SS.MO CORPO e SANGUE di CRISTO - 6 Giugno 2026
Gesù prese il pane, Prima Corinzi 11,17-26. Matteo 26,26-28
lo spezzò e disse: "Prendete,
mangiate, questo è il mio corpo"
Avete dunque ascoltato i due brevi racconti della Cena in cui tutta l'attenzione è messa sul gesto che Gesù lascia come memoria di sé: spezzare il pane e condividerlo, dalla lettera di Paolo che è scritta, con quasi certezza dicono gli studiosi, tra il 50 e il 51 d. C, quindi soltanto vent'anni dopo la morte di Gesù, sappiamo che i primi discepoli, ancora non si chiamano cristiani, si radunano ogni sabato, fanno una cena insieme, ognuno porta qualche cosa da mangiare e hanno questo segno: spezzare il pane e condividerlo fra di loro, un gesto semplice, che ha, penso, radici molto antiche, non so se qualcuno di voi ha conosciuto il mondo contadino, ritrovarsi insieme, condividere il pasto era comune, quando ero bambino se si entrava in una casa sempre ti offrivano un po' di pane, magari una fettina di prosciutto, agli adulti anche un bicchiere di vino, ai bambini no evidentemente, segno di fraternità, di accoglienza, di amicizia, Gesù ha lasciato questo come memoria di sé, i discepoli erano abituati a ritrovarsi insieme il sabato sera per leggere le antiche Scritture, cantare, come facciamo noi, dei salmi, dei canti, questo tra gli Ebrei era normale, i primi discepoli, lo sapete erano tutti Ebrei, ma loro, come avete sentito da Paolo, mettono l'accento su questo un pane spezzato, condiviso, segno di amicizia, di fraternità, di condivisione, la memoria di Gesù per i primi discepoli all'inizio è tutta qui e solo qui.
Se se ci fosse qui Paolo, nei giorni passati ho provato ad immaginarlo, direbbe: ma che ne avete fatto di questo segno che Gesù ci ha lasciato, l'avete riempito di regole, di proibizioni, di miracoli, di dogmi, avete detto che lì c'è il Corpo, il Sangue, l'anima e la divinità di Gesù e per fare in modo che tutti ci credano avete inventato miracoli di tutti i tipi, compreso l'Ostia che si spezza ed esce il sangue, a Bolsena lo ricordate, avete costruito templi meravigliosi, fatto regole precise e se andiamo in Cina dove il pane non si usa potremmo usare una frittella di riso? assolutamente no, il pane ci vuole se no Gesù Cristo non si fa presente, Paolo direbbe. scusate ma siete diventati matti oppure avete perso il senno, ditelo, ai tempi vostri ci sono delle ottime cliniche psichiatriche, rivolgevi lì, fatevi curare, se non siete nemmeno capaci di dire che là dove si usa il mais si può usare una frittella di polenta per porre un segno di condivisione.
Direi: Paolo, perché io un po' ce l'ho pure con lui, sta buono perché un po' è anche colpa tua, hai cominciato tu a dire che quel Pane e quel Sangue tolgono tutti i peccati e mica sapevi quello che dicevi, poi Paolo tu sai noi uomini siamo pieni di bisogni, abbiamo bisogno di prodigi, di storie meravigliose, sentiamo Gesù che ci parla di condivisione, di sentirci fratelli, di spartire la vita, ma questo per noi è complicato sai, a noi interessa quello che ci può servire, non so se me l'avevano detto o l'ho sognato, quando avevo 8 - 9 anni e facevo la Comunione tutte le domeniche pensavo che potevo dire a Gesù: ho fatto la Comunione, adesso sei in matematica me lo fai prendere, no mai.
Ma i bisogni erano più grandi, abbiamo detto Messe e Messe perché venisse la pace, abbiamo detto Messe solenni, con processioni perché finisse la peste e poi ci siamo inventati o meglio qualche bravo frate si è inventato che facendo dire Messe tuo padre che sta nel purgatorio potrà arrivare in Paradiso presto e quando si inventa una cosa così soldi ne vengono a valanghe e i frati si arricchiscono fino a possedere mezza Italia, esagero, no non esagero, direi ancora a Paolo noi uomini siamo fatti così, chi comanda vuole il potere e i soldi e noi povera gente, visto che le cose ci vanno male, speriamo che qualcuno ci dia una mano e ci aiuti.
Gesù ci dice che sarebbe ora di farla finita, di scordarci di tutto questo e che ciascuno di noi si domandi come possiamo fare per sentirci più fratelli, per darci una mano gli uni con gli altri, quando viene in Chiesa la Domenica chi insegna si domandi: cosa posso fare per essere più utile ai miei ragazzi, per spartire con loro qualche cosa di me, per condividere, chi fa politica, ma la politica la dovremmo fare tutti, si domandi come posso fare perché il mondo nel mio quartiere sia migliore, ci sia più rispetto per gli anziani, per le persone in difficoltà, ecco questo è il gesto che facciamo la Domenica: condividere il pane è soltanto un simbolo, non abbiamo più, quasi mai, bisogno di condividere il pane, ma di condividere noi stessi, quello che ciascuno può mettere a disposizione degli altri, anche le cose più semplici, una barzelletta per far sorridere chi ha il cuore un po' pesante, chi si sente triste, una carezza a chi ne ha bisogno, giocare a burraco per far passare un po' di tempo a chi ha bisogno di stare insieme con gli altri, ciascuno di noi può far qualcosa per condividere la vita, per renderla più bella, più fraterna, questo è quello Gesù ci ha lasciato come segno della sua memoria, che ci ha detto Paolo e dobbiamo dirgli un grazie di cuore, Paolo questo lo ha capito perfettamente, avete sentito che parole durissime dice ai cristiani di Corinto: perché venite qui a umiliare la Chiesa di Dio, mangiate a casa, questa non è la cena del Signore, se non sentite nemmeno il bisogno di spartire quello che portate, se non sapete condividere, se quelli che si sono portati molto si ubriacano e c'è gente che non può mettere in bocca niente, non è più la Cena del Signore, non avete capito niente.
Sono simboli certamente, qui non viviamo la vita cristiana, qui facciamo un simbolo, ma non dimenticate mai questo simbolo, è quanto di più semplice ci sia, un simbolo che è comune in tutti gli angoli della terra: condividere un boccone di pane, una frittella di riso, un succo di cocco, qualunque cosa, come segno di amicizia, di fraternità, simbolo che non penso solo a me stesso, ma voglio condividere la vita, quello che Gesù ci ha lasciato è qualche cosa almeno idealmente di semplice, poi viverlo ogni giorno e cosa complessa.
Fatemi aggiungere l'ultima cosa: se qui c'è qualcuno che dice: ma io non so se credo in Gesù, mi hanno detto che è lì nell'ostia c'è il Corpo il Sangue e se l'ostia si spezza esce il sangue non so se posso fare la Comunione, queste cose non mi sembrano niente, gli direi ma se vieni a casa mia e ti offro un pezzo di pane come amicizia tu lo accetteresti, sì non hai bisogno di credere niente, nemmeno qui se vuoi condividere il pane, puoi condividerlo, ma io sono Musulmano: vuoi condividere con me un momento di vita, il desiderio di amicizia, il sentirci fratelli, mangia con me, io sono ateo non credo in Dio, ma credi nell'amicizia sì, mangia, l'Eucarestia se ho capito qualcosa è per tutti, forse sono eretico, ma forse Gesù la pensava come me, su questo decidete voi.
Il Signore ci aiuti.
Qualcuno ha chiesto di inserire l'audio perché ha difficoltà a leggere cliccare sulla riga seguente
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