniero o l'apolide può acquistare la cittadinanza italiana nei seguenti casi:

Matrimonio con cittadino italiano

Tale ipotesi è disciplinata dall’articolo 5 della legge 5 febbraio 1992 n. 91 e successive modifiche e integrazioni in presenza del seguente requisito:

- Il richiedente, straniero o apolide, deve essere coniugato con cittadino italiano e, dopo il matrimonio, risiedere legalmente in Italia da almeno 2 anni dalla celebrazione del matrimonio.

Nel caso in cui i coniugi risiedono all'estero, la domanda può essere, invece, presentata dopo tre anni dalla data di matrimonio.

I detti termini si riducono rispettivamente ad un anno o 18 mesi in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.

Va precisato, però, che alla data dell'emissione del decreto di concessione della cittadinanza non deve essere intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve sussistere la separazione personale dei coniugi.

Per richiedere la cittadinanza italiana a seguito di matrimonio è necessario inoltrare l'istanza attraverso la compilazione del Modello A) previsto dalla legge n. 91/92, sul quale sono indicati tutti i documenti da produrre scaricabile al seguente link:

MODELLO A - Acquisto cittadinanza per matrimonio

Per i rifugiati va precisato quanto segue.

Se non è possibile produrre l'estratto dell'atto di nascita e/o il certificato penale, in via sostitutiva si può produrre un atto di notorietà in sostituzione dell'atto di nascita e una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui viene attestata la posizione giudiziaria nel proprio Paese.

Nei seguenti casi è previsto, però, il rigetto della domanda:

- per motivi inerenti la sicurezza della Repubblica;

- per condanna definitiva del richiedente, pronunciata in Italia o all'estero, per reati di particolare gravità.

Si precisa che, a seguito della Direttiva del Ministro dell'Interno 7 marzo 2012, a partire dal 1° giugno 2012, viene attribuita ai prefetti la competenza ad adottare provvedimenti in materia di concessione o diniego della cittadinanza nei confronti di cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani.

La competenza sarà, invece, del capo del dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all'estero, e del ministro dell’Interno nel caso sussistano ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica.

Residenza in Italia

La cittadinanza può anche essere concessa per residenza in Italia, così come previsto dall' articolo dell'art. 9, della Legge 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche, nelle seguenti ipotesi:

- allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni (art.9, comma 1 lett. a);

- allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all’adozione (art.9, c.1, lett. b);

- allo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano (art.9, comma 1, lett. c);

- al cittadino di uno Stato dell'Unione Europea se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano (art.9, comma 1, lettera d);

- all’apolide e al rifugiato che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio italiano (art.9, comma 1, lett. e) e combinato disposto art.16 c.2). In tal caso va precisato che, ai sensi del detto articolo 16, lo straniero riconosciuto rifugiato dallo Stato italiano è equiparato all’apolide ai fini della concessione della cittadinanza;

- allo straniero che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano (art.9, comma 1, lett.f)

Per richiedere la cittadinanza italiana a seguito di matrimonio è necessario inoltrare l'istanza attraverso la compilazione del Modello B) previsto dalla legge n. 91/92, scaricabile al seguente link:

- MODELLO B) - Acquisto della cittadinanza per residenza.

Va ricordato, comunque, che la legge attribuisce un ambito di discrezionalità nella valutazione della domanda all'Amministrazione e, dunque, è possibile che l'istanza sia rigettata.

Il diniego può essere determinato oltre che dai motivi inerenti la sicurezza della Repubblica, anche da mancanza del periodo di residenza legale, insufficienza dei redditi del nucleo familiare, presenza di precedenti penali, insufficiente livello di integrazione e scarsa conoscenza della lingua italiana.

Acquisto automatico

La legge prevede anche un caso in cui la cittadinanza si acquista "automaticamente" ed ossia l'ipotesi dei figli minorenni di chi acquista (o riacquista) la cittadinanza italiana, se convivono con esso. Per tale circostanza, infatti, essi acquistano automaticamente la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza (come previsto dall'art. 14 della legge 91/92).

Elezione di cittadinanza

Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, può dichiarare di voler eleggere la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (articolo 4 comma 2).

Tale dichiarazione di volontà deve essere resa dall’interessato, all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza

Leggi speciali

Vi sono poi alcune leggi speciali che disciplinano l'acquisto della cittadinanza italiana.

