Il mercato delle attrezzature per la produzione degli audiovisivi è sostanzialmente diviso in tre settori, generalmente indicati come broadcast, professionale, amatoriale o "consumer".
Da una parte troviamo le attrezzature destinate unicamente alle emittenti televisive, ovvero le grosse telecamere da studio con i relativi carrelli , mixer di produzione con decine di ingressi, oltre a tutti gli apparati per il trasporto e la messa in onda del segnale. Si tratta di apparecchiature molto costose che i produttori vendono direttamente a un numero limitato di clienti.
All’estremo opposto troviamo le attrezzature amatoriali, essenzialmente videocamere e videoregistratori che assieme a pochi accessori vengono venduti nei numerosi negozi che trattano la cosiddetta “elettronica di consumo”.
Questi rivenditori forniscono spesso anche programmi di editing e schede di acquisizione, ma queste, a meno di non essere abbastanza esperti di informatica, è meglio acquistarli non da chi li vende nella scatola ma da chi è in grado di installarli nei computer.
Tra questi due estremi si colloca il mercato delle attrezzature professionali, destinate a operatori video, piccole emittenti televisive, studi di produzione, istituzioni e che tratta una vasta gamma di apparecchi : videocamere professionali, monitor, mixer video, stativi, lampade e accessori per l’illuminazione, schede di acquisizione e programmi di editing professionali, steadycam, microfoni, mixer audio, cavi. Gli operatori in questo settore non sono molti, in genere operano a livello regionale o nazionale tramite rappresentanti e, adesso, via Internet.
Il modo più semplice per individuarli è effettuare una ricerca in Internet per "videocamere professionali" "monitor" "mixer video".
La navigazione dei siti dei produttori di apparecchiature ( così come la lettura delle riviste specializzate) può essere molto interessante, l'importante è non farsi prendere dal desiderio di possedere "quella" macchina costosissima ma piuttosto cercare di capire quali sono le funzioni che queste attrezzature esplicano e se e come le possiamo realizzare nel nostro piccolo.
Infatti, con l'avvento della registrazione digitale la differenza di qualità, percepibile dallo spettatore, tra le immagini riprese con attrezzature amatoriali e quelle riprese con attrezzature professionali è diventata molto meno marcata di quanto poteva essere ai non lontani tempi della videoregistrazione analogica. Ciò è vero anche per quanto riguarda le funzioni base del montaggio non lineare, dove la differenza tra sistemi amatoriali e professionali - si parla sempre di ciò che può percepire il normale spettatore - è davvero minima.
Permangono invece notevoli differenze in termini di maneggevolezza, affidabilità, tempi necessari (per quanto riguarda i programmi) che in molti casi vengono volutamente mantenute per giustificare la notevolissima differenza di prezzo tra le apparecchiature di livello amatoriale e quelle di livello professionale. Un esempio eclatante è la possibilità di connettere alla videocamera un microfono esterno e un paio di cuffie per registrare l'audio in maniera ottimale. Il costo dei due connettori è senz'altro minimo, e tuttavia sono pochissime le videocamere destinate al mercato amatoriale che attualmente presentano questa caratteristica.
La situazione è complicata dal fatto che, da parte dei produttori di attrezzature AV, è in atto da alcuni anni un grande sforzo per introdurre sul mercato la TV ad alta definizione , e, come corollario di questa politica, l'offerta di videocamere amatoriali di alto livello è attualmente tutta puntata all' HD (High Definition). Inoltre la concorrenza tra le varie case per imporre il proprio standard ha portato ad una moltiplicazione dei formati che crea molto disorientamento al momento di decidere quale attrezzatura acquistare.
L'attrezzatura minima per produrre un audiovisivo è costituita da una videocamera e da un computer dotato di un programma per l'editing digitale e di un masterizzatore per DVD.
Alla descrizione delle funzioni della videocamera è dedicato un apposito capitolo . Qui cercherò di dare un elenco delle caratteristiche dividendole in tre categorie:
molto utili, apprezzabili, inutili.
