DAVIDE MELINI - DAY ! L' 8 Aprile 2010 a Malaga ... ROSA DEI TALENTI

DAVIDE MELINI - Sceneggiatore italiano all'estero entra nella ROSA DEI TALENTI di ITALIANI ALL'ESTERO TV grazie al suo ultimo:


Partiamo dalle origini. Mi risulta che sei un giramondo, ma qual è la tua cittá natale?

Sono nato a Roma il 9 Aprile del 1979. Ho vissuto in Italia fino a venti
anni e poi mi sono trasferito in Inghilterra, per apprendere l’inglese. Dopo tre anni sono rientrato a Roma e dal giugno del 2007 vivo in Spagna.


 
Come ti sei avvicinato al mondo cinematografico?

Ho uno zio che è nel settore da molti anni e, di tanto in tanto, lo andavo a trovare mentre stava lavorando. Ho cominciato così a frequentare questo mondo e ne sono rimasto subito affascinato: era incredibile vedere cosa ci fosse dietro a un film. Cominciai a prendere appunti e a studiare, e circa dieci anni fa ho scritto la mia prima sceneggiatura. Da allora sono cresciuto e maturato, prendendo parte alla lavorazione di qualche film e dirigendo vari cortometraggi.


 
Ti senti più uno sceneggiatore o un regista?

Questa è una domanda molto difficile. Fare il regista è il coronamento di un sogno: il fatto di mettere in pratica quello che hai pensato è meraviglioso. Ma devo dire che la magia di scrivere una storia, soli al buio e senza nessun rumore – immaginando personaggi, situazioni, luoghi – è qualcosa di indescrivibile e unico al mondo.


 
Cos’ha dentro una persona che fa film horror?

Io mi reputo una persona tranquilla e timida. Non voglio fare il “diverso”, semplicemente perché non mi sento assolutamente tale. Sono una persona normalissima, come tutte le altre.


 
Tranne quando sei ispirato. Quali sensazioni hai quando dalla tua mente fuoriescono gli orrori che poi vediamo sullo schermo?

Difficile rispondere. Io non scrivo sempre, ma solo in determinate circostanze e in situazioni particolari. In quei momenti la mia mente razionale si blocca e comincio a fantasticare. Immagino persone e vicende talmente reali che posso impaurirmi, rattristirmi e persino sorridere. È una cosa difficile da spiegare per chi la vede dal di fuori. Come spiegare, per esempio, il fatto che la celebre Agatha Christie odiasse (e fosse gelosa di) Hercule Poirot, che era solo il frutto della sua fantasia? Pare un’eresia: ma io lo comprendo benissimo, perché anch’io vivo i miei film.


 
Bene, parliamo ora dei tuoi film, cominciando da “Amore Estremo” e “La sceneggiatura”, entrambi realizzati nel 2006.


Esatto. “Amore Estremo” è stato il primo cortometraggio che ho girato. Non ho alcun problema nel dire che è un prodotto amatoriale.
Colpa mia e della mia inesperienza. Certo è che anche le persone di cui mi circondavo non mi hanno aiutato molto (alcune di loro non avevano neppure la benché minima idea di cosa volesse dire fare un film). Da qui sono ripartito e mi sono auto-sfidato: nella mia seconda opera non volevo ripetere gli errori fatti in precedenza.  
E così è stato con “La sceneggiatura”, che pur non essendo il top, è un cortometraggio che si può guardare benissimo, senza grandi sbavature
e che mantiene un buon ritmo. Alla fine questo film è stato premiato come secondo miglior cortometraggio in un festival spagnolo e ha avuto altre due nomination in altrettanti festival.


 
E ora passiamo al tuo terzo lavoro, che è quello che ti ha fatto
conoscere al pubblico di tutto il mondo: “The Puzzle”.


Dopo “La sceneggiatura” non ero ancora soddisfatto dei miei lavori. Io ho sempre cercato di paragonare i miei corti ai film che vedo al cinema e il divario era enorme! Così ho vissuto due anni di transizione, disponendo di tutto il tempo necessario per riflettere e studiare. La mia vera formazione sono stati i film: li guardavo in quantità industriale!
Poi, nel 2008, ho conosciuto Ezekiel Montes, produttore della “73140323 Producciones Cinematográficas” di Malaga, il quale mi ha dato l’opportunità di realizzare questo corto. Sapendo che avrei avuto una sola notte di ripresa, ho cominciato a studiare il film tre mesi prima. Alla fine sapevo tutto: da ogni movimento di macchina, alle luci, ai movimenti dell’attrice fino anche alla post-produzione. Realizzarlo mi è risultato di una facilità estrema.
 
 
Trasmesso su “Coming Soon Television”, finalista in ben 14 festival internazionali con un terzo posto nel “Rome International Film Festival”, con il tuo modo di girare, che ricorda la famosa saga americana ‘Saw’, hai attirato le attenzioni addirittura degli americani. Sorpreso dall’enorme successo di questo cortometraggio?

Sono molto contento di tutte le critiche che ho avuto e continuo ad avere. È sicuramente piacevole partecipare ai festival, leggere ottime recensioni o essere intervistato, però queste cose non bastano! Non m’importa di firmare autografi, né di fare il divo: io voglio solo lavorare nel cinema! La gente deve conoscere il mio nome solo attraverso i miei film. E così sta avvenendo.


