Primo statuto superstite
Statuto in volgare del 1514. Città del Vaticano, Biblioteca apostolica, ms. Ghigi I.I.17.
Edizione: C. Mannoni, Comenzano li capituli delli Statutij del castello de Nemo. Lo statuto nemorense in un manoscritto del 1514, a cura di Mannoni C., Nemi (RM) 2008
Edizioni parziali: P. Ricci, Lo statuto del castello di Nemi. Notizia, in «Rivista italiana delle scienze giurdiche», 1 2(1891), pp. 54-59; E. Monaci, Antichi statuti volgari del castello di Nemi, in «Archivio della Società romana di storia patria», 14 (1891), pp. 437-451.
Menzioni di statuti antecedenti perduti ed eventuali annotazioni
Ante 1514. Al termine del testo statutario, il notaio incaricato della redazione del nuovo testo, Berardinus Ioannis Belli de Paganellis de Idro, inserì la seguente precisazione, relativa al testo statutario che era stato utilizzato per la nuova redazione: «Finisce lo libro delli statuti e capitoli del castello de Nemo scripto et exemplato dalli soi vecchi originali statuti del decto castello de voluntate, commissione et consenso de lo prefato ill.mo s.rc lo s.re M. Antonio Colonna: per me Berardino de Ioanni Bello de Paganelli de Idro, al presente per lo decto signor ill. vicario et officiale de decto castello, et per ordinatione, voluntà et consiglio de tucto il populo, nullo contradicente de epsy citadini; et socto el regimento de li discreti et providi homini et massari de decto castello, cioè: Lactantio Caruso, Piacentino Palicchio, Minico Bactista et Duardo: li quali ad me Berardino predecto anno comesso, una col decto consiglio, che debia li predecti statuti extraere dal decto suo orriginale, li quali uno latino et l'altro vulgare, da parola in parola, al meglio ch'io ho possuto, et con fatica li ho possuti ritrovare, per essere el suo orriginale diructo et et caduto».