Si tratta ovviamente di indicazioni molto generiche, che possono tuttavia essere di aiuto per orientarsi in un mercato che offre una varietà molto vasta di modelli, e dove le funzioni offerte per un certo livello di prezzo cambiano da un anno all'altro.
caratteristiche molto utili:
ingresso per un microfono esterno (quando la registrazione dell'audio è importante, molto spesso il “punto di vista” più adatto non coincide col “punto di ascolto” ottimale)
uscita per le cuffie (per controllare l’”inquadratura sonora”)
monitor LCD laterale completamente orientabile ( comodo anche sul cavalletto, permette una gamma di inquadrature molto più ampia di quelle consentite dall’oculare o da LCD fissi, peraltro abbastanza rari)
possibilità di regolare manualmente fuoco, bilanciamento del bianco e diaframma (Anche se ormai i controlli automatici sono estremamente raffinati ed efficaci, fuoco, luminosità e dominante di colore sono comunque elementi del linguaggio audiovisivo, per cui è bene poterli controllare completamente. )
possibilità di applicare un filtro neutro a protezione dell’obbiettivo (fatelo immediatamente!),
caratteristiche desiderabili
zoom ottico superiore a 10x, in genere è preferibile l'ampiezza del grandangolo rispetto alla potenza del teleobiettivo ( un teleobiettivo spinto richiede necessariamente un cavalletto con un'ottima testa )
facilità di manovra e sensibilità del comando dello zoom,
monitor LCD ad alta luminosità, utilizzabile in piena luce,
batterie di elevata capacità - oltre 2 ore di autonomia,
indicatore del livello di registrazione audio e possibilità di controllo manuale dei livelli audio.
caratteristiche inutili ( alcune costano e comunque possono rendere l'uso della macchina più complicato )
effetti speciali ( dissolvenze e tendine, titoli, mosaico, bianco e nero, ecc.- sono cose che si fanno al momento dell'editing, sul computer)
funzioni di editing (con la disponibilità di programmi di montaggio su computer, sono del tutto inutili.)
zoom digitale ( quando l'immagine viene ingrandita oltre il livello di 2x la perdita di definizione diventa ben percepibile; in ogni caso una "zoomata" digitale si può realizzare in fase di editing con quasi tutti i programmi )
Nel 2007, quando è stata scritta la prima edizione di questo glossario era difficile dare indicazioni precise sul supporto di registrazione: le cassette DV costituivano un supporto molto diffuso nel settore professionale ed erano ancora dominanti in quello amatoriale (nella versione MiniDV ) e non era chiaro se sarebbero state sostituite dai dischi ottici di nuova generazione a laser blu (molto più capienti dei mini-DVD ) o dalle schede di memoria a stato solido.
Entrambi questi sistemi avevano il considerevole vantaggio, rispetto al nastro, di permettere l’accesso immediato a qualsiasi punto del materiale girato. La scheda a stato solido, inoltre, permetteva di eliminare tutte le parti meccaniche della sezione di registrazione, con notevoli riduzioni nei costi di costruzione e di manutenzione e un aumento intrinseco della robustezza della macchina. Com'era prevedibile quest'ultima soluzione è risultata vincente e ha reso rapidamente obsolete tutte le altre.
In teoria qualsiasi personal computer con una velocità di elaborazione superiore a 1 Gigahertz, 250 mega di RAM, un hard-disk di almeno 20 Gigabite e un masterizzatore DVD è in grado di acquisire, elaborare ed esportare immagini video. In pratica molti dei programmi di editing presenti sul mercato richiedono prestazioni superiori, che comunque sono alla portata della maggior parte delle macchine ora sul mercato.
Il passaggio dei materiali registrati dalla memoria della videocamera a quella del computer avviene in genere tramite la porta USB o un lettore di schede.
scheda di acquisizione video
Se i materiali che dovete montare sono su supporti di tipo analogico ( VHS, Svhs, video8, Hi8 ) avete invece bisogno di una scheda di acquisizione video.
