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MIF, 11 marzo 2024
Domenica, 10 marzo 2024, il MIF, MtIntervisionFree, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, ha realizzato, in collegamento online, attivato dalla Collega Maria Grazia Bianchi, l’intervisione musicoterapica condotta dalla Collega Loredana Boito
All’evento erano presenti:
Bonardi Giangiuseppe;
Crescenzi Valeria;
Bianchi Maria Grazia;
Cavallini Daria;
De Venuto Angela;
Cassano Giacomo;
Guzzoni Antonella;
Da Rold Marzia;
Poclen Giuseppe (Pino);
Boito Loredana;
Calderara Rita;
Siluri Elisabetta;
Pasinetti Sandra;
Giudici Silvia;
Brani Paola;
Pantaleo Renato;
Rizzardi Simone (esce a 12:27);
Farina Marco;
Venturi Barbara;
Cerri Stefania;
Caroli Roberto.
Alle ore 10:00 ho aperto l’intervisione musicoterapica odierna presentando la Collega Loredana Boito e il tema che ha affrontato: "A COME... AFASIA". Mi riascolto cantando le mie emozioni. La narrazione di un percorso musicoterapico individuale e di gruppo.
Sintesi
Sintetizzare in tre ore il lavoro musicoterapico con persone afasiche, costruito in nove anni, è certamente un'impresa lodevole e Loredana ci riesce benissimo con naturalezza.
La voce di Loredana infonde calma, tranquillità e, nel giro della prima mezz'ora, la Collega riesce a snocciolare una quantità impressionante di concetti che catturano l'attenzione dei presenti, me compreso.
Creare una metodica musicoterapica calibrata specificamente per ogni persona in cura è la chiave di volta del successo dei trattamenti rivolti a Francesco, Maurizio e alle altre persone (nomi di fantasia, in ottemperanza alla legge della privacy) in cura.
In questa prospettiva le fasi del processo musicoterapico sono calibrate sulla persona, sulla sua memoria affetivo-acustico-musicale, sulla parte sana per riportarlo alla vita intima, relazionale, affettiva e sociale bruscamente interrotta dalla comparsa dell'afasia.
La centralità del lavoro della dott.ssa Boito è il lavoro sulla dimensione emotiva della persona.
La dimensione emotiva che Loredana ricerca, con estrema pazienza, sin dal colloquio iniziale con la persona in cura e i familiari che l'assistono, la trova proprio nella canzone affettivamente significativa per il singolo.
È questa musica affettiva significativa che porterà la persona a esprimere, trasformare e modulare l'attuale disarmonica situazione di vita.
In questa musica affettiva significativa per la persona è racchiusa la dimensione ontologica del singolo in cura.
Al riguardo la Boito afferma che anche il singolo suono di una canzone affettivamente significativa per la persona in cura può richiamare alla memoria, per metonimia, l'affetto piacevole che la riporterà a ritornare a vivere nuovamente la vita.
Per cui il lavoro del musicoterapeuta è sì un'attività musicale ma questa musica non fa leva sul gusto estetico o sulla condivisione sociale dei presenti ma è una musica intrisa di emozione e, contemporaneamente, di presenza della specifica persona.
In musicoterapia la dimensione emotiva ed ontologica (la presenza) sono sintetizzate nei suoni e nelle musiche dette e non dette dalla persona in cura.
Mi verrebbe da dire che in musicoterapia abbiamo a che fare con il suono emozionato, con le musiche emozionate e con il silenzio, la pausa emozionate.
E come fa Loredana a gestire i suoni e le musiche emozionate che ascolta durante le sedute e in special modo la rabbia cieca e furiosa di chi è colpito dall'afasia?
Per Loredana la risposta è, semplicemente, praticare il silenzio.
Fare silenzio perché fare silenzio l'aiuta a gestire il tumulto interiore che prova durante la condivisione e la calibrazione del proprio lavoro.
Sul silenzio, sulla gestione delle emozioni da parte del musicoterapeuta, sulla specificità del nostro lavoro rispetto a quello del collega logopedista o dell'animatore musicale, su questi temi, si sono moltiplicate le riflessioni e le risonanze dei partecipanti.
Infine, ascoltando e gustando i video proposti dalla Collega ho capito benissimo che in quegli estratti non c'è semplicemente un cantare insieme ma è una coralità degli affetti che intona l'esserci nuovamente alla vita.
Grazie Loredana perché ho capito che in musicoterapia dobbiamo andare a cercare il non udito ossia l'emozione che è, al contempo, suono e musica; un suono-emozione che è presenza individuale, essere, è.
Grazie Loredana