E' possibile, anche utilizzando per lo più apparecchiature che il mercato considera amatoriali o "prosumer", e quindi di costo relativamente contenuto, allestire un piccolo studio che permette di realizzare programmi secondo il tipico modo di produzione televisivo.
In ambito scolastico una tale struttura è utilizzabile per la realizzazione programmi che vanno trasmessi in diretta ( videoconferenze, telegiornali di istituto ), per la registrazione integrale di eventi complessi ( spettacoli teatrali, eventi sportivi ), per la realizzazione di fiction con la tecnica televisiva.
Cuore del sistema è un mixer video che permette di mandare in registrazione una delle diverse sorgenti che sono collegate ai suoi ingressi oppure di combinarle tra loro tramite qualche effetto speciale. In una configurazione minima tali sorgenti sono costituite da due telecamere e da un videoregistratore (o da un computer) in grado di inviare al mixer contributi video o grafici montati precedentemente.
Gli addetti alla regia vedono le immagini provenienti dalle diverse sorgenti ( camera 1, camera 2, contributi...) sui corrispondenti monitor e possono quindi scegliere quale segnale inviare all'apparecchio che registra il programma (anche qui, un registratore o un computer) e che è collegato all'uscita del mixer.
Il segnale in uscita dal mixer, oltre ad essere visualizzato su uno o più monitor di controllo in modo da essere visibile dalla regia, dai cameraman e dagli attori, può essere registrato e/o trasmesso in diretta a un pubblico locale o immesso in rete tramite un servizio di streaming
Le videocamere saranno preferibilmente dello stesso modello, per far sì che le immagini abbiano le stesse caratteristiche di luminosità, contrasto e bilanciamento dei colori; saranno montate su solidi stativi e saranno dotate di visore laterale a cristalli liquidi (LCD) che permette al cameraman di controllare l'immagine rimanendo in una posizione più comoda e mantenendo l'attenzione anche su ciò che accade al di fuori dell'inquadratura.
Il sistema video può essere completato da una titolatrice .
Il set di un mini-studio utilizzato in ambito scolastico alla fine degli anni '90 con due telecamere, a sinistra la 2, a destra la 1.
La regia del mini-studio: da sinistra i monitor delle due telecamere, il monitor di preview dove è visibile la scritta pronta per essere mandata in onda, il monitor con l'immagine che viene effettivamente registrata . Sotto il mixer e una piccola titolatrice.
Parallelamente alla catena dei segnali video ve n'è una per i segnali audio, costituita da uno o più microfoni, dall'uscita audio del videoregistratore (o del computer) per i contributi filmati, da un registratore/lettore CD per la musica, ecc. che alimentano un mixer audio la cui uscita è collegata all'apparecchio che registra il programma e/o all'amplificazione per il pubblico nel caso di una trasmissione in diretta.
Pur essendo una struttura relativamente complessa, numerose esperienze hanno mostrato che un ministudio TV può essere gestito anche da bambini di quarta elementare, assegnando ad ognuno il controllo di una funzione.
Dopo averlo fatto un paio di volte con la supervisione di un esperto, ragazzi della terza superiore con un minimo di attitudine sono in grado di posizionare le macchine ed effettuare tutti i collegamenti necessari.
Un ministudio può essere allestito anche utilizzando particolari schede video ( video toaster, tricaster, vidblaster e simili ) in grado di accettare e gestire segnali provenienti da diverse videocamere e che quindi permettono di integrare una regia video in un unico computer. Ne esistono di diversi prezzi.
Presentano il vantaggio di richiedere meno collegamenti esterni in quanto le funzioni di mixer, titolatrice, monitor e registratore sono tutte svolte dal computer ( in uno studio realizzato collegando tra loro diverse apparecchiature, i collegamenti sono la causa di problemi più comune).
Per emulare le funzionalità di un vero studio televisivo, la regia dovrebbe essere posta in un locale distinto e acusticamente isolato da quello del set (cosa abbastanza difficile in una scuola) in modo da permettere agli addetti alla regia di parlare liberamente tra loro senza disturbare gli "attori"; in questo caso i collegamenti tra cameraman e regia vengono garantiti da radio-cuffie facilmente reperibili sul mercato.
Un'ulteriore difficoltà è data dal fatto che né i mixer più economici né le telecamere amatoriali sono predisposti per inviare/ricevere un segnale di tally (la luce rossa sulla telecamera che quando si accende informa il cameraman e gli attori che quella camera è in onda). Si può ovviare a questa mancanza facendo azionare da un assistente alla regia un semplice commutatore in grado di connettere due pile da 1,5 volt a dei grossi led o a delle lampadine attaccate col velcro sulle telecamere.
L'esperienza ha dimostrato che queste limitazioni non sono insuperabili. L'importante è che tutti i membri della troupe possano vedere sui monitor di scena ciò che in un dato istante sta andando in onda e che siano in grado di ricevere istruzioni da parte della regia. Ciò si può realizzare affiancando ai cameraman degli "addetti alla comunicazione" che tramite segnali convenuti ricevono istruzioni dalla regia e li informano su ciò che devono fare. Bisogna anche tenere presente che, per alcuni tipi di programma (telegiornalino, videolettera, dibattito...) realizzati in ambito scolastico, sentire in sottofondo le istruzioni tra regia e cameraman può non rappresentare un problema.
Nell'allestire un ministudio scolastico è possibile ed estremamente utile sistemare le attrezzature che compongono la regia su un carrello a due ripiani ( nel realizzarlo occorre tenere presenti le dimensioni delle porte e degli ascensori) che può essere facilmente trasportato permettendo così di effettuare riprese con la tecnica della diretta TV in ogni locale della scuola.
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