La maggior parte degli effetti speciali possono essere ottenuti "in diretta" elaborando uno o più segnali video tramite i circuiti elettronici di un SEG (special effect generator - funzione spesso inglobata nei mixer video) oppure per elaborazione di sequenze registrate su computer tramite appositi programmi ( in genere inclusi nei programmi di editing )
E' tuttavia indubbio che alcuni e.s., se opportunamente utilizzati, rappresentano elementi molto potenti del linguaggio audiovisivo.
In talune occasioni possono supplire a carenze o nascondere difetti nel materiale girato. Molto spesso vengono usati nelle sigle di apertura dei programmi per dare rilievo ai titoli di testa.
Gli effetti speciali, che permettono di alterare in maniera eclatante ed imprevista le immagini del mondo reale riprese dalle telecamere, sono molto efficaci nell'attrarre l'attenzione dello spettatore ed è probabilmente per questo che il mercato ne ha offerto una varietà sovrabbondante rendendoli per la maggior parte rapidamente obsoleti.
Elenchiamo di seguito gli e.s. più diffusi classificandoli, per comodità, in quattro grandi famiglie:
spesso usato per segnalare la fine di un video - utile per recuperare immagini significative da una sequenza girata male.
trasforma un movimento in una sequenza di fermo immagine (di durata variabile da 2/25 di secondo -due frame- a uno-due secondi) che simula l'effetto di una lampada stroboscopica.
si può paragonare il rallentamento di una sequenza all'ingrandimento di una fotografia: aumenta l'importanza di un'azione ( e quindi della persona che la compie ).
[E' da notare che in fase di post-produzione il rallentamento viene ottenuto riproponendo più volte lo stesso fotogramma, o, nel caso vengano usati programmi più sofisticati, interpolando tra due fotogrammi successivi uno o più fotogrammi calcolati a partire da questi.
Viene aumentata quindi la dimensione temporale della sequenza, ma non la sua risoluzione temporale , come avverrebbe invece se il rallentamento fosse ottenuto aumentando in fase di ripresa il numero di fotogrammi per unità di tempo, cosa relativamente facile per una cinepresa ma impossibile per un normale sistema di videoregistrazione a nastro. Con l'avvento della registrazione su scheda magnetica la registrazione ad alta velocità, utilissima a fini didattici e scientifici, è possibile anche con alcune camere amatoriali ]
- in fase di montaggio ridicolizza, riduce il tempo di un movimento troppo lungo; in fase di ripresa ( timelpase ) permette di visualizzare in breve tempo eventi molto lenti.
: la sequenza temporale viene invertita - per effetti comici, per invertire il senso di un movimento macchina (panoramica, zoom, dolly ecc.)
E' ovvio che rallentamento, accelerazione e reverse si possono effettuare solo su materiale registrato e non sono ottenibili tramite un SEG in diretta .
possono trovare uso nella creazione di titoli.
In genere sono possibili solo con i programmi più costosi, permettono ad esempio di inserire un "monitor virtuale" all'interno di una scenografia, o sulla superficie di un pallone. Distorsioni di piccola entità possono essere usate per correggere/alterare prospettive architettoniche.
I programmi di fascia economica possono avere una funzione di "zoom digitale" può essere utilizzato per correggere un'inquadratura sbagliata, ad esempio per escludere elementi vicini al bordo.
l'immagine viene rovesciata (destra/sinistra) o capovolta (sotto/sopra) - Per adeguare la composizione dell'immagine alle immagini precedenti o successive, per raddrizzare un'immagine ripresa allo specchio.
regola l'intensità relativa dei tre colori fondamentali della tv ( rosso, verde, blu : Red, Green, Blue ) - Permette di alterare il tono dell'immagine: più rosso = più calda, più blu/verde = più fredda . Per correggere errori di bilanciamento del bianco in fase di ripresa.
per avere colori più o meno brillanti, fino al bianco e nero.
per evidenziare o nascondere elementi in base alla loro luminosità, per alterare il tono dell'immagine (giorno-notte), per correggere errori di illuminazione in fase di ripresa.
L'uso di questi tre controlli permette di rendere più simili tra loro le immagini riprese da telecamere diverse.
per dare la sensazione di una dimensione irreale. Permette di acquisire immagini fotografiche dai negativi.
elimina le tonalità intermedie di colore, dando l'effetto di un'immagine dipinta.
divide l'immagine in tante areole rettangolari e attribuisce a tutti i piexel di un'areola lo stesso valore di colore e luminosità.
[Mosaico, paint, still e strobo sono stati i primi effetti digitali, resi possibili dall'introduzione della "memoria di quadro", un "buffer" digitale la cui funzione primaria era quella di compensare momentanee perdite di segnale e di sincronizzare tra loro segnali video provenienti da macchine non sincronizzate.]
L'immagine viene trasformata in un disegno al tratto o in un rilievo su sfondo monocromatico - Si può applicare solo a immagini semplici e ben contrastate.
esistono poi il "viraggio sepia", "vecchia pellicola", "aumento/diminuzione della definizione", "flash fotografici", "pioggia", "neve" e numerosissimi altri filtri grafici resi possibili dalla tecnologia digitale e la cui descrizione in questa sede risulterebbe pesante e tutto sommato di scarsa utilità.
lo schermo viene diviso in varie parti uguali su ognuna delle quali viene presentata un'immagine diversa.
se le parti sono 4, 9 o 16 le immagini sono semplicemente rimpicciolite mantenendo il rapporto dimensionale originale, se le parti sono 2,3,6... le immagini di partenza devono essere compresse o tagliate - Usata nei Telegiornali per presentare una situazione di collegamento tra inviati in luoghi diversi, nei titoli per presentare i vari personaggi o per riassumere le fasi della vicenda.
un'immagine, rimpicciolita, ed eventualmente contornata da un bordo, viene sovrapposta a un'immagine a tutto schermo - per presentare contemporaneamente il totale e il dettaglio di un'azione, per far vedere le reazioni di qualcuno alle immagini trasmesse, uno speaker e le immagini di cui parla, per tradurre nel linguaggio dei segni, ecc.
permette di inserire un soggetto su qualsiasi sfondo virtuale o reale (un disegno, una foto, un plastico, il piano di un tavolo, un videogioco...) Si realizza in diretta riprendendo con una telecamera collegata a uno degli ingressi del mixer (A) un soggetto su uno sfondo di colore uniforme (in genere blu o verde) e uniformemente illuminato.
L'apparecchiatura riconosce tutti i punti dell'immagine dove compare il colore di fondo e li sostituisce con i corrispondenti punti di un'immagine presente su un altro ingresso del mixer (B).
In tal modo sembra che il soggetto ripreso dalla telecamera connessa all'ingresso A si muova sullo sfondo proveniente dalla telecamera, o dal registratore connesso in B.
Oltre che inserire il soggetto su qualsiasi sfondo è possibile creare effetti interessanti come ad esempio far interagire un soggetto con la propria immagine videoregistrata.
Negli studi virtuali, appositi sensori posti sulla testa dello stativo e sullo zoom rilevano i movimenti della telecamera, cosicchè l'immagine di fondo, che è generata da un computer, viene fatta muovere di conseguenza . In questo modo è possibile seguire con panoramiche e zoomate i movimenti degli attori all'interno di uno spazio virtuale.
La funzione di Croma Key è offerta anche da molti programmi di editing su computer, ma in questo caso non c'è evidentemente la possibilità per il cameraman e per il soggetto ripreso di verificare la posizione e i movimenti rispetto allo sfondo virtuale.
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