XXIX DOMENICA del TEMPO ORDINARIO - 18 Ottobre 2026
"Rendete a Cesare quello Matteo 22, 15-21
che è di Cesare e a Dio
quello che è di Dio"
Avete ascoltato, arrivano e domandano a Gesù: dobbiamo pagare o no il tributo a Cesare e Gesù comincia a dire: rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, qualcuno potrebbe dire: la solita risposta del prete, il buon Renzo dei Promessi Sposi avrebbe detto: non prendeteci in giro col latinorum: sì o no, sì o no? e chi ha scritto il Vangelo avrebbe detto: eccone un altro di quelli che vogliono il sì o il no, non vogliono pensare, anche tra voi c'è qualcuno che non vuole pensare, non aprite il Vangelo, il Vangelo non dà risposte, pone domande e qui c'è forse la domanda più difficile, perché non si tratta di pagare o no il tributo a Cesare, questo per i tempi in cui viveva Gesù era un problema molto sentito da tutti, perché i romani erano degli oppressori, ma è un problema che attraversa la storia e anche oggi è molto forte e vedete, nella mia lunga vita ho sentito molte volte parlare di questi problemi e mi sono sempre sentito dire, da varie parti, che noi cattolici abbiamo nel corso della storia peccato contro tutte e due le risposte: date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, abbiamo peccato contro la prima: date a Cesare, cioè date allo Stato, alla comunità, alla società tutto quello che è dello Stato, tutto quello che dovete allo Stato, se ci pensate nel corso della storia, ma anche della mia vita di cristiano mi hanno spesso insegnato: prega, fa sacrifici, preparati per il Paradiso, l'importante è che tu segua la religione, le sue regole, mai mi hanno detto che è fondamentale che mi occupi di politica, che partecipi alla vita dello Stato, ho sentito dire da qualche vescovo, anche da qualche prete: a questo ci pensiamo noi, l'autorità della Chiesa, il Papa, conoscete la storia, sapete del concordato tra la Santa Sede e Mussolini, parlavamo l'altro giorno con una signora che ha acquistato il libro di Guerri che parla di Ernesto Bonaiuti, il prete che hanno scomunicato, penso che molti di voi non hanno sentito parlare di Ernesto Bonaiuti, una persona straordinaria, un prete che era docente alla Sapienza di storia del cristianesimo, ha scritto un librone grosso così, ce l'ho a casa, non ho il coraggio di leggerlo tutto, è stato ridotto allo stato laicale, scomunicato "vitando", se ci parlavi eri riscomunicato pure tu, lui ha continuato ad essere prete, si vestiva con la lunga tonaca nera, è stato oggetto di un commercio tra la Santa sede, il Papa e Mussolini per il concordato, lui è stata la vittima, purtroppo non l'ha onorato nessuno, eccetto Giovanni, sono convinto che Giovanni ha indetto il Concilio per dar ragione Bonaiuti, erano amici quando erano ragazzi, Bonaiuti era uno che partecipava alle sorti dello Stato, non ha voluto firmare la fedeltà al Fascismo, uno dei 14 professori universitari che non hanno firmato, per questo è stato cacciato dall'insegnamento e ridotto alla miseria più totale, compito del cristiano, del credente è prendersi cura della vita sociale, partecipare alla politica, alle sorti di quello che succede intorno, oggi ci troviamo con problemi drammatici e spesso sentiamo parlare nella vita della Chiesa dei santi, ogni tanto si fa qualche santo nuovo, c'è il mondo che si sta rovinando, la natura si sciupa, ma si fa poco, ieri ascoltavo un'altra notizia da uno scienziato, uno degli ultimi report dell'anno scorso sapete quante donne al giorno muoiono di parto nel mondo? 800 donne ogni giorno muoiono di parto e noi ci occupiamo di armi, ecco di tutto questo noi ci dovremmo sentire responsabili, dovrebbero dircelo quasi ogni giorno il Papa, i vescovi, i preti, io oggi cerco di farlo: occupiamoci della società, facciamo quello che possiamo, informiamoci con attenzione e ciascuno di noi partecipi, si prepari, adesso ci saranno le elezioni, dobbiamo votare con coscienza, è la nostra responsabilità, su questo noi cattolici siamo stati poco educati, poco educati a dare a Cesare, allo Stato, alla società, al vivere civile tutto quello che possiamo, tutto quello che dobbiamo, la prima cosa che dobbiamo fare tutti in Italia: pagare le tasse, ascoltavo ieri che ci sono oltre 100 miliardi ogni anno di evasione fiscale e poi ci lamentiamo che per gli ospedali non ci sono soldi o che la scuola ha pochi soldi, questi sono i problemi reali, non fare novene o far santo qualcuno.
Ma abbiamo anche mancato per l'altra cosa: date a Dio quello che è di Dio, che c'entra Dio con questo, Dio è l'oltre, è Lui che ti ordina: se nel tuo Stato si fanno leggi razziali tu devi dire no, se il tuo Stato ti ordina di uccidere un innocente tu devi rifiutarti, non devi ubbidire allo Stato, c'è qualche cosa di oltre: dai a Dio, se non credi in Dio, dai alla Giustizia, a qualche cosa che supera le leggi, che supera gli Stati, questo è qualche cosa che i sapienti della vita hanno detto tante volte, ma che è così difficile, sapete che nel processo di Norimberga tutti quelli interrogati hanno continuato a rispondere come un ritornello: noi ubbidivamo alla legge, non si deve ubbidire alla legge, se la legge va contro l'uomo, contro la vita, se non rispetta l'uomo, vedete cosa c'è dietro queste piccole parole che ci sembrano banali: date Cesare quello che di Cesare e a Dio quello che è di Dio e sono problemi immensi.
Ma adesso io non posso rispondere alla domanda vera che voi potete, no non potete, dovete farvi: io che centro, io che posso fare? è una domanda a cui le vostre risposte sono tutte diverse, ognuno di noi può fare qualche cosa, c'è qualcuno di noi qui che insegna e qualcuno ha degli amici qualcuno dei figli, qualcuno dei nipoti, devo parlare con loro, devo cercare di comunicare, devo partecipare dei valori, devo impegnarmi nel modo che posso, perché ci sia partecipazione alla vita sociale, ci sia impegno, ci sia conoscenza vera delle cose, non ci lasciamo imbrogliare da quelli che ci incantano e ci fanno passare per giuste cose che giuste non sono, che dividono gli uomini in amici e nemici eccetera, eccetera, cosa posso fare io? questa è una domanda a cui ciascuno di voi deve rispondere, ecco perché Gesù non dice: sì o no, perché il sì o il no lo deve dire ciascuno di noi, nel Vangelo non trovate mai una risposta alla domanda: che devo fare con un sì o no, fai questo fai o quello, trovate sempre dei principi, degli orientamenti, come in questo caso, ti si dice: guarda devi dare alla società, alla partecipazione alla vita civile, tutto quello che puoi, nel modo che puoi, ricordandoti sempre che sopra la legge, sopra il potere, sopra la forza, sopra il denaro c'è Dio e se chiedi a Dio, Lui ti dice che è l'uomo, la gloria di Dio, diceva un antico sapiente, è l'uomo vivente, Dio vuole che l'uomo sia sano, sia libero e felice, tutto quello che è contro questo è contro Dio, ecco quello su cui ci conviene riflettere, ecco quello che ci dice questa brevissima frase: date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Il Signore ci aiuti.
Qualcuno ha chiesto di inserire l'audio perché ha difficoltà a leggere cliccare sulla riga seguente
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