Le più complete sono dotate di ingressi e uscite analogiche e questo consente sia di utilizzare materiali registrati nei "vecchi" formati analogici (Betacam,VHS, video8 ) che di riversare il montato su videocassetta analogica. Inoltre queste schede vengono fornite con programmi di editing video in versione integrale e consentono di ottenere molti effetti in tempo reale. Il costo varia da poche centinaia a diverse migliaia di euro, a seconda dei software offerti in abbinamento e della possibilità di eseguire transizioni ed effetti in tempo reale.
compito di queste schede è duplice: prima eseguono la digitalizzazione del segnale analogico in ingresso, e poi lo comprimono nel formato desiderato utilizzando uno dei vari codec ( algoritmo di codifica-decodifica ) disponibili. La sezione di codifica/decodifica entra in azione anche quando il programma di editing applica effetti o transizioni a parti del video memorizzate ( in forma compressa ) nel disco fisso del computer. In questo caso ogni fotogramma viene decompresso, vi viene applicato l'effetto ( in effetti un algoritmo matematico) e viene ricompresso in un nuovo file. Bisogna dire che attualmente alcuni dei compiti che qualche anno fa erano svolti dall'hardware della scheda di acquisizione ora possono essere svolti, grazie all'elevata velocità dei nuovi processori, dall'unità centrale del computer, cosa che ha permesso di ridurre i costi delle schede di acquisizione.
Se utilizzate una videocamera DV o miniDV
avete bisogno semplicemente di una interfaccia IEEE 1394 (firewire ) - costo dai 15 euro in su, spesso ormai già fornita col computer - che permette di acquisire il girato da una videocamera digitale e di riversare il montato sulla stessa se il connettore firewire sulla videocamera è abilitato all'ingresso video.
In questo caso copie in VHS possono essere ottenute prelevando il segnale dalle uscite analogiche della videocamera. Se poi, come si è già detto, la videocamera dispone di ingressi analogici sarà possibile anche acquisire questo tipo di materiali.
In genere questo tipo di schede è corredato di software di editing in versione "leggera" che comunque permette di codificare il filmato ottenuto in MPEG e trasferirlo su video-CD o su DVD.
Se la vostra videocamera registra su DVD, scheda di memoria o hard-disk interno l'acquisizione avviene (in genere ) tramite una porta USB.
Programmi di editing
Per quanto riguarda i programmi di editing possiamo distinguere due categorie di prodotti:
i cosiddetti entry-level, economici (meno di 100 euro), abbastanza semplici da usare, spesso datati di funzioni automatiche difficili da governare e che però in genere permettono di utilizzare solo una traccia video e un paio di tracce audio.
i "professionali" ( costo da qualche centinaio di euro in su ) molto più versatili e potenti ma anche più difficili da imparare ad usare.
per gli amanti dell'Open Source segnalo Cinelerra, Kino e KDNLIVE che girano sotto Linux.
Del filtro neutro da applicare a protezione dell'obiettivo e della batteria ausiliaria abbiamo già detto, inoltre, per molti tipi di prodotto potrebbero risultare utili i seguenti accessori:
Lo stativo deve essere specifico per il video, perché quelli per le macchine fotografiche hanno caratteristiche diverse. Sullo stativo non conviene risparmiare, anche perché è uno dei pezzi dell'equipaggiamento che non rischia di diventare obsoleto.
Il microfono esterno sarà di tipo direzionale, il mercato amatoriale ne offre di discreti a prezzi contenuti. Il cavo dovrebbe essere lungo 3-4 metri. Bisogna accertarsi che lo spinotto (generalmente un mini-jack) sia compatibile con la presa "mik" della videocamera ( anche se dovrebbero essere standard, in realtà non tutti i mini-jack sono uguali tra loro )
Le cuffie per monitorare l'audio saranno preferibilmente del tipo chiuso, per schermare i rumori esterni.
