Data pubblicazione: Jan 09, 2014 10:33:24 AM
Cari lettori vi regaliamo un racconto fantastico scritto da Gabriele, classe I. Leggete e meditate....
Era nella sua camera, era molto agitato, faceva avanti e indietro.
I suoi occhi lucidi, color nocciola guardavano fissi fuori dalla finestra in attesa di quell'uomo misterioso che tardava ad arrivare. Un raggio di luna piena illuminava la pianura innevata.
“Dove sei?”, pensava tra sé...
Non si vedevano da ben dodici mesi. Alle 23,30 del ventiquattro dicembre gli aveva detto che doveva uscire un momento e da quel giorno nessuno lo aveva visto più.
Si addormentò sul pavimento quando, ad un tratto, le sue orecchie si rizzarono al suono regolare dei passi sulla neve. “Il mio naso non tradisce mai: questo è l'odore del mio Babbo!”.
La porta si aprì: “Era proprio lui!”. Scarpe nere, pantalone rosso, casacca rossa con bordini bianchi di pelliccia, tipico cappellino rosso con pon pon bianco. L'unica cosa un po' strana era il suo volto molto dimagrito sotto la barba candida e la pelle, abbronzatissima.
Non riusciva più a contenere la sua felicità e la coda si agitava senza sosta. Era però un po' deluso perché non lo aveva portato con lui in vacanza. “Babbo, ti vedo tutto abbronzato mentre io qui, per un anno intero, sono stato ad aspettarti. Ti sembra giusto?”.
Babbo Natale rispose: “Caro Joe, non sono andato in vacanza... Stammi a sentire! Il 25 dicembre scorso, finite tutte le consegne, mi sono rimesso al lavoro per fabbricare i regali per il prossimo Natale. Poiché mi chiedono sempre videogiochi ultra tecnologici, computer, telefonini... ho pensato: - Perché non comprare la materia prima dei microchip direttamente in Africa? - Avrei risparmiato moltissimi dollari... Sono così volato insieme alle mie renne in Congo e lì ho cercato di prendere accordi con il padrone di una miniera. Lui cercava di tenermi lontano dalla miniera ma io, che non sono un sbarbatello, ho allungato lo sguardo e ho intravisto bambini e donne magrissime, uomini distrutti dalla fatica del lavoro che venivano invitati, a suon di frustate, ad andare più veloce per produrre sempre di più. Fuori dalla miniera fui impressionato nel vedere persone portare pesi sulla schiena, senza acqua, senza cibo, senza mai riposare... Quindi ho pensato: basta! Basta videogiochi, basta rispondere alle letterine di quei bambini viziati. Da domani lavorerò qui, produrrò vestiti e medicine per i più poveri del mondo, li nutrirò e li disseterò. Joe, guardami: questa non é l'abbronzatura dei Caraibi, non é l'abbronzatura delle Maldive: questa è l'abbronzatura di chi lavora sodo sotto il sole cocente senza mai fermarsi”. Allora Joe replicò: “Babbo, portami con te ma aiutami a diventare più forte por dare una lezione a quegli infami sfruttatori!”. Babbo Natale gli fece indossare un collare speciale dicendo: “Questo ti permetterà di volare e di diventare invisibile ogni volta che vuoi. In questo modo potrai mordere quegli approfittatori senza essere visto e metterli in fuga”.
Partirono e fecero quanto deciso. Babbo Natale filmò tutto e lo mandò alle maggiori televisioni mondiali proponendo il seguente sondaggio: “Dopo aver visto come vivono i bambini poveri, vuoi ancora tecnologie avanzatissime come regalo di Natale?”. Rispose “Sì” solo il 2% , “No” il 98%.
Quell'anno i bambini ricchi non ricevettero il solito regalo bensì una lettera che diceva: “Grazie alla tua rinuncia il mondo è diventato migliore”.
Racconto scritto da Gabriele, classe I scuola media Piancavallo
Laboratorio di scrittura creativa a cura della prof. Palmina Trovato
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