Ciò che percepiamo attraverso la vista dipende sì dalle caratteristiche degli oggetti che osserviamo, ma anche dalle modalità con cui vi incide la luce che ce li rende visibili.
Ad esempio una luce netta e radente mette in rilievo la rugosità di una superficie (l'incisione sulla costa di un libro, le rughe di un viso...) mentre una luce frontale e diffusa la attenua fino a renderla impercettibile; una stanza piena di luce suggerisce tutt'altre impressioni che la stessa in penombra, e un volto illuminato di 3/4 appare più interessante di uno illuminato di fronte.
Pietra vulcanica porosa illuminata frontalmente, si notano numerosi cristalli più chiari rispetto alla matrice.
La stessa pietra illuminata con luce radente, risaltano la struttura porosa e l'incavo centrale.
Il soggetto è illuminato dalla luce proveniente da una normale lampada a soffitto.
E' stata aggiunta una lampada in posizione frontale (sopra alla fotocamera).
La mancanza di ombre fa sì che il viso risulti appiattito.
La sorgente di luce è posizionata a 90° rispetto alla fotocamera, l'immagine ha molto rilievo.
La sorgente di luce è posizionata a 45° rispetto alla fotocamera, l'immagine ha buon rilievo.
Nella produzione di fiction e di pubblicità il controllo dell'illuminazione, affidato al direttore della fotografia, è in genere totale.
Grazie a conoscenze che vanno dalla fisiologia della percezione alle leggi dell'ottica, a una notevole esperienza pratica e all'uso di apposite attrezzature (lampade, schermi, diffusori, filtri, ecc.) è possibile infatti far risaltare o nascondere certi elementi di un'inquadratura, determinare l'atmosfera di un ambiente, sottolineare il carattere dei personaggi, suggerire stati d'animo, ecc.
Difficilmente, nella realizzazione di un video amatoriale o scolastico, sarà necessario un controllo totale dell'illuminazione, e l'obiettivo sarà in genere, più semplicemente, quello di ottenere immagini nitide e ben riconoscibili.
Con le videocamere più recenti la cosa è abbastanza facile, dato che sono dotate di circuiti di controllo altamente sofisticati, in grado, per ogni data inquadratura, di fornire automaticamente "la migliore regolazione dei parametri dell'immagine".
Ciò evita all'operatore la necessità di effettuare una serie di regolazioni, (diaframma, contrasto, bilanciamento del bianco) anche se in alcuni casi limita le possibilità creative.
Nonostante questo vi sono un paio di regole di cui bisogna tenere conto nella composizione della scena che vogliamo riprendere:
Mantenere il soggetto illuminato diversamente rispetto allo sfondo.
Come abbiamo visto parlando della composizione dell'inquadratura, quando creiamo un'immagine video, fotografica o pittorica, per evidenziare i vari piani dobbiamo surrogare la mancanza della profondità data dalla visione binoculare con altre caratteristiche, come appunto la differenza di luminosità.
In genere si fa in modo che il soggetto sia più luminoso dello sfondo, dato che, come ben sanno pittori, scenografi teatrali e vetrinisti, quando osserviamo una scena la nostra attenzione è automaticamente attratta dalle parti più luminose.
Inoltre, se lo sfondo è anche solo leggermente meno illuminato del soggetto i suoi dettagli risulteranno meno visibili (al limite addirittura invisibili) rispetto a quelli del soggetto, e quindi l'attenzione dello spettatore si concentrerà su quest'ultimo.
Per ottenere ciò possiamo avvicinare il soggetto a una finestra (evitando ovviamente il "controluce") o avvicinargli delle lampade, sempre controllando il risultato attraverso il visore della videocamera.
Tenere presente che l'immagine televisiva può riprodurre una gamma limitata di intensità luminose.
Se nella stessa scena coesistono aree molto illuminate e aree molto scure, i dettagli di queste o di quelle si perderanno. Se (manualmente o per "decisione" del sistema di regolazione della videocamera) il diaframma viene mantenuto aperto (A) le aree scure risulteranno correttamente esposte mentre quelle chiare risulteranno slavate o addirittura uniformemente bianche.
Se viceversa il diaframma viene mantenuto chiuso,(B) risulteranno ben visibili i dettagli delle aree chiare mentre le aree scure risulteranno uniformemente buie.
A
B
E' questo il tipico caso del "controluce" quando un soggetto posto in ombra è inquadrato contro uno fondo luminoso. Talvolta una situazione di contrasto estremo può essere utile, ad esempio per rendere poco visibili dei dettagli sovraesponendoli o oscurandoli, ma in genere, nel riprendere immagini video è consigliabile un'illuminazione piuttosto uniforme.
Per rimediare a situazioni di illuminazione molto contrastata, se non è possibile semplicemente escludere dall'inquadratura le parti troppo chiare o troppo scure, si ricorre a pannelli riflettenti (spesso si usano lastre di polistirolo espanso) opportunamente orientati per indirizzare la luce sulle aree buie.
Se si lavora in interni dove predomina la luce artificiale c'è in genere il problema che la luce proveniente dall'alto, anche se sufficiente per la sensibilità della videocamera, genera brutte ombre sul viso.
Se non si riesce a trovare una posizione dove i soggetti risultino illuminati in maniera soddisfacente bisogna ricorrere a delle lampade.
Anche un piccolo illuminatore portatile da 20/40 w. o una lampada da tavolo può migliorare molto la resa di dettagli, primi piani e piccoli gruppi ripresi in interno, soprattutto quando non è possibile cambiare la posizione del soggetto per metterlo in condizioni di luce favorevoli.
Può essere banale sottolinearlo, ma è importante accertarsi, quando si valuta l'illuminazione di una scena, che il visore della videocamera, o comunque il monitor attraverso il quale si osserva l'immagine, sia regolato su valori standard di luminosità (bright) e di contrasto.
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