Generalmente i titoli di testa di un video contengono le informazioni relative a chi distribuisce l'opera, a chi ha fornito i mezzi (ente, istituzione, produttore...) a chi la sponsorizza o sostiene, il nome dell'autore principale, titolo e sottotitolo.
Nel caso di video prodotti in ambito scolastico la sequenza sarà generalmente: ente o progetto che eroga i contributi, nome della scuola, nome della classe o del gruppo di lavoro (con l'anno scolastico), titolo dell'opera, nomi degli autori ( se sono pochi, altrimenti si citano nei titoli di coda).
Nei titoli di coda si specificano i nomi e, possibilmente, i ruoli di tutti coloro che hanno lavorato, si citano le fonti dei materiali utilizzati e si ringraziano le persone e le istituzioni che hanno collaborato.
Le stesse informazioni vanno riportate sulla copertina e, più sinteticamente, sull'etichetta del supporto fisico del video (cassetta o disco), o nel campo "descrizione" quando si carica un video su Youtube.
I titoli possono essere solo una sequenza di scritte su fondo nero con commento sonoro assente o scelto con la tecnica (che in genere dopo due o tre tentativi funziona) del "proviamo se questo pezzo va bene".
Possono però anche essere una sequenza audiovisiva di buon livello, la cui progettazione e realizzazione può diventare un compito stimolante e impegnativo, che implica la collaborazione tra diverse discipline.
Una possibile procedura è la seguente:
Si stabiliscono i titoli da scrivere.
Si calcola la durata minima di ogni titolo in base al tempo necessario per leggerlo lentamente, assegnando comunque un tempo maggiore al titolo vero e proprio.
Si sceglie (o si compone!) un brano musicale adeguato come stile e come struttura (è bene che le frasi musicali siano ben riconoscibili ed abbiano una durata paragonabile a quella della permanenza dei titoli sullo schermo )
Per l'analisi della struttura del brano musicale è bene poter disporre di una partitura, che può essere una normale partitura scritta su pentagramma (se si è in grado di leggerla), una partitura grafica con simboli ad hoc su una scala temporale ( ad esempio segni di diverso colore per indicare l'intervento di vari strumenti), o la forma d'onda così come viene visualizzata nei programmi di editing .
Successivamente si decide quale sarà la struttura dei titoli: sequenza di sole scritte, scritte animate, scritte alternate o combinate con immagini fisse o sequenze filmate, scritte integrate in una scenografia o in una coreografia, ecc. e si disegna uno storyboard con riferimenti precisi ai tempi della partitura musicale.
Già in questa fase bisogna aver chiara quale sarà la tecnica utilizzata per la realizzazione pratica:
Al computer si possono utilizzare complessi programmi di animazione grafica in 2d e 3d, specifici software per le titolazioni, o più semplicemente la titolatrice in dotazione al programma di editing associata agli effetti speciali e di transizione. Naturalmente è anche possibile, e forse, in ambito scolastico, preferibile, affidarsi alla grafica manuale e animare i titoli con movimenti di panoramica e zoomata o con le tradizionali tecniche di animazione a passo 1.
Ricordiamo che l'obiettivo di tutta la procedura è quello di ottenere una perfetta associazione tra eventi sonori ed eventi visivi, ovvero tra comparsa, scomparsa, eventuali movimenti di immagini e scritte e le frasi musicali che li accompagnano. Questo che vuol dire che un ritardo o un anticipo di 3/4 fotogrammi dell'audio rispetto al video risulta già avvertibile, mentre con 12 fotogrammi (mezzo secondo) si è già decisamente "fuori tempo".
indice del glossario voce successiva: videocamera