Dal punto di vista fotografico l'inquadratura è l'immagine che in un dato momento viene ripresa dalla videocamera.
Da questo punto di vista se ne dovrà valutare la composizione, l'equilibrio tonale e cromatico, la leggibilità, secondo criteri che, prima ancora di appartenere alla tecnica fotografica, sono stati elaborati in millenni di storia della pittura.
Nel linguaggio cinematografico e televisivo l'inquadratura è associata a una durata, cosa che è più evidente se consideriamo il termine inglese -shot- che come significato originario indica il tiro di un'arma e che richiama più chiaramente l'azionamento per un certo numero di secondi della macchina da presa.
Considerata in questo senso l'inquadratura diventa l'unità base che permettere di descrivere nella sceneggiatura ciò che lo spettatore vedrà sullo schermo.
Per questo sono stati sviluppati, nella teoria e nell'uso pratico, diversi modi di descrivere le inquadrature. La nomenclatura è essenziale anche per permettere la rapida comunicazione tra regista, direttore della fotografia e cameraman: quella qui riportata comprende i termini più correntemente usati in Italia.
(DETT. o PART.) E' una inquadratura che enfatizza un particolare, es. una miccia che brucia, gli occhi, il polsino di una giacca.
(P.P.P.) Inquadratura del solo volto di un personaggio, eventualmente escludendo i capelli e il mento.
(P.P.) L'intero volto, il collo e le spalle.
(M.P.P.) o piano medio (P.M.) o mezza figura (M.F.): L'inquadratura taglia il personaggio alla vita, in genere è possibile vederne le mani, si percepisce l'ambiente circostante.
(P.A.) La figura umana è tagliata alle ginocchia, sono chiare le relazioni con l'ambiente immediatamente circostante.
(F.I.) Il soggetto appare in tutta la sua altezza, può effettuare limitati spostamenti nell'ambiente senza che la camera si debba spostare per inseguirlo.
(Tot.) E' definito in relazione alla scena che viene inquadrata nella sua totalità. Ad esempio una ufficio, una classe, una terrazza, in questo caso il tratto di spiaggia occupato dai quattro protagonisti.
(C.L.) riferito ad ambienti esterni, la macchina da presa guarda da lontano. L'ambiente predomina, i personaggi sono identificabili e se ne può seguire l'azione mentre si spostano nell'ambiente (piazza, strada, campo sportivo ecc.)
(C.L.L.) Inquadratura di un panorama nel quale i personaggi sono indistinguibili o del tutto assenti. Si usa in genere all'inizio di una sequenza narrativa per collocare gli eventi.
Si usa questo termine quando un'azione continuata (un dialogo, una fuga, un ballo, ecc.) invece che essere descritta da una serie di inquadrature staccate viene seguita dall'inizio alla fine da un'unica camera che, secondo le necessità, cambia l'inquadratura (v.zoom) ed, eventualmente, il punto di vista (v. movimenti macchina).
Altro elemento che definisce l'inquadratura è il punto di vista.
Un'inquadratura dal basso dà importanza al soggetto, una dall'alto lo sminuisce. Inquadrare una scena dall'alto dà un'idea di oggettività, di distacco da quello che accade, ma permette anche di mostrare meglio una scena affollata.
L'inquadratura soggettiva è quella che corrisponde al punto di vista di uno dei personaggi in scena, viene evidenziata dal fatto che gli altri personaggi guardano in macchina, o dal tenere la camera a spalla.
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