Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi della riforma dell'ordinamento penitenziario

mercoledì 31 ottobre 2018

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 26 ottobre 2018 sono stati pubblicati i decreti legislativi attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario previsti dalla legge n. 103/2017 e per l'esattezza:

  • il d.lgs. n. 120 recante disposizioni per l’armonizzare la disciplina delle spese di giustizia in materia di spese per le prestazioni obbligatorie e funzionali alle operazioni di intercettazione

Vengono introdotte alcune disposizioni finalizzate ad armonizzare la disciplina delle spese di giustizia di cui al d.P.R. n. 115/2002, in materia di spese per le prestazioni obbligatorie e funzionali alle operazioni di intercettazione. Secondo il nuovo art. 168 bis del DPR in questione infatti, "la liquidazione delle spese relative alle prestazioni di cui all'art. 96 del d.lgs. 1° agosto 2003, n. 259, e di quelle funzionali all'utilizzo delle prestazioni medesime è effettuata senza ritardo con decreto di pagamento del pubblico ministero che ha richiesto o eseguito l'autorizzazione a disporre le operazioni di intercettazione. Quando sussiste il segreto sugli atti di indagine o sulla iscrizione della notizia di reato, il decreto di pagamento è titolo provvisoriamente esecutivo ed è comunicato alle parti e al beneficiario in conformità a quanto previsto dalla disposizione di cui all'art. 168, comma 3. Avverso il decreto di pagamento e' ammessa opposizione ai sensi dell'articolo 170".

  • il d.lgs. n. 121 relativo all'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni

Prevista una normativa speciale per l'esecuzione della pena nei confronti dei condannati minorenni e dei giovani al di sotto dei 25 anni con particolare riguardo al loro percorso rieducativo e di reinserimento sociale. Si prevede infatti, all'art. 1 del decreto che l’esecuzione della pena debba "favorire percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato. Tende altresì a favorire la responsabilizzazione, l’educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l’inclusione sociale e a prevenire la commissione di ulteriori reati, anche mediante il ricorso ai percorsi di istruzione, di formazione professionale, di istruzione e formazione professionale, di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, e ad attività di utilità sociale, culturali, sportive e di tempo libero". La pena detentiva diventa così applicabile solo qualora via sia il pericolo che il condannato si sottragga all’esecuzione o commetta altri reati e potrà essere scontata anche attraverso misure penali di comunità come l’affidamento in prova al servizio sociale (art. 4); l’affidamento in prova con detenzione domiciliare (art. 5); la detenzione domiciliare (art. 6) e la semilibertà (art. 7).

Novità importante è quella che prevede attraverso la modifica del DPR 313/2002 l’eliminazione delle iscrizioni decorsi 15 anni dalla morte dell’interessato e, comunque, decorsi 100 anni dalla sua nascita. Modificato anche l’art. 27, relativo al certificato dei carichi pendenti, attraverso l'introduzione del riferimento ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non punibilità ai sensi dell’art. 131-bis c.p. (particolare tenuità), ai provvedimenti che dispongono la sospensione del procedimento con messa alla prova ex art. 464-quater c.p.p. ed alle sentenza che dichiara estinto il reato per esito positivo della messa in prova.

Tra le modifiche più importanti si segnala la precisazione del fatto che negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni opera il servizio sanitario nazionale con la previsione che qualora siano necessarie cure o accertamenti sanitari che non possono essere apprestati all’interno degli istituti, gli imputati siano trasferiti in strutture sanitarie esterne, con provvedimento del giudice presso cui pende il procedimento. Parimenti viene prevista la garanzia della visita quotidiana da parte del medico del servizio sanitario per i detenuti ammalati.

Il Capo IV, dedicato alla vita penitenziaria, prevede delle nuove misure volte a favorire l'integrazione dei detenuti stranieri anche attraverso la possibilità di un’alimentazione rispettosa del loro credo religioso nonché la presenza di mediatori culturali ed interpreti.

  • il d.lgs. n. 124 di riforma dell'ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario.

Viene esplicitamente assicurata ai detenuti locali, all’interno degli edifici penitenziari, la possibilità di svolgimento delle attività lavorative, formative, culturali, sportive e religiose. Dovrà essere assicurato uno spazio sufficiente dei locali e gli stessi dovranno essere dotati di servizi igienici riservati e riscaldati.

Quanto al lavoro penitenziario vengono modificati gli artt. da 20 a 25 dell'ordinamento penitenziario con la previsione tra le altre cose, della possibilità di usufruire dell'attività lavorativa anche per i soggetti ospitati presso le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (c.d. REMS).