ASCENSIONE del SIGNORE - 17 Maggio 2026
"Uomini di Galilea, perché Matteo 28,16-20. Atti degli Apostoli 1,1-11
state a guardare il cielo?"
Vi dicevo di prestare attenzione a quella parola che avete ascoltato dall'angelo: "Perché state a guardare il cielo?" e che tenterei stamattina di rispondere alla domanda che ci faceva Bonhoeffer, uno dei grandi cristiani del secolo scorso, finito martire del nazismo: "Dovete imparare a parlare di Dio in un mondo che non ne ha più bisogno" cosa intende Bonhoeffer quando ci dice che il mondo non ne ha più bisogno, vedete lui si rendeva conto che il mondo aveva sempre cercato Dio a partire dal bisogno, ci siamo chiesti, con alcuni di voi, quali siano questi bisogni e ne abbiamo individuati fondamentalmente tre: il primo, l'uomo antico, per semplicità vi dico: mio nonno, lui ogni mattina, appena sveglio doveva quasi sempre guardare in alto e cercare aiuto, se aveva male agli occhi doveva rivolgersi a Dio o a Santa Lucia, se si ammalava la sua vacca o una sua pecora, non c'era il veterinario doveva rivolgersi a Dio o a qualche Santo, voi sapete che gli uomini un tempo non sapevano curare quasi nulla, i romani avevano divinità per ogni malanno, per quasi ogni problema occorreva sempre rivolgersi a qualcuno in alto, mio nonno doveva farlo diverse volte al giorno, i miei nipoti non lo fanno praticamente mai, se non in certe situazioni limite in cui non sanno più a chi rivolgersi, se hanno una malattia vanno dal medico, se hanno un problema si rivolgono ad un esperto, questo è il primo bisogno dell'uomo che ha trovato spazio in tutte le religioni.
Il secondo bisogno a cui abbiamo pensato è quello di interpretare quello che accade: c'è un'epidemia, perché succede, da dove viene, stavamo bene è venuta la peste, perché e sapete che spesso in questi casi, cercando un perché dall'alto si dice: è una punizione, siete cattivi, Dio vi punisce, ma qualche volta non si pensa alla punizione, uno dei ricordi più forti di quando io sono venuto qui a Ostia, sono passati 56 anni ormai, una signora che veniva in chiesa a dare una mano, bravissima signora, anche ricca di simpatia: una sera il figliolo tornava in motorino dalla Colombo, nella strada per la pineta prima del ponte del canale dei pescatori, è finito contro un pino, è rimasto là e questa signora continuava a domandarmi, me l'avrà domandato decine di volte: perché, perché, perché, non gli potevo assolutamente dire: forse aveva bevuto troppo, forse si era drogato, forse c'erano troppe buche nella strada, no, questo a lei non interessava affatto, lei guardava in alto perché, perché Dio lo ha permesso, perché ha voluto questo, perché le epidemie, perché i vulcani, perché i terremoti, perché, l'uomo ha sempre cercato in alto la risposta, aveva bisogno di interpretare i fatti e non aveva nessuna capacità, nessuna scienza per interpretarli, i miei nipoti quando c'è un problema si rivolgono ad uno scienziato, sono persone ragionevoli, cercano, studiano, sanno che possono cercare di capire che cosa succede, perché il terremoto e come ci si può difendere dal terremoto, così come ci si può difendere dall'epidemia, sapete quanto hanno lavorato gli scienziati per difenderci.
L'altro bisogno è la legge, qualcuno ci dica come dobbiamo comportarci e gli uomini hanno sempre cercato di avere delle leggi che vengono dal cielo, ma se vi guardate intorno e vedete le leggi che vengono dal cielo dappertutto, guardate i musulmani, guardate i cristiani forse è meglio dire che conviene che non le mettiamo in pratica, la dichiarazione dell'Onu sui diritti dell'uomo o la nostra costituzione sono meglio delle regole che troviamo nella Bibbia, forse le leggi ce le dobbiamo fare da noi e non dobbiamo ascoltare quelli che ci dicono: in nome di Dio tu devi ubbidire
Forse allora Bonhoeffer ci diceva che dobbiamo fare a meno di Dio che ci protegge, che ci risolve i problemi, di Dio che ci permette di interpretare quello che accade, che ci detta le leggi, ma allora come possiamo parlare di Lui, ecco se c'è una cosa che ho capito è che non dobbiamo cercare Dio, ma forse cercare niente delle cose essenziali, a partire dal bisogno, cerco di spiegarmi meglio che posso, se un ragazzo incontra una ragazza e si domanda: a che mi servi? capite che non si ameranno mai, non si ama uno perché mi serve, ti amo perché sei tu, perché entri nella mia vita, perché insieme costruiamo qualche cosa, perché ci guardiamo negli occhi, perché ci accogliamo, perché ci amiamo, se mi domando a che mi servi non ti amerò, così moglie e marito si devono conoscere, accogliere, amare per quello che sono, non certo per quello che servono, un papà, una mamma non si possono domandare: figli a che mi servite, siete voi, vi devo conoscere, amare, accogliere per quello che siete non perché servite e così è per i figli nei confronti dei genitori e così con gli amici e così con tutti, una cosa essenziale della vita come l'amore non si cerca a partire dal bisogno, dal chiedersi a che mi servi, così si sfruttano le persone, non si amano le persone, la stessa cosa può valere per l'arte davanti ad un quadro non mi domando a chi mi serve, apro gli occhi, mi faccio incantare, ammiro, godo della bellezza e la stessa cosa potrebbero dirvelo quelli che studiano, gli scienziati la prima ricerca non è se mi serve, ma cos'è, poi forse mi accorgerò che mi serve anche, che posso costruire qualche cosa che mi aiuta, ma prima studio per capire cos'è, con gratuità, per cercare il vero.
