L'idea di associare musica e immagini risale almeno all'epoca delle lanterne magiche, quando i lanternisti usavano organetti a schede per accompagnare le proprie rappresentazioni, ed è continuata lungo tutta l'epoca dei film muti, quando il commento audio era costituito dalla musica eseguita da un pianista durante la proiezione.
Il motivo principale per cui si inserisce la musica in un audiovisivo è certamente quello di guidare l'attenzione e le emozioni dello spettatore, tuttavia il commento musicale assolve anche compiti più prosaici, come sostituire un audio originale fastidioso, sottolineare la continuità di una sequenza di immagini, mascherare il rumore di fondo e coprire le pause di un commento fuori campo.
Affinché un determinato accostamento di musica e immagini possa risultare accettabile, al di là del significato che può generare, occorre che suono e immagini siano compatibili tra loro. Per capire bene cosa ciò significa dobbiamo pensare che ogni sequenza di immagini è composta da una serie di eventi visivi (il movimento di una mano, il volgere di uno sguardo, una camminata, l'inizio di un movimento macchina, una nuova inquadratura, l'apparire di una montagna nel corso di una panoramica, ecc.) che sono caratterizzati da un inizio, da una durata, e da quello che potremmo definire "peso" o "importanza"; ad esempio, il protagonista che si volta verso l'antagonista è certamente un evento più "pesante" di una comparsa che si leva il cappello.
Allo stesso modo un brano audio è caratterizzato da eventi sonori che hanno un inizio, una durata e un "peso" (l'attacco del tema principale, uno squillo di tromba, un pieno d'orchestra...).
Se vi è sufficiente coincidenza tra eventi visivi ed eventi sonori, l'audio e il video verranno percepiti come un insieme omogeneo, altrimenti no.
I metodi per ottenere tale coincidenza variano a seconda del tipo di produzione.
Nel cinema di animazione è possibile partire dall'analisi di una partitura musicale e costruire una sequenza visiva del tutto sincrona e congruente con l'andamento della musica dato che la traiettoria, l'ampiezza e la durata di qualsiasi movimento dei soggetti e della camera può essere stabilita a priori.
Questa tecnica, che, non appena fu possibile accoppiare la colonna sonora alle immagini, ha permesso la creazione di veri capolavori , viene spesso adottata per la produzione dei titoli di testa
Allo stesso modo è possibile comporre ed eseguire una musica che si adatti perfettamente ai tempi delle immagini.
Entrambi questi metodi, ovviamente, richiedono molto tempo e la collaborazione di musicisti esperti.
Nella normale produzione video si parte in genere da materiali musicali già pronti, scegliendo una rosa di brani musicali che paiono adeguati per ritmo, contenuto e gusto estetico alla sequenza da sonorizzare. Una volta scelti i brani li si ascolta in associazione al materiale girato o ad un premontaggio (cosa che con gli attuali sistemi di editing non lineare è diventata ormai semplicissima) in modo da scegliere quello che appare adattarsi meglio al ritmo intrinseco delle immagini.
Se il brano musicale va associato a una sequenza video che ha già un audio principale - vuoi preso in diretta, vuoi costituito da una voce fuori campo - sarà sufficiente inserirlo nella timeline ed eventualmente farlo scorrere in modo che punti particolari vengano a coincidere con pause del parlato.
Se invece la musica deve costituire l'unica colonna sonora della sequenza occorre che il montaggio sia effettuato in funzione del brano prescelto. Può sembrare banale sottolinearlo, ma, se si usa un brano non ben conosciuto, è bene ascoltarlo alcune volte prima di iniziare a lavorarci .
In base alle esigenze del filmato (e alla quantità di materiale video disponibile) si stabilisce quanto far durare la sequenza e si sceglie da quale frase musicale farla iniziare e con quale farla finire. In genere viene naturale usare l'inizio di un brano per la sequenza iniziale del video e la fine di un brano per la sequenza finale.
Una volta che la clip audio è stata portata alla lunghezza voluta e posizionata nello story-board si inizia a montare la sequenza video.
Una tecnica è quella di aggiungere le varie clip una per volta e determinare per ognuna il punto in cui farla terminare guardandola associata alla musica.
Un'altra tecnica consiste nel determinare la lunghezza delle battute musicali (cosa che risulta molto semplice se nello story-board la clip audio è visualizzata come forma d'onda ) e tagliare le clip video su quella misura. Se ad esempio le battute sono da 4 secondi le clip potranno essere di 4, 8, 12 secondi.
Lavorando con la musica classica o con canzoni può essere preferibile puntare a far coincidere gli eventi visivi con particolari eventi sonori (ad esempio uno zoom-in con un acuto prolungato).
Con la maggior parte dei software ciò può essere realizzato in maniera molto semplice utilizzando questa procedura:
1) Dopo aver posizionato la clip video sulla time-line, trascinarne l'inizio verso destra fino a farlo coincidere con l'evento visivo che ci interessa (nell'esempio l'inizio dello zoom-in). In tal modo la clip sulla timeline inizia (provvisoriamente) con l'inizio dello zoom-in.
2) Spostare la clip video in maniera che il suo inizio (provvisorio) corrisponda dell'evento sonoro (nell'esempio l'inizio dell'acuto, che può essere identificato visivamente dalla forma d'onda o essere stato evidenziato tramite l'apposizione di un marker).
3)Estendere l'inizio della clip video trascinandolo verso sinistra finché incontra la fine della clip precedente.
4)Verificare se il passaggio tra le due clip è accettabile ed eventualmente spostarlo o addolcirlo con una dissolvenza.
Bisogna essere consapevoli che, qualsiasi tecnica si usi per montare immagini su una base musicale, i buoni risultati richiedono tempo ed esperienza. Talvolta la fortuna aiuta.
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