Primo statuto superstite
1241, Vercelli, Biblioteca Civica, sez. Archivio Storico del Comune di Vercelli
Edizione: Statuti del comune di Vercelli dell’anno MCCXLI aggiuntivi altri monumenti storici dal MCCXLIII al MCCCXXXV, a cura di G. Adriani, Torino 1877.
Menzioni di statuti antecedenti perduti ed eventuali annotazioni
1181-1225. Nel Libro degli Acquisti del Comune di Vercelli, degli anni '20 del secolo XIII, uno dei dossier che compongono il libro è il «De facto ordinamentorum». Si tratta di singoli statuti emanati dai consoli del comune di Vercelli e poi dai podestà di Vercelli, con il consenso e il sostegno delle altre magistrature cittadine, tra il 1181 e il 1225, per alcuni dei quali si stabilisce esplicitamente l’inserzione nel libro degli statuti (ponantur in statuto).
Il Libro degli Acquisti del Comune di Vercelli, a cura di A. Olivieri, in I libri iurium duecenteschi del comune di Vercelli, a cura di G. G. Fissore, II/1-2, Roma 2009 (Fonti per la storia dell’Italia medievale, Antiquitates, 25/II), pp. LVII-LXV sgg., 62-110, e i nn. 31-57 per l’edizione.
Si veda anche P. Koch, Die Statutengesetzgebung der Kommune Vercelli im 13. und 14. Jahrhundert: Untersuchungen zur Kodikologie, Genese und Benutzung der uberlieferten Handschriften, Frankfurt am Main 1995, p. 271 sgg.
1231 aprile 15. Il notaio Nicolò Cicole, su ordine del dominus Ambrogio Grita, iudice e assessore del dominus Opizone Caze podestà di Vercelli, autentica alcuni capitoli del libro dello statuto del comune di Vercelli riguardanti i castelli posti nel territorio comunale. Vercelli, Archivio di Stato, FBdM, pergg. m. 1, n. 21 .
Ulteriore redazione statutaria perduta
post 1241-ante 1299. Redazione statutaria perduta posteriore a quella del 1241 (di cui sopra) e anteriore a quella del 1341 (Vercelli, Biblioteca Civica, sez. Archivio Storico del Comune di Vercelli; edizione a stampa cinquecentesca: Hec sunt statuta communis et alme civitatis Vercellarum, Vercellis, per Iohannem Mariam de Pellipariis de Pallestro, 1541).
In una sentenza pronunziata dal vicario del podestà di Vercelli il 7 agosto 1310, sulla base di un consilium sapientis (Archivio di Stato di Vercelli, Fondo Berzetti di Murazzano, m. 50, n. 29) viene menzionato uno statuto, non pervenuto e anteriore al 9 febbraio 1299, «quod incipit «Statutum est quod si aliquis ceperit et domino potestati presentaverit aliquem homicidam et cetera», menzionato anche come «beneficium ipsius comunis Vercellarum loquentis de homicidiis, bannitiis et malefactoribus presentandis potestati Vercellarum et cetera» (che sembra concedere a chi consegni un omicida al podestà di Vercelli il diritto di chiedere allo stesso podestà l’esenzione da un banno per un condannato).
Questo capitolo statutario è assente dalle due redazioni statutarie del comune di Vercelli che ci sono pervenute, quella del 1241 e quella successiva, di età viscontea, del 1341, tràdita in un esemplare manoscritto dell’età di Gian Galeazzo Visconti (di cui esiste una edizione a stampa cinquecentesca).