apparecchiatura che permette di trasformare le immagini da una pellicola cinematografica in un segnale video che può poi essere registrato o trasmesso.
I modelli più sofisticati possono funzionare secondo due principi: flying-spot o CCD lineare.
Nel primo caso un fascetto luminoso, mosso da un sistema di specchi oscillanti, esplora linea dopo linea la pellicola che avanza a velocità costante. La luce trasmessa attraverso la pellicola viene misurata da tre fotocellule (una per ogni colore primario) e i dati risultanti vengono combinati elettronicamente per costituire un segnale video che può essere trasmesso o registrato a seconda dei casi.
Nel secondo caso, emulando abbastanza da visino il funzionamento di un normale scanner, la pellicola passa, sempre a velocità costante, davanti a un CCD lineare che, riga per riga, genera il segnale televisivo.
Modelli più economici di telecinema accoppiano otticamente, tramite un prisma, una telecamera e un proiettore la cui velocità di avanzamento è asservita al segnale video di riferimento per evitare sfarfallii.
Ciò vuol dire che il film viene proiettato a 25 fotogrammi per secondo, con una accelerazione del 4% rispetto ai 24 fotogrammi per secondo dello standard cinematografico.
Nei film a passo ridotto (8 e super 8) la cadenza di ripresa standard era rispettivamente di 16 e 18 fps. Per non avere sfarfallii la velocità del proiettore, che normalmente è dotato di un otturatore a tre settori, e quindi presenta per tre volte lo stesso fotogramma prima di passare al successivo, dovrà essere di 16,66 fps, (16,66 x 3 = 50 che corrisponde appunto ai semiquadri per secondo di un segnale televisivo PAL)
Analoghi problemi si incontrano per trasferire filmati in pellicola nello standard video NTSC (usato in Giappone e Nord America) che ha una frequenza di 30 fotogrammi (60 semiquadri) al secondo.
Trasferimenti di qualità accettabile possono essere ottenuti riprendendo con una videocamera l'immagine proiettata su uno schermo. Per ridurre al minimo le distorsioni il proiettore e la telecamera devono essere tra loro il più vicini possibile e il più lontani possibile dallo schermo (se l'obiettivo del proiettore è a focale variabile si userà la focale più elevata, in modo che l'immagine sia più piccola possibile).
Per trovare la corretta velocità del proiettore, che in genere è regolabile tramite un'apposita manopola, bisogna andare per tentativi, controllando su un monitor che non vi siano sfarfallii. La messa a fuoco (manuale) della telecamera va fatta prima di accendere il proiettore, usando come riferimento un oggetto piatto -ad esempio una cartolina- appoggiato allo schermo.
Il bilanciamento del bianco, se la telecamera lo richiede, va effettuato a stanza buia, proiettando la coda iniziale del film che in genere è bianca o trasparente.
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