Il decibel, abbreviato dB, che viene usato spesso in acustica e in elettronica, non è una unità di misura assoluta come lo sono ad esempio il Volt, il Watt, l'Hertz ecc, bensì una scala di misurazione che può essere utilizzata per diverse grandezze.
Ad esempio, quando diciamo che la soglia del dolore acustico è a 130 dB, indichiamo che tale livello acustico è un certo numero di volte (per l'esattezza 10.000.000.000.000 volte ) più elevato di quello del più debole suono percepibile, al quale si assegna il valore di 0 dB.
In altri casi si fissa a 0 dB il valore massimo di una grandezza, ad esempio il livello del segnale audio in uscita da un mixer. In tal caso, se diciamo che il livello del segnale in uscita è -20 dB, intendiamo che è un certo numero di volte (per l'esattezza 100 volte) più basso del livello massimo; se diciamo che è di +3 dB intendiamo che la sua intensità è di una certa quantità, per l'esattezza due volte, più grande del valore massimo (e quindi, per inciso, il segnale rischia di risultare distorto)
Ancora, quando si dice che il rapporto segnale/rumore in una certa apparecchiatura è migliore di 50 dB si intende che il livello del segnale è 100.000 volte più grande di quello del rumore generato dai circuiti elettronici dell'apparecchiatura.
Il decibel, infatti, corrisponde alla decima parte di un Bel, che non è altro che il logaritmo in base 10 di un certo valore.
20 dB corrispondono a 2 Bel, ovvero a 10 elevato alla 2, cioè 100; 3 decibel corrispondono a 10 elevato alla 0,3 cioè circa 2; 130 dB corrispondono a 10 elevato alla 13 (diecimila miliardi)
L'uso della scala logaritmica è stato introdotto in campo acustico perché descrive bene la percezione soggettiva dell'intensità dei suoni: la maggior parte degli individui percepisce soggettivamente un raddoppio dell'intensità sonora quando l'intensità oggettiva aumenta di 10 dB.