Grazie Renato
Sintesi dell'intervisione musicoterapica del 31 ottobre 2021 con Renato Pantaleo
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Grazie Renato
Sintesi dell'intervisione musicoterapica del 31 ottobre 2021 con Renato Pantaleo
Montichiari, 3 novembre 2021
Domenica 31 ottobre 2021, presso l’Associazione Bambini in Braille di Brescia ha avuto luogo il secondo appuntamento di intervisione musicoterapica con il collega Renato Pantaleo.
Anche questa volta ci siamo ritrovati nella doppia modalità: in presenza e online.
Giangiuseppe Bonardi;
Giuseppe Poclen;
Paola Brani;
Davide Villa erano ospiti dell’associazione, mentre
Sandra Pasinetti;
Daria Cavallini;
Raffaella Rossini;
Amoroso Clemente;
Stefania Cerri;
Ilaria Tortorelli;
Caroli Roberto;
Renato Pantaleo;
Raffaele Schiavo;
Giacomo Cassano;
Stefano Taglietti erano in collegamento online.
Anche questa volta, come nel precedente incontro, eravamo in quindici.
Dopo aver superato le consuete difficoltà tecniche di collegamento online, Renato Pantaleo ci introduceva nel caso clinico dell’intervisione musicoterapica ossia il trattamento musicoterapico con una persona affetta da cancro.
Con un linguaggio ammaliante, professionale e, al contempo, ricco di risonanze emotive, Renato raccontava la singolare, complessa situazione musicoterapica, facendoci partecipi, fase dopo fase, degli aspetti epistemologici, relazionali, musicali e dei risultati ottenuti che caratterizzavano la ricostruzione storica del processo musicoterapico fino ad oggi realizzato.
Come si tratta in musicoterapia una persona affetta da cancro?
Questa è stata, in estrema sintesi, la domanda che aleggiava durante le tre ore di intervisione a cui il Collega e i partecipanti hanno cercato di dare risposte.
Una domanda che ha suscitato, come una matrioska, altre domande.
Per me è un trattamento musicoterapico inusuale, come mi comporto?
Quale esito avrà il mio trattamento?
Quale metodica posso usare?
A quale orientamento teorico di riferimento mi posso attenere?
In questa situazione, con chi faccio la supervisione?
Le parole in musicoterapia sono solo parole o sono anche musica?
Quando la musica diventa terapia?
Quale musica può aiutare la persona che ho in cura?
Cosa sollecita nella persona in cura la musica che propongo?
Sensazioni corporee?
Emozioni?
Sentimenti (analogie)?
Ragionamenti (sintassi musicale)?
Ascoltiamo musica e/o la creiamo?
Nel fare musicoterapia siamo anche mossi dall’istinto o dall’intuizione?
Dove siamo giunti con questo percorso?
Tra tutte queste domande riesco a risponder solo a quest’ultima perché Renato è riuscito a stupirci, facendo testimoniare la persona in cura, che, sorridente, ci ha fatto capire di esser-ci grazie anche a questo intervento di musicoterapia; un intervento musico-terapeutico complementare agli altri di psicoterapia e di natura clinica che la persona in trattamento sta tuttora continuando, tra “alti e bassi”, a fare.
Grazie Renato.
Giangiuseppe Bonardi
E dopo l’intervisione musicoterapica del 31 ottobre 2021, ecco altre riflessioni…
La vita è bella e imperscrutabile. Grazie a tutti i partecipanti virtuali e reali di oggi, sia a quelli silenti che ai parlanti e un grazie, grande, grande a Renato e ad Alessandra che ci hanno donato un pezzo del loro sé acustico-musicale che riecheggia ancora in me.
Giangiuseppe
W. A. 31 ottobre 2021
Cari colleghi, questi incontri sono per me ossigeno e oggi mi sono proprio commossa per il racconto carico di emozioni da parte di Renato e di Alessandra.
Questi racconti sono motivo di tante riflessioni su questo mestiere tanto affascinante e tanto complesso. Poiché nel mio ambiente di lavoro non ho nessuno con il quale confrontarmi, posso dire che questo gruppo di colleghi è per me un punto di riferimento davvero importante.
Grazie a tutti
Raffaella
W.A. 31 ottobre 2021
Credo che tutti gli interrogativi che un musicoterapeuta giustamente si fa e deve farsi quando si trova di fronte ad una persona portatrice di istanze così gravose spesso trovano risposta nel percorso stesso che, tramite la musica, si compie.
Lì dove l’intuizione profonda, come luce fievole ma ferma, di una lanterna conduce la coppia terapeutica alla scoperta di soluzioni e nuovi interrogativi.
È questa una delle cose più affascinanti del nostro lavoro.
La visione binoculare di cui si parlava permette a noi di essere parte integrante e, allo stesso tempo, osservatori esterni di una strabiliante rinascita.
Giacomo
W.A. 5 novembre 2021
Grazie Renato
L’intervento e conseguente report, denotano la bellezza del tuo operare, la notevole esperienza professionale ed il composito originale del fare musicoterapia.
Spunti preziosi che inducono a sperimentare le tue modalità intrise di conoscenze descrizione e competenza.
Grazie ad Alessandra per il suo coraggio, la donata disponibilità, plus la bellezza della delicata descrizione di sé stessa.
Roberto
W.A. 11 novembre 2021