Le inquadrature che vediamo sullo schermo sono oggetti bidimensionali, piatti. L'azione che riprendiamo, però, si svolge in uno uno spazio a tre dimensioni.
Lo spazio compreso in una inquadratura è in effetti una piramide col vertice coincidente con l’obiettivo e la base sullo sfondo. Gli spigoli inferiori a un certo punto intersecano il pavimento disegnando un trapezio isoscele (che costituisce l’area nella quale risulteranno visibili i piedi). Ovviamente gli spettatori percepiscono solo ciò che si trova all'interno della piramide. Il modo in cui i soggetti appariranno muoversi sullo schermo dipende anche dalle caratteristiche geometriche di questo "spazio scenico"
Utilizzando questo spazio con accortezza e fantasia è possibile riprendere azioni anche lunghe e complesse senza muovere la videocamera, come avveniva prima dell' introduzione della testa panoramica (1930) o come avviene nelle sit-com a camera fissa ( ad esempio "Camera Cafè" ) ispirate al punto di vista della web-cam.
In effetti, organizzare un'azione all'interno di uno spazio scenico fisso è un ottimo esercizio per iniziare a capire come rendere nel migliore dei modi su uno schermo piatto una scena che si svolge nello spazio tridimensionale.
A seconda della distanza dei soggetti dall'obiettivo possiamo riconoscere vari "piani". I piani più lontani permettono ampi spostamenti e la presenza di molte persone, i piani vicini al punto di ripresa permettono di evidenziare volti e altri dettagli (mani, oggetti), il piani intermedi consentono di mostrare bene l’atteggiamento corporeo e i gesti delle braccia.
Inoltre bisogna pensare che nello spazio inquadrato dalla videocamera gli attori possono entrare ed uscire.
Gli ingressi e le uscite possono avvenire dai lati o da aperture sullo sfondo oppure dalla parte della videocamera . Queste ultime risulteranno di notevole impatto, così come tutti gli avvicinamenti da un piano lontano a uno più vicino.
Le caratteristiche del nostro spazio scenico piramidale variano molto con la focale dell’obiettivo, infatti l'angolo al vertice sarà stretto con lo zoom in posizione di teleobiettivo, e viceversa ampio usando il grandangolo .
Da ciò consegue che quando inquadriamo un certo soggetto, ad esempio un gruppo di persone come nell'immagine qui sotto, più la videocamera è lontana dal set (e più l'obiettivo è in posizione tele) più il pavimento dello spazio scenico approssima un rettangolo, mentre più è vicina (e quindi l'obiettivo è in posizione grandangolo) più il pavimento dello spazio scenico approssima un triangolo. Di questo bisogna tenere conto se i soggetti devono effettuare degli spostamenti.
Quando la videocamera è vicina, è anche massima la differenza di dimensione apparente tra i soggetti in primo piano e quelli sullo sfondo e quindi risultano molto evidenti i movimenti di avvicinamento alla videocamera ( il grandangolo esalta la distanza tra i piani mentre il teleobiettivo la riduce)
Si noti il drastico cambiamento di prospettiva al cambiamento dell'angolo di ripresa dell'obiettivo
(nell'immagine di sinistra, ripresa dalla telecamera lontana, gli omini della terza fila non si vedono in quanto coperti da quelli della prima fila )
Contenere un'azione all'interno di un'inquadratura fissa, mantenendo un elevato livello di attenzione e interesse degli spettatori, non è una cosa semplice, e, in effetti, è abbastanza raro vedere scene di questo tipo.
Normalmente per raccontare una scena, che sia reale o recitata, si utilizzano più punti di vista da ognuno dei quali la telecamera è in grado di realizzare parecchie inquadrature, e questo sia che si lavori con tecnica televisiva ( nel qual caso avremo diverse telecamere piazzate in vari punti ) sia che si lavori con tecnica cinematografica ( nel qual caso sposteremo la videocamera in diverse postazioni ).
Qualsiasi cosa si debba riprendere, dalla fiction al matrimonio al compleanno del bambino è meglio scegliere in anticipo i punti di vista disponibili provando da ognuno, possibilmente con la videocamera che verrà effettivamente usata, le varie inquadrature disponibili.
(è consigliabile utilizzare la stessa videocamera che verrà utilizzata in fase di ripresa, perché obiettivi diversi possono arrivare a coprire angoli di ripresa diversi).
Conviene anche provare le inquadrature con la presenza degli attori o almeno di "controfigure" della stessa altezza.
Almeno uno dei punti di vista deve permettere la realizzazione di un "totale", ovvero l'inquadratura più ampia che è in grado di contenere tutta l'azione.
Aggiungere punti di vista vuol dire aggiungere nuovi rapporti prospettici tra i personaggi e nuovi rapporti personaggi/sfondo, ma vuol dire anche allestire una maggiore quantità di fondali ( se si lavora in studio), usare più telecamere o impiegare più tempo negli spostamenti da una postazione all'altra.
Nel valutare i punti ove piazzare le videocamere è sempre importante verificare che i soggetti si muovano in zone dove ricevono una corretta illuminazione , che non compaiano elementi di disturbo, che non vi siano controluce che non siano facilmente eliminabili chiudendo una finestra o appendendo un drappo scuro,
In taluni casi si possono includere nell'inquadratura elementi che fungano da "quinta", come siepi, fontane, colonne, ecc.
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