Un illuminatore portatile da 20/40 watt (alimentato a batteria ) e un paio di lampade con relativo stativo, anche se non di tipo professionale, possono essere utili nelle occasioni in cui sia necessario utilizzare illuminazione artificiale .
L'attrezzatura minima costituita da videocamera, programma di editing sul computer e i pochi accessori che ho descritto, è sufficiente per realizzare una vasta gamma di prodotti audiovisivi utilizzando il modo di produzione filmico.
Da questa situazione si può evolvere verso due direzioni: la più ovvia è quella di migliorare la qualità delle attrezzature migrando verso attrezzature di tipo professionale. La seconda, purtroppo poco conosciuta e considerata, ma che sarebbe molto interessante soprattutto per le scuole, è quella di attrezzarsi per il modo di produzione televisivo.
Cominciamo da questa seconda ipotesi.
L'allestimento di uno studio implica l'acquisto e la gestione di diverse macchine: telecamere con stativo, microfoni, mixer video e audio , monitor, titolatrice, computer o videoregistratore per i contributi, computer o videoregistratore per registrare il programma, sistema di intercom tra cameraman e regia. Uno studio realizzato interamente con componenti professionali costa diverse decine di migliaia di euro. E' tuttavia possibile realizzare un Mini-Studio studio relativamente economico e portatile utilizzando piccoli mixer a quattro ingressi in grado di accettare segnali provenienti da videocamere non professionali.
Esistono anche particolari schede video ( "tricaster" e simili ) in grado di accettare e gestire segnali provenienti da diverse videocamere e che quindi permettono di integrare una regia video in un unico computer. Ne esistono di diversi prezzi.
Presentano il vantaggio di richiedere meno collegamenti esterni in quanto le funzioni di mixer, titolatrice, monitor e registratore sono tutte svolte dal computer ( in uno studio realizzato collegando tra loro diverse apparecchiature, i collegamenti sono la causa di problemi più comune).
Per contro, proprio per il fatto che a ogni macchina corrisponde una funzione, uno studio "analogico" risulta immediatamente comprensibile e gestibile anche da bambini di quarta elementare.
Negli studi televisivi la regia è separata dal set, in modo che tutte le comunicazioni tra il regista e i suoi collaboratori possano aver luogo senza disturbare ciò che accade davanti alle telecamere. Le comunicazioni tra la regia e gli operatori avvengono tramite cuffie e microfoni (intercom - nei negozi di elettronica si trovano delle radiocuffie abbastanza economiche che servono ottimamente allo scopo ).
L'esperienza mi ha dimostrato che nelle produzioni realizzate in ambito scolastico un allestimento di questo tipo ( che è sicuramente ostacolato dalla costante penuria di spazi ) non è indispensabile, e che è possibile lavorare con buoni risultati piazzando la regia subito alle spalle delle videocamere, cosicché sia possibile comunicare sottovoce, tramite gesti convenuti e avvalendosi di assistenti .
E' possibile ed estremamente utile sistemare le attrezzature che compongono la regia del ministudio su un carrello a due ripiani ( nel realizzarlo occorre tenere presenti le dimensioni delle porte e degli ascensori) che può essere facilmente trasportato permettendo così di effettuare riprese con la tecnica della diretta TV in ogni locale della scuola.
Con un'attrezzatura di questo tipo si possono realizzare rapidamente TG scolastici, presentazioni scientifiche, fiction .
Come ho già accennato prima le attrezzature professionali, a fronte di costi molto più elevati di quelle amatoriali, consentono un controllo totale di tutti gli elementi del linguaggio audiovisivo, vediamo rapidamente come:
Videocamere professionali
Oltre ad una costruzione nettamente più robusta, e ad una qualità di immagine relativamente migliore, le videocamere professionali presentano caratteristiche che ne rendono l'uso più efficiente e produttivo rispetto alle "sorelle minori" del mercato amatoriale; le più evidenti sono:
Possibilità di cambiare obiettivo; Tre sensori (uno per il rosso, uno per il verde, uno per il blu) che permettono una migliore resa del colore.
