La vita è ascolto: analisi di un trattamento musicoterapico in ambito oncologico, a cura di Renato Pantaleo
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La vita è ascolto: analisi di un trattamento musicoterapico in ambito oncologico, a cura di Renato Pantaleo
Palermo, 11 novembre 2021
Ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di elaborare la sintesi del bellissimo momento (31 ottobre 2021) di scambio dedicato alla storia della terapia con Alessandra.
Il Vostro prezioso contributo rappresenta un valore aggiunto strategicamente importante; l’avere potuto condividere le modalità operative e la particolare cornice emozionale, rappresenta una risorsa preziosa per il prosieguo dell’intervento.
Ho scelto di focalizzare la mia comunicazione in intervisione, sugli aspetti trasformativi che la musica ha favorito in Alessandra (F. Mendelssohn, concerto per violino e orchestra, primo movimento, https://www.youtube.com/watch?v=t29BSQwwTtU).
È evidente quanto la figura del terapeuta sia fondamentale nell’affiancare la/il paziente, se possibile, nei momenti successivi alla diagnosi, interpretando il proprio ruolo come uno spazio di accoglienza e riposizionamento del punto di vista rispetto a sé stessi e all’ambiente (Gorecki, sinfonia n.3, secondo movimento, https://www.youtube.com/watch?v=8MkjkoNo92I).
Sovente, i processi disintegrativi conseguenti alla diagnosi, scaturiscono dal non auto riconoscimento della persona rispetto ad uno sfondo abituale.
I parametri personali mutano improvvisamente: tutto ciò che era routine diventa improvvisamente memoria del cambiamento e continua rivivificazione del trauma.
D’altra parte, un radicale cambiamento può non corrispondere alle reali esigenze del paziente, in quanto comunque memoria di ciò che è stato con l’incognita angosciante di ciò che sarà.
La mia scelta terapeutica (perché comunque il terapeuta deve fare delle scelte, assumendosi le conseguenti responsabilità ma garantendosi uno spazio di correzione e rimodulazione), è stata profondamente influenzata dalla preziosa conoscenza degli scritti di Gregory Bateson intorno al principio di “ecologia mentale”, congiuntamente al sempre caro Marius Schneider, bussola affidabile nell’identificazione del senso/archetipo dei fenomeni terreni.
Pertanto ho accompagnato Alessandra verso il riposizionamento del proprio punto di vista rispetto sé stessa e verso tutto ciò che la circonda (Mozart, sinfonia K 81, ascolto completo, https://www.youtube.com/watch?v=GZHYcEumbYk).
La musica classica ha rappresentato uno schema nuovo di complessità leggibile attraverso le emozioni e l’esperienza transpersonale; un punto di osservazione molteplice, che ha evocato un mondo di suoni, immagini, sensazioni olfattive e gustative (certi cibi, nel dopo teatro, hanno un sapore molto più buono. Così come la degustazione di un vino di qualità diventa esperienza sorprendente dopo l’aver vissuto una intensa emozione musicale. Il che fa riflettere sul potenziamento sensoriale e sull’attivazione neurologica connessa all’esperienza musicale).
Il desiderio di una “nuova bellezza” insita in cose che non si erano mai introiettate o che non avevano mai suscitato grandi risonanze è stato un importante elemento strategico per la nuova autoidentificazione e per la rivalutazione di tutto ciò che sovente la malattia svaluta (Beethoven, concerto per violino e orchestra, secondo movimento, https://www.youtube.com/watch?v=cokCgWPRZPg).
L’ascolto della musica classica è sempre arduo, in quanto comporta un necessario passo in avanti verso la struttura.
La complessità architettonica delle composizioni richiede una sapiente miscela di analisi, esaltazioni sensoriali e sintesi simboliche (Shostakovich, concerto n.2 per piano e orchestra, secondo movimento, https://www.youtube.com/watch?v=JlMHjo7Jwhk).
Ciò ha rappresentato e rappresenta uno dei focus più importanti del percorso in atto.
Alessandra, attraverso la musica classica in terapia, ha configurato un nuovo modo di viaggiare, dando importanza al viaggio in sé più che ai luoghi da raggiungere, incarnando “l’etica del viandante”, concetto a me caro (A. Part, Spiegel im spiegel per pianoforte e violino, https://www.youtube.com/watch?v=JxYZu9piR64).
Trasformare la percezione della vita in un viaggio di formazione, accogliendo gli imprevisti, stimolando le intuizioni, cambiando strada, preferendo sentieri meno comodi ma più affascinanti, fermandosi e ripartendo con tempi legati alle emozioni (A. Part, Fratres, https://www.youtube.com/watch?v=-ipI4JFIKXY).
E soprattutto, non viaggiare per trovare in altri luoghi ciò che normalmente si possiede negli spazi abituali, ma aprirsi allo stupore di ciò che a volte è annichilito dai riti quotidiani e alle scoperte di nuove prospettive: questo è stato il vero cambiamento di Alessandra, metaforicamente e letteralmente (Pizzetti, Canti della stagione alta, https://www.youtube.com/watch?v=ijKyMj34K2I)
L’evoluzione della malattia è inesorabile: lo so io e lo sa lei.
E il tempo ha valore.
Per cui, evitando la frenesia, interpretando il qui ed ora come il momento non rinviabile dell’ascolto.
E l’ascolto necessita di un utilizzo sapiente delle pause, dei silenzi, degli stacchi e delle riprese.
La dinamica, l’agogica, il succedersi dei temi nelle forme della musica.
L’ascolto è vita.
La vita è ascolto (Rossini, Petite messe solennelle, https://www.youtube.com/watch?v=-HxmlRrUlKo).
Renato Pantaleo