Ecco quindi la ricerca dell'Oltre non può che partire dallo stupore, dalla meraviglia, dal guardare, dall'interrogarsi, io mi penso e mi sento un piccolo atomo nell'infinito del mondo, mi guardo intorno e vedo, vedo, vedo, tutto, vedo alberi, vedo fiori, vedo mare, non ho fatto niente di questo, io non sono tutto, posso solo guardare, ammirare, stupirmi e sentire tutto come un dono, guardando tutto con un senso di meraviglia posso forse pensare che c'è qualche cosa di più, c'è l'Oltre e posso sentire forse che di tutto questo, che ho ricevuto come un dono, in qualche modo sono responsabile e non devo cercare qualcuno che mi dia di più, ma devo conservare bello quello che è bello, che io non ho fatto, non ho fatto il mare, non ho fatto i monti, non ho fatto il cielo, tutto mi è donato e di tutto questo in qualche modo io posso godere e posso essere responsabile, tutto questo è affidato a me.
Ma c'è un'altra cosa: se io non sono tutto, faccio anche esperienza che nessun altro tra gli uomini è tutto e nessuno può dirmi io comando e tu ubbidisci, no nel momento in cui mi sento una piccola parte dell'infinito so che tutti gli altri lo sono e quindi mi sento libero, nessuno può essere il mio signore, nessuno può dirmi tu ubbidisci e io comando, non posso farlo io con gli altri ma gli altri non possono farlo con me, c'è un Oltre, c'è il tutto a cui dobbiamo appartenere.
Se poi ascoltiamo il Vangelo, avrebbe di dirci tante cose su questo, ma forse ci suggerisce: puoi chiamare Padre l'Oltre, se Padre significa che siamo figli e se figli tutti fratelli e non possiamo che vivere stringendoci la mano, dandoci da fare e la pace non ce la costruisce Lui, ce la dobbiamo costruire noi e questo mondo non ce lo custodisce l'Oltre, ce lo dobbiamo custodire da noi perché noi siamo liberi e responsabili e questo mondo ci è donato, è nostro e in questo mondo abbiamo da vivere come fratelli e rispettarci e tenerci per mano e costruire la pace.
Basta chiedere la pace a Dio, basta chiedere che Dio curi le malattie, chiediamo la pace e facciamo la guerra, chiediamo che ci curi le malattie e facciamo andare a male il nostro sistema sanitario, ma allora la colpa è nostra non di Dio, Bonhoeffer ci dice: smettete di guardare in alto, no, ce l'ha detto l'angelo: voi siete uomini, prima di uomini, fatemi dire: voi siete fratelli liberi e responsabili, amate il mondo che vi è donato e il mondo che vi è donato è affidato soprattutto a voi e può essere curato solo da voi, amatevi, costruite un mondo più bello, perché se c'è amicizia, se c'è pace la vita è bella, basta pensare che Dio possa risolvere i problemi, il mondo è affidato a noi, Dio si fida di noi Dio, ci ha affidato la vita, noi ne siamo padroni, liberi e responsabili e Lui in Gesù di Nazareth è venuto soltanto per camminare con noi, per stringerci la mano e farci sentire che è con noi, anche quando, come Lui, potrebbe capitarci di finire in croce, perché Lui non è onnipotente, come me, come tutti voi, non siamo onnipotenti, ma nemmeno Dio è onnipotente, siamo noi che dobbiamo sentire la potenza che c'è data, quella potenza che ci permette di costruire la pace, di costruire noi stessi, di essere felici, di fare un mondo migliore.
Il Signore ci aiuti.
Qualcuno ha chiesto di inserire l'audio perché ha difficoltà a leggere cliccare sulla riga seguente
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