 
“La dolce mano della Rosa Bianca” è il titolo della tua nuova ambiziosa opera. So che questo cortometraggio ha avuto un tempo lunghissimo di lavorazione: più di un anno. Puoi darci qualche informazione tecnica?

Certamente. Innanzitutto il film è costato duemila euro. Quattro mesi
sono stati dedicati alla pre-produzione, facendo numerosi casting in vari giorni presso l’ESAEM (Scuola Superiore di Arte Scenica di Malaga) e pianificando tutto il film. Erano previsti 6 giorni di ripresa, poi ridotti a cinque per colpa del maltempo. Abbiamo utilizzato 8 location, una troupe di 30 professionisti del settore e tre attori principali (Carlos Bahos, Natasha Machuca e Leocricia Sabán). Purtroppo ho avuto anche dei piccoli imprevisti che hanno allungato i tempi di realizzazione: per problemi di budget ho dovuto rinunciare a molte inquadrature e ho dovuto tagliare anche qualche scena. Ma il problema vero l’ho avuto con la parte sonora: purtroppo mi sono fidato di persone che poi non hanno fatto il loro dovere. Sono così stato costretto ad affidare tutto il lavoro a Christian Valente, che ha lavorato impeccabilmente sulla parte audio, direttamente da Roma. Ora il film è quasi terminato… dico “quasi” perché mancano solo i sottotitoli in inglese al making-off. L’8 Aprile faremo la prima ufficiale del cortometraggio. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le istituzioni e le persone che hanno collaborato al progetto.


 
Il tema principale del film è puramente drammatico, mescolato in un cocktail di terrore e suspence.

Sì, ho cercato di analizzare alcuni punti riguardanti il tema della sicurezza stradale che mi stavano particolarmente a cuore. Spero, seppure con un cortometraggio di 16 minuti, di aver raggiunto il mio scopo.


 
Pur essendo ancora nelle ultime fasi della post-produzione, il nuovo cortometraggio è già stato selezionato nel famosissimo “Festival del Cinema di Malaga”. Un tuo commento?

Sono lusingato di partecipare a un festival così importante e prestigioso. Sarà sicuramente una bellissima esperienza. Per entrare nel cinema devo passare per forza attraverso i corti. Questo è il mio destino!


 
Quale dei quattro film che hai fatto ti rappresenta veramente?

Nessuno dei quattro! Generalmente si è sempre portati a dire l’ultimo. Nel mio caso non ne sono del tutto soddisfatto, perché, come detto in precedenza, ho dovuto tagliare qualche scena e rinunciare a qualche inquadratura. Quando non dovrò rinunciare a nulla, forse potrò dire di aver trovato il film che mi rappresenta veramente.

Tutti i tuoi film (eccetto il primo) sono stati dedicati ad una persona. Perché questa scelta?

Perché sono persone che mi stanno a cuore. Chi per un motivo e chi per un altro, ho voluto omaggiarli in questo modo.


 
Nella tua filmografia c’è sempre presente Alessandro Fornari. Che ruolo ha lui nei tuoi film?

Alessandro è un amico e un grande professionista. Ama e vive il cinema proprio come me. Quando comincio a parlargli di una nuova storia, capisce molto bene il mio punto di vista. Quasi sempre lui si occupa della produzione, anche se la sua vera passione è quella di recitare. È un tipo perfezionista che guarda al minimo dettaglio. Un giorno mi piacerebbe dargli la parte del protagonista di un mio cortometraggio.


 
Come vedi il cinema italiano?

Il nostro cinema è morto da un pezzo, e non so se si riprenderà. Le cause sono molteplici e le sappiamo tutti. Ora chi esce dai talk-show è puntualmente un grande attore… dove sono i registi? E i produttori? Potrei continuare veramente all’infinito, ma è meglio chiudere la questione.


 
Il tuo prossimo progetto sarà…

Non lo so ancora, ho vari progetti in mente. Alcuni li ho già presentati, ricevendo parere favorevole. Vediamo quale sarà il più svelto a saltar fuori. Ci vuole molta pazienza.


 
Un’ultima domanda: se dovessi scegliere, quale regista vorresti essere?

Davide Melini. Non vivo di illusioni, e guardo in faccia la realtà. Io ho fame di cinema e voglia di crescere! Questo è quanto posso dire: se necessario farò cortometraggi fino a 90 anni (sperando di arrivarci), ma sempre con un solo e unico obiettivo: fare il lavoro che amo!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LA DOLCE MANO DELLA ROSA BIANCA 

LA DOLCE MANO DELLA ROSA BIANCA (2010)
Pagina web: www.davidemelini.com  

 
 

 

 
 
AMORE ESTREMO 

 

AMORE ESTREMO (2006)

 

 

 
 
 
 
 
 
 
THE PUZZLE 

 

THE PUZZLE (2008)

 

 

LA SCENEGGIATURA (2006)

 

 

 
LA DOLCE MANO DELLA ROSA BIANCA 

 

LA DOLCE MANO DELLA ROSA BIANCA (2010)
Pagina web: www.davidemelini.com  

 

 

Davide Melini
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