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MIF, 25 gennaio 2026
25 gennaio 2026, sintesi dell’intervisione musicoterapica “Riflessioni musicoterapiche tra chi vive il Parkinson e chi lo cura”
Domenica, 25 gennaio 2026, in collegamento online realizzato dalla Collega Maria Grazia Bianchi dalle ore 10:00 alle ore 13:00, il MIF realizza, con i Silvia Giudici e Giuseppe Poclen, l’intervisione musicoterapica inerente le “riflessioni musicoterapiche tra chi vive il Parkinson e chi lo cura”.
All’evento sono presenti:
Bonardi Giangiuseppe;
Branchini Lisa;
Bianchi Maria Grazia;
Calderara Rita;
Caldognetto Davide;
Caroli Roberto;
Cassano Giacomo;
Cavallini Daria;
Cerri Stefania;
Cornara Silvia;
Crescenzi Valeria;
Da Rold Marzia;
Delicati Francesco;
De Venuto Angela;
Espina Lisanti Julieta;
Farina Marco;
Giudici Silvia;
Luchetta Giulia;
Massone Andrea;
Merione Anna;
Olivari Paola;
Pantaleo Renato;
Pasinetti Sandra;
Parmeggiani Paolo;
Poclen Giuseppe;
Quaglino Biagio;
Rizzardi Simone;
Siluri Elisabetta;
Venturi Barbara;
Visani Sofia.
L’intervisione musicoterapica inizia alle ore 10:00 con la presentazione dei relatori e del tema della giornata ossia le riflessioni sul Parkinson di chi lo vive e chi lo cura musicalmente.
Prende la parola un’emozionata Silvia Giudici che si presenta professionalmente e umanamente, donandoci e raccontandoci l’incontro sconvolgente con “Mister Parkinson”, sconvolgendo la sua vita.
Con dolorosa naturalezza Silvia narra i cambiamenti fisio-psichici del proprio sé corporeo e spirituale e di come ha iniziato a intonare questa “musica subita”.
Come si può contrastare la "musica subita" di Mr Parkinson?
Silvia cerca di alleviare la sofferenza che l’accompagna quotidianamente, ristabilendo, in primis, autentiche relazioni, superando l’isolamento, facendo attività che diano piacere, intonando una "piacevole musica agita",
E così con naturalezza, di risonanza in risonanza, con i conduttori e con i colleghi, ecco che si intuisce una strada, un percorso che dalla sofferenza va alla ricerca del piacere e della bellezza ossia della "musica agita" che, come dice bene Giuseppe Poclen, diventa terapia quando ti “distoglie” dal leitmotiv quotidiano, facendoti ri-assaporare nuovamente la vita.
Una musica terapeutica, creata, condivisa in gruppo; una musica in cui le emozioni, le sensazioni, i sentimenti di ogni partecipante risuonano e diventano una polifonia ritmico-emotiva, non perfetta, ma viva.
E così nel tempo cairologico del fare musica insieme, i partecipanti vivono un'esperienza unica "... un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale “qualcosa” di speciale accade”: io ci sono, io ri-suono e non sono solo.
L’intervisione musicoterapica scivola leggera, con estrema naturalezza, al termine prefissato ossia alle ore 13:00 mentre i contenuti riecheggiano ancora nelle risonanze e nelle relazioni che Silvia e Pino (Giuseppe) pubblicheranno prossimamente nel sito.
Giangiuseppe Bonardi