Messa a fuoco meccanica : l'avere una corrispondenza biunivoca tra posizione della ghiera e distanza di messa a fuoco è indispensabile se nel corso della scena occorre "cambiare il fuoco" secondo uno schema preordinato (v. profondità di campo).
Possibilità di comandare zoom e messa a fuoco tramite comandi posti sulle cloche della testa panoramica dello stativo (assetto da studio: il cameraman lavora in una posizione comoda che può mantenere per molto tempo)
Connettori professionali ( BNC e XLR ) che garantiscono connessioni più sicure.
Ingressi audio, microfono e linea, bilanciati - garantiscono una migliore protezione dai disturbi elettromagnetici e quindi consentono l'uso di cavi più lunghi .
Ingresso di genlook - consente alla telecamera di ricevere ( da un'altra telecamera o da un apparato centrale) un segnale di riferimento sul quale sincronizzare il proprio segnale video in uscita. In tal modo segnali provenienti da diverse telecamere possono afferire direttamente a mixer video di fascia medio-alta.
Possibilità di controllare manualmente molti parametri - apertura del diaframma, sensibilità, contrasto, composizione cromatica... Le macchine di fascia broadcast possono avere una unità remota che controlla queste funzioni dalla sala di regia per uniformare la qualità delle immagini provenienti dalle varie telecamere dello studio.
Apparecchi per illuminazione artificiale
Un'attrezzatura base per l'illuminazione artificiale formata da 3-4 lampade e relativi accessori ha costi in definitiva abbordabili. Il suo uso ha due possibili motivazioni:
Migliorare sensibilmente la qualità delle immagini quando la situazione ambientale non presenta condizioni di luce ottimali ( nella maggior parte dei casi lo stesso risultato si può ottenere usando opportunamente meno costose lampade domestiche ).
Utilizzare il controllo dell'illuminazione come elemento del linguaggio audiovisivo. Questa è un'attività che è possibile solo disponendo di attrezzature professionali. Bisogna essere consapevoli che richiede buone competenze teoriche e pratiche e, soprattutto, che porta via parecchio tempo.
Supporti per le videocamere
Per poter realizzare i vari movimenti macchina esistono tutta una serie di apparecchiature che vanno dal treppiede con testa panoramica al dolly, la gru, il carrello, la rotaia, la steadycam, la skycam.
A parte il treppiede, che i molti casi e soprattutto nelle scuole rappresenta un investimento altamente consigliabile, ed alcuni modelli economici di gru e di steadycam, le altre attrezzature hanno costi assolutamente improponibili tanto che, in genere, vengono date a noleggio.
Attrezzature audio
( si vedano anche le voci del glossario: audio, microfoni ,suono , e registrazione del suono )
Il mercato professionale offre una vasta gamma di apparecchiature per la captazione, la manipolazione e la registrazione del suono, destinate soprattutto all'ambito della produzione musicale. In genere le attrezzature audio entrano in gioco solo nella fase di ripresa, dato che la post-produzione viene effettuata tutta sul computer.
Si potrà quindi avere a che fare con:
Microfoni ultradirezionali ( di forma cilindrica, lunghi una trentina di cm., generalmente montati in cima a un'asta detta giraffino con cui vengono tenuti appena fuori dell'inquadratura )
Microfoni impugnabili ( in gergo “gelato”) per le interviste.
Microfoni da tavolo, a stelo,individuali o piatti, per captare la conversazione attorno a un tavolo.
Radio-microfoni ( utili quando i soggetti si devono spostare sul set, possono essere impugnabili oppure tipo lavalier che si fissano con una pinzetta al bavero della giacca )
Mixer audio ( 6-8 ingressi sono più che sufficienti ) nel caso si vogliano realizzare programmi con la tecnica della diretta TV.
