Si chiama controcampo l'inquadratura che mostra il luogo da dove è stata ripresa l'inquadratura immediatamente precedente. Ad esempio la successione di inquadrature frontali di due interlocutori è una sequenza di controcampi, così come è un controcampo il paesaggio che un soggetto stava osservando nell'inquadratura precedente.
Diversamente da altri elementi del linguaggio audiovisivo, il controcampo non ha equivalenti nei linguaggi della pittura e nel teatro, dove il punto di vista dello spettatore è fisso ed esterno alla scena, ed è probabilmente uno degli elementi che maggiormente contribuiscono alla facilità con cui lo spettatore si può sentire trasportato all'interno della vicenda narrata sullo schermo.
L'esecuzione di un controcampo richiede alcune accortezze, sia dal punto di vista tecnico, come vedremo più avanti, sia da quello della logica visiva. Immaginiamo che i nostri due interlocutori siano rivolti uno verso sud e l'altro verso nord. Se uno dice: "il sole sorge da quella parte", indicando l'est, e l'altro risponde: "è vero, il sole sorge di là", in una sequenza campo/controcampo uno indicherà la sinistra dello schermo e l'altro la destra, generando una certa perplessità nello spettatore. Lo stesso tipo di problema si avrebbe con un treno che passa e una persona che ne segue il movimento con la testa.
Quando si riprende un dialogo tra due persone ( vedi figura ) si raccomanda anche di effettuare tutte le inquadrature tenendo sempre la macchina da presa dalla stessa parte rispetto alla retta che passa per i due interlocutori. In tal modo uno rimarrà sempre sulla destra dell'inquadratura, guardando verso sinistra, mentre l'altro rimarrà sulla sinistra e guarderà verso destra. Se la macchina da presa scavalcasse la linea gli interlocutori si troverebbero a guardare nella stessa direzione. Naturalmente non sorgono problemi se lo scavalcamento della linea avviene nel corso di un piano - sequenza o se viene inserita una adeguata inquadratura di raccordo, ad esempio un'inquadratura dall'alto.
Può facilmente accadere che scene che verranno montate come campo e controcampo siano girate in momenti o addirittura anche in luoghi diversi.
In questi casi bisogna prestare attenzione a che le condizioni ambientali , sia visive che sonore, non siano incongruenti.
Si noterebbe subito, ad esempio, se un interlocutore venisse ripreso in una giornata serena e l'altro in una giornata nuvolosa, o se in sottofondo alle parole di uno si sentisse rumore di traffico e di quell'altro no.
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