Si tratta delle modifiche apportate dalla legge 124/06 recante “Modifiche alla legge 91/92, concernenti il riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e ai loro discendenti”.

La normativa in questione, infatti, ha introdotto, dopo l’art. 17 della l.91/1992, l’art. 17 bis e 17 ter, prevedendo il riconoscimento della cittadinanza italiana ai soggetti che la avevano persa a seguito dei Trattati di Parigi del 10/02/1947 e di Osimo del 10/11/1975 nonché ai loro discendenti, in presenza dei seguenti requisiti:

- nell’ipotesi in cui all’art.17 bis comma 1 lettera a) della legge 05/02/1992 n.91;

cittadinanza italiana e residenza nei territori ceduti alla ex Jugoslavia alla data di entrata in vigore dei Trattati di Parigi e di Osimo;

perdita della cittadinanza italiana per effetto degli anzidetti Trattati;

appartenenza al gruppo linguistico italiano;

- nell’ipotesi di cui all’art. 17 bis comma 1 lettera b) della legge 05/02/1992 n.91;

diretta discendenza del richiedente dai soggetti di cui alla lettera a) e conoscenza della lingua e cultura italiane.

Entro quali termini si deve ricevere risposta alla domanda di cittadinanza ?

La legge (il DPR n. 362/94) prevede quale termine massimo per la conclusione del procedimento relativo alla cittadinanza quello di 730 giorni, ma in realtà quasi tutte le pratiche hanno bisogno di tempi decisamente più lunghi.

Cosa si può fare per velocizzare i termini di evasione della pratica ?

Se è stata inoltrata domanda di cittadinanza per residenza e sono decorsi due anni il richiedente può proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (ritenuto ormai pacificamente dalla giurisprudenza organo competente a decidere) avverso il silenzio della Pubblica Amministrazione, affinché quest'ultima sia obbligata dal Giudice a definire il procedimento entro tempi brevi.

Il ricorso amministrativo spesso è uno strumento che velocizza notevolmente i termini in quanto non è infrequente che il Ministero dell'Interno proprio per evitare il seguito giudiziario dinanzi al TAR emetta il richiesto provvedimento prima ancora dell'udienza di discussione.

Il ricorso al Tar contro il silenzio sulla domanda di cittadinanza per residenza deve essere presentato entro un anno dalla scadenza del termine dei 730 giorni.

Qualora il termine per proporre ricorso sia scaduto dovrà, comunque, attendere la decisione, ma potrà nelle more comunque avviare delle pratiche di sollecito finalizzate appunto a rendere più celere l'esaurimento della pratica.

Se invece la domanda di cittadinanza è stata avanzata per matrimonio con cittadino italiano ex art. 5 Legge 5 febbraio 1992 n. 91, qualora dopo i due anni non sia stata ancora concessa è necessario rivolgersi al giudice ordinario (Tribunale civile) senza limiti di tempo.

Ma è possibile velocizzare la pratica anche prima dello scadere dei due anni ?

In realtà, pur non esistendo una normativa che disciplina queste ipotesi (così come avviene per la scadenza del termine dei due anni) vi sono alcuni strumenti "stragiudiziali" che è possibile porre in essere per cercare di ottenere una accelerazione del procedimento.

Trattandosi, infatti, di pratiche amministrative, è possibile decorso un pò di tempo dalla presentazione della domanda effettuare una richiesta di accesso agli atti presso gli uffici amministrativi ove è in corso l'istruttoria.

Normalmente la domanda di cittadinanza passa per tre fasi e cioè la presentazione dei documenti, l'esame dei documenti con la formulazione dei pareri dei vari uffici coinvolti e quindi la valutazione finale da parte del Ministero dell’Interno si pronuncia in base ai pareri precedentemente espressi, in maniera positiva o negativa sulla domanda stessa.

La richiesta di accesso agli atti consente di sapere con precisione presso quali uffici sia in lavorazione la pratica e capire in quale stadio si trovi.

Una volta acquisite tali informazioni è, così, possibile formulare dei solleciti specifici agli uffici competenti al fine di sbloccare la situazione o, comunque, rendere più celeri i vari passaggi, esplicitando se del caso i vari motivi che giustificano per il richiedente una risposta in tempi più brevi rispetto ai 730 giorni.