Queste attrezzature sono trattate anche da un limitato mercato amatoriale, che offre apparecchi destinati essenzialmente a "taverne" e complessini domestici e che si differenziano da quelli professionali perché questi ultimi, oltre ad avere migliori prestazioni, sono di costruzione molto più robusta ed hanno la possibilità di trattare segnali bilanciati .
I costi delle attrezzature professionali sono naturalmente più elevati ma comunque accessibili.
Che operiate per passione o per lavoro, autonomamente o in una struttura, è bene essere consapevoli che la gestione delle attrezzature video implica alcune ineliminabili incombenze che elenco in ordine sparso:
Occorre mantenere una scorta di supporti vergini, conservare i materiali in lavorazione, ( v: la gestione dei materiali ) archiviare i lavori finiti e decidere quando è il momento di riciclare i supporti ( nastri, dischi riscrivibili o schede che siano ) usati per le riprese una volta che i materiali sono stati montati.
Nell'organizzare il lavoro di editing bisogna tenere presente che alcune operazioni ( la renderizzazione degli effetti, la conversione di un video in formato MPEG per poterlo trasferire su un DVD, la stessa scrittura sul DVD vergine ) richiedono un certo tempo, variabile a seconda del programma che si utilizza, durante il quale è meglio non utilizzare la macchina per altri scopi.
Dato che i file video sono molto grandi ( un'ora di video in formato DV occupa circa 13 GB ) è indispensabile gestire con ordine lo spazio sui dischi rigidi dei computer destinato all'editing: inserire tutti i file relativi a uno stesso progetto in un'unica cartella, eliminarli quando non servono più, archiviare le sequenze che potrebbero essere utili come repertorio. Esistono ovviamente molte possibilità di archiviare le sequenze digitalizzate, la più economica è probabilmente, al momento, quella di riversare i file .avi su DVD; un DVD da 4.7 gigabite contiene circa 20 minuti di filmato in formato avi DV.
In una struttura dove molte persone possono usare le videocamere, ad esempio in una scuola,
bisogna tenere i manuali d'uso a disposizione degli utenti: è bene farne due copie, una da tenere assieme agli apparecchi e una da dare a prestito per studiarlo, in modo da preservare l'originale.
Per poter funzionare, le videocamere hanno bisogno di un alimentatore o di una batteria che qualcuno deve ricaricare prima dell'uso ( è sempre bene avere un alimentatore / caricabatteria e qualche batteria in più ).
Alcuni microfoni hanno bisogno di una batteria per funzionare - bisogna periodicamente accertarsi che sia carica ed, eventualmente, sostituirla.
La lente frontale della videocamera e la superficie del display vanno pulite con un panno di cotone morbido e pulito o con un fazzolettino di carta di buona qualità, che non lasci peluzzi.
Le testine dei videoregistratori e delle videocamere sono soggette a sporcarsi e devono essere pulite utilizzando le apposite cassette pulisci-testine.
Ovviamente, quando una macchina si guasta bisogna portarla dall'assistenza e farla riparare ( per questo è importante, al momento dell'acquisto, verificare la disponibilità di un servizio di assistenza per la marca scelta ).
Anche i cavi che trasportano i segnali da un’apparecchiatura all’altra, così come i cavi di alimentazione, sono soggetti a guastarsi. Bisogna averne cura, evitando di arrotolarli in spire troppo strette quando si ripongono. I connettori guasti sono la più comune causa di malfunzionamento in un sistema di apparecchiature. Conviene avere sempre dei cavi nuovi di scorta di modo che, quando si constata che “non c’è segnale” basta sostituire il cavo sospetto per verificare che sia proprio quello la causa del malfunzionamento.
In definitiva, gestire una semplice attrezzatura video non è più complicato che gestire un’automobile o un aspirapolvere: occorrono una serie di operazioni di manutenzione ordinaria e, possibilmente, un “meccanico di fiducia” ( nel nostro caso un laboratorio di riparazioni elettroniche ) dal quale possono provenire utili indicazioni sulle apparecchiature più valide e conoscenze sulle loro caratteristiche.