L'intervista è una modalità di comunicazione che, applicata al mezzo televisivo, dispiega tutte le sue potenzialità, in quanto permette di raccogliere informazioni direttamente dalle persone che le detengono, registrando nel contempo alcuni dati contestuali come le circostanze in cui avviene, l'aspetto dell'intervistato, il suo modo di parlare, l'atteggiamento emotivo in rapporto agli argomenti che sta affrontando.
Se escludiamo quelle rilasciate dai politici, che sono funzionali a prassi comunicative che difficilmente potrebbero avere senso in ambito scolastico, nelle trasmissioni che vediamo normalmente in TV possiamo riconoscere tre tipi di intervista, ognuno dei quali ha proprie caratteristiche e risponde a scopi specifici. Ognuna di queste tipologie di intervista presenta peculiari caratteristiche per quanto riguarda l'effettuazione e l'elaborazione per la trasmissione e può avere un suo corrispettivo nell'ambito delle produzioni scolastiche.
A) Intervista personale al personaggio noto o in cerca di notorietà (dello spettacolo, dello sport, della cultura, della cronaca), volta a evidenziarne aspetti della personalità e della storia personale che si pensa possono interessare il pubblico. E' sempre abbastanza lunga, tocca diversi argomenti, l'intervistatore, che in genere compare in modo evidente, deve predisporre delle domande mirate e quindi deve essersi preventivamente documentato.
In ambito scolastico si possono intervistare artisti, letterati, sportivi, per interessare e motivare gli studenti alle varie discipline; in questo caso le domande saranno preparate basandosi su notizie biografiche trovate in internet o su giornali e altre pubblicazioni. E' importante infatti che le domande non siano generiche ma il più possibile specifiche.
Ad esempio non si chiederà: " Dove ha fatto l'università ? ci può parlare di quel periodo ?" ma piuttosto: "Nel '76 lei frequentava l'università a Padova, e partecipava attivamente al movimento degli studenti, ricorda qualche episodio che valga la pena di raccontare ?"
La domanda formulata in questo modo, da un lato delimita il campo della risposta a quelli che sono gli interessi dell'intervistatore e quindi, almeno in teoria, del pubblico, dall'altro rende l'intervista più gradevole per lo spettatore, in quanto determina una maggiore dinamica tra l'intervistato e l'intervistatore.
L' intervista di tipo personale può essere usata anche per presentare gli studenti ai partner di uno scambio culturale, o anche per presentare all'intera scuola inseganti vecchi e nuovi.
In tutti i casi è opportuno, prima di effettuare l'intervista, un breve colloquio " a microfono spento " per cercare di capire cosa l'interessato ha piacere di raccontarci di sé.
B) Intervista a persona esperta o informata ( scienziato, economista, tecnico, protagonista o testimone di vicende storiche o di cronaca ecc ) su un argomento di sua competenza.
Se ne possono individuare due tipi fondamentali:
L'intervista da inserire in un documentario è in genere la registrazione del colloquio tra l'esperto e gli autori del programma che dal colloquio riceve effettivamente nuove informazioni sull'argomento che sta trattando. Nel documentario verranno inseriti solo stralci dell'intervista, più o meno lunghi anche a seconda delle capacità espressive dell’intervistato, mentre le altre informazioni raccolte verranno fornite in altri modi (voci fuori campo, schemi e modelli, scritte) nel corso del programma.
L'intervista effettuata durante un programma in studio è fatta invece, in genere, di domande concordate in precedenza in modo da rispettare la scaletta e i tempi del programma.
La prima modalità ottimizza la fase di raccolta delle informazioni, mentre la seconda ottimizza la fase di presentazione al pubblico.
In entrambi i casi è indispensabile che l'intervistatore si sia preparato sull'argomento, in modo da poter colloquiare costruttivamente con l'esperto, ma è anche importante che nel porre le domande tenga presente il punto di vista dello spettatore, che presumibilmente ha una minore conoscenza di base sull'argomento specifico.
Un buon metodo per far uscire delle buone domande è quello dell'intervista collettiva: dopo che l'esperto ha brevemente illustrato un certo argomento ad un pubblico di studenti, ogni studente scrive alcune domande. Tra tutte le domande l'esperto e i curatori del programma scelgono quelle che verranno effettivamente poste, eventualmente discutendone assieme agli studenti. Questo metodo, anche se richiede un po' di tempo, permette all'esperto di adeguare le sue risposte all'effettivo livello di conoscenza del pubblico.
C) Intervista lampo per raccogliere opinione dell'"uomo della strada" su vari argomenti.
pur presentando molti punti deboli dal punto di vista della attendibilità ( è improbabile che le persone intervistate costituiscano un campione statisticamente rappresentativo, ed è facilissimo, sia in fase di raccolta dei dati che in fase di montaggio, manipolare le risposte ) l'intervista lampo ha un elevato valore comunicativo, dato più dall'atteggiamento degli intervistati che non dal contenuto verbale della risposta.
La registrazione
Alcune indicazioni sono valide per tutti i tipi di intervista:
Dal punto di vista legale bisogna sempre informare l’intervistato per quale motivo lo si sta intervistando, che uso verrà fatto dell’intervista, e registrare il suo consenso esplicito. ( in Italia il trattamento dei dati personali è regolato dalla legge del 31 dicembre 1996, n° 675, in genere indicata come “legge sulla privacy” e dalle interpretazioni che ne dà il Garante www.garanteprivacy.it ).
Per quanto riguarda la conduzione dell’intervista, oltre a cercare di essere sempre gentili, pazienti e puntuali, è bene specificare all’intervistato per quanto tempo gli si chiede di parlare ( 10 secondi, tre minuti, mezz’ora… ) e concordare in anticipo le domande che verranno poste.
Le ambientazioni, le inquadrature, la posizione reciproca di intervistato e intervistatore, il tipo di illuminazione, possono essere abbastanza vari, ma vanno scelte in maniera consapevole e non casuale. Per questo è importante, prima di accingersi a questo compito, osservare analiticamente un po' di interviste trasmesse in televisione. Se si affronta un'intervista con un personaggio importante, è consigliabile sperimentarne prima lo schema con l’aiuto di una controfigura.
Nello scegliere le inquadrature bisogna tenere conto della mimica dell’intervistato, osservandolo durante il colloquio preliminare. Una persona abituata a gesticolare ha bisogno di inquadrature più ampie di una che parla rimanendo immobile.
Se ce n’è la possibilità, nelle interviste che superano i due minuti, è meglio registrare con due videocamere, tenendo con la prima ( montata su cavalletto e collegata al microfono ) un’inquadratura fissa del soggetto, ad esempio un mezzobusto, e riprendendo con la seconda altre inquadrature del soggetto stesso ( figura intera, per mostrare l’atteggiamento generale, dettagli di mani, occhi, abbigliamento ) , inquadrature degli intervistatori mentre pongono le domande e mentre ascoltano e, nel caso, immagini dell’ambiente ove si svolge l’intervista. Se si dispone di un’unica videocamera queste inquadrature andranno realizzate dopo aver registrato l’intervista. Una prassi abbastanza comune è quella di riprendere l’intervistatore mentre ripete le domande che ha posto.
In questo modo, la domanda può anche essere leggermente modificata in funzione della risposta effettivamente data dall’intervistato.
I tagli per eliminare parti di un’intervista possono essere fatti in maniera esplicita, inserendo una veloce dissolvenza su alcuni fotogrammi bianchi, oppure in maniera dissimulata, coprendo il taglio con un’inquadratura di ascolto dell’intervistatore o qualche dettaglio dell’intervistato.
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