Relazione
Sintesi dell’intervisione musicoterapica dell' 11 giugno 2023 curata dal Collega Giacomo Cassano
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Relazione
Sintesi dell’intervisione musicoterapica dell' 11 giugno 2023 curata dal Collega Giacomo Cassano
Erano presenti all’evento i Colleghi Musicoterapeuti:
1. Giangiuseppe Bonardi;
2. Giuseppe Poclen;
3. Chiara Bottelli;
4. Ilaria Tortorelli;
5. Giacomo Cassano;
6. Marzia Da Rold;
7. Rita Calderara;
8. Roberto Caroli;
9. Sandra Pasinetti;
10. Angela De Venuto;
11. Davide Caldognetto;
12. Stefania Cerri;
13. Julieta Espina Lisanti;
14. Valeria Crescenzi;
15. Maria Grazia Bianchi;
16. Renato Pantaleo;
17. Daria Cavallini (collegata fino alle ore 11:00).
Dopo i convenevoli di rito, Giacomo Cassano inizia la sua esposizione. Non è facile raccontare in tre ore un’esperienza di musicoterapia che è durata ben nove anni di lavoro ma il Cassano ci è riuscito benissimo. Non so se riuscirò altrettanto a fare un’analoga sintesi dell’incontro per cui rimando i lettori alla lettura del contributo che il Cassano pubblicherà prossimamente sul sito di MtIntervisionFree.
Man mano che Giacomo esponeva all’attento uditorio il proprio lavoro, nella mia testa pulsava l’idea di essere all’ascolto di un enorme lavoro musicoterapico, complesso, lungo, faticoso, difficoltoso, solitario, autentico, relazionale, musicale, folle, reale, terapeutico, sociale, insomma: “tanta roba” ma che bella!
In estrema sintesi la storia musicoterapica di Giacomo e di Emanuele (nome di fantasia in ottemperanza alla legge della privacy) inizia nove anni fa in una comunità terapeutica volta a curare adolescenti affetti da patologie psichiatriche.
Così, in un freddissimo ambiente musicoterapico, Giacomo conosce Emanuele che intona e incarna con estrema forza, ai limiti dello scontro fisico, la musica che lo pervade: la sua rabbia. È proprio accogliendo la musica di Emanuele che inizia il percorso musicoterapico in cui, lentamente, seduta dopo seduta, incomincia a prendere forma il ritmo relazionale che, incontro dopo incontro, mese dopo mese, anno dopo anno trasforma la rabbia cieca e distruttiva del ragazzo in musica ossia in una forma espressiva con la quale è possibile comunicare e ascoltare i tormenti e gli aneliti dell’anima. Il viaggio musicoterapico di Giacomo e di Emanuele è stato difficile, solitario, spesso ostacolato dall’équipe terapeutica che non comprendeva il senso del progetto. Un viaggio che ha avuto l’indubbio merito e la capacità di essersi calati nei labirinti della pazzia e di non perdersi in essi. Riuscire ad accogliere le voci allucinatorie che, una volta ascoltate, sono svanite, riportando Emanuele nel qui ed ora dell’incontro e della realtà, credo sia stata una delle mille sfide affrontate dai partecipanti. L’autenticità, la presenza sono alcune delle risorse cui Giacomo ha attinto per condurre il progetto intrapreso che ora, dopo ben nove anni, è approdato all’inserimento lavorativo e sociale di Emanuele. Tutto ciò sembra una favola che si conclude, come da copione, con un lieto fine ma, di fatto, in tutto ciò, non c’è nulla di favoloso perché, il lavoro esposto dal collega è la descrizione di un percorso musicoterapico, epistemologicamente ben strutturato, in cui il fare e la riflessione teoretica sul fare sono state sapientemente armonizzate. Complimenti e grazie ancora di questa splendida condivisione caro Giacomo Cassano.
Giangiuseppe Bonardi
bonardi.giangiuseppe@gmail.com