La leggenda del Coboldo
Nel 1217 in un paesino nei boschi del Neckar, nei pressi della via Francigena si narra che un coboldo di nome Tulio, venne condannato dal gran consiglio dei coboldi all’esilio e costretto a vagare in eterno senza potersi mai più sentire a casa in nessun luogo. Troppo grande la vergogna del regno delle fate e dei folletti, così il coboldo iniziò a vagabondare. Un giorno Tulio s’imbatte in un vecchio mago del bosco che, commosso dalle sue lacrime decise di aiutarlo. Il mago gli dette una pietra blu che faceva parte della sua futura dimora, il mago gli disse : incamminati sulla via francigena e quando sentirai di essere vicino alla tua meta potrai usare dei sassolini bianchi, posizionandoli in un luogo di grande passaggio. L’umano legato al tuo destino li raccoglierà e grazie a lui troverai la tua casa. La leggenda della Strega Gostanza
Accusata di stregoneria, sola e con figli da sfamare, la donna faceva nascere bambini e utilizzando erbe e unguenti curava malattie alle persone. In seguito nel paese circolavano voci cattive, e molti cominciarono a pensare che lei usasse i suo unguenti per scopi maligni. Le sue giustificazioni non valsero nulla, fu condotta in catene al castello di Lari, con l’accusa di stregoneria fu interrogata. In seguito fu portata davanti al tribunale di San Miniato, dove cominciò un processo condotto in modo ingiusto, con la tortura, sfinita dal dolore ammise ogni tipo di stramberia e nefandezza. Giunse un nuovo inquisitore da Firenze, Dionigi da Costacciaro che volle rinterrogare la donna levandole le catene. La malcapitata ammise di aver confessato tutto quello che loro volevano sapere per paura di altre sofferenze. Alla fine il processo si concluse con l’assoluzione di Gostanza. San Miniato divenne così una delle prime città dove fu interrotta la secolare e terribile consuetudine dei processi per stregoneria.